lavoro di gruppo shoah

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CLASSE II A DIAMANTE La shoah

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La seconda guerra mondiale iniziò nel 1939 quando Hitler volle vendicarsi della sconfitta subita nella prima guerra mondiale. Lo scopo di Hitler fu quello di sterminare tutte le persone che lui trovava diverse tra cui: omosessuali, oppositori politici alla sua dittatura, bambini disabili, ma soprattutto gli ebrei perche lui riteneva che la razza ariana era migliore di tutte le altre.

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Il primo atto pubblico sulle leggi razziali fu il “manifesto della razza”, pubblicato il 14 luglio del 1938; il punto 9 stabiliva che “gli ebrei non appartengono alla razza italiana”. Seguì la prima legge antisemita che espulse tutti gli ebrei (sia alunni sia insegnanti) dalle scuole di ogni ordine e grado. Per questi primi provvedimenti venne considerato di questa razza “colui che è nato da genitori di razza ebraica, anche se professa religione diversa da quella dei genitori. Con la “CARTA DELLA RAZZA”, in data 6 ottobre 1938,in sintesi si stabilisce che: a)È di razza ebraica colui che nasce da genitori entrambi ebrei; b)È considerato di razza ebraica colui che nasce da padre ebreo e da madre di nazionalità straniera;

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c)È considerato di razza ebraica colui che, pur essendo nato da matrimonio misto, professa religione ebraica; d)Non è considerato di razza ebraica colui che è nato da matrimonio misto, qualora professi altra religione all’infuori dell’ebraica.

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Art. 1 I matrimoni tra ebrei e i cittadini di sangue tedesco e apparentati sono proibiti. I matrimoni contratti a dispetto della presente legge sono nulli anche quando fossero contratti senza l’intenzione di violare la legge. Le procedure legali per l’annullamento possono essere iniziati soltanto dal Pubblico Ministero. Art. 2 Le relazioni sessuali extraconiugali tra ebrei e cittadini di sangue tedesco e apparentati sono proibite. Art. 3 - Agli ebrei non è consentito di impiegare come domestiche cittadine di sangue tedesco e apparentate.

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Art. 4 Agli ebrei è vietato esporre la bandiera nazionale del Reich o i suoi colori nazionali Agli ebrei è consentita l’esposizione dei colori giudaici. Art. 5 Chi violi la proibizione di cui all’Articolo 1 sarà condannato ai lavori forzati. Chi violi la proibizione di cui all’Articolo 2 sarà condannato al carcere o ai lavori forzati. Chi violi quanto stabilito dall’Articolo 3 o 4 sarà punito con un minimo di un anno di carcere o con una delle precedenti pene. Art. 6 Il Ministro degli Interni del Reich in accordo con il Vice Fuher e il Ministro della Giustizia del Reich emaneranno i regolamenti legali ed amministrativi richiesti per l’attuazione ed il rafforzamento della legge. Art. 7 La legge diverrà effettiva il giorno successivo alla sua promulgazione ad eccezione dell’Articolo 3 che diverrà effettivo entro e non oltre il 1°gennaio 1936.

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Nel 1938 furono introdotte in Italia le leggi razziali che discriminavano i cittadini di religione ebraica sulla base d’asserzioni razziali. Nel 1937 si era presentata una prima avvisaglia di carattere razzista: la legge puniva i matrimoni tra cittadini italiani e sudditi delle colonie dell’Africa orientale con la reclusione da uno a cinque anni. Le leggi razziali fasciste non sono una pietra d’inciampo del popolo italiano, uno spiacevole incidente di percorso, ma il risultato di un lungo processo d’inculcamento di pregiudizi. Nel 1848 un sovrano di casa Savoia, Carlo Alberto, sull’onda degli entusiasmi liberali, restituiva piena libertà di culto ad ebrei e valdesi del regno di Sardegna; novant’anni più tardi un altro sovrano di casa Savoia, Vittorio Emanuele III, avallava con la sua firma la discriminazione per legge.

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Se agli inizi del secolo qualcuno avesse chiesto agli studiosi in quale nazione europea c’erano maggiori possibilità di manifestazione dell’antisemitismo, questi avrebbero risposto, con certezza, la Francia. Proprio nel paese transalpino si erano manifestate gravi forme d’intolleranza, culminate nel 1894-98 nel processo Dreyfus, mentre nella Russia zarista, dal 1881, i pogrom (violente sommosse popolari) erano stati utilizzati dal regime per scaricare le tensioni sociali. Non mancavano eloquenti e preoccupanti segnali provenienti da tutto il continente europeo. Antisemitismo e razzismo, sia pur nella loro diversa origine storica, hanno trovato, tra il XIX e il XX secolo, una drammatica combinazione nelle ideologie totalitarie, culminata con la pianificazione nazista dello sterminio di massa.

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La parola olocausto significa sacrificio rituale, per decenni il termine è stato utilizzato per descrivere il sacrificio di vita umane a cui gli ebrei hanno dovuto sottostare durante il periodo nazista. Il termine shoah significa desolazione, catastrofe.

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La stella a sei punte era in origine l’emblema sullo scudo del re Davide. Come distintivo di un popolo inferiore, fu proposto, per la prima volta, dal papa innocente III nel 1215. Sotto i nazisti gli ebrei erano poi costretti a portare la stella gialla come marchio del loro essere ebrei .

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Le persone deportate venivano tatuate sull’avambraccio sinistro, l’operazione durava meno di un minuto ed era lievemente dolorosa, da quel momento il loro nome non esisteva più, ma solo il numero che dovevano imparare a distinguerlo e a dirlo in tedesco perche il numero era tutto. Verso la fine della guerra i “bassi numeri” cioè i sopravvissuti da più tempo erano quelli che avevano passato tante selezioni ed erano pochissimi. IL FATTO DI NUMERARE I PRIGIONIERI FACEVA PARTE DEL PROCESSO DI DEMOLIZIONE DELL’UOMO, TU NON AVEVI PIU’ UN NOME, ERI SOLO UN NUMERO .

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Durante la guerra gli ebrei venivano perseguitati e portati nei campi di concentramento, tra cui il più famoso è quello di Auschwitz in Polonia dove ne morirono tantissimi. Vi erano diversi campi di concentramento anche in Italia tra cui: quello di Afragola in provincia di Napoli, a Vercelli, a Fossoli, a Tarsia, a Bolzano, a Novara, a Legino, a Finalborgo, a Segno, a Varazzo, ad Auschwitz e tanti altri.

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Terenzin è un villaggio a 60 Km da Praga, è diventato tristemente famoso perché venne trasformato in un campo di concentramento dove venivano raccolti i bambini ebrei prima di essere smistati nei campi di sterminio. L’insegnamento era proibito, essi potevano studiare clandestinamente, così è potuta arrivare fino a noi la testimonianza di 4000 disegni e numerose poesie.

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Vorrei andare solaVorrei andare sola ove c’è un’altra gente migliore,in qualche posto sconosciutodove nessun più uccide.Ma forse ci andremo in tantiverso questo sogno,in mille forse …e perché non subito?Alena Synková (1926 sopravvisuta) La pauraDi nuovo l’orrore ha colpito il ghetto,un male crudele che ne scaccia ogni altro.La morte, demone folle, brandisce una gelida falceche decapita intorno le sue vittime.I cuori dei padri battono oggi di paurae le madri nascondono il viso nel grembo.La vipera del tifo strangola i bambinie preleva le sue decime dal branco.Oggi il mio sangue pulsa ancora,ma i miei compagni mi muoiono accanto.Piuttosto di vederli morirevorrei io stesso trovare la morte.Ma no, mio Dio, noi vogliamo vivere!Non vogliamo vuoti nelle nostre file.Il mondo è nostro e noi lo vogliamo migliore.Vogliamo fare qualcosa. E’ vietato morire!Eva Picková, anni dodici, (morta 18/12/1943)

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Nel periodo dell‘Olocausto della seconda guerra mondiale numerosi forni crematori furono costruiti dai nazisti all'interno dei campi di concentramento e nei campi di sterminio. Tali strutture servirono per bruciare i corpi di migliaia di ebrei, rom ed altri prigionieri uccisi o comunque deceduti in tali campi. Nell'ultima fase della guerra il numero di prigionieri deceduti era così elevato che i forni dei campi non bastarono più a cremare la enorme quantità di cadaveri accumulatesi, che vennero spesso ammucchiati in enormi pire e bruciati all'aria aperta. .

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La pratica della cremazione si aggiungeva all'atrocità dello sterminio di massa: infatti tale costume risultava profondamente offensivo verso il giudaismo ortodosso che in ragione dell'Halakha, la legge ebraica, vieta la cremazione supponendo che l'anima di una persona che vi è sottoposta non possa raggiungere la pace definitiva. Da allora, la cremazione è considerata in maniera particolarmente negativa da molti osservanti di fede ebraica. In Italia l’unico forno crematorio fu quello allestito vicino Trieste.

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La fossa comune è una buca destinata a più cadaveri. In passato veniva usata largamente per seppellire i cadaveri dei poveri che non potevano permettersi un monumento funebre. Generalmente, durante le guerre viene usata sia per seppellire soldati sia per occultare genocidi (distruggere un gruppo nazionale) e altri crimini di guerra.

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Se noi conosciamo molto dettagliatamente la seconda guerra mondiale è solo grazie alle numerose testimonianze di ebrei sopravvissuti nel periodo dell’ olocausto. Le più importanti sono quelle di Primo Levi e Anna Frank

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LA SHOAH IL 27 GENNAIO E’ RICORDATO PERCHE’ L’OLOCAUSTO NON VENGA MAI DIMENTICATO. MILIONI DÌ UOMINI, DONNE E RAGAZZINI FINO AI NEONATI PIU’ PICCINI, NEI LAGERS SONO STATI STERMINATI E NELLE CAMERE A GAS SOFFOCATI SOLO PER L’ODIO DÌ UNA MENTE PAZZA, ERA HITLER CHE VOLEVA AD OGNI COSTO LA PUREZZA DELLA RAZZA. DA TANTA TRISTEZZA PER QUELL’ORRORE, SPUNTA UN VISO COME UN FIORE, E’ UNA RAGAZZINA BELLA E SORRIDENTE, MA CON LO SGUARDO QUASI ASSENTE. ANNA FRANK SI CHIAMAVA ERA EBREA E NASCOSTA SE NE STAVA, SCRIVEVA SU UN DIARIO E POI SOGNAVA, LA FINE DELLO STERMINIO ASPETTAVA. MA SCOPERTA E CATTURATA IN UN CAMPO DÌ CONCENTRAMENTO FU DEPORTATA. SPEZZARONO LA SUA VITA E OGNI SOGNO E DEL SUO DIARIO NON EBBE PIU’ BISOGNO: ESSO RIMASE LA’, A RICORDARE, A NOI TUTTI, PER SEMPRE LA SHOAH!

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Power Point realizzato da : ALESSIO, ANTONIO, BRUNO, DANILO, DEBORA , YLENIA . Con la collaborazione di Sissi, Andrea , Luca e Luigi.

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