L'età napoleonica

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18 Maggio 1804 a Notre- Dame Napoleone fu proclamato imperatore. Lui steso dice: “Non sono re di Francia e di Navarra per grazia di Dio” ma “imperatore dei francesi per volontà del popolo”. Con l’incoronazione di Napoleone non veniva ricostruita la nobiltà feudale, ma rimanevano i principi di uguaglianza della Rivoluzione francese.

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Si crea così intorno a lui una vera e propria " monarchia " con Corti e Nobiltà d'Impero mentre il regime stabilito prosegue, sotto il suo impulso, riforme e modernizzazione : insegnamento, urbanismo, economia, arte, creazione del cosiddetto "Codice napoleonico", che fornisce una base giuridica alla società uscente dalla Rivoluzione. Ma l'Imperatore è presto preso da altre guerre.

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Un ritorno all’ancien régime? Da repubblica si passa a monarchia In ogni Stato c’era un familiare di Napoleone al governo Aveva richiamato in patria numerosi aristocratici Ma la classe aristocratica non si basava più sui privilegi fiscali ma apparteneva in gran parte alla nuova borghesia che aveva rafforzato il suo potere economico durante la rivoluzione.

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Intanto, Napoleone continuava a combattere contro gli stati che non volevano sottomettersi. Ne uscirà vittorioso a parte con due Stati i quali saranno la sua spina sul fianco per tutta la vita: *Spagna *Inghilterra

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La Spagna sebbene le guerriglie fossero difficile da capeggiare, Napoleone sfruttò un diverbio nella famiglia reale spagnola, tra il re Carlo V e i figlio il principe delle Asturie Ferdinando, Napoleone costrinse entrambi ad abdicare e mise sul trono di Spagna il fratello Giuseppe, facendola così entrare nell’orbita dell’impero francese.

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Per mettere in ginocchio l’Inghilterra Napoleone avviò un embargo chiamato BLOCCO CONTINENTALE, (poiché, l’intenzione di Napoleone era che tutta l’Europa continentale avrebbe dovuto aderire all’embargo contro le isole britanniche). Ma…

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Scopo di Napoleone attuando il blocco: era di colpire l’economia inglese, visto che con la sconfitta di Trafalgar (21 ottobre 1805), la Francia non sarebbe più stata in grado di contrastare il dominio inglese dei mari né avrebbe avuto più la possibilità di invadere il suolo britannico con armate francesi.

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Il fallimento del blocco fu dovuto al fatto: che molti paesi europei non vi aderirono completamente, continuando commerciare con il “nemico”. il blocco fu esteso a tutte le navi, anche a quelle neutrali, che avessero fatto scalo su porti britannici. così i prezzi cominciarono a salire sempre più anche per il motivo che le risorse primarie cominciarono a scarseggiare e certi stati conciarono a danneggiare la propria autonomia. Il mancato rispetto da parte dei paesi non direttamente amministrati dalla Francia costrinse inoltre l’imperatore, per motivi non solo economici ma anche di prestigio, ad intervenire contro di loro militarmente, con gran disperdio di risorse umane e materiali che alla lunga si rivelò fatale.

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Reazione inglese: nel gennaio del 1807 furono emesse alcune Ordinanze che istituzionalizzarono il comportamento di fatto della marina britannica nei confronti delle navi neutrali dirette ai porti francesi. l’Inghilterra modificò le sue ordinanze qualsiasi commercio con i porti continentali soggetti a blocco era vietato, la pena: la confisca del carico ed il sequestro della nave a patto che le navi dirette in tali porti non passassero prima su un porto inglese e pagassero una “tassa di rispedizione” sui carichi destinati all’Europa.

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Nel 1812 dopo 5 anni di blocco e di gravi difficoltà economiche, l’Inghilterra era lontana dall’accettare una qualsiasi condizione di pace come pure, la guerra spagnola era lontana dalla fine. Napoleone si convinse che il successo del Blocco richiedeva la completa chiusura del Baltico e la conquista della Russia.

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lo zar Alessandro I aveva deciso di riprendere i commerci con l’Inghilterra e aveva indebolito la sua alleanza con la Francia La risposta di Napoleone fu la mobilitazione di una “grand’armata”, quasi 700 mila uomini che nel giugno 1812 cominciarono ad avanzare in territorio russo.

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I russi, comandati da Kutuzov, attuarono la tattica della ritirata piuttosto che scontrarsi contro il preponderante esercito napoleonico. Il 12 settembre nei dintorni di Mosca ebbe luogo la Battaglia di Borodino, la quale sarà vinta dalle armate francesi.

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Così Napoleone entrò a Mosca convinta che lo zar avrebbe negoziato la pace. Napoleone non poteva immaginare che la città completamente vuota nascondesse in realtà un’insidia: nella notte Mosca cominciò a bruciare, essendo stato appiccato fuoco da alcuni russi rimasti nascosti nelle case. Napoleone si rese così conto che lo zar non cercava un accordo, perciò ordinò la ritirata. Era rimasto a Mosca solo per 35 giorni.

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Durante la ritirata l’armata cominciò a soffrire di grandi perdite dovute al freddo dell’inverno russo, alle malattie e la scarsità di cibo dovuta al fatto che i russi dove passavano bruciavano tutto in modo che il nemico non avesse nessun “appiglio”per sopravvivere. Intanto i russi stavano attuando una nuova tattica per sorprendere e attaccare alle spalle. Infatti, cercarono di far saltare tutti i ponti che avrebbero portato poi verso casa i francesi. L’esercito russo poi si divise in più armate perché voleva accerchiare Napoleone.

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Le potenze europee, consce dell’atroce disfatta di Russia, sollevarono la testa e formarono un patto.   La prima ad unirsi alla vittoriosa Russia fu la Prussia che, abbandonando l’alleanza con Napoleone, si schierò a fianco dell’Inghilterra. Napoleone non si fece cogliere impreparato, e sconfisse i prussiani per ben due volte nel 1813. l’insidia più grande era l’Austria, la quale era pronta a scavalcare anche un matrimonio(1810) di stato come quello di Napoleone con Maria Luisa pur di sconfiggere l’odio nemico. L’Austria poi si alleerà alla coalizione antifrancese.

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Dopo un’ultima vittoria a Dresda,le forze napoleoniche si scontrarono con gli eserciti congiunti di Austria, Russia, Prussia e Svezia nella battaglia di Lipsia detta “battaglia delle Nazioni”, perché vi parteciparono eserciti di tutta Europa(16- 19 ottobre 1813). L’inesperto esercito francese, la defezione dei contingenti tedeschi e le soverchianti forze nemiche furono i fattori che determinarono la sconfitta di Napoleone a Lipsia. L’esercito francese fu costretto a una rovinosa ritirata attraverso la Germania in piena insurrezione contro l’occupazione napoleonica, mentre anche l’Olanda si rivoltava a la Spagna era ormai persa.

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Il 6 aprile 1814 Napoleone fu costretto ad abdicare in favore di Luigi XVIII e a trasferirsi all’isola d’Elba, concessagli come principato personale.

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Sfuggendo alla sorveglianza Inglese, Napoleone riuscì però a rientrare in Francia nel Marzo 1815 dove, sostenuto dai Liberali, conoscerà un secondo ma breve Regno conosciuto sotto il nome di "Regno dei Cento Giorni".

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La nuova e riconquistata gloria non durerà a lungo: presto le illusioni di ripresa verranno cancellate dal disastro seguito alla battaglia di Waterloo, ancora una volta contro gli inglesi. La storia si ripete, dunque, e Napoleone deve nuovamente abdicare al suo ripristinato ruolo di Imperatore il 22 Giugno1815.

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Ormai in mano agli inglesi, questi gli assegnano coma prigione la lontana isola di Sant'Elena, dove prima di spegnersi il 5 maggio 1821, evocherà spesso con nostalgia la sua isola natale, la Corsica. Il suo rammarico, confidato alle poche persone rimastigli vicine, era quello di aver trascurato la sua terra, troppo occupato in guerre ed imprese.

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