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Premium member Presentation Transcript Il libro dei giudici: Il libro dei giudici Storia e religiosità di un popolo in camminoI Giudici nella storia dove sono?: I Giudici nella storia dove sono?Slide 3: I giudici Nella Geografia Di quel tempoSlide 4: Il libro dei Giudici abbraccia il periodo della storia d'Israele che va dalla morte di Giosuè all'avvento di Samuele, cioè grosso modo dal 1220 al 1050 a.C. Si tratta di un tempo di transizione, in cui le tribù disperse sono tenute unite solo dalla fede comune. Rimanere fedeli a Dio significava essere un popolo forte e unito. Il culto agli dei era fonte di debolezza e di divisione. L'autore scrive probabilmente durante i primi anni della monarchia, sotto Saul o Davide, e guarda indietro al tempo in cui il popolo non aveva un re. Scrive dopo la distruzione del santuario di Silo (18, 31), ma prima che Davide conquisti Gerusalemme (1,21). Mette insieme i racconti relativi agli eroi nazionali e cita alla lettera il canto di Debora, scritto subito dopo la battaglia. Descrive con maggior abbondanza di particolari 6 dei 12 giudici menzionati: Otniel , Eud , Debora Barak , Gedeone, Jefte e Sansone. I 'giudici' non erano solo dei consiglieri, bensì uomini di azione, che liberavano una tribù o il popolo intero dalla soggezione ai popoli circostanti, divenendo condottieri locali o nazionali. Lo spettacolo umano offerto dal libro dei Giudici è deprimente. Il rotolo biblicoSlide 5: Il destino della nazione segue un ciclo monotono e ripetitivo. Israele abbandona Dio per gli dei pagani; allora Dio permette che abbia a soffrire per mano dei Cananei. Israele invoca il suo aiuto, e Dio manda un liberatore. Le cose andranno bene fino alla morte di questi, poi l'infedeltà riprenderà il sopravvento. Nessun libro biblico descrive in maniere più plastica l'inclinazione profonda dell'uomo al peccato, inclinazione che si manifesta anche in coloro che conoscono Dio. Ciò che stupisce é l'amore e la preoccupazione costante di Dio, nonostante questa situazione. Dio conosce le infedeltà passate di Israele, sa che si comporterà ancora così in futuro, eppure, non appena quello lo invoca, risponde e si serve allo scopo delle persone meno raccomandabili: Giaele, che trasgredisce le sacre leggi dell'ospitalità; Eud, che non si vergogna di ricorrere all'assassinio; Sansone, che conduce una vita sessuale depravata; un popolo che gongola di gioia di fronte agli atti di crudeltà. In nessuna parte però la Bibbia raccomanda queste cose o giustifica gli individui che le commettono, Dio si limita a prenderli e a usarli a motivo della loro fede. (Ebrei 11,32ss. ), nonostante la loro immoralità. Per questo, perché Dio é un Dio del genere, c’è speranza per l'uomo peccatore. Il vello d i G edeoneSlide 6: Cronologia . Gli autori orientali non dimostrano per la precisione cronologica una preoccupazione simile a quella degli storici occidentali. Sommando le cifre del libro dei Giudici otteniamo un totale di 390 anni . Eppure, ammettendo che la conquista si sia verificata verso il 1240, come pare probabile, questo periodo non dovrebbe superare i 200 anni, Una delle ragioni di questa apparente discordanza potrebbe essere la sovrapposizione di periodi di giudici diversi. Da 10,7 sappiamo per esempio che l'oppressione ammonita ad oriente e quella filistea ad occidente si verificarono nel medesimo periodo. E’ verosimile che tale contemporaneità si sia registrata anche in altri momenti. Un altro fattore è l'uso frequente dell'espressione quarant'anni , una cifra tonda per indicare una generazione più che una durata cronologica precisa. Un’esegeta propone la seguente. cronologia approssimativa: 1200 Otniel 1170 Eud 1150 Samgar 1125 Debora e Barak 1100 Gedeone 1070 Iefte I070 Sansone Debora l a profetessaSlide 7: Le generazioni passano. Anche quella di Giosuè, quella della conquista della terra, è ormai tramontata, cedendo il posto ad una generazione sempre più lontana dai grandi eventi fondatori, che corre il rischio di smarrire la fede e di lasciarsi religiosamente assimilare dalla cultura del luogo, dal mondo di Canaan. E’ l'epoca dei 'Giudici', alla quale una scuola storiografica, sorta nell'alveo della riforma di Giosia, dedica un libro, intitolato appunto con il termine di Giudici (ebraico: sop e tim), che deriva da una radice il cui senso originario non è soltanto quello del giudicare, dell'amministrare la giustizia, ma anche quello del governare, del proteggere. Nel titolo sta già uno dei problemi del libro: di che 'giudici' si tratta? Gli esegeti sono soliti distinguere una doppia tipologia di giudici. I cosiddetti “grandi giudici” coincidono con personaggi dotati di particolare carisma per raccogliere gruppi di volontari per la guerra, resasi necessaria a causa delle gravi minacce che via via incombono sulla vita delle tribù. Si tratta dei popoli che stanno premendo sulla regione per entrare in possesso della striscia di terra su cui anche Israele si sta insediando progressivamente. La b attaglia c ontro i FilisteiSlide 8: I 'grandi giudici' sono detti 'salvatori' (come Otnièl : Gdc 3,9; Eud : 3,15), perché la loro funzione è quella di liberare il popolo dalla minaccia degli invasori. Oltre ai 'grandi giudici' vengono menzionati dei personaggi che si sono distinti per la loro autorevolezza nell'arbitrato circa questioni di convivenza tra le varie tribù, i clan, le famiglie; essi devono garantire la giustizia, basata fondamentalmente sulla consuetudine . Sono i cosiddetti 'piccoli giudici ', dei quali non si ricorda nessun fatto memorabile, ma solo elementi del loro prestigio sociale. Si pensi, ad esempio, al giudice Ibsan: « Dopo di lui fu giudice d'Israele Ibsan di Betlemme. Egli ebbe trenta figli, maritò trenta figlie e fece venire da fuori trenta fanciulle per i suoi figli. Fu giudice d'Israele per sette anni . Poi Ibsan morì e fu sepolto a Betlemme » ( Gdc 12,8-10). Il rapporto tra piccoli e grandi giudici viene articolato secondo l'artificio della successione cronologica, onde poter abbracciare l'epoca che va dai primi insediamenti nella terra al tempo degli inizi della monarchia. Ciò struttura il libro su una serie di sei giudici maggiori e sei giudici minori. A tali storie sono premesse due introduzioni e apposte due appendici. Papiro l ibro dei giudiciSlide 9: Il nostro percorso seguirà lo sviluppo dell'opera e così sosteremo sulle due introduzioni presenti nel libro e sulla vicenda della guerra contro la coalizione cananea capeggiata dal re di Asor, in cui emergono i personaggi di Debora, Baraq , Giaele, ma soprattutto il personaggio trascendente di YHWH, il Dio d'Israele. Ci soffermeremo alla figura del giudice liberatore Gedeone, personaggio comunque con aspetti controversi, problematici, che diventano assolutamente preminenti nella figura di contrasto rappresentata da Abimèlec , in cui si ha una manifestazione di brama di potere e di violenza sfrenate. S copriremo la personalità di Sansone. Anche costui è una figura chiaroscurale , ed è giudice d'Israele in modo singolare , in quanto in realtà non libera nessuno, né esercita la giudicatura, ma rappresenta solo un tentativo di reazione alla più grave minaccia che si sta profilando, quella dei Filistei. Studieremo le due appendici del libro, e in particolare sull'inquietante delitto di Gàbaa , seguito dalla guerra contro la tribù di Beniamino, fino al rischio dello sterminio totale, in un tempo in cui « non c'era re in Israele e ognuno faceva quello che meglio gli pareva» ( Gdc 21,25). Il Giudice Jefte Con sua figliaSlide 10: E’ ESISTITA UN’EPOCA DEI GIUDICI? L'attuale letteratura esegetica sul libro dei Giudici si muove tra due posizioni opposte. Una è quella di chi ritiene l'epoca dei giudici come una realtà storica almeno nei suoi elementi fondamentali , l'altra è quella di chi vede nel periodo dei giudici un'invenzione letterario-teologica di una scuola di pensiero che nel Deuteronomio ha il suo manifesto: la scuola cosiddetta appunto deuteronomistica. In ogni caso, anche quando si accorda una certa storicità al racconto di Giudici, bisogna riconoscere che la presentazione del periodo premonarchico fatta dal libro è pressoché interamente concentrata sulla relazione tra Israele e il Signore , sul dato teologico dell'alleanza e della grande instabilità dei rapporti fra i due partners . Resta vero anche che l'esposizione del libro dei Giudici è orientata meno verso il passato di quanto non lo sia verso il futuro, e cioè l'instaurazione della monarchia con il problema decisivo: questa istituzione sarà capace di garantire ad Israele stabilità e salvezza? Resta comunque pertinente la domanda sull'età della storia d'Israele che si può datare come età del Ferro Antico (1200-1050 a.C.) Gli Israeliti si vanno via via stabilendo nel paese, acquistando nuovi sistemi di vita legati sostanzialmente all'agricoltura . E un processo di assimilazione culturale che comporta inevitabilmente anche un'assimilazione di elementi religiosi, collegati ai culti idolatri, e in particolare ai culti di Baal e di Astarte , dèi della terra e della fecondità.Slide 11: Dal punto di vista geopolitico, nel periodo in cui la Bibbia pone l'epoca dei giudici vi sono grandi movimenti di popolazioni, poiché è venuto meno il delicato equilibrio tra i vari imperi: l'Egitto, in Mesopotamia l'Assiria, che ha sottomesso il rivale potere meridionale di Babilonia, in Asia Minore l'impero ittita. Nel Mediterraneo orientale vi è poi l'impero marittimo e commerciale dei Micenei, i greci al cui nome sono legati i poemi dell'Iliade e dell'Odissea. La zona costiera funge da ponte di comunicazione tra questi imperi, ma improvvisamente tutto diventa instabile: l'Egitto perde vigore, e riesce soltanto ad essere l'ombra della potenza di un tempo; in Asia Minore si sfalda l'impero ittita, e anche l'impero assiro conosce un'epoca buia, oscura. Tutto è legato al muoversi di popolazioni che invadono la zona degli imperi e quelle limitrofe. In Europa centrale arrivano gli Illiri , mentre i Dori e i Frigi pongono fine all'era micenea . Costoro, avanzando, trascinano con sé altra gente e mettono in fuga altri popoli, come Siculi, Etruschi, Danai . Questi ultimi fuggono per via mare in cerca di nuove terre e sono i cosiddetti 'popoli del mare' , che il faraone Ramses III respinge dai confini, ma lascia insediare nella terra di Canaan . Sono i ' Palastu ', cioè i Filistei, e la regione da loro occupata sarà perciò detta 'Palestina'. Intanto in oriente gruppi nomadi si muovono, fanno crollare l'impero ittita, dilagano in territori vasti, insediandosi in genere ai margini del deserto, dove la sabbia comincia a lasciare il posto all’acqua e alla vegetazione. Ecco sorgere la città di Aleppo, Hamat , Damasco. In tale contesto geopolitico, va inserito anche Israele, che si sta insediando v ia via nelle terre montagnose, espandendosi solo successivamente attraverso alleanze e scontri militari proprio nelle zone delle città-stato cananee.Slide 13: Si deve però dire che la terra in cui Israele si sta insediando è appetita anche da altri popoli: Aramei, Ammoniti, Moabiti, Edomiti, e Madianiti. Inoltre bisogna ricordare che da ovest stanno premendo i Filistei, dapprima insediati lungo la costa (si creerà qui la pentapoli filistea: Gaza, Asdod, Ekron, Askalon, Gat), e poi spingenti verso l'interno, con alcune postazioni strategiche, come quella di Bet-Shean, a nord-ovest della valle del Giordano. In questo contesto si comprende come Israele, che non è un'entità politica precisa, ma solo un insieme di tribù [ del cui tipo di unità tuttora si discute, sia che si accetti la tesi di una “lega” o “confederazione di città israelite”, sia che si propenda per forme di unità ancora più blande ], risulti estremamente fragile, vulnerabile, di fronte alla pressione militare esercitata da questi altri popoli, nonché dalle città-stato cananee. Infatti in questo periodo gli Israeliti non hanno un'organizzazione militare stabile, un proprio esercito regolare; ma quando gli avversari diventano pericolosi, ecco sorgere in Israele dei capi, dei condottieri più o meno carismatici ed abili, che assumono l'iniziativa. Essi fanno prendere innanzitutto coscienza del pericolo, poi chiamano tutti gli uomini ad un arruolamento volontario, organizzano la resistenza, la reazione militare, alimentando la fiducia nell'aiuto del Signore, il difensore d'Israele. Quando poi il pericolo è cessato, ciascuno torna a casa sua, rientra nella propria li tribù. È questo il quadro in cui si collocano i cosiddetti grandi giudici , cioè i liberatori, i salvatori d'Israele.Slide 14: I problemi però non riguardano soltanto i rapporti con altri popoli, ma anche frizioni e questioni interne, nei rapporti tra le tribù e i clan. Non esistendo una vera e propria autorità, bisogna rivolgersi a persone che hanno autorevolezza , e questi sono i cosiddetti piccoli giudici , che per il loro prestigio personale e il loro ruolo sociale (sono i capi di gruppi familiari numerosi e ricchi) vengono riconosciuti come arbitri delle situazioni. Il libro dei Giudici ci riporta il nome di alcuni di costoro, come Giair, Ibsan, Elon, Abdon, Debora, Tola... Il legame tra le tribù resta quindi piuttosto vago sul piano politico e militare, ma più solido sul piano religioso: tutti fanno riferimento al Dio YHWH, e credono in Lui. Tutti si considerano discendenti dagli stessi antenati, si riconoscono in una medesima grande avventura, l‘Esodo, e la tramandano in modo epico. Forse i momenti di unità sono quelli esperimentati durante le feste religiose presso alcuni santuari importanti, tra i quali emergerà progressivamente quello di Silo. D'altra parte non mancano momenti in cui prevalgono spinte antiunitarie, sia perché gli interessi immediati delle varie tribù non sono sempre convergenti, sia perché scoppiano talora delle faide, delle vendette sanguinose, che rendono difficili i rapporti, come nel caso della guerra contro Beniamino, colpevole di aver protetto degli assassini stupratori. La tensione tra l'autonomia delle tribù e la necessità di una forma più concreta e visibile di unità, anche istituzionale, permane in tutta l'epoca dei giudici, almeno stando alle asserzioni dell'omonimo libro, e si scioglierà con l'avvento della monarchia, con cui Israele cerca di dare una risposta pronta ed efficace all'assalto di nemici sempre più pericolosi ed organizzati, quali saranno nel concreto i Filistei.Slide 15: I RE MENDICANTI A TAVOLA L'inizio dei libro dei Giudici proietta immediatamente l'ombra di Giosuè, in quanto comincia con il riassumere il tema della conquista. Ma già qui c'è qualcosa d'insolito, perché s'incontra subito una storia sintetica dell'insediamento delle tribù israelite nella terra di Canaan, storia che appare assai meno gloriosa e trionfale di quella dipinta con colori epici nella prima parte del libro di Giosuè (cc. 1-12). Non c'è Blitz-Krieg, guerra e conquista lampo, ma solo un insediamento lento, graduale, contrastato, perché la terra di Canaan non è certo vuota, ma abitata. I tempi quindi vanno per le lunghe e, nell'insediamento nella terra, alcuni gruppi svolgono un ruolo preponderante, come è il caso, ad esempio, della tribù di Giuda, che coagula intorno a sé altre tribù del sud. Vendette e crudeltà non vengono lesinate, come nel caso di Adoni-Bezek, cui vengono amputati i pollici e gli alluci, e che deve riconoscere: «Adoni-Bezek disse: "Settanta re con i pollici delle mani e dei piedi amputati, raccattavano gli avanzi sotto la mia tavola. QuelIo che ho fatto io, Dio me lo ripaga"» (Gdc 1,7). Peraltro, l'episodio storicamente è di difficile interpretazione, in quanto anticipa una sorta di conquista di Gerusalemme, che in realtà è di epoca davidica. Anche gli altri episodi, spesso con sapore aneddotico, mostrano che, dopo Giosuè, la presenza dei nemici nella terra non è scomparsa, ma sussiste. Poiché Israele ha risparmiato le popolazioni locali e non ha attuato l'anatema, cioè il santo sterminio, secondo la legge del taglione deve subire la permanenza dei nemici; è quella legge del taglione esplicitata proprio sulla bocca di Adoni-Bezek. Se da una parte Giuda sembra riuscire pienamente in essa, eccetto che nelle zone di pianura, dove gli abitanti sono muniti di carri di ferro (Gdc 1,19), dall'altra la conquista si rivela, per le rimanenti tribù del centro e del nord, sempre più parziale, limitata, incerta, e si capisce così l'insistenza sul fatto che esse non scaccino gli abitanti cananei dai rispettivi territori. È una conquista ineguale, che privilegia il ruolo di Giuda, You do not have the permission to view this presentation. In order to view it, please contact the author of the presentation.
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Mette insieme i racconti relativi agli eroi nazionali e cita alla lettera il canto di Debora, scritto subito dopo la battaglia. Descrive con maggior abbondanza di particolari 6 dei 12 giudici menzionati: Otniel , Eud , Debora Barak , Gedeone, Jefte e Sansone. I 'giudici' non erano solo dei consiglieri, bensì uomini di azione, che liberavano una tribù o il popolo intero dalla soggezione ai popoli circostanti, divenendo condottieri locali o nazionali. Lo spettacolo umano offerto dal libro dei Giudici è deprimente. Il rotolo biblicoSlide 5: Il destino della nazione segue un ciclo monotono e ripetitivo. Israele abbandona Dio per gli dei pagani; allora Dio permette che abbia a soffrire per mano dei Cananei. Israele invoca il suo aiuto, e Dio manda un liberatore. Le cose andranno bene fino alla morte di questi, poi l'infedeltà riprenderà il sopravvento. Nessun libro biblico descrive in maniere più plastica l'inclinazione profonda dell'uomo al peccato, inclinazione che si manifesta anche in coloro che conoscono Dio. Ciò che stupisce é l'amore e la preoccupazione costante di Dio, nonostante questa situazione. Dio conosce le infedeltà passate di Israele, sa che si comporterà ancora così in futuro, eppure, non appena quello lo invoca, risponde e si serve allo scopo delle persone meno raccomandabili: Giaele, che trasgredisce le sacre leggi dell'ospitalità; Eud, che non si vergogna di ricorrere all'assassinio; Sansone, che conduce una vita sessuale depravata; un popolo che gongola di gioia di fronte agli atti di crudeltà. In nessuna parte però la Bibbia raccomanda queste cose o giustifica gli individui che le commettono, Dio si limita a prenderli e a usarli a motivo della loro fede. (Ebrei 11,32ss. ), nonostante la loro immoralità. Per questo, perché Dio é un Dio del genere, c’è speranza per l'uomo peccatore. Il vello d i G edeoneSlide 6: Cronologia . Gli autori orientali non dimostrano per la precisione cronologica una preoccupazione simile a quella degli storici occidentali. Sommando le cifre del libro dei Giudici otteniamo un totale di 390 anni . Eppure, ammettendo che la conquista si sia verificata verso il 1240, come pare probabile, questo periodo non dovrebbe superare i 200 anni, Una delle ragioni di questa apparente discordanza potrebbe essere la sovrapposizione di periodi di giudici diversi. Da 10,7 sappiamo per esempio che l'oppressione ammonita ad oriente e quella filistea ad occidente si verificarono nel medesimo periodo. E’ verosimile che tale contemporaneità si sia registrata anche in altri momenti. Un altro fattore è l'uso frequente dell'espressione quarant'anni , una cifra tonda per indicare una generazione più che una durata cronologica precisa. Un’esegeta propone la seguente. cronologia approssimativa: 1200 Otniel 1170 Eud 1150 Samgar 1125 Debora e Barak 1100 Gedeone 1070 Iefte I070 Sansone Debora l a profetessaSlide 7: Le generazioni passano. Anche quella di Giosuè, quella della conquista della terra, è ormai tramontata, cedendo il posto ad una generazione sempre più lontana dai grandi eventi fondatori, che corre il rischio di smarrire la fede e di lasciarsi religiosamente assimilare dalla cultura del luogo, dal mondo di Canaan. E’ l'epoca dei 'Giudici', alla quale una scuola storiografica, sorta nell'alveo della riforma di Giosia, dedica un libro, intitolato appunto con il termine di Giudici (ebraico: sop e tim), che deriva da una radice il cui senso originario non è soltanto quello del giudicare, dell'amministrare la giustizia, ma anche quello del governare, del proteggere. Nel titolo sta già uno dei problemi del libro: di che 'giudici' si tratta? Gli esegeti sono soliti distinguere una doppia tipologia di giudici. I cosiddetti “grandi giudici” coincidono con personaggi dotati di particolare carisma per raccogliere gruppi di volontari per la guerra, resasi necessaria a causa delle gravi minacce che via via incombono sulla vita delle tribù. Si tratta dei popoli che stanno premendo sulla regione per entrare in possesso della striscia di terra su cui anche Israele si sta insediando progressivamente. La b attaglia c ontro i FilisteiSlide 8: I 'grandi giudici' sono detti 'salvatori' (come Otnièl : Gdc 3,9; Eud : 3,15), perché la loro funzione è quella di liberare il popolo dalla minaccia degli invasori. Oltre ai 'grandi giudici' vengono menzionati dei personaggi che si sono distinti per la loro autorevolezza nell'arbitrato circa questioni di convivenza tra le varie tribù, i clan, le famiglie; essi devono garantire la giustizia, basata fondamentalmente sulla consuetudine . Sono i cosiddetti 'piccoli giudici ', dei quali non si ricorda nessun fatto memorabile, ma solo elementi del loro prestigio sociale. Si pensi, ad esempio, al giudice Ibsan: « Dopo di lui fu giudice d'Israele Ibsan di Betlemme. Egli ebbe trenta figli, maritò trenta figlie e fece venire da fuori trenta fanciulle per i suoi figli. Fu giudice d'Israele per sette anni . Poi Ibsan morì e fu sepolto a Betlemme » ( Gdc 12,8-10). Il rapporto tra piccoli e grandi giudici viene articolato secondo l'artificio della successione cronologica, onde poter abbracciare l'epoca che va dai primi insediamenti nella terra al tempo degli inizi della monarchia. Ciò struttura il libro su una serie di sei giudici maggiori e sei giudici minori. A tali storie sono premesse due introduzioni e apposte due appendici. Papiro l ibro dei giudiciSlide 9: Il nostro percorso seguirà lo sviluppo dell'opera e così sosteremo sulle due introduzioni presenti nel libro e sulla vicenda della guerra contro la coalizione cananea capeggiata dal re di Asor, in cui emergono i personaggi di Debora, Baraq , Giaele, ma soprattutto il personaggio trascendente di YHWH, il Dio d'Israele. Ci soffermeremo alla figura del giudice liberatore Gedeone, personaggio comunque con aspetti controversi, problematici, che diventano assolutamente preminenti nella figura di contrasto rappresentata da Abimèlec , in cui si ha una manifestazione di brama di potere e di violenza sfrenate. S copriremo la personalità di Sansone. Anche costui è una figura chiaroscurale , ed è giudice d'Israele in modo singolare , in quanto in realtà non libera nessuno, né esercita la giudicatura, ma rappresenta solo un tentativo di reazione alla più grave minaccia che si sta profilando, quella dei Filistei. Studieremo le due appendici del libro, e in particolare sull'inquietante delitto di Gàbaa , seguito dalla guerra contro la tribù di Beniamino, fino al rischio dello sterminio totale, in un tempo in cui « non c'era re in Israele e ognuno faceva quello che meglio gli pareva» ( Gdc 21,25). Il Giudice Jefte Con sua figliaSlide 10: E’ ESISTITA UN’EPOCA DEI GIUDICI? L'attuale letteratura esegetica sul libro dei Giudici si muove tra due posizioni opposte. Una è quella di chi ritiene l'epoca dei giudici come una realtà storica almeno nei suoi elementi fondamentali , l'altra è quella di chi vede nel periodo dei giudici un'invenzione letterario-teologica di una scuola di pensiero che nel Deuteronomio ha il suo manifesto: la scuola cosiddetta appunto deuteronomistica. In ogni caso, anche quando si accorda una certa storicità al racconto di Giudici, bisogna riconoscere che la presentazione del periodo premonarchico fatta dal libro è pressoché interamente concentrata sulla relazione tra Israele e il Signore , sul dato teologico dell'alleanza e della grande instabilità dei rapporti fra i due partners . Resta vero anche che l'esposizione del libro dei Giudici è orientata meno verso il passato di quanto non lo sia verso il futuro, e cioè l'instaurazione della monarchia con il problema decisivo: questa istituzione sarà capace di garantire ad Israele stabilità e salvezza? Resta comunque pertinente la domanda sull'età della storia d'Israele che si può datare come età del Ferro Antico (1200-1050 a.C.) Gli Israeliti si vanno via via stabilendo nel paese, acquistando nuovi sistemi di vita legati sostanzialmente all'agricoltura . E un processo di assimilazione culturale che comporta inevitabilmente anche un'assimilazione di elementi religiosi, collegati ai culti idolatri, e in particolare ai culti di Baal e di Astarte , dèi della terra e della fecondità.Slide 11: Dal punto di vista geopolitico, nel periodo in cui la Bibbia pone l'epoca dei giudici vi sono grandi movimenti di popolazioni, poiché è venuto meno il delicato equilibrio tra i vari imperi: l'Egitto, in Mesopotamia l'Assiria, che ha sottomesso il rivale potere meridionale di Babilonia, in Asia Minore l'impero ittita. Nel Mediterraneo orientale vi è poi l'impero marittimo e commerciale dei Micenei, i greci al cui nome sono legati i poemi dell'Iliade e dell'Odissea. La zona costiera funge da ponte di comunicazione tra questi imperi, ma improvvisamente tutto diventa instabile: l'Egitto perde vigore, e riesce soltanto ad essere l'ombra della potenza di un tempo; in Asia Minore si sfalda l'impero ittita, e anche l'impero assiro conosce un'epoca buia, oscura. Tutto è legato al muoversi di popolazioni che invadono la zona degli imperi e quelle limitrofe. In Europa centrale arrivano gli Illiri , mentre i Dori e i Frigi pongono fine all'era micenea . Costoro, avanzando, trascinano con sé altra gente e mettono in fuga altri popoli, come Siculi, Etruschi, Danai . Questi ultimi fuggono per via mare in cerca di nuove terre e sono i cosiddetti 'popoli del mare' , che il faraone Ramses III respinge dai confini, ma lascia insediare nella terra di Canaan . Sono i ' Palastu ', cioè i Filistei, e la regione da loro occupata sarà perciò detta 'Palestina'. Intanto in oriente gruppi nomadi si muovono, fanno crollare l'impero ittita, dilagano in territori vasti, insediandosi in genere ai margini del deserto, dove la sabbia comincia a lasciare il posto all’acqua e alla vegetazione. Ecco sorgere la città di Aleppo, Hamat , Damasco. In tale contesto geopolitico, va inserito anche Israele, che si sta insediando v ia via nelle terre montagnose, espandendosi solo successivamente attraverso alleanze e scontri militari proprio nelle zone delle città-stato cananee.Slide 13: Si deve però dire che la terra in cui Israele si sta insediando è appetita anche da altri popoli: Aramei, Ammoniti, Moabiti, Edomiti, e Madianiti. Inoltre bisogna ricordare che da ovest stanno premendo i Filistei, dapprima insediati lungo la costa (si creerà qui la pentapoli filistea: Gaza, Asdod, Ekron, Askalon, Gat), e poi spingenti verso l'interno, con alcune postazioni strategiche, come quella di Bet-Shean, a nord-ovest della valle del Giordano. In questo contesto si comprende come Israele, che non è un'entità politica precisa, ma solo un insieme di tribù [ del cui tipo di unità tuttora si discute, sia che si accetti la tesi di una “lega” o “confederazione di città israelite”, sia che si propenda per forme di unità ancora più blande ], risulti estremamente fragile, vulnerabile, di fronte alla pressione militare esercitata da questi altri popoli, nonché dalle città-stato cananee. Infatti in questo periodo gli Israeliti non hanno un'organizzazione militare stabile, un proprio esercito regolare; ma quando gli avversari diventano pericolosi, ecco sorgere in Israele dei capi, dei condottieri più o meno carismatici ed abili, che assumono l'iniziativa. Essi fanno prendere innanzitutto coscienza del pericolo, poi chiamano tutti gli uomini ad un arruolamento volontario, organizzano la resistenza, la reazione militare, alimentando la fiducia nell'aiuto del Signore, il difensore d'Israele. Quando poi il pericolo è cessato, ciascuno torna a casa sua, rientra nella propria li tribù. È questo il quadro in cui si collocano i cosiddetti grandi giudici , cioè i liberatori, i salvatori d'Israele.Slide 14: I problemi però non riguardano soltanto i rapporti con altri popoli, ma anche frizioni e questioni interne, nei rapporti tra le tribù e i clan. Non esistendo una vera e propria autorità, bisogna rivolgersi a persone che hanno autorevolezza , e questi sono i cosiddetti piccoli giudici , che per il loro prestigio personale e il loro ruolo sociale (sono i capi di gruppi familiari numerosi e ricchi) vengono riconosciuti come arbitri delle situazioni. Il libro dei Giudici ci riporta il nome di alcuni di costoro, come Giair, Ibsan, Elon, Abdon, Debora, Tola... Il legame tra le tribù resta quindi piuttosto vago sul piano politico e militare, ma più solido sul piano religioso: tutti fanno riferimento al Dio YHWH, e credono in Lui. Tutti si considerano discendenti dagli stessi antenati, si riconoscono in una medesima grande avventura, l‘Esodo, e la tramandano in modo epico. Forse i momenti di unità sono quelli esperimentati durante le feste religiose presso alcuni santuari importanti, tra i quali emergerà progressivamente quello di Silo. D'altra parte non mancano momenti in cui prevalgono spinte antiunitarie, sia perché gli interessi immediati delle varie tribù non sono sempre convergenti, sia perché scoppiano talora delle faide, delle vendette sanguinose, che rendono difficili i rapporti, come nel caso della guerra contro Beniamino, colpevole di aver protetto degli assassini stupratori. La tensione tra l'autonomia delle tribù e la necessità di una forma più concreta e visibile di unità, anche istituzionale, permane in tutta l'epoca dei giudici, almeno stando alle asserzioni dell'omonimo libro, e si scioglierà con l'avvento della monarchia, con cui Israele cerca di dare una risposta pronta ed efficace all'assalto di nemici sempre più pericolosi ed organizzati, quali saranno nel concreto i Filistei.Slide 15: I RE MENDICANTI A TAVOLA L'inizio dei libro dei Giudici proietta immediatamente l'ombra di Giosuè, in quanto comincia con il riassumere il tema della conquista. Ma già qui c'è qualcosa d'insolito, perché s'incontra subito una storia sintetica dell'insediamento delle tribù israelite nella terra di Canaan, storia che appare assai meno gloriosa e trionfale di quella dipinta con colori epici nella prima parte del libro di Giosuè (cc. 1-12). Non c'è Blitz-Krieg, guerra e conquista lampo, ma solo un insediamento lento, graduale, contrastato, perché la terra di Canaan non è certo vuota, ma abitata. I tempi quindi vanno per le lunghe e, nell'insediamento nella terra, alcuni gruppi svolgono un ruolo preponderante, come è il caso, ad esempio, della tribù di Giuda, che coagula intorno a sé altre tribù del sud. Vendette e crudeltà non vengono lesinate, come nel caso di Adoni-Bezek, cui vengono amputati i pollici e gli alluci, e che deve riconoscere: «Adoni-Bezek disse: "Settanta re con i pollici delle mani e dei piedi amputati, raccattavano gli avanzi sotto la mia tavola. QuelIo che ho fatto io, Dio me lo ripaga"» (Gdc 1,7). Peraltro, l'episodio storicamente è di difficile interpretazione, in quanto anticipa una sorta di conquista di Gerusalemme, che in realtà è di epoca davidica. Anche gli altri episodi, spesso con sapore aneddotico, mostrano che, dopo Giosuè, la presenza dei nemici nella terra non è scomparsa, ma sussiste. Poiché Israele ha risparmiato le popolazioni locali e non ha attuato l'anatema, cioè il santo sterminio, secondo la legge del taglione deve subire la permanenza dei nemici; è quella legge del taglione esplicitata proprio sulla bocca di Adoni-Bezek. Se da una parte Giuda sembra riuscire pienamente in essa, eccetto che nelle zone di pianura, dove gli abitanti sono muniti di carri di ferro (Gdc 1,19), dall'altra la conquista si rivela, per le rimanenti tribù del centro e del nord, sempre più parziale, limitata, incerta, e si capisce così l'insistenza sul fatto che esse non scaccino gli abitanti cananei dai rispettivi territori. È una conquista ineguale, che privilegia il ruolo di Giuda,