logging in or signing up Cambiamenti Climatici Quattrogatti.info quattrogatti Download Post to : URL : Related Presentations : Share Add to Flag Embed Email Send to Blogs and Networks Add to Channel Uploaded from authorPOINT lite Insert YouTube videos in PowerPont slides with aS Desktop Copy embed code: (To copy code, click on the text box) Embed: URL: Thumbnail: WordPress Embed Customize Embed The presentation is successfully added In Your Favorites. Views: 484 Category: News & Reports.. License: Some Rights Reserved Like it (0) Dislike it (0) Added: November 25, 2009 This Presentation is Public Favorites: 0 Presentation Description Cambiamenti Climatici - Una Sflda per L'Umanità? Questa presentazione fornisce una panoramica sul fenomeno scientifico del surriscaldamento della terra, sulle conseguenze drammatiche di un aumento delle temperature e sui principali fattori determinanti di tale fenomeno, con l’obiettivo di chiarire concetti a volte complessi. Viene inoltre approfondito il ruolo dei governi e il recente dibattito politico in vista della Conferenza Mondiale sul Clima di Copenaghen Comments Posting comment... Premium member Presentation Transcript Slide 1: Cambiamenti ClimaticiUna sfida per l'umanità? Manuela Bucciarelli, Paolo Lucchino, Salvatore Morelli e Marco Valente Novembre 2009 www.quattrogatti.info Slide 2: Il leggendario Passaggio a Nord Est The Independent, 14 Settembre 2009: “Un trionfo per l'uomo, un disastro per l'umanità” A causa dello scioglimento dei ghiacci ...“Qualcosa di straordinario è successo al Polo Nord del nostro pianeta nel corso delle ultime tre estati. Per poche settimane ogni anno è possibile condurre un’imbarcazione dall’Atlantico al Pacifico passando per l’artico. Mai è stato possibile fare questo viaggio nella storia dell’umanità.” Fonte: State of the World 2009, World Watch Institute Slide 3: “Il riscaldamento del clima è inequivocabile” Fonte: IPCC Fourth Assessment Report (AR4), Climate Change 2007: The Physical Science Basis Climate Change : Il cambiamento climatico Il clima sta cambiando velocemente e sta suscitanndo preoccupazione, interesse politico ed inziative a livello globale Fra tutti i cambiamenti in atto il più importante è l’aumento della temperatura globale. Slide 4: Temperatura media globale Ad esempio i 10 anni più caldi dal 1880 sono tutti dopo il 1995! Slide 5: Ma perché la Terra si sta riscaldando? Il clima può evolvere a causa di fattori naturali (come, per esempio le variazioni delle radiazioni solari, la rotazione dell‘orbita terrestre e le eruzioni vulcaniche). Ma, come vedremo meglio più avanti, la variazione delle temperature terrestri può essere causata anche da attività umane. In particolare le attività industriali, cambiando la composizione dei gas contenuti nell’atmosfera, causano un aumento dell’effetto serra. Andiamo a vedere di che si tratta.... Slide 6: Il Sole dà energia alla terra con i suoi raggi e ne determina il clima Circa il 30% di questi raggi viene riflesso nello spazio principalmente grazie alle nuvole ed alle particelle presenti nell’atmosfera (aerosol). Ed anche grazie alle superfici con colori molto chiari come i grandi deserti e le superfici ghiacciate. Il resto delle radiazioni solari raggiungono la terra ed i mari producendo calore. L’effetto serra naturale… Slide 7: Una parte di questo calore della terra viene però intrappolato dai cosiddetti “gas serra” , come il vapore acqueo, l’anidride carbonica (CO2) ed il metano (CH4) Si crea il cosiddetto Effetto Serra naturale senza il quale la temperatura sulla Terra sarebbe sotto zero. L’effetto serra naturale… Slide 8: …e l'effetto serra causato dall’uomo Lo sviluppo industriale, però, ha portato l’uomo a bruciare combustibili fossili (carbone, petrolio etc) per creare energia ed ad abbattere le foreste. Questo ha aumentato la concentrazione di “gas serra” come CO2 e metano nell’aria, causando con molta probabilità un aumento di temperatura. Slide 9: Analizzando gli ultimi diecimila anni si nota che l’aumento di CO2 nell’atmosfera è avvenuto in gran parte negli ultimi duecento anni, dal 1800 in poi, cioè con l'inizio della rivoluzione industriale. Questo aumento di CO2, è principalmente opera dell’uomo. Il livello di CO2 globale negli ultimi diecimila anni Slide 10: Ciò è avvenuto nonostante la capacità delle foreste, degli oceani e della superficie terreste di assorbire una grande quantità di CO2 emessa dall’uomo nell’atmosfera La Terra fatica ad assorbire le emissioni di CO2 Slide 11: L’aumento di CO2 degli ultimi 200 anni è anomalo anche se confrontiamo la storia degli ultimi quattrocentomila anni. Come si nota dal grafico, infatti, esiste un ciclo naturale della CO2 che influenza anche la temperatura sulla terra (principalmente tramite l’effetto serra). Noi siamo arrivati ormai ad un livello di CO2 nell’aria pari a circa 390 parti per milione (ppm), andando ben oltre il picco naturale che non ha mai superato i 300 ppm. Slide 12: E’ “sicuro” che l’aumento della temperatura sia causa dell’uomo? Una squadra di scienzati dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), un comitato inter-governativo composto da più di 2.500 scienziati da tutto il mondo, utilizzando ben oltre 50 modelli climatici basati unicamente su fattori naturali (in Blu) non sono riusciti a replicare l’andamento della temperatura media globale effettivamente osservata (in nero). Questo tenendo conto anche dei fattori naturali quali eruzioni vulcaniche, il cambio dell'orbita terrestre e delle variazione solari. Fonte: IPCC 2007 Slide 13: Inserendo invece le variabili influenzate dall'uomo, come le emissioni di CO2, i modelli replicano molto bene la temperatura osservata (linea rossa). Gli scienziati dell'IPCC ne hanno dedotto, da un lato, che è estremamente improbabile (meno del 5%) ottenere andamento della temperatura della terra simile a quello osservato, senza l'influenza di un fattore esterno. Dall'altro, hanno dedotto che al 90% il riscaldamento globale degli ultimi decenni sia da attribuire all’uomo Fonte: IPCC 2007 E’ “sicuro” che l’aumento della temperatura sia causa dell’uomo? Slide 14: Inoltre, nel Gennaio 2009, un sondaggio dell’Earth and Environmental Sciences (Università dell'Illinois), ha chiesto a oltre 3000 scienziati che studiano il clima ed il pianeta terra questa domanda: Pensi che l'attività umana sia un fattore che contribuisca significativamente al cambiamento delle temperature globali medie? L'82% ha risposto SI E’ “sicuro” che l’aumento della temperatura sia causa dell’uomo? Fonte: Peter T. Doran and Maggie K. Zimmerman (2009) Slide 15: Quindi la terra si riscalderà? Sembra proprio di SI. L’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) prevede un aumento della temperatura media della Terra da 1,2 a 6,4 °C nel corso di questo secolo a seconda di quanto ci impegneremo a fermare questo processo. Slide 16: Riassumiamo.... Il pianeta diventa più caldo a causa dell’aumento della concentrazione dei gas serra come la CO2 La maggior parte della comunità scientifica riconosce che la causa principale di questo riscaldamento sia l’attività di noi umani sulla terra. Inoltre secondo molti scienziati la concentrazione di CO2 nell’atmosfera è troppo alta e bisogna ridurla o stabilizzarla per non avere conseguenze disatrose ed irreversibili. Slide 17: Ma quindi cosa succederà? Dagli studi recenti del rapporto scientifico IPCC 2007 è emerso che le conseguenze principali potrebbero essere: In molti casi i segni di questi cambiamenti si possono vedere già adesso! Aumento degli eventi climatici estremi : siccità, ondate di calore, uragani ed inondazioni. Scioglimento dei ghiacciai Innalzamento del livello dei mari Acidificazione degli oceani Estinzione di numerose specie animali e vegetali Slide 18: Dal 1950 il numero di ondate di caldo è aumentato così come il numero di notti ad elevate temperature. In generale il numero di giorni con intense precipitazioni è aumentato, ma non ovunque: la durata e l’intensità di uragani e tempeste tropicali sono cresciute dal 1970. Sono aumentati gli eventi estremi come ondate di caldo, siccità, uragani e alluvioni? Fonte: IPCC 2007 Nel 2003, l’ondata di calore che ha colpito l’Europa ha infranto tutti record: oltre 52.000 vittime in nove paesi. L’Italia da sola ha perso 18.000 persone, 14.800 i morti in Francia. Ed oltre a diventare più frequenti, questi eventi sono diventati anche più intensi. Slide 19: I Ghiacci si sciolgono? SI e purtroppo molto più velocemente di quanto si pensasse all’inizio. I ghiacciai delle Alpi sono dimimuiti di più del 50% dal 1850 ed entro la fine del secolo potrebbero scomparire quasi del tutto! Secondo Institut de Recherche pour le Développement (IRD), l’80% dei ghiacciai del Sud America scompariranno nei prossimi 15 anni. Slide 20: Dalle guerre del petrolio alle guerre per l’acqua? In Asia, 1,3 miliardi di persone dipendono per l’acqua dai fiumi dell’Himalaya e degli altipiani del Tibet. Il ghiacciaio indiano Gangotri, che fornisce il 70% dell’acqua del fiume Gange si sta riducendo a velocità elevata. Il Gange potrebbe diventare un fiume stagionale, alimentato soltanto durante la stagione delle piogge. Il ghiaccio rappresenta il 75% di tutte le risorse di acqua dolce del pianeta. Per esempio, le Alpi sono chiamate “le torri d’acqua d’Europa” perché alimentano le acque dei maggiori fiumi europei (incluso il Po) proprio nei periodi più caldi, con le piogge al minimo e la domanda di acqua al massimo. Slide 21: Dalle guerre del petrolio alle guerre per l’acqua? Questa riduzione della quantità di acqua disponibile avrà enormi conseguenze per le persone e per l'economia e potrebbe essere la causa di nuovi conflitti tra popoli. Riduzione di flora e fauna legati al corso del fiume e limitata possibilità di navigazione dei fiumi. Meno acqua potabile Minore acqua per l’industria Meno energia idroelettrica Meno acqua per l’irrigazione Slide 22: Questa mappa indica chiaramente un aumento dell’incidenza di siccità media nel mondo (aree rosse) già in atto. In particolare l’Italia e l’area mediterranea, come indica il grafico, hanno una buona parte del territorio seriamente a rischio di siccità. Questo è vero in particolare per il Sud e le isole dove si potranno verificare siccità molto severe. Fonte: Dai et al. (2004) e IPCC 2007 Il tutto aggravato da un aumento della siccità Slide 23: Il livello dei mari è in aumento? SI, e l’evidenza è molto forte. Il livello dei mari aumenta per due motivi. I ghiacci si stanno sciogliendo e l’acqua aumenta di volume a causa dell’aumento di temperatura. Di quanto aumenterà? La stima di IPCC 2007 dice fino ad 1 metro. Per la Banca Mondiale, anche un aumento di ‘solo’ 1 metro crerebbe 56 milioni di sfollati nei soli paesi poveri. Alcune zone verrebbero completamente inondate, come la foce del Nilo Slide 24: Il livello dei mari è in aumento? Ma secondo lo scienziato della NASA James Hansen anche queste previsioni non sono accurate e il livello del mare potrebbe salire anche di 7 metri nel corso del secolo! Insieme, l’Artico e l’Antartico rappresentano il 99% dei ghiacci del mondo. Se tutti i ghiacci si scogliessero, il livello dei mari si alzerebbe di circa 65m! Fonte: (IPCC 2007) L’International Institute for Environment and Development (IIED) ha stimato che quasi 634 milioni di persone sarebbero costrette ad emigrare se il livello del mare salisse di 10 metri. Slide 25: In Italia, le zone costiere più a rischio sono la zona Padano Veneziana, la Versilia, Fondi e la pianura Pontina con danni al turismo, la perdita di spiagge, campi coltivati e danni alle infrastrutture e servizi. (Fonte: Italian Report on Demonstrable Progress under Article 3.2 of The Kyoto Protocol) Alcune tra le città più grandi del mondo come Shanghai, Calcutta, Londra e New York potrebbero essere inondate parzialmente o del tutto, e ci sarebbe anche il rischio di perdere vaste zone agricole produttive e fertili. Il livello dei mari è in aumento? Slide 26: Inoltre, i mari diventeranno anche più acidi Gli oceani, come visto prima, assorbono una buona parte della CO2 emessa nell’atmosfera. Più assorbono anidride carbonica più diventano acidi. Questo rischia di distruggere ecosistemi unici al mondo (per esempio le barriere coralline) e causare forti riduzioni nella quantità di pesce da pescare. Più in generale, l’IPCC ha riportato che un innalzamento della temperatura di anche ‘solo’ 1°C metterà a rischio di estinzione il 30% di tutte le specie viventi. Slide 27: ..e saranno i Paesi più poveri ad essere più colpiti Rispetto ad una persona nata in un paese “ricco”, chi vive in un paese “povero” è 79 volte più a rischio di essere affetto da uno dei disastri ambientali che abbiamo discusso. Inoltre, il cambiamento climatico potrebbe limitare il potenziale di sviluppo umano ed economico: ad esempio in Niger un bambino nato durante una siccità ha il 72% di probabilità in più di divenire rachitico (UNDP and Climate Change, 2009) Secondo l'agenzia ONU (UNDP), a causa del cambiamento climatico il prezzo del grano potrebbe aumentare del 70-194%. La Banca mondiale ha invece stimato che fino a 400 milioni di persone in più potrebbero soffrire la fame; ulteriori 2 miliardi di persone potrebbero invece non avere più acqua a sufficienza (WDR 2010). Slide 28: Ma quanto ci costerà il cambiamento climatico? Oltre ai danni ambientali e umani, ci saranno anche grandi costi economici. Secondo la ben nota Stern Review – condotta dall’ex economista capo della Banca Mondiale – i costi a lungo termine per i cambiamenti climatici potrebbero eccedere del 20% il prodotto interno lordo (PIL) del mondo. Invece, i costi nel medio termine relativi al taglio delle emissioni di gas serra necessario a stabilizzare il clima sono, secondo Stern, pari all’1% del PIL mondiale. Anche se queste stime sono state criticate ed in alcuni casi migliorate da altri studiosi, la sostanza non è cambiata. Il costo del “non fare nulla” è estremamente più alto di quello di “fare qualcosa” per invertire la rotta. Slide 29: Riassumendo... I cambiamenti climatici in corso comporteranno con molta probabilità maggiori siccità, ondate di calore ed uragani, innalzamento del livello dei mari, acidificazione degli oceani, scioglimento dei ghiacciai ed estinzione di numerose specie animali e vegetali. Gli effetti del riscaldamento globale sono molto seri, con conseguenze per l’economia ed il sostentamento delle persone, le nostre abitudini quotidiane e la sicurezza delle nostre società. E saranno i paesi meno sviluppati a pagarne il prezzo più elevato. Inoltre, la velocità del cambiamento continua a sorprendere gli esperti e molte delle previsioni fatte solo due anni fa sono già state superate. E’ proprio questo che preoccupa alcuni scienziati e li spinge a volte a parlare di disastri e catastrofi. Slide 30: Ma perché si pensa alla catastrofe? E’ perché bisonga tener conto dei pericolosi effetti domino. Per esempio: come abbiamo visto, i ghiacchi aiutano a respingere le radiazioni solari. Ma se i ghiacchi si sciolgono verrano respinte meno radiazioni e più calore verrà inglobato dalla terra tramite i gas serra. Quindi, si può innescare una pericolosa spirale negativa. Un altro esempio che preoccupa gli scienziati è il potenziale scioglimento del permafrost, quello strato di terreno permanentemente ghiacciato da migliaia di anni che ricopre ad esempio buona parte di Russia e Canada… Slide 31: Effetto domino: scioglimento del permafrost Infatti, sotto il permafrost si stima siano custoditi ben 1000 miliardi di tonnellate di CO2…più di tutta quella presente oggi nell’atmosfera (700 miliardi)! Per capirci, l’uomo ne produce “solo” 6,5 miliardi ogni anno! Immaginate il potenziale effetto domino sulla temperatura globale! La situazione diventerebbe fuori controllo Slide 32: Proprio per evitare effetti domino come questi, la comunità scientifica ha spesso indicato che entro il 2100 l’aumento di temperatura non deve superare i 2ºC rispetto all'epoca pre industriale. Ma cosa bisognerebbe fare per non superare i 2ºC? Non superare i +2ºC Slide 33: Cosa serve per non passare la soglia +2ºC? Dai dati IPCC (2007), per stare quasi sicuramente al di sotto di +2ºC rispetto agli anni pre-industriali, bisogna stabilizzare la CO2 tra 350 e 390 parti per milione (ppm) entro il 2100. Oggi siamo a circa 390 ppm! E se continuiamo senza nessun intervento arriveremo ad oltre 800 ppm entro il 2100. Stabilizzare a 450 ppm entro il 2100 Scenario di alte emissioni ; oltre 800 ppm Emissioni al 2007 : 387 ppm Migliaia di anni prima del 2007 CO2 (ppm) Slide 34: Quest’anno, durante il G8 all’Aquila, i capi delle 17 maggiori economie mondiali hanno preso l’impegno di tagliare le emissioni globali del 50% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990 e questo impegno è compatibile con un livello di 450-490 ppm circa. I governi hanno anche aggiunto che questa misura servirebbe ad evitare che l’aumento di temperatura superi i 2ºC entro il 2100. Tuttavia, analizzando i dati dell’IPPC, un taglio del 50% entro il 2050 causerebbe più plausibilmente un aumento di temperatura dai 2,5ºC ai 3ºC. (Fonte:IPCC 2007 e Carlo Carraro ed Emanuele Massetti, 2009) Anche la Banca Mondiale conferma che, con un livello di 450ppm la probabilita' di un surriscaldamento globale al di sotto di 2ºC e' inferiore al 50%. (Fonte: WDR 2010) L'obiettivo dei Governi: verso 450ppm ? Slide 35: L'obiettivo dei Governi: taglio delle emissioni del 50% I governi si muovono verso un taglio globale più timido del 50%, nonostante sia necessaria una riduzione nell’ordine del 80% entro il 2050 per avere buone probabilità di evitare la catastrofe (non andare oltre +2ºC) Infatti, come si vede nel grafico (linea rossa), se si cominciasse a ridurre le emissioni nel 2010 fino a raggiungere “meno 80%” entro il 2050, la probabilità di superare +2ºC sarebbe molto bassa (9-26%). Il grafico mostra anche (linea blu) che basterebbe un ritardo di azione di soli 5 anni per aumentare questa probabilità di quasi il doppio. (Fonte: Baer and Mastrandrea (2006) Slide 36: Riassumendo, finora sembra che I'azione dei nostri governi, volendo idealmente limitare l'aumento della temperatura di non oltre 2ºC, voglia limitarsi ad un taglio delle emissioni globali del 50% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990 Ma come abbiamo visto, con questo livello di tagli, la probabilità di un surriscaldamento globale inferiore a 2ºC è inferiore al 50%. Non si lascia quindi, nessuno spazio ad errori. (WDR 2010) Ma finora cosa abbiamo fatto?... L'obiettivo dei Governi: verso 450ppm ? Slide 37: Il Protocollo di Kyoto Il primo accordo globale operativo per combattere i cambiamenti climatici è stato il “Protocollo di Kyoto” Nel 1997, il Protocollo di Kyoto fu un accordo fra i governi di 150 Paesi inclusi quelli Europei, ma non fu ratificato dagli USA. L'obiettivo era diminuire globalmente le emissioni di CO2 del 5.2% entro il 2012 rispetto ai liveli del 1990. Anche l’Italia si impegnò a ridurre le emissioni del 6.5% rispetto al 1990 entro il 2012 ma dal 1990 al 2007 le nostre emissioni sono aumentate del 7,4 (Dati UNFCC). Tuttavia, come abbiamo visto, serve qualcosa di più ambizioso di Kyoto per il futuro… Slide 38: Il Protocollo di Kyoto Anche perché, guardando dal 2000-2007, solo pochi paesi hanno ridotto le loro emissioni! L’Italia dovrà ridurre la CO2 del 18% entro 4 anni, pena il pagamento di circa 555 milioni di euro di multa all'UE Chi pagherà? Noi contribuenti Italiani con circa 40 euro di aumento annuo nella bolletta elettrica. Fonte: International Energy Agency Slide 39: Dopo Kyoto: Copenaghen, Dicembre 2009 Copenaghen 2009 e’ la 15º conferenza internazionale sul cambiamento climatico che si terrà dal 7 al 18 Dicembre 2009. E’ ritenuta cruciale perché si dovranno raggiungere accordi lungimiranti e condivisi da tutti i paesi. . Inoltre. a differenza di Kyoto, i maggiori paesi inquinanti (gli Stati Uniti, Europa e Cina) dovranno svolgere un ruolo chiave. Slide 40: Adattamento e Mitigazione Ma bisogna semplicemente aspettare che i cambiamenti climatici diventino realtà, accettarne i costi ed adattarsi (Adattamento), oppure impegnarsi fortemente per tagliare le emissioni inquinanti (Mitigazione)? Oppure entrambi? Copenaghen 2009: Di cosa si discuterà ? Slide 41: Adattamento E’ ormai chiaro che anche tagli drastici delle emissioni potrebbero non essere sufficienti per evitare che alcune delle conseguenze del cambiamento climatico, come siccità, ondate di calore, innalzamento dei mari ed eventi atmosferici estremi si manifestino almeno in parte. Bisogna dunque prepararsi ai cambiamenti Un nodo chiave delle negoziazioni sarà infatti il finanziamento, da parte dei paesi ‘ricchi’ (con più alte emissioni di CO2), di progetti per aiutare i paesi meno sviluppati ad adattarsi ai cambiamenti. Copenaghen 2009: Di cosa si discuterà ? Slide 42: Mitigazione Ma il nodo principale delle negoziazioni è quello di trovare un accordo per chiudere a monte il “rubinetto”, cioè mitigare la causa del riscaldamento globale tagliando le emissioni di CO2. Una decisione seria, che ci metta al riparo dalla catastrofe climatica, dovra’ ottenere, in linea con le raccomandazioni dell’IPCC, un taglio nell’oridine l’80% delle emissioni entro il 2050 Inoltre come abbiamo visto in precedenza, bisogna cominciare il prima possibile! Difatti, anche se smettessimo oggi stesso di inquinare, i gas serra (compresa la CO2) resterebbero nell’atmosfera anche per diversi secoli, contribuendo al riscaldamento globale. Ma andiamo a vedere chi inquina di più... Copenaghen 2009: Di cosa si discuterà ? Slide 43: Ma chi inquina di più? Insieme, i principali paesi industriali generano più di due terzi delle emissioni mondiali. Fonte: UN Statistics Division Come vediamo nel grafico, Cina e Stati Uniti producono quasi metà della CO2 emessa nell’aria ogni anno. Slide 44: Chi inquina di più? Le emissioni per persona Ma guardare alle emissioni di ogni paese potrebbe dare false impressioni, perché non tiene conto del numero degli abitanti in ogni paese. E’ quindi utile andare a vedere le emissioni di CO2 pro capite, cioè le emissioni generate dallo stile di vita di ogni singola persona in ciascun paese. Slide 45: 1 Americano Inquina come... 2 Italiani = 4 Cinesi = 14 Indiani = 502 Ciadensi Chi inquina di più? Le emissioni per persona Slide 46: 1 Italiano Inquina come... 2 Cinesi = 6 Indiani = 213 Ciadensi Chi inquina di più? Le emissioni per persona Slide 47: In altre parole… Se gli abitanti dei paesi meno sviluppati consumassero energia come gli americani o i canadesi occorrerebbero 9 pianeti per assorbire tutte le emissioni di CO2 del mondo. Ma ne abbiamo soltanto uno. Slide 48: Forse la risposta è: soprattutto chi ha contribuito maggiormente dall’inizio a creare questo problema. E cioè europei e americani che sono responsabili quasi del 60% di tutte le emissioni dal 1850. E chi deve ridurre di più le emissioni? Slide 49: E chi deve ridurre di più le emissioni? Tuttavia i paesi meno sviluppati non possono tirarsi indietro per diversi motivi: 1) Anche se non sono responsabili storicamente e se hanno un livello di emissioni di CO2 procapite molto basso si tratta di paesi molto popolosi. Quindi il totale delle emissioni rimane consistente. 2) La responsabilita' storica dei paesi sviluppati e' certa. Tuttavia, è pur vero che si è trattato di un’azione largamente inconsapevole dei rischi sul clima globale, almeno inizialmente. 3) Secondo la Banca Mondiale (WDR 2010) le Nazioni in via di sviluppo dovranno sopportare tra il 75 e l'80 % dei costi dei danni ambientali. 4) L' assenza di collaborazione dei paesi emergenti potrebbe rendere molto difficile l' obiettivo di stabilizzazione del clima da parte dei soli paesi industrializzati. Slide 50: Mentre scriviamo, tutti i segnali sembrano indicare che non ci sarà un accordo vincolante alla conferenza. Ad esempio, come evidenziato da un recente sondaggio del giornale britannico “The Guardian”, l'80% degli esperti ambientali interpellati sono convinti che i governi non riusciranno a trovare un accordo che eviti buona parte dei rischi ambientali elencati. Tuttavia, circa il 60% di loro ritiene sia ancora tecnicamente possibile farlo! Questo è molto preoccupante, e dovrebbe rafforzare la nostra motivazione come cittadini a far si che si mettano in moto le forze necessarie per evitare la catastrofe. Conclusione: Cosa succederà ? Slide 51: Conclusione: Serve un cambiamento profondo Serve un grande cambiamento al livello globale, e per questo è essenziale un patto a livello governativo a Copenaghen 2009. Ma l’urgenza del rischio catastrofe climatica e l’ambiziosità dei tagli di CO2 da implementare, dovrebbe indurci a ripensare al modo in cui viviamo, alle nostre abitudini e all'organizzazione delle nostre società. C’è bisogno dello sforzo di tutti Misure efficaci dovranno includere adattamento, mitigazione ed innovazione:il settore privato con i giusti incentivi si deve orientare verso un economia a basso impatto (low carbon economy); il settore publico e la cooperazione tra gli stati devono puntare al raggiungimento di obiettivi comuni, Ma cosa possiamo fare NOI? Slide 52: Noi? Noi intanto facciamo la nostra parte!Alcuni consigli per informarsi, diffondere, prendere parte Firma la Petizione per raggiungere un forte accordo a Copenhagen 2009 www.sealthedeal2009.org Calcola la tua impronta ecologica : http://www.feem-project.net/pandora/impronta_eco.php http://servizi.lifegate.it/newimpattozero/calcolatore_htm/calcolatore.htm http://www.myfootprint.org/en Diventa una persona ad impatto zero compensando le tue emissioni: http://servizi.lifegate.it/newimpattozero/calcolatore.asp Calcola la tua impronta di carbonio WWF http://www.improntawwf.it/main.php Calcolatore tradotto in italiano http://www.carbonfootprint.com/calculator.aspx Slide 53: Noi? Consigli per ridurre il tuo impatto ambientale con semplici gesti: http://servizi.lifegate.it/newimpattozero/ecoconsigli.htm One planet living (inglese): http://calculator.bioregional.com/lstep01.php Per i giovani e i più piccoli: Iniziative giovani http://ec.europa.eu/environment/climat/campaign/index_it.htm Giochi online http://www.managenergy.net/kidscorner/it/o11/games.html Iniziative: 100 piazze per il clima http://www.100piazze.it/ Per la conferenza di Copenhagen http://en.cop15.dk/frontpage Per saperne di più (in Inglese)www.ipcc.ch www.realclimate.org www.nasa.gov www.350.org Slide 54: Grazie! Se hai apprezzato la presentazione, inoltra il link del nostro sito! www.quattrogatti.info Le fonti dei dati e note bibliografiche sono reperibili sul nostro sito. Ringraziamo Emanuele Campiglio (Università di Pavia), Eric Ezechieli (Natural Step Italia), Carlo Giupponi (FEEM, Università Ca’ Foscari) e Marco Vighi (Università Bicocca) per i commenti ricevuti. Per commenti sul progetto Quattrogatti.info scrivi a commenti@quattrogatti.info Per contattare gli autori: manuela.bucciarelli@quattrogatti.info, marco.valente@quattrogatti.info, salvatore.morelli@quattrogatti.info, paolo.lucchino@quattrogatti.info You do not have the permission to view this presentation. In order to view it, please contact the author of the presentation.
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Viene inoltre approfondito il ruolo dei governi e il recente dibattito politico in vista della Conferenza Mondiale sul Clima di Copenaghen Comments Posting comment... Premium member Presentation Transcript Slide 1: Cambiamenti ClimaticiUna sfida per l'umanità? Manuela Bucciarelli, Paolo Lucchino, Salvatore Morelli e Marco Valente Novembre 2009 www.quattrogatti.info Slide 2: Il leggendario Passaggio a Nord Est The Independent, 14 Settembre 2009: “Un trionfo per l'uomo, un disastro per l'umanità” A causa dello scioglimento dei ghiacci ...“Qualcosa di straordinario è successo al Polo Nord del nostro pianeta nel corso delle ultime tre estati. Per poche settimane ogni anno è possibile condurre un’imbarcazione dall’Atlantico al Pacifico passando per l’artico. Mai è stato possibile fare questo viaggio nella storia dell’umanità.” Fonte: State of the World 2009, World Watch Institute Slide 3: “Il riscaldamento del clima è inequivocabile” Fonte: IPCC Fourth Assessment Report (AR4), Climate Change 2007: The Physical Science Basis Climate Change : Il cambiamento climatico Il clima sta cambiando velocemente e sta suscitanndo preoccupazione, interesse politico ed inziative a livello globale Fra tutti i cambiamenti in atto il più importante è l’aumento della temperatura globale. Slide 4: Temperatura media globale Ad esempio i 10 anni più caldi dal 1880 sono tutti dopo il 1995! Slide 5: Ma perché la Terra si sta riscaldando? Il clima può evolvere a causa di fattori naturali (come, per esempio le variazioni delle radiazioni solari, la rotazione dell‘orbita terrestre e le eruzioni vulcaniche). Ma, come vedremo meglio più avanti, la variazione delle temperature terrestri può essere causata anche da attività umane. In particolare le attività industriali, cambiando la composizione dei gas contenuti nell’atmosfera, causano un aumento dell’effetto serra. Andiamo a vedere di che si tratta.... Slide 6: Il Sole dà energia alla terra con i suoi raggi e ne determina il clima Circa il 30% di questi raggi viene riflesso nello spazio principalmente grazie alle nuvole ed alle particelle presenti nell’atmosfera (aerosol). Ed anche grazie alle superfici con colori molto chiari come i grandi deserti e le superfici ghiacciate. Il resto delle radiazioni solari raggiungono la terra ed i mari producendo calore. L’effetto serra naturale… Slide 7: Una parte di questo calore della terra viene però intrappolato dai cosiddetti “gas serra” , come il vapore acqueo, l’anidride carbonica (CO2) ed il metano (CH4) Si crea il cosiddetto Effetto Serra naturale senza il quale la temperatura sulla Terra sarebbe sotto zero. L’effetto serra naturale… Slide 8: …e l'effetto serra causato dall’uomo Lo sviluppo industriale, però, ha portato l’uomo a bruciare combustibili fossili (carbone, petrolio etc) per creare energia ed ad abbattere le foreste. Questo ha aumentato la concentrazione di “gas serra” come CO2 e metano nell’aria, causando con molta probabilità un aumento di temperatura. Slide 9: Analizzando gli ultimi diecimila anni si nota che l’aumento di CO2 nell’atmosfera è avvenuto in gran parte negli ultimi duecento anni, dal 1800 in poi, cioè con l'inizio della rivoluzione industriale. Questo aumento di CO2, è principalmente opera dell’uomo. Il livello di CO2 globale negli ultimi diecimila anni Slide 10: Ciò è avvenuto nonostante la capacità delle foreste, degli oceani e della superficie terreste di assorbire una grande quantità di CO2 emessa dall’uomo nell’atmosfera La Terra fatica ad assorbire le emissioni di CO2 Slide 11: L’aumento di CO2 degli ultimi 200 anni è anomalo anche se confrontiamo la storia degli ultimi quattrocentomila anni. Come si nota dal grafico, infatti, esiste un ciclo naturale della CO2 che influenza anche la temperatura sulla terra (principalmente tramite l’effetto serra). Noi siamo arrivati ormai ad un livello di CO2 nell’aria pari a circa 390 parti per milione (ppm), andando ben oltre il picco naturale che non ha mai superato i 300 ppm. Slide 12: E’ “sicuro” che l’aumento della temperatura sia causa dell’uomo? Una squadra di scienzati dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), un comitato inter-governativo composto da più di 2.500 scienziati da tutto il mondo, utilizzando ben oltre 50 modelli climatici basati unicamente su fattori naturali (in Blu) non sono riusciti a replicare l’andamento della temperatura media globale effettivamente osservata (in nero). Questo tenendo conto anche dei fattori naturali quali eruzioni vulcaniche, il cambio dell'orbita terrestre e delle variazione solari. Fonte: IPCC 2007 Slide 13: Inserendo invece le variabili influenzate dall'uomo, come le emissioni di CO2, i modelli replicano molto bene la temperatura osservata (linea rossa). Gli scienziati dell'IPCC ne hanno dedotto, da un lato, che è estremamente improbabile (meno del 5%) ottenere andamento della temperatura della terra simile a quello osservato, senza l'influenza di un fattore esterno. Dall'altro, hanno dedotto che al 90% il riscaldamento globale degli ultimi decenni sia da attribuire all’uomo Fonte: IPCC 2007 E’ “sicuro” che l’aumento della temperatura sia causa dell’uomo? Slide 14: Inoltre, nel Gennaio 2009, un sondaggio dell’Earth and Environmental Sciences (Università dell'Illinois), ha chiesto a oltre 3000 scienziati che studiano il clima ed il pianeta terra questa domanda: Pensi che l'attività umana sia un fattore che contribuisca significativamente al cambiamento delle temperature globali medie? L'82% ha risposto SI E’ “sicuro” che l’aumento della temperatura sia causa dell’uomo? Fonte: Peter T. Doran and Maggie K. Zimmerman (2009) Slide 15: Quindi la terra si riscalderà? Sembra proprio di SI. L’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) prevede un aumento della temperatura media della Terra da 1,2 a 6,4 °C nel corso di questo secolo a seconda di quanto ci impegneremo a fermare questo processo. Slide 16: Riassumiamo.... Il pianeta diventa più caldo a causa dell’aumento della concentrazione dei gas serra come la CO2 La maggior parte della comunità scientifica riconosce che la causa principale di questo riscaldamento sia l’attività di noi umani sulla terra. Inoltre secondo molti scienziati la concentrazione di CO2 nell’atmosfera è troppo alta e bisogna ridurla o stabilizzarla per non avere conseguenze disatrose ed irreversibili. Slide 17: Ma quindi cosa succederà? Dagli studi recenti del rapporto scientifico IPCC 2007 è emerso che le conseguenze principali potrebbero essere: In molti casi i segni di questi cambiamenti si possono vedere già adesso! Aumento degli eventi climatici estremi : siccità, ondate di calore, uragani ed inondazioni. Scioglimento dei ghiacciai Innalzamento del livello dei mari Acidificazione degli oceani Estinzione di numerose specie animali e vegetali Slide 18: Dal 1950 il numero di ondate di caldo è aumentato così come il numero di notti ad elevate temperature. In generale il numero di giorni con intense precipitazioni è aumentato, ma non ovunque: la durata e l’intensità di uragani e tempeste tropicali sono cresciute dal 1970. Sono aumentati gli eventi estremi come ondate di caldo, siccità, uragani e alluvioni? Fonte: IPCC 2007 Nel 2003, l’ondata di calore che ha colpito l’Europa ha infranto tutti record: oltre 52.000 vittime in nove paesi. L’Italia da sola ha perso 18.000 persone, 14.800 i morti in Francia. Ed oltre a diventare più frequenti, questi eventi sono diventati anche più intensi. Slide 19: I Ghiacci si sciolgono? SI e purtroppo molto più velocemente di quanto si pensasse all’inizio. I ghiacciai delle Alpi sono dimimuiti di più del 50% dal 1850 ed entro la fine del secolo potrebbero scomparire quasi del tutto! Secondo Institut de Recherche pour le Développement (IRD), l’80% dei ghiacciai del Sud America scompariranno nei prossimi 15 anni. Slide 20: Dalle guerre del petrolio alle guerre per l’acqua? In Asia, 1,3 miliardi di persone dipendono per l’acqua dai fiumi dell’Himalaya e degli altipiani del Tibet. Il ghiacciaio indiano Gangotri, che fornisce il 70% dell’acqua del fiume Gange si sta riducendo a velocità elevata. Il Gange potrebbe diventare un fiume stagionale, alimentato soltanto durante la stagione delle piogge. Il ghiaccio rappresenta il 75% di tutte le risorse di acqua dolce del pianeta. Per esempio, le Alpi sono chiamate “le torri d’acqua d’Europa” perché alimentano le acque dei maggiori fiumi europei (incluso il Po) proprio nei periodi più caldi, con le piogge al minimo e la domanda di acqua al massimo. Slide 21: Dalle guerre del petrolio alle guerre per l’acqua? Questa riduzione della quantità di acqua disponibile avrà enormi conseguenze per le persone e per l'economia e potrebbe essere la causa di nuovi conflitti tra popoli. Riduzione di flora e fauna legati al corso del fiume e limitata possibilità di navigazione dei fiumi. Meno acqua potabile Minore acqua per l’industria Meno energia idroelettrica Meno acqua per l’irrigazione Slide 22: Questa mappa indica chiaramente un aumento dell’incidenza di siccità media nel mondo (aree rosse) già in atto. In particolare l’Italia e l’area mediterranea, come indica il grafico, hanno una buona parte del territorio seriamente a rischio di siccità. Questo è vero in particolare per il Sud e le isole dove si potranno verificare siccità molto severe. Fonte: Dai et al. (2004) e IPCC 2007 Il tutto aggravato da un aumento della siccità Slide 23: Il livello dei mari è in aumento? SI, e l’evidenza è molto forte. Il livello dei mari aumenta per due motivi. I ghiacci si stanno sciogliendo e l’acqua aumenta di volume a causa dell’aumento di temperatura. Di quanto aumenterà? La stima di IPCC 2007 dice fino ad 1 metro. Per la Banca Mondiale, anche un aumento di ‘solo’ 1 metro crerebbe 56 milioni di sfollati nei soli paesi poveri. Alcune zone verrebbero completamente inondate, come la foce del Nilo Slide 24: Il livello dei mari è in aumento? Ma secondo lo scienziato della NASA James Hansen anche queste previsioni non sono accurate e il livello del mare potrebbe salire anche di 7 metri nel corso del secolo! Insieme, l’Artico e l’Antartico rappresentano il 99% dei ghiacci del mondo. Se tutti i ghiacci si scogliessero, il livello dei mari si alzerebbe di circa 65m! Fonte: (IPCC 2007) L’International Institute for Environment and Development (IIED) ha stimato che quasi 634 milioni di persone sarebbero costrette ad emigrare se il livello del mare salisse di 10 metri. Slide 25: In Italia, le zone costiere più a rischio sono la zona Padano Veneziana, la Versilia, Fondi e la pianura Pontina con danni al turismo, la perdita di spiagge, campi coltivati e danni alle infrastrutture e servizi. (Fonte: Italian Report on Demonstrable Progress under Article 3.2 of The Kyoto Protocol) Alcune tra le città più grandi del mondo come Shanghai, Calcutta, Londra e New York potrebbero essere inondate parzialmente o del tutto, e ci sarebbe anche il rischio di perdere vaste zone agricole produttive e fertili. Il livello dei mari è in aumento? Slide 26: Inoltre, i mari diventeranno anche più acidi Gli oceani, come visto prima, assorbono una buona parte della CO2 emessa nell’atmosfera. Più assorbono anidride carbonica più diventano acidi. Questo rischia di distruggere ecosistemi unici al mondo (per esempio le barriere coralline) e causare forti riduzioni nella quantità di pesce da pescare. Più in generale, l’IPCC ha riportato che un innalzamento della temperatura di anche ‘solo’ 1°C metterà a rischio di estinzione il 30% di tutte le specie viventi. Slide 27: ..e saranno i Paesi più poveri ad essere più colpiti Rispetto ad una persona nata in un paese “ricco”, chi vive in un paese “povero” è 79 volte più a rischio di essere affetto da uno dei disastri ambientali che abbiamo discusso. Inoltre, il cambiamento climatico potrebbe limitare il potenziale di sviluppo umano ed economico: ad esempio in Niger un bambino nato durante una siccità ha il 72% di probabilità in più di divenire rachitico (UNDP and Climate Change, 2009) Secondo l'agenzia ONU (UNDP), a causa del cambiamento climatico il prezzo del grano potrebbe aumentare del 70-194%. La Banca mondiale ha invece stimato che fino a 400 milioni di persone in più potrebbero soffrire la fame; ulteriori 2 miliardi di persone potrebbero invece non avere più acqua a sufficienza (WDR 2010). Slide 28: Ma quanto ci costerà il cambiamento climatico? Oltre ai danni ambientali e umani, ci saranno anche grandi costi economici. Secondo la ben nota Stern Review – condotta dall’ex economista capo della Banca Mondiale – i costi a lungo termine per i cambiamenti climatici potrebbero eccedere del 20% il prodotto interno lordo (PIL) del mondo. Invece, i costi nel medio termine relativi al taglio delle emissioni di gas serra necessario a stabilizzare il clima sono, secondo Stern, pari all’1% del PIL mondiale. Anche se queste stime sono state criticate ed in alcuni casi migliorate da altri studiosi, la sostanza non è cambiata. Il costo del “non fare nulla” è estremamente più alto di quello di “fare qualcosa” per invertire la rotta. Slide 29: Riassumendo... I cambiamenti climatici in corso comporteranno con molta probabilità maggiori siccità, ondate di calore ed uragani, innalzamento del livello dei mari, acidificazione degli oceani, scioglimento dei ghiacciai ed estinzione di numerose specie animali e vegetali. Gli effetti del riscaldamento globale sono molto seri, con conseguenze per l’economia ed il sostentamento delle persone, le nostre abitudini quotidiane e la sicurezza delle nostre società. E saranno i paesi meno sviluppati a pagarne il prezzo più elevato. Inoltre, la velocità del cambiamento continua a sorprendere gli esperti e molte delle previsioni fatte solo due anni fa sono già state superate. E’ proprio questo che preoccupa alcuni scienziati e li spinge a volte a parlare di disastri e catastrofi. Slide 30: Ma perché si pensa alla catastrofe? E’ perché bisonga tener conto dei pericolosi effetti domino. Per esempio: come abbiamo visto, i ghiacchi aiutano a respingere le radiazioni solari. Ma se i ghiacchi si sciolgono verrano respinte meno radiazioni e più calore verrà inglobato dalla terra tramite i gas serra. Quindi, si può innescare una pericolosa spirale negativa. Un altro esempio che preoccupa gli scienziati è il potenziale scioglimento del permafrost, quello strato di terreno permanentemente ghiacciato da migliaia di anni che ricopre ad esempio buona parte di Russia e Canada… Slide 31: Effetto domino: scioglimento del permafrost Infatti, sotto il permafrost si stima siano custoditi ben 1000 miliardi di tonnellate di CO2…più di tutta quella presente oggi nell’atmosfera (700 miliardi)! Per capirci, l’uomo ne produce “solo” 6,5 miliardi ogni anno! Immaginate il potenziale effetto domino sulla temperatura globale! La situazione diventerebbe fuori controllo Slide 32: Proprio per evitare effetti domino come questi, la comunità scientifica ha spesso indicato che entro il 2100 l’aumento di temperatura non deve superare i 2ºC rispetto all'epoca pre industriale. Ma cosa bisognerebbe fare per non superare i 2ºC? Non superare i +2ºC Slide 33: Cosa serve per non passare la soglia +2ºC? Dai dati IPCC (2007), per stare quasi sicuramente al di sotto di +2ºC rispetto agli anni pre-industriali, bisogna stabilizzare la CO2 tra 350 e 390 parti per milione (ppm) entro il 2100. Oggi siamo a circa 390 ppm! E se continuiamo senza nessun intervento arriveremo ad oltre 800 ppm entro il 2100. Stabilizzare a 450 ppm entro il 2100 Scenario di alte emissioni ; oltre 800 ppm Emissioni al 2007 : 387 ppm Migliaia di anni prima del 2007 CO2 (ppm) Slide 34: Quest’anno, durante il G8 all’Aquila, i capi delle 17 maggiori economie mondiali hanno preso l’impegno di tagliare le emissioni globali del 50% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990 e questo impegno è compatibile con un livello di 450-490 ppm circa. I governi hanno anche aggiunto che questa misura servirebbe ad evitare che l’aumento di temperatura superi i 2ºC entro il 2100. Tuttavia, analizzando i dati dell’IPPC, un taglio del 50% entro il 2050 causerebbe più plausibilmente un aumento di temperatura dai 2,5ºC ai 3ºC. (Fonte:IPCC 2007 e Carlo Carraro ed Emanuele Massetti, 2009) Anche la Banca Mondiale conferma che, con un livello di 450ppm la probabilita' di un surriscaldamento globale al di sotto di 2ºC e' inferiore al 50%. (Fonte: WDR 2010) L'obiettivo dei Governi: verso 450ppm ? Slide 35: L'obiettivo dei Governi: taglio delle emissioni del 50% I governi si muovono verso un taglio globale più timido del 50%, nonostante sia necessaria una riduzione nell’ordine del 80% entro il 2050 per avere buone probabilità di evitare la catastrofe (non andare oltre +2ºC) Infatti, come si vede nel grafico (linea rossa), se si cominciasse a ridurre le emissioni nel 2010 fino a raggiungere “meno 80%” entro il 2050, la probabilità di superare +2ºC sarebbe molto bassa (9-26%). Il grafico mostra anche (linea blu) che basterebbe un ritardo di azione di soli 5 anni per aumentare questa probabilità di quasi il doppio. (Fonte: Baer and Mastrandrea (2006) Slide 36: Riassumendo, finora sembra che I'azione dei nostri governi, volendo idealmente limitare l'aumento della temperatura di non oltre 2ºC, voglia limitarsi ad un taglio delle emissioni globali del 50% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990 Ma come abbiamo visto, con questo livello di tagli, la probabilità di un surriscaldamento globale inferiore a 2ºC è inferiore al 50%. Non si lascia quindi, nessuno spazio ad errori. (WDR 2010) Ma finora cosa abbiamo fatto?... L'obiettivo dei Governi: verso 450ppm ? Slide 37: Il Protocollo di Kyoto Il primo accordo globale operativo per combattere i cambiamenti climatici è stato il “Protocollo di Kyoto” Nel 1997, il Protocollo di Kyoto fu un accordo fra i governi di 150 Paesi inclusi quelli Europei, ma non fu ratificato dagli USA. L'obiettivo era diminuire globalmente le emissioni di CO2 del 5.2% entro il 2012 rispetto ai liveli del 1990. Anche l’Italia si impegnò a ridurre le emissioni del 6.5% rispetto al 1990 entro il 2012 ma dal 1990 al 2007 le nostre emissioni sono aumentate del 7,4 (Dati UNFCC). Tuttavia, come abbiamo visto, serve qualcosa di più ambizioso di Kyoto per il futuro… Slide 38: Il Protocollo di Kyoto Anche perché, guardando dal 2000-2007, solo pochi paesi hanno ridotto le loro emissioni! L’Italia dovrà ridurre la CO2 del 18% entro 4 anni, pena il pagamento di circa 555 milioni di euro di multa all'UE Chi pagherà? Noi contribuenti Italiani con circa 40 euro di aumento annuo nella bolletta elettrica. Fonte: International Energy Agency Slide 39: Dopo Kyoto: Copenaghen, Dicembre 2009 Copenaghen 2009 e’ la 15º conferenza internazionale sul cambiamento climatico che si terrà dal 7 al 18 Dicembre 2009. E’ ritenuta cruciale perché si dovranno raggiungere accordi lungimiranti e condivisi da tutti i paesi. . Inoltre. a differenza di Kyoto, i maggiori paesi inquinanti (gli Stati Uniti, Europa e Cina) dovranno svolgere un ruolo chiave. Slide 40: Adattamento e Mitigazione Ma bisogna semplicemente aspettare che i cambiamenti climatici diventino realtà, accettarne i costi ed adattarsi (Adattamento), oppure impegnarsi fortemente per tagliare le emissioni inquinanti (Mitigazione)? Oppure entrambi? Copenaghen 2009: Di cosa si discuterà ? Slide 41: Adattamento E’ ormai chiaro che anche tagli drastici delle emissioni potrebbero non essere sufficienti per evitare che alcune delle conseguenze del cambiamento climatico, come siccità, ondate di calore, innalzamento dei mari ed eventi atmosferici estremi si manifestino almeno in parte. Bisogna dunque prepararsi ai cambiamenti Un nodo chiave delle negoziazioni sarà infatti il finanziamento, da parte dei paesi ‘ricchi’ (con più alte emissioni di CO2), di progetti per aiutare i paesi meno sviluppati ad adattarsi ai cambiamenti. Copenaghen 2009: Di cosa si discuterà ? Slide 42: Mitigazione Ma il nodo principale delle negoziazioni è quello di trovare un accordo per chiudere a monte il “rubinetto”, cioè mitigare la causa del riscaldamento globale tagliando le emissioni di CO2. Una decisione seria, che ci metta al riparo dalla catastrofe climatica, dovra’ ottenere, in linea con le raccomandazioni dell’IPCC, un taglio nell’oridine l’80% delle emissioni entro il 2050 Inoltre come abbiamo visto in precedenza, bisogna cominciare il prima possibile! Difatti, anche se smettessimo oggi stesso di inquinare, i gas serra (compresa la CO2) resterebbero nell’atmosfera anche per diversi secoli, contribuendo al riscaldamento globale. Ma andiamo a vedere chi inquina di più... Copenaghen 2009: Di cosa si discuterà ? Slide 43: Ma chi inquina di più? Insieme, i principali paesi industriali generano più di due terzi delle emissioni mondiali. Fonte: UN Statistics Division Come vediamo nel grafico, Cina e Stati Uniti producono quasi metà della CO2 emessa nell’aria ogni anno. Slide 44: Chi inquina di più? Le emissioni per persona Ma guardare alle emissioni di ogni paese potrebbe dare false impressioni, perché non tiene conto del numero degli abitanti in ogni paese. E’ quindi utile andare a vedere le emissioni di CO2 pro capite, cioè le emissioni generate dallo stile di vita di ogni singola persona in ciascun paese. Slide 45: 1 Americano Inquina come... 2 Italiani = 4 Cinesi = 14 Indiani = 502 Ciadensi Chi inquina di più? Le emissioni per persona Slide 46: 1 Italiano Inquina come... 2 Cinesi = 6 Indiani = 213 Ciadensi Chi inquina di più? Le emissioni per persona Slide 47: In altre parole… Se gli abitanti dei paesi meno sviluppati consumassero energia come gli americani o i canadesi occorrerebbero 9 pianeti per assorbire tutte le emissioni di CO2 del mondo. Ma ne abbiamo soltanto uno. Slide 48: Forse la risposta è: soprattutto chi ha contribuito maggiormente dall’inizio a creare questo problema. E cioè europei e americani che sono responsabili quasi del 60% di tutte le emissioni dal 1850. E chi deve ridurre di più le emissioni? Slide 49: E chi deve ridurre di più le emissioni? Tuttavia i paesi meno sviluppati non possono tirarsi indietro per diversi motivi: 1) Anche se non sono responsabili storicamente e se hanno un livello di emissioni di CO2 procapite molto basso si tratta di paesi molto popolosi. Quindi il totale delle emissioni rimane consistente. 2) La responsabilita' storica dei paesi sviluppati e' certa. Tuttavia, è pur vero che si è trattato di un’azione largamente inconsapevole dei rischi sul clima globale, almeno inizialmente. 3) Secondo la Banca Mondiale (WDR 2010) le Nazioni in via di sviluppo dovranno sopportare tra il 75 e l'80 % dei costi dei danni ambientali. 4) L' assenza di collaborazione dei paesi emergenti potrebbe rendere molto difficile l' obiettivo di stabilizzazione del clima da parte dei soli paesi industrializzati. Slide 50: Mentre scriviamo, tutti i segnali sembrano indicare che non ci sarà un accordo vincolante alla conferenza. Ad esempio, come evidenziato da un recente sondaggio del giornale britannico “The Guardian”, l'80% degli esperti ambientali interpellati sono convinti che i governi non riusciranno a trovare un accordo che eviti buona parte dei rischi ambientali elencati. Tuttavia, circa il 60% di loro ritiene sia ancora tecnicamente possibile farlo! Questo è molto preoccupante, e dovrebbe rafforzare la nostra motivazione come cittadini a far si che si mettano in moto le forze necessarie per evitare la catastrofe. Conclusione: Cosa succederà ? Slide 51: Conclusione: Serve un cambiamento profondo Serve un grande cambiamento al livello globale, e per questo è essenziale un patto a livello governativo a Copenaghen 2009. Ma l’urgenza del rischio catastrofe climatica e l’ambiziosità dei tagli di CO2 da implementare, dovrebbe indurci a ripensare al modo in cui viviamo, alle nostre abitudini e all'organizzazione delle nostre società. C’è bisogno dello sforzo di tutti Misure efficaci dovranno includere adattamento, mitigazione ed innovazione:il settore privato con i giusti incentivi si deve orientare verso un economia a basso impatto (low carbon economy); il settore publico e la cooperazione tra gli stati devono puntare al raggiungimento di obiettivi comuni, Ma cosa possiamo fare NOI? Slide 52: Noi? Noi intanto facciamo la nostra parte!Alcuni consigli per informarsi, diffondere, prendere parte Firma la Petizione per raggiungere un forte accordo a Copenhagen 2009 www.sealthedeal2009.org Calcola la tua impronta ecologica : http://www.feem-project.net/pandora/impronta_eco.php http://servizi.lifegate.it/newimpattozero/calcolatore_htm/calcolatore.htm http://www.myfootprint.org/en Diventa una persona ad impatto zero compensando le tue emissioni: http://servizi.lifegate.it/newimpattozero/calcolatore.asp Calcola la tua impronta di carbonio WWF http://www.improntawwf.it/main.php Calcolatore tradotto in italiano http://www.carbonfootprint.com/calculator.aspx Slide 53: Noi? Consigli per ridurre il tuo impatto ambientale con semplici gesti: http://servizi.lifegate.it/newimpattozero/ecoconsigli.htm One planet living (inglese): http://calculator.bioregional.com/lstep01.php Per i giovani e i più piccoli: Iniziative giovani http://ec.europa.eu/environment/climat/campaign/index_it.htm Giochi online http://www.managenergy.net/kidscorner/it/o11/games.html Iniziative: 100 piazze per il clima http://www.100piazze.it/ Per la conferenza di Copenhagen http://en.cop15.dk/frontpage Per saperne di più (in Inglese)www.ipcc.ch www.realclimate.org www.nasa.gov www.350.org Slide 54: Grazie! Se hai apprezzato la presentazione, inoltra il link del nostro sito! www.quattrogatti.info Le fonti dei dati e note bibliografiche sono reperibili sul nostro sito. Ringraziamo Emanuele Campiglio (Università di Pavia), Eric Ezechieli (Natural Step Italia), Carlo Giupponi (FEEM, Università Ca’ Foscari) e Marco Vighi (Università Bicocca) per i commenti ricevuti. Per commenti sul progetto Quattrogatti.info scrivi a commenti@quattrogatti.info Per contattare gli autori: manuela.bucciarelli@quattrogatti.info, marco.valente@quattrogatti.info, salvatore.morelli@quattrogatti.info, paolo.lucchino@quattrogatti.info