Corruzione nella sanità 2_Mann Finale

Views:
 
Category: Entertainment
     
 

Presentation Description

corruzione

Comments

Presentation Transcript

slide 1:

1 Corruzione nella sanità il cancro da estirpare Rubrica di eventi e problemi della Sanità a cura di Giuseppe Quintaliani Coordinatore governo Clinico SIN e Gian Battista Mannone Blogger Lo scorso 6 aprile a Roma si è tenuta la prima giornata nazionale contro la corruzione in sanità un fenomeno che in Italia è diventato un vero e proprio “cancro sociale” da estirpare con ogni mezzo perché riguarda in primo luogo la vita stessa dei cittadini. Parole come scandalo mazzette disservizi inchieste e processi sono ormai costantemente presenti sulle notizie che riguardano la sanità italiana nelle varie regioni. Basti pensare ad esempio che secondo l’associazione Transparency International gli sprechi nelle spese non direttamente collegate all’efficacia delle cure ammontano a circa un miliardo di euro l’anno Purtroppo un settore così delicato come quello della sanità è il più vulnerabile ai rischi di corruzione dal momento che la sanità rappresenta la prima voce di spesa delle regioni italiane con un giro complessivo di denaro pari a 110 miliardi di euro l’anno. Si stima che la perdita derivante dalal corruzione in sanià vada da circa 1 miliardo solo per appalti in outsourcing ad addirittura 25 su 110 per sprechi come stima GIMBE. Non a caso Raffaele Cantone presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ha definito senza mezzi termini la sanità «il terreno di scorribanda da parte di delinquenti di ogni risma». La sanità si pone tra i primi posti in tema di corruzione Anche l’attuale nuovo presidente dell’ANM Piercamillo Davigo si scaglia contro il dilagare della corruzione alla domanda se la situazione attuale sia come nell’era di mani pulite risponde «È peggio di allora. Ecco in Italia hanno vinto i corrotti». Infatti la corruzione sembra purtroppo essere insita nella società italiana come giustamente osserva Galli della Loggia. Per cercare di affrontare e risolvere seriamente questa piaga è necessario innanzitutto analizzare quali siano le sue radici profonde. In questo senso è stato appurato che nella sanità la corruzione dilaga soprattutto negli appalti negli incarichi e nelle nomine.

slide 2:

2 In sanità comunque tutto viene mediato dal sistema delle nomine perché non c’è dubbio che dalle nomine derivano i problemi negli appalti negli incarichi e nell’inquinamento con la politica. Siamo appena usciti da un epoca dove le leggi “ad personam” sono state sotto l’occhio della stampa e dei media ma spesso erano occhi con gravi problemi di vista se si considera che una miriade infinita di leggi ad hoc hanno aiutato e prediletto settori numerosi e personaggi ben noti degli apparati statali. In questi giorni si parla di Traffico di influenze illecite art. 346 bis c.p relazioni esistenti con un pubblico ufficiale o con un incaricato di un pubblico servizio indebitamente che si fa dare o promettere a sé o ad altri denaro o altro vantaggio patrimoniale come prezzo della propria mediazione illecita verso il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio ovvero per remunerarlo in relazione al compimento di un atto contrario ai doveri di ufficio o all’omissione o al ritardo di un atto del suo ufficio . omissis e sarebbe interessante sapere quante associazioni più o meno segrete e più o meno lecite non certo bocciofile o interferenze anch’esse “normali” si celano dietro i vari meandri della sanità. E’ tuttavia difficile arrivare a capire e sapere degli scandali e delle nomine. Spesso chi è onesto non solo come dice Cantone: «non fa carriera nella Pubblica amministrazione» ma spesso viene allontanato e diffidato e gli si brucia la carriera senza che alla fine si sappia anche per le lungaggini della giustizia italiana se le denunce fossero corrette o solo frutto di fantasia. A questo ha cercato di ovviare la nuova legge anticorruzione istituendo il “whistleblower” o fischiatore di fischietto con l’intento di favorire la denuncia all’interno delle organizzazioni che tuttavia non riesce a dare risultati accettabili. Esaminando il criterio delle nomine utilizzato in Italia ci si accorge che la corruzione nella sanità nasce principalmente a causa di un sistema di “spoil system” che viene accettato da tutti e che inglobando il concetto di nomina fiduciaria stravolge regole e merito. La nomina fiduciaria ha un senso quando è un industriale o il padrone per usare un gergo poco corretto politicamente che mette i soldi e rischia in proprio a dover scegliere collaboratori di fiducia. In questi casi ci possiamo aspettare che scelga sicuramente il meglio per la sua industria per il suo portafogli per la sua sopravvivenza. Ben diverso è il sistema del pubblico che non potendo fallire si può permettere di nominare inetti e raccomandati a tutti i livelli che prevaricano e mettono in ombra migliaia di bravi servitori fedeli ed onesti dello Stato che come dice Cantone in questi giorni “sono la maggioranza e sono quelli che dobbiamo utilizzare”. Pensate che tanto per dire chi ha dato numeri sugli esodati sbagliati alla Fornero sia stato rimosso o chi ha dato idee e dati e suggerimenti alla Lorenzin per il decreto appropriatezza abbia avuto problemi di carriera Le leggi nazionali favoriscono e non impediscono le nomine “ad personam” e non fatevi fuorviare da chi dice il contrario. Prendiamo in considerazione la filiera “fiduciaria” della sanità Oggi la legge permette alle giunte regionali di avere carta bianca nella gestione della sanità e di poter scegliere a proprio piacimento i Direttori Generali. La nomina del Direttore Generale è il primo passo la Lorenzin aveva promesso un albo unico di esperti ma sono sempre le caratteristiche che sono molto fumose e la frequenza ad un corso di management non fa certo al differenza. E comunque il progetto non è passato in via definitiva. È notizia di questi giorni che Lorenzin e Cantone intendano di nuovo mettere al primo posto le nomine dei Direttori Generali: “dobbiamo alzare - ha detto - il livello di qualità. Per questo abbiamo fatto una legge sulla nomina dei direttori generali

slide 3:

3 che prevede criteri meritocratici e la decadenza a fronte di un mancato raggiungimento degli obiettivi. Lidea è di costruire una grande squadra di manager che faccia la differenza". In ogni caso la nomina fiduciaria di un direttore generale a nostro parere non è il problema principale e potrebbe essere comprendibile si tratta di perseguire obiettivi stabiliti dalla politica e quindi potrebbe essere necessario arrivare ad un compromesso soprattutto quando si tratta di stabilire l’assegnazione di risorse scarse a tanti richiedenti. Il problema è invece definire bene obiettivi soprattutto clinici e quando gli obiettivi non sono raggiunti non solo perché gli obiettivi clinici non sono esplicitati ma soprattutto quando sono negativi e peggiorativi. Se Cantone dice che due terzi delle Asl sono state coinvolte in situazioni di corruzione se molte regioni sono in rosso chi ne risponde Se si trattasse di nomine fiduciarie i responsabili dovrebbero risponderne in prima persona ma non è così. Il problema poi si complica con le nomine dei responsabili di struttura complessa i primari. Tutte le volte che qualcuno ha fatto ricorso per una selezione ricordiamo che non è certo un concorso per primario ha perso la nomina è quasi del tutto fiduciaria tanto che in vecchi editoriali sia di Pirani che di Stella si ironizzava su tale sistema. Inoltre il sistema è fiduciario in ingresso ma non in uscita in altre parole se il sistema fosse fiduciario e tu sei stato nominato da Rossi se Rossi viene allontanato si dovrebbero allontanare anche tutti coloro nominati da Rossi è il sistema per il quale negli USA quasi 50.000 persone perdono il proprio incarico quando cambia il presidente. Invece in Italia non succede mai tanto che nonostante l’arretramento nei LEA l’accumulo di deficit sanitario gli episodi di corruzione tutti rimangono al loro posto. In effetti la legge prevede qualche correttivo sui quali non entriamo nei tecnicismi ma favorisce chi con lungimiranza si prepara la carriera con attribuzione di strutture semplici tarate in maniera difforme e discordante all’interno delle varie aziende sanitarie. Molte volte non si rispetta neanche la legge che impone di scrivere la motivazione peraltro mai sottoposta a controllo. Che il sistema delle nomine sia del tutto inadeguato o dimostra l’ultima orribile caso della Ostetricia di Reggio Calabria: nessuno ne sapeva nulla ma i fatti per ora solo denunciati ma con intercettazioni telefoniche evidenziano un sistema dove tutto era coperto le cartelle cliniche manomesse ma dove tutti i sistemi di controllo e contrattuali erano soddisfatti: la nomina la valutazione a fine anno lo stipendio di risultato il controllo di gestione l’ufficio qualità il sistema di accreditamento il nucleo di valutazione etc. Insomma parliamo di strumenti a garanzia della qualità e del buon andamento che non funzionano e non hanno funzionato non solo a Reggio ma in tanti altri posti d’Italia. Il problema secondo noi sta a monte e consiste nella mancanza di criteri validi con i quali giudicare sia il merito che i risultati. Se i risultati sono solo economici e non si misura la clinica allora il problema sarà a carico delle future generazioni tanto che Ricciardi nuovo presidente ISS ha detto chiaramente che potrebbe succedere che i risparmi di oggi siano il moltiplicatore della spesa di domani. Attualmente i criteri di valutazione vengono dal Piano Nazionale Esiti che tuttavia non offre dati veramente garantiti tanto che la stessa Agenas invita a non considerarli affidabili in tema di classifica di risultati. Forse dovrebbero essere le società scientifiche a dettare i risultati in termini di salute da ottenere e su questo il Ministro Lorenzin ha fatto intravedere timidi accenni di apertura. Il sistema attuale si regge poi sul principio che tutti i sanitari siano uguali mentre nella letteratura internazionale è sempre più presente l’invito ad unire due concetti fondamentali. Il sapere e il sapere fare devono essere fusi insieme senza contare che la valutazione della “clinical competence” è orami una scienza manageriale in sanità. Un sanitario bravo e stimato farà anche da argine a spinte influenze e prevaricazioni. È esperienza comune che primari con grande autorevolezza riescono ad ottenere risultati superbi opponendo la loro bravura e figura alle indebite interferenze.

slide 4:

4 Non si può scindere la necessaria esperienza pratica dalla formazione o dall’aggiornamento scientifico in medicina un adeguato background scientifico è tutto. Fare pubblicazioni scientifiche spesso sinonimo per i manager della sanità di perdita di tempo significa invece essersi informati e misurarsi con altri è l’unico modo per sapere se un medico si è veramente aggiornato e se quello che dice è accettato dalla comunità scientifica. Sostenere con un direttore generale che la propria casistica è complessa non ha alcun senso si deve dirlo in consessi in cui altri sanitari o esperti del settore possano veramente accertare e concordare che la sua casistica è complessa. Il sistema di benchmarking deve entrare anche nei singoli reparti ed essere punto di riferimento. Se non si è in grado di misurare risultati e valenza professionale dei sanitari operanti nel SSN si corre il rischio di favorire soltanto le nomine fiduciarie e ciò incide negativamente sulla qualità della sanità e sulle scelte che solo persone capaci professionalmente valide ed aggiornate possono fare in maniera adeguata. Quelli che non arrivano ad avere competenze specifiche saranno anche i più esposti a compromessi e accordi che così tanto male fanno alla sanità come gare appalti affidamenti e consulenze. Occorre ripensare tutto il sistema delle nomine favorendo prima di tutto la trasparenza e rendendo più severi e autonomi i criteri di selezione nella sanità. Si devono premiare gli studi le pubblicazioni scientifiche la competenza e la qualità professionale di una persona non in maniera astratta ma dedotte dagli assiomi dettati dalle società scientifiche che renderebbero imparziali e trasparenti le nomine sarebbero facilmente individuabili a livello nazionale e offrirebbero una garanzia ai cittadini utenti pazienti di trovarsi di fronte a sanitari preparati e affidabili. Esistono ben chiare evidenze in letteratura di cosa sia la competenza clinica come perseguirla e come accertarla ad esempio in nefrologia. In conclusione si può dire che la corruzione in sanità si combatte e si vince con alcune semplici regole molto semplici da ottenere a costo zero: a definire adeguatamente i risultati clinici da ottenere. In questo potrebbero essere coinvolte le società scientifiche con un sistema simile al Choosing Wisely b definire le competenze di base che i sanitari devono avere per le varie figure e compiti ben definite e valutabili dal curriculum eventualmente richiedendone ulteriori sulla base delle necessità locali c un sistema di valutazione recording e benchmarking dei risultati affidati ad agenzie esterne od ancor meglio alla elaborazione asettica e sistematica dei dati sanitari derivanti da quella che viene chiamata analisi dei “big data” utilizzata da molte regioni e in vari “setting” di cura come OSMED d agganciare lo stipendio dei DG al raggiungimento degli obiettivi definiti in precedenza nel punto a. Sarà possibile arrivare a tanto Si se il sistema prenderà coscienza che è il nostro futuro a essere in ballo nessuno può pensare di esserne fuori. Quando saremo vecchi fragili malandati avremo bisogno di un sistema sanitario privo di “Traffico di influenze illecite” e quindi compito di tutti noi è combattere per un SSN equo pubblico libero efficiente e soprattutto efficace. Ma si accumulano nubi minacciose e dobbiamo fare presto se non ora quando

authorStream Live Help