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Update sulle norme universali per la prevenzione del contagio infettivo

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Update sulle norme universali per la prevenzione del contagio infettivo Marco Lombardi – Nefrologia e Dialisi, Ospedale SM Annunziata, Azienda Sanitaria di Firenze Seminario Ante 2007 XV Corso Nazionale di Aggiornamento Tecnici Emodialisi Dialisi: Operativita`, Efficacia e Sicurezza a partire dall'età pediatrica 2/3/4 Aprile 2007 - Hotel Nautico - Riccione

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Promuovere la prevenzione significa implementare tutte quelle attività che hanno lo scopo di ridurre il carico d’infezione… Non si può non partire da dei requisiti basilari tra cui…

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Principi generali e misure essenziali per la prevenzione primaria e secondaria Pratiche emotrasfusionali sicure Applicazione di tutte le misure atte al controllo dell’infezione, siano esse di portata generale (precauzioni universali o standard ) o con indirizzo specifico, ad esempio quelle da adottare nel setting della dialisi (precauzioni speciali ) Identificazione degli individui a rischio di contrarre l’infezione (soggetti HCV negativi) e di quelli a rischio di diffondere l’infezione (soggetti HCV positivi) (indipendentemente dal fatto che ogni individuo -come già enunciato nelle precauzioni universali- deve essere considerato come potenzialmente infettante) Adeguato monitoraggio dello stato HCV in chi è classificabile come soggetto a rischio Presa in carico per terapia ed educazione delle persone infette od a rischio di divenirlo Educazione, istruzione ed aggiornamento del personale sanitario Sorveglianza e monitoraggio dell’efficacia delle misure preventive adottate , con aggiornamento, ampliamento ed eventuale correzione delle stesse

I CDC hanno scritto la storia moderna delle precauzioni da adottare:

I CDC hanno scritto la storia moderna delle precauzioni da adottare 1972: sorveglianza nazionale per l’epatite associata all’emodialisi. 1977: stesura delle raccomandazioni per le precauzioni da prendere per la prevenzione dell’epatite B sia da parte dei CDC che dell’Occupational Safety & Health Administration inglese. Con l’aumento dei casi di HIV e le prime segnalazioni di trasmissione di questa malattia al personale sanitario ospedaliero per la prima volta ci si rendeva conto che molti pazienti infetti da patogeni ematogeni virali non erano clinicamente riconoscibili come tali…

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1985: stesura di precauzioni per la prevenzione di infezioni da patogeni ematogeni, universalmente da tutti gli individui indipendentemente dal presumerne lo stato infettivo. 1987: stesura delle Precauzioni Universali per la prevenzione della trasmissione noso-occupazionale dei patogeni ematogeni, noti e non (ad esempio il virus dell’epatite non-A, non-B ovvero i C). 1996: stesura delle Precauzioni Standard . …pertanto le precauzioni emanate subirono una drammatica riorganizzazione . MMWR 1987; 2S: 3S-18S. Infect Control Hosp Epidemiol 1996; 17; 53-80. Am J Infect Control 1990; 18: 1-12.

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Sono composte da tutte quelle misure atte a controllare la diffusione in ambito sanitario delle infezioni noso-occupazionali da qualsiasi possibile sorgente per ogni patogeno conosciuto. Precauzioni standard !! Devono esser applicate ad ogni paziente che riceve assistenza senza riguardo alla diagnosi d’entrata Tutto il personale che presta assistenza -indipendentemente dalla qualifica, tipo ed ambiente di lavoro- deve conoscerle, comprenderle ed applicarle. Infect Control Hosp Epidemiol 1996; 17; 53-80. http://www.cdc.gov/ncidod/disease/hip/universa.htm

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Sterilizzazione ogni forma vivente di microorganismo (batteri, virus, funghi e spore) Disinfezione alto livello virus, funghi, batteri ma non alcune spore Disinfezione livello intermedio molti batteri, funghi, alcuni virus ed alcune spore Disinfezione basso livello molti batteri, funghi, alcuni virus ma non le spore Pulizia e detersione elimina macroscopico ed alcuni batteri , funghi e virus Strumentazione critica in contatto con la circolazione ed altre aree corporee normalmente sterili (tessuti ed organi) , ad es. aghi cannule, ferri chirurgici, medicazioni lesioni, ecc Semicritica in contatto con mucose e membrane integre, come ad es fibroscopi, ecc. Non critica in contatto con cute integra, ad es. bracciali per la misurazione della PA, termometri a mercurio, ecc Infect Control Hosp Epidemiol 1996; 17: 377-84.

Principali procedure che garantiscono una disinfezione ad “alto livello” (sanitizzazione):

Principali procedure che garantiscono una disinfezione ad “alto livello” (sanitizzazione) Ebollizione >98°C x>30 min Na-ipoclorito 1000-5000ppm di Cl attivo x>30 min Glutaraldeide 2% attivata x>60min Iodofori 500-5000 ppm I disponibile x>30 min Giorn It Nefrol 1999: 16:168-79 Sterilizzazione: 121°C x15-20 min in autoclave a vapore 180°C x 30 min stufetta a secco

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Principali vie di trasmissione delle varie forme di epatite virale nel secondo millennio!! http://www.epidemic.org/theFacts/hepatitisC/transmission.html

Quotidiano Latina Oggi 19 settembre 2005:

Quotidiano Latina Oggi 19 settembre 2005 Epatite: il contagio continua in dialisi decimo caso. L’ultimo caso apparteneva ad un turno diverso

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19-08-2005 Epatite per sangue infetto: risarcita con 425mila euro VENEZIA - Ha contratto l'epatite Hcv a causa di una trasfusione di sangue infetto eseguita all'ospedale di Dolo, nel corso di un'intervento chirurgico. A distanza di più di trent'anni da quell'operazione, una donna di 59 anni, residente in Riviera del Brenta, ha ottenuto il risarcimento per i danni patiti: il Tribunale civile di Venezia ha condannato il ministero della Salute a liquidarle 426mila euro, oltre alle spese di giudizio: 222mila euro a titolo di danno biologico permanente; 111 mila a ristoro del danno morale e 89 mila euro per l'invalidità lavorativa conseguente alla malattia. Il giudice Paolo Corder ha ritenuto che spetti al ministero il compito di vigilare sulla qualità del sangue raccolto e utilizzato nelle trasfusioni. Nessuna responsabilità, invece, a carico di Regione, Ulss e Comune di Dolo. Nonostante il molto tempo trascorso, la richiesta risarcitoria è stata considerata valida: il termine di prescrizione, infatti, scatta dal momento in cui la vittima ha la consapevolezza del nesso di causalità tra l'epatite di cui soffre e la trasfusione . E ciò, nel caso di causa, risale al 1999. http://www.bresciaoggi.it/storico/20050809/cronaca/Cab.htm

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Recenti segnalazioni di epidemie nosocomiali di HCV e loro setting di diffusione. Oncologia Macedo de Oliveira A, et al. An outbreak of hepatitis C virus infections among outpatients at a haematology/oncology c linic. Ann Intern Med. 2005; 142: 898-902. Cardiologia Lagging LM, et al. Nosocomial transmission of HCV in a cardiology ward during the window phase of infection: an epidemiological and molecular investigation . Scand J Infect Dis. 2002; 34:580-2 Ematologia Silini E, et al. Hepatitis C virus infection in a hematology ward: evidence for nosocomial transmission and impact on hematologic disease outcome. Haematologica. 2002; 24: 127-7. Medicina Krause G , et al . Nosocomial transmission of hepatitis C virus associated with the use of multidose saline vials. Infect Control Hosp Epidemiol. 2003; 24: 122-7. Emodialisi Furusyo N, et al . Confirmation of nosocomial hepatitis C virus infection in a hemodilysis unit. Infect Control Hosp Epidemiol. 2004; 25: 584-90. Ginecologia Massari M, et al. Transmission of hepatitis C virus in a gynecological surgery setting J Clin Microbiol. 2001; 39: 2860-3. Anestesiologia Comstock RD, et al . A large nosocomial outbreak of hepatitis C and hepatitis B among patients receiving pain remediations treatments. Infect Control Hosp Epidemiol. 2004; 25: 576-83. Epatologia Forns X , et al. Nosocomial transmission of HCV in the liver unit of a tertiary care center. Hepatology. 2005; 41: 115-22.

Il setting della dialisi…:

E’ ampiamente riconosciuto che le precauzioni necessarie nei centri dialisi sono assai più stringenti ed articolate delle normali precauzioni standard adottate nei comuni reparti di degenza medica e chirurgica od in ambienti senza una determinata specificità. Il setting della dialisi…

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Guanti : solo per manovre a rischio per possibile contatto con sangue o derivati biologici (nei reparti); per qualsiasi manovra indipendentemente dal rischio di contaminazione… Nessuna condivisione di materiali- oggetti-strumenti, ecc, tra pazienti… Figura di coordinamento …

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Precauzioni Speciali! MMWR 1998; 47(RR-19): 1-39. MMWR 2001; 50(RR-5): 1-42. Sono quelle precauzioni dedicate a specifici ambienti sanitari come la dialisi.

Precauzioni Speciali - 1:

Precauzioni Speciali - 1 1 – Educazione ed aggiornamento : specifica e preventiva formazione del personale sanitario seguita da un aggiornamento almeno annuale con un gruppo di lavoro coordinato da una figura specifica. Educazione dei pazienti ad evitare la diffusione patogeni. 2 - Rapporto numerico: adeguato ed ottimale del personale/pazienti/sale dialisi, secondo le norme vigenti e le condizioni strutturali. Med Princ Pract. 2004 May-Jun;13(3):129-35. The impact of nurse understaffing on the transmission of hepatitis C virus in a hospital-based hemodialysis unit. Saxena AK, Panhotra BR. Department of Nephrology, King Fahad Hospital and Tertiary Care Center, Hofuf, Saudi Arabia. dranil_31982@yahoo.com

Precauzioni Speciali - 2:

Precauzioni Speciali - 2 3 - Area di lavoro: adeguata per le sale dialisi con separazione delle aree a diverso rischio: aree facilmente contaminabili ed aree difficilmente contaminabili devono essere fisicamente separate. L’American Institute of Architects consiglia una superficie dedicata di 8 mq/posto dialisi, con una distanza minima di 130 cm tra due letti/poltrone dialitiche. 6 o più pazienti per sala dialisi possono esser accettabili se vengono rispettati gli altri requisiti (distanza tra letti, superfici globali e dedicate, smaltimento rifiuti, ricambio d’aria, ecc).

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36% of centres said that the distance between dialysis chairs (or beds) was less than one metre EDTNA| ERCA J 2004; XXX (2) 84-90:

Precauzioni Speciali - 3:

Precauzioni Speciali - 3 4 - Igiene delle superfici : rispetto di protocolli scritti e stabiliti dal Centro, per pulizia, decontaminazione, disinfezione e sterilizzazione con rispetto di eventuali indicazioni delle ditte costruttrici. Lavaggio e immediata disinfezione a basso livello non appena si renda evidente una contaminazione e comunque subito dopo ogni turno di dialisi. 5 - Igiene stazione dialitica: a basso livello di tutti gli oggetti compresi e come al punto 4.

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In 60% of centres , the surfaces shared by all patients were cleaned less than daily In less than half of the centres (42%), floors were cleaned daily EDTNA| ERCA J 2004; XXX (2) 84-90:

Precauzioni Speciali - 4:

Precauzioni Speciali - 4 6 - Igiene dei monitor : lavaggio, disinfezione ad alto livello ed ove possibile sterilizzazione dopo ogni singolo trattamento nel rispetto di quanto indicato dalle ditte costruttrici. Raccomandata la periodica disincrostazione dei circuiti idraulici. Proscrizione dei monitor non single-pass. Protettori dei transduttori disposable ed in caso di contaminazione disinfezione dello stesso ad opera di personale specifico.

Treatment of patient with unknown HCV status:

Treatment of patient with unknown HCV status After a patient with unknown HCV status, when can a machine be used for another patient? The machine can be used again after: EDTNA| ERCA J 2004; XXX (2) 84-90.

Use and disinfection of machines:

Use and disinfection of machines Possible risk factors In 48% of centres machines were used more than twice daily In 40% of centres the identification number of machines was NOT recorded In 12% of centres machines were rinsed only (not disinfected) between sessions In 7% of centres the exterior was NOT cleaned after each session, when not visibly contaminated Only in 5 centres reprocessed dialysers were used EDTNA| ERCA J 2004; XXX (2) 84-90.

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Ogni paz ha diritto di dializzare su un monitor ‘pulito’ …è meglio prevenire che curare… Negli US nei Centri che praticano 3-4 turni/die la disinfezione monitor tra ogni turno è considerata una perdita di tempo…

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Non a caso si cita qui la lettera inviata il 26 giugno 2006 dal Ministero della Salute agli Assessorati alla Sanità, ISS, Comando Carabinieri Sanità, ecc, ecc, ove si comunica che è stato rilevato in Francia un difetto in alcuni lotti di un tipo di scambiatore di calore. Tale difetto potrebbe permettere il contatto tra il liquido di scarico e quello d’ingresso con potenziale passaggio di pirogeni, endotossine e microorganismi infettivi tra le sezioni ‘predializzatore’ e ‘post-dializzatore’ dello stesso scambiatore di calore, con eventuale contaminazione e possibile infezione del paziente successivo… solo nel caso in cui il circuito idraulico non venga disinfettato adeguatamente DOPO OGNI TRATTAMENTO DIALITICO!! La probabilità che tale evento si verifichi è estremamente remota in quanto devono combinarsi contemporaneamente alcune condizioni straordinarie quali: Difetto dello scambiatore di calore Pressione nella linea di entrata dello scambiatore minore che nello scarico Passaggio di sangue nel compartimento di scarico da un filtro difettoso e viceversa con il paziente successivo e Mancata effettuazione della disinfezione dei circuiti idraulici tra i due trattamenti http://www.ministerosalute.it/dispositivi/dispomed.jsp

Precauzioni Speciali - 5:

Precauzioni Speciali - 5 7 - Assegnazione delle stazioni dialitiche: entro i limiti della programmazione del centro dovrebbero esser stabili e dedicate per i pazienti (HCV+) anche nel rispetto delle eventuali norme regionali. 8 - Records di sorveglianza: ogni paziente dovrebbe avere per ogni sessione dialitica un record in cui siano registrati la stanza, la stazione dialitica, il numero di monitor adoperato ed il nome del personale che ha atteso alla sua assistenza.

Precauzioni Speciali - 6:

Precauzioni Speciali - 6 9 - Proscrizione della condivisione di qualsiasi materiale: non deve essere permessa la condivisione di carrelli per medicazione, vassoi, clamps, lacci emostatici, bracciali per la misurazione della PA, cerotti in rotoli,ecc. Ogni oggetto non disposable dovrebbe avere un uso strettamente personale e non rientrare nell’area di lavoro comune se non dopo idoneo ricondizionamento.

Precauzioni Speciali - 7:

Precauzioni Speciali - 7 10 - Personalizzazione di tutto il materiale: tutto il materiale non monouso (bracciali per la misurazione della pressione arteriosa, premifistola, lacci emostatici, ecc) dovrebbe esser personale per ogni paziente indipendentemente dal suo stato sierologico. 11 - Vestiario: deve coprire la maggior superficie corporea possibile; nelle manovre a rischio di spruzzi sono d’obbligo le barriere di protezione al volto e capelli.

Patient equipment:

Only 43 centres use fistula clamps Shared equipment: disinfection after every patient % of centres Individual equipment % of centres Patient equipment EDTNA| ERCA J 2004; XXX (2) 84-90:

Precauzioni Speciali - 8:

Precauzioni Speciali - 8 12 - Guanti non sterili: indossati, per qualsiasi manovra, su paziente, monitor e strumenti; vanno rimossi dopo ogni manovra ed adeguatamente smaltiti e rimossi dopo ogni evidente contaminazione; comunque sostituiti prima della manovra successiva. 13 - Igiene delle mani: prima e dopo aver indossato i guanti, quindi dopo ogni manovra assistenziale.

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Quanto più è comodo il lavandino tanto più ci si lava le mani… i lavelli (uno ogni 4 posti tecnici) devono essere di tipo sospeso ad incasso, con erogatore-miscelatore chirurgico, meglio se a pedale e dotati di protezione antispruzzo posteriore e laterale… Audit on the degree of application of universal precautions in a haemodialysis unit NDT 1999; 14: 1001-3

Precauzioni Speciali - 9:

Precauzioni Speciali - 9 14 - Materiale non disposable: suo minor uso possibile seguito da lavaggio con disinfezione a basso livello subito dopo l’uso ed eventuale sterilizzazione se strumento critico, prima del suo ri-utilizzo. 15 - Preparazione dei medicamenti: devono esser preparati in un area ‘pulita’ e lontana dalle stazioni dialitiche (meglio se centralizzata).

Multiple-use vials:

Multiple-use vials In 38% of these centres vials were moved from one patient to another In 23% of these centres the residual drug must be drawn up from multiple vials to estabilish the necessary dose...!! 50% of centres used multiple use vials EDTNA| ERCA J 2004; XXX (2) 84-90:

Precauzioni Speciali - 10:

Precauzioni Speciali - 10 16 - Monitoraggio sierologico: secondo lo schema sottostante: Pts Status All’ingresso Mensilmente Ogni 6 mesi Ogni anno TUTTI Markers B,C, transaminasi HBsAg NEG HBsAg transaminasi (HBsAg) AntiHBsAb + (vaccinati) AntiHBs B e C positivi Non necessari HBV né HCV C Neg Transaminasi antiHCV

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Incubazione Sett . Mesi Anni Incubazione Sieroconversione Viremia Esp . Sett . Mesi Anni Sieroconversione Viremia Esp . Popolazione generale Emodializzati ALT ALT Scarsa predittività (<5%) nel tempo Scarsa correlazione con la gravità del quadro clinico Confronto dell’andamento clinico tra pazienti in dialisi e popolazione generale

Isolare i pazienti HCV+ o dedicargli spazi?:

Isolare i pazienti HCV+ o dedicargli spazi? L’efficacia dell’isolamento di pazienti potenzialmente infettanti è sicura; la storia dell’epatite B nel setting dell’emodialisi ce lo ha insegnato. E’ pur chiaro che esiste un’insostenibilità economico-gestionale ad applicare tale misura a tutti i pazienti. HBsAg + /HCV - HCV+/HBsAg- HCV+/HBsAg+ HGV+ HDV + HCV-/HBsAg- - >>Transaminasi

Deliberazioni regionali in materia - Lazio:

Deliberazioni regionali in materia - Lazio “ I pazienti portatori di anticorpi antiHCV che presentino segni clinici c/o sierologici di potenziale infettività sono dializzati su apparecchiature dedicate al loro trattamento. Le apparecchiature destinate a tali pazienti sono identificate da simboli permanenti applicati alla singola macchina, non rimovibili con il lavaggio.” Boll.Uff. Reg. Lazio 30.6.95, n°18-parteI, Deliberazione della Giunta Regionale sui criteri/requisiti per l’esercizio della terapia dialitica in regime ambulatoriale - centri dialisi (pag 13) Deliberazioni regionali in materia - Sardegna “ ... La dotazione minima è di: un adeguato numero di preparatori singoli per i pazienti che presentano segni clinici e sierologici di potenziale infettività, ciascuno dotato di simbolo permanente di identificazione.” Boll.Uff. Reg. Autonoma della Sardegna supplemento straordinario al n°22 del 23.7.98, all’Art.53 (pag 32 Dialisi: requisiti tecnologici punto c).

Deliberazioni regionali in materia - Toscana:

Deliberazioni regionali in materia - Toscana “ Ogni struttura che eroga prestazioni di dialisi ambulatoriale sia in ambito extra che intra ospedaliero deve possedere le seguenti dotazioni strumentali, tecnologiche e strutturali: … numero di preparatori singoli per dialisi adeguato al numero di paz che presentino segni clinici e/o sierologici di potenziale infettività. Tali attrezzature devono esser identificabili facilmente da simboli permanenti applicati alla singola macchina… …locale apposito con attrezzature dedicate al trattamento dialitico di paz HbsAg e HIV positivi o comunque portatori di altre patologie trasmissibili per via parenterale, con spogliatoi e servizi dedicati… Delibera del Consiglio Regionale n.221 del 26.7.99 sui Requisiti organizzativi, strutturali, tecnologici, generali e specifici per l’esercizio delle attività sanitarie. Allegato 1, B1.8, Dialisi pagg 43- 4

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Da: EBPG Guidelines for Haemodialysis. Section VI. Haemodialysis-associated infection Guideline VI.6.2 Screening for HCV antibodies should be performed in all patients starting HD or transferring from another unit. (Evidence level: A) Screening should be repeated at least every 6 months once HD (Evidence level: C) HCV screening should include an ELISA assay and a confirmatory testing with a more specific assay (RIBA). (Evidence level: B) Guideline VI.6.4 Universal precautions for prevention of transmission of blood-borne pathogens in the health care setting should be rigorously respected in all HD units. This include: Cleaning and disinfection of instruments, machines and environmental surfaces after each treatment; avoidance of sharing articles among patients; frequent hand washing and use of disposable gloves; use of protective eye wear and face mask (Evidence level: C) Dialyzed HBs Ag-positive patients should be treated in separate rooms with dedicated machines (Evidence level: C) In addition to universal precautions, which are the most efficacius preventive measures, treatment of anti-HCV patients in separate areas with dedicated staff is recommended in units with a high prevalence of HCV infection. (Evidence level: C) Guideline VI.6.10 Alpha IFN should be considered for HD patients with biopsy-proven chronic hepatitis due to HCV awaiting renal transplantation. (Evidence level: C) Evidence levels: A) randomized controlled trial or meta-analysis of several randomized controlled trials; B) controlled trial without randomisation, comparative-correlation-experimental-case-study; C) expert report, opinion, or clinical experience of respected authorities or if a given statement was obvious, but if no study or reference was available. HD=haemodialysis; IFN= interferon Nephrol Dial Transplant 2002; 17(S7): 72-87.

Misure organizzativo/strutturali Nostra esperienza monocentrica Nessuna siero-conversione nei due periodi di intervento:

1990 – 1991 Osservazione senza alcun protocollo specifico 1992 – 1997 Monitor dedicati Applicazione delle PU 1998 – 2002 Sola applicazione delle PU EDTNA/ERCA J 1997; XXIII SI: 14 Misure organizzativo/strutturali Nostra esperienza monocentrica Nessuna siero-conversione nei due periodi di intervento

Misure organizzativo/strutturali identica siero-conversione nei due periodi:

1991 - 1996 Isolamento contumaciale Applicazione PU 1997 – 2001 Applicazione PU GIN 2001; 5: 620 -1 Misure organizzativo/strutturali identica siero-conversione nei due periodi

Il D.L. 626/94 ha come oggetto il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. La novità è che al datore di lavoro viene imposto di valutare le situazioni a rischio all’interno della propria azienda e di organizzare la gestione attiva del rischio residuo* e delle emergenze che possono verificarsi.:

Il D.L. 626/94 ha come oggetto il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. La novità è che al datore di lavoro viene imposto di valutare le situazioni a rischio all’interno della propria azienda e di organizzare la gestione attiva del rischio residuo* e delle emergenze che possono verificarsi. *= rischio specifico ed intrinseco alla mansione svolta La formazione deve avvenire in occasione dell’assunzione, del cambiamento di mansione, dell’introduzione di nuove attrezzature o tecnologie, di nuove sostanze pericolose. La formazione deve essere continua e periodicamente ripetuta (art.22). Carletti P. Il manuale della sicurezza nel Centro dialisi. Reg.Marche.

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AJKD 2003; 42: 631-57 Sopravvivenza in una coorte di 276 pazienti in ED (p< 0.019)

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12-09-2005 http://www.epac.it/php/news.php # ANESTESISTA CONTAGIA 270 PERSONE CON L'EPATITE C Contrarre l'epatite C per un'anestesia fatta da un medico tossicodipendente e infetto: e' accaduto a 270 pazienti di diversi opedali di Valencia, in Spagna. Juan Maeso, detto "mani di porcellana" per la precisione che aveva nell'uso degli aghi, rischia ora 2.214 anni di carcere. Uno dei piu' gravi scandali della sanita' spagnola emerse nel 1998 quando un gran numero di persone denuncio' di aver contratto l'infezione durante il ricovero in ospedale. Dai controlli si scopri' che erano stati anestetizzati da "mani di porcellana", tossicodipendente, malato di epatite C, che usava sui pazienti gli aghi che utilizzava per farsi una dose. Secondo il difensore, Francisco Davo, Maeso e' solo un capro espiatorio, vittima del sistema sanitario locale. I malati ancora vivi intanto hanno ricevuto dal governo un risarcimento di 180.000 euro; il doppio e' andato alle famiglie dei deceduti. L'epatite C puo' causare cirrosi epatica e cancro al fegato. (AGI)

Messaggio dei primi 13 corsi HCV in dialisi di Firenze :

Messaggio dei primi 13 corsi HCV in dialisi di Firenze La “ Carta di Firenze”, decalogo per per il risk-management sull’infezione da HCV in dialisi” . I Adozione delle precauzioni speciali II Educazione ed aggiornamento del personale di dialisi III Puntuale disinfezione ambientale e dei monitor IV Maggior uso possibile di materiale disposable V Evitare qualsiasi condivisione dei materiali in dialisi VI Stesura, adozione e rispetto di protocolli scritti VII Lavaggio sociale delle mani del personale VIII Assegnazione di stazioni dialitiche dedicate non separate IX Ottimale rapporto numerico tra personale ed infermieri X Personalizzare tutto il materiale non disposable