logging in or signing up Grandi dighe 2010 montone Download Post to : URL : Related Presentations : Share Add to Flag Embed Email Send to Blogs and Networks Add to Channel Uploaded from authorPOINT lite Insert YouTube videos in PowerPont slides with aS Desktop Copy embed code: (To copy code, click on the text box) Embed: URL: Thumbnail: WordPress Embed Customize Embed The presentation is successfully added In Your Favorites. Views: 662 Category: Education License: All Rights Reserved Like it (11) Dislike it (0) Added: February 10, 2010 This Presentation is Public Favorites: 0 Presentation Description No description available. Comments Posting comment... Premium member Presentation Transcript Flavia SchreiberACQUA, FIUMI E DIGHEL’impatto sociale e ambientale delle grandi opere : Flavia SchreiberACQUA, FIUMI E DIGHEL’impatto sociale e ambientale delle grandi opere ASSISE DELLA CITTÀ DI NAPOLI E DEL MEZZOGIORNO D’ITALIA Presentazione a cura di Maurizio Montone Napoli, 15 novembre 2009 ~ Marc Reisner ~ : ~ Marc Reisner ~ “Forse stiamo iniziando a capire che sbarrare i corsi d’acqua, come costruire le centrali nucleari, è un atto simile ad un accordo faustiano tra la civilizzazione umana ed il mondo naturale.” Cina: Three Gorges dam (fonte: www.iihr.uiowa.edu, 2008) Introduzione : Introduzione - Alterare il corso naturale dei fiumi com-porta delle conseguenze che ricadono negativamente sull’ambiente e sulle po-polazioni. Danni preventivati dalla valu-tazione d’impatto ambientale redatta prima della costruzione di una diga. - Spesso si omette però la valutazione degli effetti a lungo termine di una diga sull’ambiente superstite, così come il suo impatto sociale sulla popolazione locale e le trasformazioni culturali che ne deri-vano. - L’accumulo artificiale di grandi riserve d’acqua dolce, nonostante tutto, continua e le mega-dighe progettate per il futuro porranno problemi ancora più gravi che è possibile ipotizzare: modifiche del ciclo vitale dell’acqua e cambiamenti climatici. Messico (Chiapas). Malpaso Dam(fonte: www.internationalrivers.org) Venezuela. Tacoma Dam (2002-06)(fonte: www.internationalrivers.org) Perdita della varietà faunistica(fonte: Getty Images) 3 Acqua, fiumi e dighe : - La vita sulla Terra si è evoluta attorno alla disponibilità, circolazione e qualità dell’acqua. Per l’Uomo, come per ogni essere vivente su questo pianeta, l’acqua è essenziale per la sopravvivenza. - Perciò le civiltà si sono tradizionalmente strutturate attorno ai bacini idrici, falde acquifere e negli spazi naturali creati dai fiumi (anse, delta, pianure etc.). - La storia della civilizzazione è la storia della ricerca instancabile del metodo migliore di garantirsi una riserva d’acqua ma anche della speculazione su questo bisogno. Acqua, fiumi e dighe Il Fiume Nilo (2009)(fonte: www.visibleearth.nasa.gov) 4 Slide 5: - Con questo spirito fin dall’antichità le grandi dinastie hanno cercato il consenso delle masse urbane attraverso la promessa di una fornitura costante di acqua. La riserva di acqua diventa, allora, uno strumento di egemonia politica e di affermazione del potere ma anche di prevenzione di disastri naturali (piene, inondazioni etc.). - Solo dopo il XVIII sec. la diga è considerata l’opera ideale per risolvere anche problemi legati ai fabbi-sogni della produzione industriale e all’ottenimento di fonti energetiche per azionare i macchinari. - Alla fine del XIX sec. per soddisfare la crescente richiesta di elettricità del mondo occidentale le dighe diventano sempre più alte e capienti. - Dalla metà del XX sec. inizia l’attacco su vasta scala ai corsi d’acqua. Progetti faraonici sono messi in opera a servizio delle grandi industrie che, supportate da un’ampia campagna di persuasione, hanno diffuso l’idea che l’energia idroelettrica è una fonte inesauribile e “pulita” in alternativa alle inquinanti (nucleare e combustibili fossili). Egitto. Diga di Sadd el-Kafara (fonte: http/weekly.ahram.org.eg) Diga di Sadd el-Kafara (Cairo, 2600 a.C) 106 m 80 m 11 m 11 m sezione 36 m 5 Impiego dell’acqua : Impiego dell’acqua Diretto / Uso di traverse, riserve e collettori: - Privato / Domestico – Acqua potabile, impiego domestico e sanitario, irrigazione giardini privati… - Commerciale – Ristorazione, alberghi, negozi, etc. - Irrigazione – Agricoltura. La coltivazione intensiva richie-de spesso grossi quantitativi d’acqua. - Allevamento – Come altre forme di attività industriale anche qui l’approvvigionamento idrico richiede fornitura costante. - Industriale – Gli usi in questo settore sono svariati e vanno dal raffreddamento degli impianti alla lavorazione dei prodotti… - Industria mineraria – L’acqua è inispensabile sia nelle operazioni di scavo che nella lavorazione dei minerali (es. la bauxite da cui si ricava l’alluminio) - Necessità pubbliche – Parchi, ospedali, uffici.. 6 Impiego dell’acqua : Impieghi indiretti / necessità della diga: Energia idroelettrica – Si sfrutta l’energia di caduta dell’acqua per azionare delle turbine che a loro volta generano elettricità grazie ad un alternatore. A fine ciclo l’acqua non è più utilizzabile per la presenza di agenti inquinanti. Controllo/Prevenzione – Le dighe ed altre opere di ingegneria idraulica possono aiutare a controllare i fiumi nei periodi di piena ed evitare straripamenti ed alluvioni. Trasporti – Nei fiumi e nei canali è resa possibile la navigazione per mezzo di chiuse. Impiego dell’acqua 7 Risorse idriche / Disponibilità : Namibia. Namib Desert (fonte: www.seos-project.eu, 2000) Acqua salata 97.5% 1.365.000.000 Km3 Acqua dolce 2.5% 35.000.000 Km3 0.3% Laghi e fiumi 30.8% Sotterranea (permafrost, etc.) 68.9% Ghiacciai e nevi perenni - Il 70% della superficie terrestre è ricoperto da acqua di cui il 97,5% appartiene agli oceani e ai mari. - Solo il restante 2.5% è dolce ma le risorse disponibili sono meno dell’1% : Si tratta di circa 9.000 Km3 direttamente accessibili ad uso umano. Di questi, 4.286 Km3 sono le riserve (dighe, laghi artificiali). dati: United Nations Environment Program (UNEP), Vital Water Graphics. An overview of the State of the World’s fresh and marine waters, 2° ed., 2008 (fonte: www.unep.org) Risorse idriche / Disponibilità 8 Risorse idriche / Distribuzione : Risorse idriche / Distribuzione La distribuzione globale delle risorse idriche varia a seconda del clima, della topografia, della geologia dei continenti. - Il 50% delle risorse mondiali di acqua dolce si concentra il 6 Stati (Brasile, Cile, Canada, Russia, Cina e Indonesia). - I restanti Paesi si trovano a gestire scarse quantità di acqua in rapporto allo stile di vita e all’aumento demografico. Altri, infine, non dispongono di alcun accesso diretto all’acqua (31 nazioni che contengono 1/3 della popolazione mondiale: Perù, India, Etiopia, Nigeria, Kenya, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait etc.). Si calcola che entro il 2025 più di 2,5 miliardi di persone distribuite in 48 nazioni si troveranno in condizioni di scarsità (o mancanza) di acqua. Di queste nazioni, 40 sono in Eurasia e in Nord Africa. Sempre secondo le stime del rapporto delle Nazioni Unite (Unep, 2008), dal 2050 il numero degli Stati potrebbe salire a 54 (includendo l’area mediterranea con Spagna, Portogallo, Italia e Grecia). Ciò implicherà, considerando anche l’aumento demografico, che circa 9,4 miliardi di persone avranno un accesso minimo o insufficiente all’acqua potabile. 9 Slide 10: - Nel 2000 è stato prelevato più del 57% delle risorse idriche mondiali. Un quanti-tativo stimato di 4.430 Km3 del quale solo il 52% è stato realmente consumato. - Attualmente il prelievo è aumentato del 10-12%. Mantenendo questo ritmo entro il 2025 le risorse utili diminueranno drasticamente. Risorse idriche / Consumi 10 Slide 11: Risorse idriche / Riserve fluviali - Il prelievo eccessivo di acqua ha ridotto la portata dei fiumi e ha provocato la parziale scomparsa dei grandi laghi naturali. Le conseguenze evidenti di questa sottrazione sono l’avanzare della desertificazione e cambiamenti climatici locali. 11 Slide 12: Fiumi / Frammentazione - Il 60% dei fiumi più grandi del mondo è stato letteral-mente fatto a pezzi dai grandi sbarramenti mentre altri minori (ma solo per grandezza e non per importanza ambientale) sono stati in maggioranza dirottati, cementificati, ridotti a discariche o addirittura cancellati. - Per avere un’idea delle dimensioni del problema basta osservare il declino dei fiumi più grandi: tutti bloccati o deviati e raggiungono il mare solo in minima parte sebbene una regola base per gli utenti dovrebbe essere almeno quella di garantire al fiume una minima quantità vitale al suo funzionamento. - In controtendenza, invece di disciplinare I consumi (specie in agricoltura dove si registra il maggior prelievo), sono in progetto nuove mega-riserve d’acqua: dighe colossali che dovrebbero risolvere – secondo i loro promotori – sia i problemi legati alla scarsità (nei paesi in via di sviluppo) che all’aumento della domanda di acqua ed elettricità nei paesi industrializzati. USA-Messico. Colorado River Delta(fonte: earthobservatory.nasa.gov, 2004) India. Gange Delta(fonte: earthobservatory.nasa.gov, 2005) Africa. Lago Chad(fonte: earthobservatory.nasa.gov, 2001) 12 Slide 13: Grandi dighe / Benefici - La realizzazione delle grandi dighe (alte almeno 15 m) implica un notevole impegno costruttivo e enormi sforzi economici da sostenere in fase di progettazione, esecuzione e messa in funzione. A questi vanno aggiunti i costi di manutenzione e di controllo. - A lungo termine però, rispetto ai combustibili fossili in esaurimento ed alle centrali nucleari che hanno vita breve (25-30 anni dall’accensione del reattore), i costi sono ammortizzati. La vita di una diga, infatti, teoricamente è infinita: dipende solo dalla qualità dei materiali impiegati, dalla portata del fiume e dalla condizione geologica del territorio. Inoltre non produce scorie, i rischi di incidente sono più contenuti e non necessita di personale altamente qualificato per la sua gestione. Sebbene una diga tradizionale produca minore energia rispetto al nucleare (in media 1/20) la scelta di ricorrere all’idroelettrico è di gran lunga maggiore: al mondo esistono più di 4.900 dighe e solo 439 centrali nucleari operanti. - Dal punto di vista tecnologico ed ingegneristico, quindi, le grandi dighe attuali rappresentano la soluzione più rapida e funzionale in grado di soddisfare il bisogno energetico ed idropotabile. Brasile-Paraguay. Diga Itaipu sul Paranà (fonte: web, 1979-1985) 13 Slide 14: Grandi dighe / Benefici - Altri benefici addotti dai promotori delle grandi dighe sono la rinnovabilità della materia prima per la trasformazione energetica – cioè l’acqua – ed il reimpiego nel settore agricolo (e umano) delle eccedenze. Inoltre costituiscono un utile serbatoio per il rifornimento costante delle grandi metropoli e, in caso di siccità, dei territori rurali. - È utile, a questo punto, fissare alcuni parametri di convenienza che hanno consentito nell’ultimo cinquantennio la diffusione di grandi dighe con altezza spesso maggiore di 100 m (ovvero con salto in grado di produrre energia sufficiente per i consumi di massa): 1) reperibilità delle risorse: ogni continente dispone di bacini idrici e può assicurarsi l’indipendenza energetica; 2) sviluppo economico derivato: questo aspetto è quello trainante dell’intero settore. L’investimento sulle dighe è sicuro perchè a lungo termine; 3) appoggio di organismi internazionali (Banca Mondiale ed altri) e riduzione del deficit estero nei Paesi che scelgono l’idroelettrico. Brasile-Paraguay. Diga Itaipu sul Paranà (fonte: web, 1979-1985) 14 Slide 15: Grandi dighe / Esempi - La diga di Itaipu produce il 95% dell’energia elettrica consumata in Paraguay ed il 25% in Brasile; - È alta 196 m e detiene il record della diga più grande e costosa del mondo. L’invaso forma un lago artificiale di 29 milioni di m3 di acqua con una superficie approssimata di 1.400 Km2; - Con le sue 20 turbine produce una media annuale di 90.620 GWh, ovvero il 30% in più di una centrale nucleare da 1GW. Un quantitativo in grado di soddisfare il fabbisogno energetico dell’Italia per tre anni. Brasile-Paraguay. Diga Itaipu sul Paranà (fonte: web, 1979-1985) 15 Materials : Materials - Economicamente, si è visto, la spesa per l’avvio di una grande diga è talmente ingente che nemmeno gli Stati possono anticipare ma, essendo un investimento sicuro, non mancano mai finanziatori privati: di solito si tratta di Multinazionali che dispongono di grossi capitali ed hanno come “garanzia” l’appoggio delle banche. Gli utili dell’operazione verranno poi divisi tra gli azionisti, cioè da chi compra azioni in borsa o deposita denaro nelle banche ricevendone gli “interessi”. In pratica i costi di costruzione sono sostenuti da tutti, in modo più o meno consapevole. - L’International Rivers, un’organizzazione indipendente, dal 2009 ha avviato una campagna indirizzata ad ogni investitore spiegando, in una lettera, come la propria banca o società investe i fondi depositati. Molti destinatari sono stati portati a conoscenza degli enormi danni e delle proteste in corso ed hanno aderito all’iniziativa poichè contrari a ricevere benefici economici dalla costruzione di dighe. - Attraverso una corretta informazione è possibile, quindi, interrompere l’attività di chi specula a danno dei popoli e dell’ambiente. Grandi dighe / Costi 16 Materials : Materials - Grazie ai movimenti anti-diga e alla comunità scientifica internazionale ora si conoscono gli effetti devastanti delle grandi dighe. Sarà in futuro difficile risanare i territori attualmente investiti da questi progetti ma si spera che l’azione globale apporti maggiore consapevolezza e responsabilità ai Governi nei riguardi delle proprie popolazioni. - Il principio universale che si è affermato in questi anni di lotte alle dighe è che la partecipazione democratica è prerequisito fondamentale in ogni processo decisionale che investe il territorio per mezzo di grandi opere. - La considerazione o meno di questo diritto è il vero indice del livello di democrazia presente in un Paese. Grandi dighe / Costi India. Marcia contro la diga di Nar-mada (fonte: internationalrivers.org, 1999) Ecuador. Repressione in Amazzo-nia (fonte: upsisedownworld.org, 2007) Islanda. La polizia ferma una mani-festazione antidiga (fonte: web, 2009) 17 Slide 18: - Quando una comunità viene a conoscenza che il proprio territorio è investito dal progetto di una mega-struttura allora inizia ad informarsi sui problemi che essa comporta. - Innanzitutto si rende conto della perdita dei propri luoghi (case, terreni, attività etc.), delle abitudini di vita e tradizioni. - Solitamente si tratta di popolazioni primitive o rurali che difficilmente si adegueranno al cambia-mento del loro stile di vita. I risarcimenti, abilmente studiati, a volte sono minimi (o nulli) e comunque mai sufficienti a ripagare la perdita. - Senza entrare troppo nello specifico si può riassu-mere l’aspetto dei costi sociali nei punti: a) Shock; b) Sradicamento; c) Migrazione. Grandi dighe / Costi India. Reazione popolare a Tipai-mukh (fonte: internationalrivers.org, 2006) Taiwan. Primi scavi per la diga di Hushan (fonte: greenparty.org.tw, 2007) Brasile. I migranti per le dighe raggiungono i sobborghi delle grandi città (fonte: web, 2009) 18 Slide 19: - Una conseguenza immediata all’annuncio della costruzione di una grande diga ed opere ad essa associate è l’inasprimento dei rapporti internazionali con i Paesi che condividono la stessa risorsa. Gran parte della popolazione mondiale dipende da sistemi fluviali comuni e più Stati condividono la stessa acqua come avviene fra l’India e il Bangladesh per quella del Gange o tra Messico e Stati Uniti per quella del Colorado; Israele, Giordania e Siria per quella del Giordano; tre sono le nazioni (Iran, Siria e Turchia) a dividersi il bacino del Tigri e dell’Eufrate. - Le tensioni per la distribuzione dell’acqua sono acuite dalla disparità che si crea tra chi è a monte e chi è a valle del fiume. Grandi dighe / Costi Turchia. Il progetto della costruzione di 22 nuove dighe (GAP) incontra resistenze nei Paesi a valle (fonte: unep.org, 2009) 19 Slide 20: - Questo è solo un bilancio sommario sui costi so-ciali di una grande diga ancora prima della costruzione: agitazioni interne e pericolo di conflitto con altre nazioni. I problemi che nascono dopo riguarderanno la gestione delle risorse: - L’esperienza ha dimostrato che le grandi dighe sono costruite e gestite da gruppi ristretti, econo-micamente e politicamente potenti che dispongono dell’acqua a loro piacere, privando gli aventi diritto, in parte o per intero, dell’accesso alle risorse del fiume. - Stabilendo un monopolio di fatto, l’accesso priva-tizzato all’acqua segna le disparità tra ricchi e poveri. Nei quartieri poveri, senza le infrastrutture pubbliche, la qualità dell’acqua non è controllata, insufficiente e causa di mortalità. Grandi dighe / Costi India (Delhi). Un collettore porta l’acqua ai quartieri ricchi (fonte: web) Città del Messico. L’acqua costa il 200% in più ed è venduta in barili (fonte: web, 2007) 20 Slide 21: - Si è visto, per i fiumi, cosa comporta uno sbarra-mento (anche modesto) e l’uso intensivo delle acque: si va dalle trasformazioni della geografia dei luoghi (arretramento della linea di costa, desertifi-cazione delle sponde, abbassamento del letto etc.) all’estinzione delle specie animali e vegetali proprie di quell’habitat. - Una grande diga, invece, trasforma radicalmente il paesaggio e la qualità della vita per chilometri. Il fiume muore e, sostituito dall’invaso artificiale, si altera l’intero ecosistema. - In pochi anni, come nel caso della diga delle Tre Gole sul fiume Yangtze in Cina, si assiste ad una alterazione ad opera dell’Uomo ad una scala visi-bile dallo spazio. Grandi dighe / Ambiente Cile. Il fiume Pascua in Patagonia (fonte: www. Internationalrivers.org, 2009) Cina. Il fiume Yangtze nel 1987 (fonte: United States Geological Survey) Cina. Diga delle Tre Gole nel 2000(fonte: United States Geological Survey) Cina. Diga delle Tre Gole nel 2004(fonte: United States Geological Survey) 21 Slide 22: - La prima forma di inquinamento ambientale pro-dotta da una grande diga è la necessità di materiali per la sua costruzione. Essendo composta da cemento, sabbia, terra e pietre questi materiali, ge-neralmente, sono reperiti e lavorati sul luogo. - L’estrazione di questi materiali richiede un grande quantitativo di combustibili fossili per azionare i macchinari. Aria e acqua sono contaminate da smog, polveri e residui chimici di esplosivi ed altro. - Il calcestruzzo, per la sua lavorazione, necessita di aggregati e il 20% di acqua. - La produzione di una tonnellata di cemento libera nell’atmosfera un quantitativo equivalente di CO2. Grandi dighe / Ambiente H: 221 mPeso: > 6.600.000 tV calcestruzzo: 4.5 milioni di m3 USA. Diga di Hoover sul Colorado (fonte: wikipedia.org, 2009) Alcuni dati costruttivi della diga di Hoover (fonte: www.usbr.org, 2009) 22 Slide 23: - L’impatto ambientale di una grande diga si valuta secondo i parametri: 1) A monte; 2) A valle; 3) Sul luogo (invaso); 4) Globale. 1) A monte avviene che l’acqua, concentrata in profondi invasi, perde le sue caratteristiche naturali poichè non raggiunge i livelli freatici del suolo per essere filtrata. Diventa stagnante e dannosa. - L’habitat, ricoperto dalla riserva d’acqua, è distrutto: per le popolazioni il danno è minore che per la flora e la fauna. Difficilmente è possibile trapiantare le specie in altri siti. Una grande diga è sinonimo, ripetiamo, di estin-zione. Le specie più a rischio sono i pesci migratori. 2) A valle si aggiungono, oltre ai già visti, problemi di riduzione della portata del fiume e perdita dei sedimenti. Grandi dighe / Ambiente Fiume Nilo. Diga di Assuan(fonte: earthobservatory.nasa.gov) Diga di Assuan INVASO MONTE VALLE FOCE 23 Slide 24: 3) Nella riserva avvengono cambiamenti signifi-cativi: - Modifica delle caratteristiche dell’acqua: tempe-ratura, salinità, eccesso di sedimenti e di sostanze nutritive con basso contenuto di O2. Gli ultimi due aspetti, quindi, determinano la morte delle specie fluviali e l’eutrofizzazione (cioè la formazione di colonie batteriche e fitoplancton). - Inquinamento da agenti chimici (fertilizzanti etc.). - Introduzione di specie esogene ed incompatibili all’habitat preesistente quali pesci più resistenti alle nuove caratteristiche dell’acqua (specie ittiche per la pesca). - Malattie dovute alla proliferazione delle zanzare: si registra un ritorno di malaria e febbre dengue tra le popolazioni che vivono in prossimità di una diga. - Ematuria (schistosomiasi) è un’infezione parassi-taria che porta alla proliferazione nel sangue di platelminti. Infetta sia il bestiame che l’uomo. È causa di 300.000 morti all’anno. Grandi dighe / Ambiente Paesi a rischio malaria dal 2006 (fonte: wikipedia.org) Febbre dengue dal 2006 (fonte: US Department of Agricolture) Aree colpite dall’Ematuria nel 2006(fonte: wikipedia.org) 24 Slide 25: 4) Più controverso è il tema dei cambiamenti globali che una grande diga apporta all’ambiente. Gli studi in proposito, anche se solo in parte riconosciuti ufficialmente, sono concordi sui punti: - Cambiamenti geologici: ci sono delle relazioni tra l’aumento dell’attività sismica e l’invaso artificiale. L’acqua non è la causa diretta dei terremoti, ma il sovraccarico di peso sulle faglie e l’aumento dell’u-midità sotterranea in un’area. - Cambiamenti climatici locali e globali: l’evapora-zione di superficie dell’invaso aumenta l’umidità dell’aria incidendo sulla temperatura e sul ciclo dell’acqua. Queste trasformazioni climatiche sono evidenti in India e Cina dove sono rispettivamente concentrate 3.000 e 25.000 grandi dighe. - Surriscaldamento degli oceani: I fiumi non rag-giungono più i mari e aumentano le correnti calde. Inoltre mancando il flusso naturale dei fiumi, dimi-nuisce anche la biodiversità marina. Grandi dighe / Ambiente Panama. Progetto idroelettrico di Bayano (1970-1976).Il progetto iniziale ha distrutto 350 Km2 di foresta tropicale. Un nuovo progetto prevede l’ampliamento dell’invaso: com-porterà la perdita di altri 10 Km2 di vegetazione. Se realizzato si ridurranno le possibilità di rin-novo di CO2.(fonte: Patrick McCully, IRN 2002) 25 Slide 26: Con l’istituzione nel 1998 della World Commission on Dams (WCD) l’Unep ha raccolto l’appello delle popolazioni che subiscono gli effetti delle dighe. Questa commissione riunisce rappresentanti delle ditte costruttrici, delle associazioni ambientaliste, funzionari governativi etc. Sembrava, agli inizi del 2000, che l’era delle grandi dighe fosse conclusa col riconoscimento della WCD degli effetti negativi sull’ambiente e sulle po-polazioni. Negli ultimi dieci anni la commissione ha organizzato molti forum e dato voce ufficiale alle critiche nei riguardi dell’operato della Banca Mon-diale, ai metodi poco corretti seguiti nella progettazione di queste opere e la corruzione che spesso segue la costruzione. Gli Stati Uniti nel 1998 hanno iniziato la demolizione di quattro grandi di-ghe. Un gesto simbolico per segnare la fine delle dighe in America. La Spagna nel 2004 ne segue l’esempio rinunciando ai nuovi progetti, così altri paesi (Argentina, Giappone, Corea, Ungheria, Francia etc.). Purtroppo, nei fatti, si continua a costruire nei paesi in via di sviluppo con progetti ancora più distruttivi del passato: cascate di dighe sui fiumi dispo-ste secondo una mania di grandezza che non ha eguali. Conclusioni 26 Slide 27: Anche se non condivisi, questi progetti sono portati avanti col forte soste-gno del WTO, delle multinazionali ,dei gruppi ingegneristici e imprese di Stato. L’unica soluzione sarebbe interrompere questa distribuzione di fondi per le dighe - ed altre opere inutili - e concentrarsi sulle reali esigenze della popo-lazione mondiale che potrebbero essere soddisfatte con minori investi-menti. Le politiche mondiali dovrebbero rivolgersi al potenziameno delle infrastrut-ture e alla gestione del patrimonio idrico in relazione alla funzione ecolo-gica dei fiumi. I fondi andrebbero investiti nel ridisegno delle reti idriche, nella costruzione di impianti per il ricilaggio delle acque ed il loro reimpiego in altri settori (agricolo ed industriale), nello studio di nuove tecniche d’irrigazione e nella promozione di fonti energetiche alternative… Ma non è ancora storia di oggi. Acqua, fiumi e dighe Conclusioni 27 Slide 28: Cile. Il fiume Pascua in Patagonia (fonte: www. internationalrivers.org, 2009) Il prossimo fiume a rischio: Slide 29: FLAVIA SCHREIBER ACQUA, FIUMI E DIGHE L’impatto sociale e ambientale delle grandi opere con Prefazione di VITTORIO EMILIANI ISBN 978 88 89579 68 8 Redazione volume e presentazione: Maurizio Montone La scuola di Pitagora editrice piazza Santa Maria degli Angeli, 1 80132 Napoli info@scuoladipitagora.it www.scuoladipitagora.it © 2009 Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d´Italia Napoli - Palazzo Marigliano, Via San Biagio dei Librai 39 http://www.napoliassise.it You do not have the permission to view this presentation. In order to view it, please contact the author of the presentation.
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Premium member Presentation Transcript Flavia SchreiberACQUA, FIUMI E DIGHEL’impatto sociale e ambientale delle grandi opere : Flavia SchreiberACQUA, FIUMI E DIGHEL’impatto sociale e ambientale delle grandi opere ASSISE DELLA CITTÀ DI NAPOLI E DEL MEZZOGIORNO D’ITALIA Presentazione a cura di Maurizio Montone Napoli, 15 novembre 2009 ~ Marc Reisner ~ : ~ Marc Reisner ~ “Forse stiamo iniziando a capire che sbarrare i corsi d’acqua, come costruire le centrali nucleari, è un atto simile ad un accordo faustiano tra la civilizzazione umana ed il mondo naturale.” Cina: Three Gorges dam (fonte: www.iihr.uiowa.edu, 2008) Introduzione : Introduzione - Alterare il corso naturale dei fiumi com-porta delle conseguenze che ricadono negativamente sull’ambiente e sulle po-polazioni. Danni preventivati dalla valu-tazione d’impatto ambientale redatta prima della costruzione di una diga. - Spesso si omette però la valutazione degli effetti a lungo termine di una diga sull’ambiente superstite, così come il suo impatto sociale sulla popolazione locale e le trasformazioni culturali che ne deri-vano. - L’accumulo artificiale di grandi riserve d’acqua dolce, nonostante tutto, continua e le mega-dighe progettate per il futuro porranno problemi ancora più gravi che è possibile ipotizzare: modifiche del ciclo vitale dell’acqua e cambiamenti climatici. Messico (Chiapas). Malpaso Dam(fonte: www.internationalrivers.org) Venezuela. Tacoma Dam (2002-06)(fonte: www.internationalrivers.org) Perdita della varietà faunistica(fonte: Getty Images) 3 Acqua, fiumi e dighe : - La vita sulla Terra si è evoluta attorno alla disponibilità, circolazione e qualità dell’acqua. Per l’Uomo, come per ogni essere vivente su questo pianeta, l’acqua è essenziale per la sopravvivenza. - Perciò le civiltà si sono tradizionalmente strutturate attorno ai bacini idrici, falde acquifere e negli spazi naturali creati dai fiumi (anse, delta, pianure etc.). - La storia della civilizzazione è la storia della ricerca instancabile del metodo migliore di garantirsi una riserva d’acqua ma anche della speculazione su questo bisogno. Acqua, fiumi e dighe Il Fiume Nilo (2009)(fonte: www.visibleearth.nasa.gov) 4 Slide 5: - Con questo spirito fin dall’antichità le grandi dinastie hanno cercato il consenso delle masse urbane attraverso la promessa di una fornitura costante di acqua. La riserva di acqua diventa, allora, uno strumento di egemonia politica e di affermazione del potere ma anche di prevenzione di disastri naturali (piene, inondazioni etc.). - Solo dopo il XVIII sec. la diga è considerata l’opera ideale per risolvere anche problemi legati ai fabbi-sogni della produzione industriale e all’ottenimento di fonti energetiche per azionare i macchinari. - Alla fine del XIX sec. per soddisfare la crescente richiesta di elettricità del mondo occidentale le dighe diventano sempre più alte e capienti. - Dalla metà del XX sec. inizia l’attacco su vasta scala ai corsi d’acqua. Progetti faraonici sono messi in opera a servizio delle grandi industrie che, supportate da un’ampia campagna di persuasione, hanno diffuso l’idea che l’energia idroelettrica è una fonte inesauribile e “pulita” in alternativa alle inquinanti (nucleare e combustibili fossili). Egitto. Diga di Sadd el-Kafara (fonte: http/weekly.ahram.org.eg) Diga di Sadd el-Kafara (Cairo, 2600 a.C) 106 m 80 m 11 m 11 m sezione 36 m 5 Impiego dell’acqua : Impiego dell’acqua Diretto / Uso di traverse, riserve e collettori: - Privato / Domestico – Acqua potabile, impiego domestico e sanitario, irrigazione giardini privati… - Commerciale – Ristorazione, alberghi, negozi, etc. - Irrigazione – Agricoltura. La coltivazione intensiva richie-de spesso grossi quantitativi d’acqua. - Allevamento – Come altre forme di attività industriale anche qui l’approvvigionamento idrico richiede fornitura costante. - Industriale – Gli usi in questo settore sono svariati e vanno dal raffreddamento degli impianti alla lavorazione dei prodotti… - Industria mineraria – L’acqua è inispensabile sia nelle operazioni di scavo che nella lavorazione dei minerali (es. la bauxite da cui si ricava l’alluminio) - Necessità pubbliche – Parchi, ospedali, uffici.. 6 Impiego dell’acqua : Impieghi indiretti / necessità della diga: Energia idroelettrica – Si sfrutta l’energia di caduta dell’acqua per azionare delle turbine che a loro volta generano elettricità grazie ad un alternatore. A fine ciclo l’acqua non è più utilizzabile per la presenza di agenti inquinanti. Controllo/Prevenzione – Le dighe ed altre opere di ingegneria idraulica possono aiutare a controllare i fiumi nei periodi di piena ed evitare straripamenti ed alluvioni. Trasporti – Nei fiumi e nei canali è resa possibile la navigazione per mezzo di chiuse. Impiego dell’acqua 7 Risorse idriche / Disponibilità : Namibia. Namib Desert (fonte: www.seos-project.eu, 2000) Acqua salata 97.5% 1.365.000.000 Km3 Acqua dolce 2.5% 35.000.000 Km3 0.3% Laghi e fiumi 30.8% Sotterranea (permafrost, etc.) 68.9% Ghiacciai e nevi perenni - Il 70% della superficie terrestre è ricoperto da acqua di cui il 97,5% appartiene agli oceani e ai mari. - Solo il restante 2.5% è dolce ma le risorse disponibili sono meno dell’1% : Si tratta di circa 9.000 Km3 direttamente accessibili ad uso umano. Di questi, 4.286 Km3 sono le riserve (dighe, laghi artificiali). dati: United Nations Environment Program (UNEP), Vital Water Graphics. An overview of the State of the World’s fresh and marine waters, 2° ed., 2008 (fonte: www.unep.org) Risorse idriche / Disponibilità 8 Risorse idriche / Distribuzione : Risorse idriche / Distribuzione La distribuzione globale delle risorse idriche varia a seconda del clima, della topografia, della geologia dei continenti. - Il 50% delle risorse mondiali di acqua dolce si concentra il 6 Stati (Brasile, Cile, Canada, Russia, Cina e Indonesia). - I restanti Paesi si trovano a gestire scarse quantità di acqua in rapporto allo stile di vita e all’aumento demografico. Altri, infine, non dispongono di alcun accesso diretto all’acqua (31 nazioni che contengono 1/3 della popolazione mondiale: Perù, India, Etiopia, Nigeria, Kenya, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Kuwait etc.). Si calcola che entro il 2025 più di 2,5 miliardi di persone distribuite in 48 nazioni si troveranno in condizioni di scarsità (o mancanza) di acqua. Di queste nazioni, 40 sono in Eurasia e in Nord Africa. Sempre secondo le stime del rapporto delle Nazioni Unite (Unep, 2008), dal 2050 il numero degli Stati potrebbe salire a 54 (includendo l’area mediterranea con Spagna, Portogallo, Italia e Grecia). Ciò implicherà, considerando anche l’aumento demografico, che circa 9,4 miliardi di persone avranno un accesso minimo o insufficiente all’acqua potabile. 9 Slide 10: - Nel 2000 è stato prelevato più del 57% delle risorse idriche mondiali. Un quanti-tativo stimato di 4.430 Km3 del quale solo il 52% è stato realmente consumato. - Attualmente il prelievo è aumentato del 10-12%. Mantenendo questo ritmo entro il 2025 le risorse utili diminueranno drasticamente. Risorse idriche / Consumi 10 Slide 11: Risorse idriche / Riserve fluviali - Il prelievo eccessivo di acqua ha ridotto la portata dei fiumi e ha provocato la parziale scomparsa dei grandi laghi naturali. Le conseguenze evidenti di questa sottrazione sono l’avanzare della desertificazione e cambiamenti climatici locali. 11 Slide 12: Fiumi / Frammentazione - Il 60% dei fiumi più grandi del mondo è stato letteral-mente fatto a pezzi dai grandi sbarramenti mentre altri minori (ma solo per grandezza e non per importanza ambientale) sono stati in maggioranza dirottati, cementificati, ridotti a discariche o addirittura cancellati. - Per avere un’idea delle dimensioni del problema basta osservare il declino dei fiumi più grandi: tutti bloccati o deviati e raggiungono il mare solo in minima parte sebbene una regola base per gli utenti dovrebbe essere almeno quella di garantire al fiume una minima quantità vitale al suo funzionamento. - In controtendenza, invece di disciplinare I consumi (specie in agricoltura dove si registra il maggior prelievo), sono in progetto nuove mega-riserve d’acqua: dighe colossali che dovrebbero risolvere – secondo i loro promotori – sia i problemi legati alla scarsità (nei paesi in via di sviluppo) che all’aumento della domanda di acqua ed elettricità nei paesi industrializzati. USA-Messico. Colorado River Delta(fonte: earthobservatory.nasa.gov, 2004) India. Gange Delta(fonte: earthobservatory.nasa.gov, 2005) Africa. Lago Chad(fonte: earthobservatory.nasa.gov, 2001) 12 Slide 13: Grandi dighe / Benefici - La realizzazione delle grandi dighe (alte almeno 15 m) implica un notevole impegno costruttivo e enormi sforzi economici da sostenere in fase di progettazione, esecuzione e messa in funzione. A questi vanno aggiunti i costi di manutenzione e di controllo. - A lungo termine però, rispetto ai combustibili fossili in esaurimento ed alle centrali nucleari che hanno vita breve (25-30 anni dall’accensione del reattore), i costi sono ammortizzati. La vita di una diga, infatti, teoricamente è infinita: dipende solo dalla qualità dei materiali impiegati, dalla portata del fiume e dalla condizione geologica del territorio. Inoltre non produce scorie, i rischi di incidente sono più contenuti e non necessita di personale altamente qualificato per la sua gestione. Sebbene una diga tradizionale produca minore energia rispetto al nucleare (in media 1/20) la scelta di ricorrere all’idroelettrico è di gran lunga maggiore: al mondo esistono più di 4.900 dighe e solo 439 centrali nucleari operanti. - Dal punto di vista tecnologico ed ingegneristico, quindi, le grandi dighe attuali rappresentano la soluzione più rapida e funzionale in grado di soddisfare il bisogno energetico ed idropotabile. Brasile-Paraguay. Diga Itaipu sul Paranà (fonte: web, 1979-1985) 13 Slide 14: Grandi dighe / Benefici - Altri benefici addotti dai promotori delle grandi dighe sono la rinnovabilità della materia prima per la trasformazione energetica – cioè l’acqua – ed il reimpiego nel settore agricolo (e umano) delle eccedenze. Inoltre costituiscono un utile serbatoio per il rifornimento costante delle grandi metropoli e, in caso di siccità, dei territori rurali. - È utile, a questo punto, fissare alcuni parametri di convenienza che hanno consentito nell’ultimo cinquantennio la diffusione di grandi dighe con altezza spesso maggiore di 100 m (ovvero con salto in grado di produrre energia sufficiente per i consumi di massa): 1) reperibilità delle risorse: ogni continente dispone di bacini idrici e può assicurarsi l’indipendenza energetica; 2) sviluppo economico derivato: questo aspetto è quello trainante dell’intero settore. L’investimento sulle dighe è sicuro perchè a lungo termine; 3) appoggio di organismi internazionali (Banca Mondiale ed altri) e riduzione del deficit estero nei Paesi che scelgono l’idroelettrico. Brasile-Paraguay. Diga Itaipu sul Paranà (fonte: web, 1979-1985) 14 Slide 15: Grandi dighe / Esempi - La diga di Itaipu produce il 95% dell’energia elettrica consumata in Paraguay ed il 25% in Brasile; - È alta 196 m e detiene il record della diga più grande e costosa del mondo. L’invaso forma un lago artificiale di 29 milioni di m3 di acqua con una superficie approssimata di 1.400 Km2; - Con le sue 20 turbine produce una media annuale di 90.620 GWh, ovvero il 30% in più di una centrale nucleare da 1GW. Un quantitativo in grado di soddisfare il fabbisogno energetico dell’Italia per tre anni. Brasile-Paraguay. Diga Itaipu sul Paranà (fonte: web, 1979-1985) 15 Materials : Materials - Economicamente, si è visto, la spesa per l’avvio di una grande diga è talmente ingente che nemmeno gli Stati possono anticipare ma, essendo un investimento sicuro, non mancano mai finanziatori privati: di solito si tratta di Multinazionali che dispongono di grossi capitali ed hanno come “garanzia” l’appoggio delle banche. Gli utili dell’operazione verranno poi divisi tra gli azionisti, cioè da chi compra azioni in borsa o deposita denaro nelle banche ricevendone gli “interessi”. In pratica i costi di costruzione sono sostenuti da tutti, in modo più o meno consapevole. - L’International Rivers, un’organizzazione indipendente, dal 2009 ha avviato una campagna indirizzata ad ogni investitore spiegando, in una lettera, come la propria banca o società investe i fondi depositati. Molti destinatari sono stati portati a conoscenza degli enormi danni e delle proteste in corso ed hanno aderito all’iniziativa poichè contrari a ricevere benefici economici dalla costruzione di dighe. - Attraverso una corretta informazione è possibile, quindi, interrompere l’attività di chi specula a danno dei popoli e dell’ambiente. Grandi dighe / Costi 16 Materials : Materials - Grazie ai movimenti anti-diga e alla comunità scientifica internazionale ora si conoscono gli effetti devastanti delle grandi dighe. Sarà in futuro difficile risanare i territori attualmente investiti da questi progetti ma si spera che l’azione globale apporti maggiore consapevolezza e responsabilità ai Governi nei riguardi delle proprie popolazioni. - Il principio universale che si è affermato in questi anni di lotte alle dighe è che la partecipazione democratica è prerequisito fondamentale in ogni processo decisionale che investe il territorio per mezzo di grandi opere. - La considerazione o meno di questo diritto è il vero indice del livello di democrazia presente in un Paese. Grandi dighe / Costi India. Marcia contro la diga di Nar-mada (fonte: internationalrivers.org, 1999) Ecuador. Repressione in Amazzo-nia (fonte: upsisedownworld.org, 2007) Islanda. La polizia ferma una mani-festazione antidiga (fonte: web, 2009) 17 Slide 18: - Quando una comunità viene a conoscenza che il proprio territorio è investito dal progetto di una mega-struttura allora inizia ad informarsi sui problemi che essa comporta. - Innanzitutto si rende conto della perdita dei propri luoghi (case, terreni, attività etc.), delle abitudini di vita e tradizioni. - Solitamente si tratta di popolazioni primitive o rurali che difficilmente si adegueranno al cambia-mento del loro stile di vita. I risarcimenti, abilmente studiati, a volte sono minimi (o nulli) e comunque mai sufficienti a ripagare la perdita. - Senza entrare troppo nello specifico si può riassu-mere l’aspetto dei costi sociali nei punti: a) Shock; b) Sradicamento; c) Migrazione. Grandi dighe / Costi India. Reazione popolare a Tipai-mukh (fonte: internationalrivers.org, 2006) Taiwan. Primi scavi per la diga di Hushan (fonte: greenparty.org.tw, 2007) Brasile. I migranti per le dighe raggiungono i sobborghi delle grandi città (fonte: web, 2009) 18 Slide 19: - Una conseguenza immediata all’annuncio della costruzione di una grande diga ed opere ad essa associate è l’inasprimento dei rapporti internazionali con i Paesi che condividono la stessa risorsa. Gran parte della popolazione mondiale dipende da sistemi fluviali comuni e più Stati condividono la stessa acqua come avviene fra l’India e il Bangladesh per quella del Gange o tra Messico e Stati Uniti per quella del Colorado; Israele, Giordania e Siria per quella del Giordano; tre sono le nazioni (Iran, Siria e Turchia) a dividersi il bacino del Tigri e dell’Eufrate. - Le tensioni per la distribuzione dell’acqua sono acuite dalla disparità che si crea tra chi è a monte e chi è a valle del fiume. Grandi dighe / Costi Turchia. Il progetto della costruzione di 22 nuove dighe (GAP) incontra resistenze nei Paesi a valle (fonte: unep.org, 2009) 19 Slide 20: - Questo è solo un bilancio sommario sui costi so-ciali di una grande diga ancora prima della costruzione: agitazioni interne e pericolo di conflitto con altre nazioni. I problemi che nascono dopo riguarderanno la gestione delle risorse: - L’esperienza ha dimostrato che le grandi dighe sono costruite e gestite da gruppi ristretti, econo-micamente e politicamente potenti che dispongono dell’acqua a loro piacere, privando gli aventi diritto, in parte o per intero, dell’accesso alle risorse del fiume. - Stabilendo un monopolio di fatto, l’accesso priva-tizzato all’acqua segna le disparità tra ricchi e poveri. Nei quartieri poveri, senza le infrastrutture pubbliche, la qualità dell’acqua non è controllata, insufficiente e causa di mortalità. Grandi dighe / Costi India (Delhi). Un collettore porta l’acqua ai quartieri ricchi (fonte: web) Città del Messico. L’acqua costa il 200% in più ed è venduta in barili (fonte: web, 2007) 20 Slide 21: - Si è visto, per i fiumi, cosa comporta uno sbarra-mento (anche modesto) e l’uso intensivo delle acque: si va dalle trasformazioni della geografia dei luoghi (arretramento della linea di costa, desertifi-cazione delle sponde, abbassamento del letto etc.) all’estinzione delle specie animali e vegetali proprie di quell’habitat. - Una grande diga, invece, trasforma radicalmente il paesaggio e la qualità della vita per chilometri. Il fiume muore e, sostituito dall’invaso artificiale, si altera l’intero ecosistema. - In pochi anni, come nel caso della diga delle Tre Gole sul fiume Yangtze in Cina, si assiste ad una alterazione ad opera dell’Uomo ad una scala visi-bile dallo spazio. Grandi dighe / Ambiente Cile. Il fiume Pascua in Patagonia (fonte: www. Internationalrivers.org, 2009) Cina. Il fiume Yangtze nel 1987 (fonte: United States Geological Survey) Cina. Diga delle Tre Gole nel 2000(fonte: United States Geological Survey) Cina. Diga delle Tre Gole nel 2004(fonte: United States Geological Survey) 21 Slide 22: - La prima forma di inquinamento ambientale pro-dotta da una grande diga è la necessità di materiali per la sua costruzione. Essendo composta da cemento, sabbia, terra e pietre questi materiali, ge-neralmente, sono reperiti e lavorati sul luogo. - L’estrazione di questi materiali richiede un grande quantitativo di combustibili fossili per azionare i macchinari. Aria e acqua sono contaminate da smog, polveri e residui chimici di esplosivi ed altro. - Il calcestruzzo, per la sua lavorazione, necessita di aggregati e il 20% di acqua. - La produzione di una tonnellata di cemento libera nell’atmosfera un quantitativo equivalente di CO2. Grandi dighe / Ambiente H: 221 mPeso: > 6.600.000 tV calcestruzzo: 4.5 milioni di m3 USA. Diga di Hoover sul Colorado (fonte: wikipedia.org, 2009) Alcuni dati costruttivi della diga di Hoover (fonte: www.usbr.org, 2009) 22 Slide 23: - L’impatto ambientale di una grande diga si valuta secondo i parametri: 1) A monte; 2) A valle; 3) Sul luogo (invaso); 4) Globale. 1) A monte avviene che l’acqua, concentrata in profondi invasi, perde le sue caratteristiche naturali poichè non raggiunge i livelli freatici del suolo per essere filtrata. Diventa stagnante e dannosa. - L’habitat, ricoperto dalla riserva d’acqua, è distrutto: per le popolazioni il danno è minore che per la flora e la fauna. Difficilmente è possibile trapiantare le specie in altri siti. Una grande diga è sinonimo, ripetiamo, di estin-zione. Le specie più a rischio sono i pesci migratori. 2) A valle si aggiungono, oltre ai già visti, problemi di riduzione della portata del fiume e perdita dei sedimenti. Grandi dighe / Ambiente Fiume Nilo. Diga di Assuan(fonte: earthobservatory.nasa.gov) Diga di Assuan INVASO MONTE VALLE FOCE 23 Slide 24: 3) Nella riserva avvengono cambiamenti signifi-cativi: - Modifica delle caratteristiche dell’acqua: tempe-ratura, salinità, eccesso di sedimenti e di sostanze nutritive con basso contenuto di O2. Gli ultimi due aspetti, quindi, determinano la morte delle specie fluviali e l’eutrofizzazione (cioè la formazione di colonie batteriche e fitoplancton). - Inquinamento da agenti chimici (fertilizzanti etc.). - Introduzione di specie esogene ed incompatibili all’habitat preesistente quali pesci più resistenti alle nuove caratteristiche dell’acqua (specie ittiche per la pesca). - Malattie dovute alla proliferazione delle zanzare: si registra un ritorno di malaria e febbre dengue tra le popolazioni che vivono in prossimità di una diga. - Ematuria (schistosomiasi) è un’infezione parassi-taria che porta alla proliferazione nel sangue di platelminti. Infetta sia il bestiame che l’uomo. È causa di 300.000 morti all’anno. Grandi dighe / Ambiente Paesi a rischio malaria dal 2006 (fonte: wikipedia.org) Febbre dengue dal 2006 (fonte: US Department of Agricolture) Aree colpite dall’Ematuria nel 2006(fonte: wikipedia.org) 24 Slide 25: 4) Più controverso è il tema dei cambiamenti globali che una grande diga apporta all’ambiente. Gli studi in proposito, anche se solo in parte riconosciuti ufficialmente, sono concordi sui punti: - Cambiamenti geologici: ci sono delle relazioni tra l’aumento dell’attività sismica e l’invaso artificiale. L’acqua non è la causa diretta dei terremoti, ma il sovraccarico di peso sulle faglie e l’aumento dell’u-midità sotterranea in un’area. - Cambiamenti climatici locali e globali: l’evapora-zione di superficie dell’invaso aumenta l’umidità dell’aria incidendo sulla temperatura e sul ciclo dell’acqua. Queste trasformazioni climatiche sono evidenti in India e Cina dove sono rispettivamente concentrate 3.000 e 25.000 grandi dighe. - Surriscaldamento degli oceani: I fiumi non rag-giungono più i mari e aumentano le correnti calde. Inoltre mancando il flusso naturale dei fiumi, dimi-nuisce anche la biodiversità marina. Grandi dighe / Ambiente Panama. Progetto idroelettrico di Bayano (1970-1976).Il progetto iniziale ha distrutto 350 Km2 di foresta tropicale. Un nuovo progetto prevede l’ampliamento dell’invaso: com-porterà la perdita di altri 10 Km2 di vegetazione. Se realizzato si ridurranno le possibilità di rin-novo di CO2.(fonte: Patrick McCully, IRN 2002) 25 Slide 26: Con l’istituzione nel 1998 della World Commission on Dams (WCD) l’Unep ha raccolto l’appello delle popolazioni che subiscono gli effetti delle dighe. Questa commissione riunisce rappresentanti delle ditte costruttrici, delle associazioni ambientaliste, funzionari governativi etc. Sembrava, agli inizi del 2000, che l’era delle grandi dighe fosse conclusa col riconoscimento della WCD degli effetti negativi sull’ambiente e sulle po-polazioni. Negli ultimi dieci anni la commissione ha organizzato molti forum e dato voce ufficiale alle critiche nei riguardi dell’operato della Banca Mon-diale, ai metodi poco corretti seguiti nella progettazione di queste opere e la corruzione che spesso segue la costruzione. Gli Stati Uniti nel 1998 hanno iniziato la demolizione di quattro grandi di-ghe. Un gesto simbolico per segnare la fine delle dighe in America. La Spagna nel 2004 ne segue l’esempio rinunciando ai nuovi progetti, così altri paesi (Argentina, Giappone, Corea, Ungheria, Francia etc.). Purtroppo, nei fatti, si continua a costruire nei paesi in via di sviluppo con progetti ancora più distruttivi del passato: cascate di dighe sui fiumi dispo-ste secondo una mania di grandezza che non ha eguali. Conclusioni 26 Slide 27: Anche se non condivisi, questi progetti sono portati avanti col forte soste-gno del WTO, delle multinazionali ,dei gruppi ingegneristici e imprese di Stato. L’unica soluzione sarebbe interrompere questa distribuzione di fondi per le dighe - ed altre opere inutili - e concentrarsi sulle reali esigenze della popo-lazione mondiale che potrebbero essere soddisfatte con minori investi-menti. Le politiche mondiali dovrebbero rivolgersi al potenziameno delle infrastrut-ture e alla gestione del patrimonio idrico in relazione alla funzione ecolo-gica dei fiumi. I fondi andrebbero investiti nel ridisegno delle reti idriche, nella costruzione di impianti per il ricilaggio delle acque ed il loro reimpiego in altri settori (agricolo ed industriale), nello studio di nuove tecniche d’irrigazione e nella promozione di fonti energetiche alternative… Ma non è ancora storia di oggi. Acqua, fiumi e dighe Conclusioni 27 Slide 28: Cile. Il fiume Pascua in Patagonia (fonte: www. internationalrivers.org, 2009) Il prossimo fiume a rischio: Slide 29: FLAVIA SCHREIBER ACQUA, FIUMI E DIGHE L’impatto sociale e ambientale delle grandi opere con Prefazione di VITTORIO EMILIANI ISBN 978 88 89579 68 8 Redazione volume e presentazione: Maurizio Montone La scuola di Pitagora editrice piazza Santa Maria degli Angeli, 1 80132 Napoli info@scuoladipitagora.it www.scuoladipitagora.it © 2009 Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d´Italia Napoli - Palazzo Marigliano, Via San Biagio dei Librai 39 http://www.napoliassise.it