presentazione power point 3 campanili (ultima versione) (1) modif.

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I TRE CAMPANILI DI ANDRIA:

I TRE CAMPANILI DI ANDRIA Il panorama della città di A ndria è dominato da tre campanili monumentali, veri capolavori di architettura in pietra locale, che danno una particolare connotazione all’immagine della nostra città, chiamata , perciò , la città dei tre campanili

LO SKYLINE di ANDRIA:

LO SKYLINE di ANDRIA È rappresentato da: -il campanile della chiesa Cattedrale; -il campanile di San Francesco; -il campanile di San Domenico.

Il nostro patrimonio artistico::

Il nostro patrimonio artistico: Alla scoperta dei tre campanili : UN VIAGGIO NEL PASSATO

Andria nel ‘400:

Andria nel ‘400

ANDRIA NEL 1703:

ANDRIA NEL 1703

Periodo storico 1703: il campanile di San Domenico non era ancora stato realizzato :

Periodo storico 1703: il campanile di S an D omenico non era ancora stato realizzato

Periodo storico: 1703, il campanile di San Francesco non esisteva:

Periodo storico: 1703, il campanile di San Francesco non esisteva

Periodo storico: 1703 il campanile della Cattedrale:

Periodo storico: 1703 il campanile della Cattedrale

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Il campanile della Cattedrale Il campanile della Cattedrale di Andria, con la sua mole massiccia puntata al cielo dalla cuspide ottagonale, è ancora oggi un segno inconfondibile nel panorama di Andria. Visto da lontano , eretto accanto alla sua chiesa più antica, esso appare come un fermo segnale nella distesa campagna andriese. È opera di più secoli: dal suo basamento quadrato, che è di epoca normanna e che sembra un torrione medievale, le pietre di questo campanile salirono più in alto, sino alla cella campanaria con le strette finestre a sesto acuto e poi alle più ampie, ariose bifore del primo piano: e più alto ancora; alla fine del Quattrocento, sino al torrino ottagonale che si leva al cielo con la sua ardita cima appuntita. Esso porta lontano, come strumento sonoro, il suono delle campane . E saluta ogni giorno il sorgere e il tramonto del sole.

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Il campanile solleva in alto, in cima alla p iramide di coronamento, un gallo verdastro, grande e maestoso, che, con la cresta a corona e l'ampia coda falciforme, raccoglie e segna la direzione del vento. Fissato su una sfera metallica negli ultimi anni del Quattrocento dopo la costruzione dell‘alto arco del presbiterio, e a conclusione dei lavori di rifacimento della cattedrale durati mezzo secolo, fu rivest ito - a fine Settecento - da lamine di rame da Leonardo Leonet ti (detto il fuciliere), abile artigiano andriese. In questo gallo secolare, una tradizione an driese vi scorge la leggenda di Pietro - l'Apo stolo che al canto del gallo rinnegò Cristo - venuto qui ad annunziare il Vangelo : tradizione che è un segno delle antiche radici cristiane della comunità. Il segn avento:il gallo

IL GALLO:

IL GALLO

Il campanile di San Francesco:

Il campanile di San Francesco Il campanile di San Francesco, sla nciato ed elegante nella bellezza delle sue fo rme , era un capolavoro di archit ettura in piet ra locale, fu realizzato dai ma estri andriesi Vito e Do menico Ieva , dal 1760 al 1772. A lto circa 50m, sulla sua impo nente base q ua drata poggia no due piani a pianta quadr ata con finestro ni e balaustre e d una a terra a pianta ottagona le avente un a cuspide ott agonale sovrastata da una croce in ferro batt uto con una banderu ola girevole.

SIMBOLO DI SAN FRANCESCO:

SIMBOLO DI SAN FRANCESCO LA BANDERUOLA con il simbolo : Le braccia incrociate di San Francesco (con il saio) e Cristo sormontate dalla croce.

IL SIMBOLO DEL SANTO:

IL SIMBOLO DEL SANTO

Il campanile di San Domenico:

Il campanile di San Domenico Fu rea lizzato dal maestro artigiano andriese Domenico Ieva, nello stesso periodo di quello di San Francesco. E il campanile più alto della città, infatti supera i 50m di altezza ed è composto da tre piani, che poggiano su un basamento che insiste su un arco. È realizzato in stile barocco con elegante originalità. La cuspide è a forma di cu pola, a forma di pera, sormontata da una grande sfera di bronzo, sulla quale gira una banderuola forma ta da un cane con in bocca una torcia accesa simbolo dei Domenicani.

IL CANE CON LA TORCIA SIMBOLO DELLA FEDE:

IL CANE CON LA TORCIA SIMBOLO DELLA FEDE Il cane con la fiaccola accesa in bocca è legato ad un racconto immaginifico. Si narra, infatti, che la madre di San Domenico, al momento del parto, abbia avuto la visione di un cane in corsa con una fiaccola fiammeggiante fra le fauci per illuminare il mondo. Ma il cane, comunemente conosciuto come l'animale fedele, può rappresentare la fedeltà al messaggio evangelico, mentre la fiaccola la diffusione della Parola di Dio (luce che rischiara il cammino dell'uomo).

Il cane con la torcia in bocca:

Il cane con la torcia in bocca

SIMBOLO DOMENICANO:

SIMBOLO DOMENICANO

Le maschere apotropaiche::

Le maschere apotropaiche: Ipotesi interpretativa delle decorazioni in pietra del Campanile di San Domenico, secondo Mons. Nicola De Ruvo : -In una mia recente visita al Campanile di S. Domenico sono rimasto affascinato dalla sua simbologia iconografica, in particolar modo dall'espressività dei mascheroni che mi hanno suggerito una interpretazione che qui espongo, senza alcuna pretesa scientifica, ma così come d'istinto ho intuito e che affido ad ulteriori approfondimenti. Sul primo ordine del Campanile, in corrispondenza di ognuna delle quattro aperture, vi sono quattro raffigurazioni che, a mio parere, fanno riferimento ai Quattro elementi fondamentali dell'universo. Per capire il significato simbolico dei Quattro elementi, è sufficiente pensare alle immagini, alle sensazioni che le parole fuoco, terra, aria, acqua suscitano in noi-

MASCHERE APOTROPAICHE:

MASCHERE APOTROPAICHE IL FUOCO (mascherone posto sul lato del chiostro) è anzitutto energia, la stessa energia che permette la vita sul nostro pianeta. Il fuoco illumina, purifica e rinvigorisce, ma quando sfugge al controllo si trasforma in forza distruttiva e, invece di portare vita, causa la morte.

MASCHERE APOTROPAICHE:

MASCHERE APOTROPAICHE LA TERRA (mascherone posto sul lato dell'orologio) è la fonte del nostro nutrimento e ,dunque, è grazie ad essa che possiamo crescere e riprodurci,sia come singoli che come specie. Ma perché la spinta allo sviluppo e alla riproduzione sia soddisfatta, occorre che la terra sia resa fertile dall'acqua: se questa manca, la terra inaridisce e diventa infeconda o sterile.

MASCHERE APOTROPAICHE:

MASCHERE APOTROPAICHE L' ARIA (mascherone posto sul lato della chiesa) è fra i quattro elementi il più intangibile, il più sfuggente , il più "astratto". L'aria è trasparente, inconsistente, inodore ed insapore. Tuttavia l'aria esiste e noi non ce ne accorgiamo, perché si "muove" e, muovendosi, porta con sé molecole indispensabili alla vita, nonché pollini, odori ed, infine, suoni che vengono utilizzati da tutti gli esseri viventi, per entrare in comunicazione tra loro.

MASCHERE APOTROPAICHE:

MASCHERE APOTROPAICHE L' ACQUA (conchiglione posto sul lato della "ex Cabina ") è da sempre collegata all'idea della nascita : è nell'acqua degli oceani primordiali che sono nate le prime forme di vita, ed è nell'acqua dell'utero materno che la vita di noi tutti ha preso forma. L'acqua è il più misterioso fra tutti gli elementi, il più insondabile: gli abissi oceanici possono nascondere mondi meravigliosi, ma anche mostri terrificanti .

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ISTITUTO COMPRENSIVO VERDI-CAFARO (diretto dal Dirigente Scolastico dott. Grazia Suriano ) A cura delle alunne della classe 3^ C (corso ad indirizzo musicale) della scuola secondaria di 1° grado “P. Cafaro ” Alicino Mariangela Losito Melissa Lomuscio Sara Pistillo Alessandra Zingaro Chiara Docente di Storia e geografia: prof.ssa Rosanna Zingaro Docente referente: prof.ssa Rosa Battaglia

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I docenti e gli alunni ringraziano vivamente l’architetto dott. rosangela laera per la sua generosa collaborazione.

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