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LA GRAMMATICA VALENZIALE “La valenza dei verbi” Tutor. Prof.ssa De Nicolo:

LA GRAMMATICA VALENZIALE “L a valenza dei verbi” Tutor. Prof.ssa De Nicolo

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La grammatica valenziale è un modello di descrizione della frase diverso da quello proposto dall’ analisi logica .

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Tipologia di predicati Applicando il modello valenziale alla lingua italiana si possono raggruppare i verbi in cinque grandi classi, a seconda del numero dei loro argomenti: zerovalenti (senza argomenti), monovalenti (con un argomento), bivalenti (con due argomenti), trivalenti (con tre argomenti), tetravalenti (con quattro argomenti). Prima classe: verbi zerovalenti Sono zerovalenti i verbi impersonali come piovere, nevicare, tuonare, grandinare, lampeggiare (anche detti verbi “atmosferici”), che non hanno bisogno di nessun altro elemento e costituiscono perciò da soli un nucleo completo: Piove. La loro formula è [non sogg-v]. Seconda classe: verbi monovalenti Sono monovalenti i verbi intransitivi come abbaiare (e dormire, sbadigliare, tossire ecc) che ha bisogno dell’indicazione solo di “chi abbaia”: Fido abbaia. La formula della costruzione di questi verbi è[sogg-v]. Terza classe: verbi bivalenti Sono bivalenti due tipi di verbi: · I verbi transitivi come adorare (e amare, odiare, aprire, chiudere ecc) che per creare una frase ha bisogno di due argomenti: “chi adora” (I argomento e soggetto della frase) e “che cosa è adorato” (II argomento e oggetto diretto della frase): Lea adora il mare. La formula della costruzione è [sogg-v-arg]. · I verbi intransitivi come andare (e venire, salire, cadere ecc.), che ha bisogno di due argomenti: “chi va” (I argomento e soggetto della frase) e “dove va” (II argomento indiretto, introdotto da una preposizione): Paolo va a Roma. La formula della costruzione è [sogg-v-prep.arg]. Quarta classe: verbi trivalenti Sono trivalenti due tipi di verbi: · Verbi transitivi come regalare (e dare, inviare, dire, collocare ecc.) che per creare una frase minima ha bisogno di “chi regala” (I argomento, il soggetto), “che cosa viene regalato” (II argomento diretto, l’oggetto) e “ a chi viene regalato” (III argomento indiretto, collegato al verbo con una preposizione ): Fabio regala una rosa a Martina. La formula della costruzione è [sogg-v-arg-prep. arg]. · Alcuni verbi intransitivi o transitivi forniti anche di usi intransitivi come balzare nel significato di “saltare di colpo da un luogo a un altro” (e saltare, passare, salire, scendere ecc.) che per creare una frase ha bisogno di “chi balza” (I argomento soggetto) e “da dove” e “a dove” balza (II e III argomenti indiretti): Il gatto balzò dal davanzale sul tetto. La formula della costruzione è [sogg-v-prep. arg-prep. arg]. Quinta classe: verbi tetravalenti Sono tetravalenti i verbo transitivi come tradurre (e trasportare, trasferire, travasare), che per creare una frase ha bisogno che sia indicato “chi traduce” (I argomento soggetto), “che cosa viene tradotto” (II argomento diretto), “da quale lingua a quale altra” (III e IV argomenti indiretti): Il professore traduce una poesia dal greco in italiano. La formula della costruzione è [sogg-v-arg-prep.arg-prep.arg].

Elaborato inizialmente dal linguista francese Lucien Tesnière (1893-1954) e sviluppato in molti studi recenti, il modello valenziale, unendo il concetto di sintassi al concetto di semantica, permette di studiare la grammatica partendo dal lessico. Secondo la grammatica valenziale al centro della frase c’è il verbo e ad esso sono attaccati gli argomenti (o attanti), cioè gli elementi strettamente necessari per completare il significato del verbo stesso. La proprietà del verbo di aggregare gli elementi di base della frase viene chiamata valenza: da qui l’espressione grammatica valenziale:

Elaborato inizialmente dal linguista francese Lucien Tesnière (1893-1954) e sviluppato in molti studi recenti, il modello valenziale, unendo il concetto di sintassi al concetto di semantica, permette di studiare la grammatica partendo dal lessico. Secondo la grammatica valenziale al centro della frase c’è il verbo e ad esso sono attaccati gli argomenti (o attanti), cioè gli elementi strettamente necessari per completare il significato del verbo stesso. La proprietà del verbo di aggregare gli elementi di base della frase viene chiamata valenza : da qui l’espressione grammatica valenziale

Valenza verbale La valenza di un verbo è il numero di elementi necessari a completare il significato del verbo. Le valenze o argomenti insieme al verbo formano la frase nucleare. Queste valenze indispensabili (in genere, il soggetto, l'oggetto diretto e indiretto) sono dette argomenti, mentre ogni altro elemento non indispensabile (per esempio, un complemento di tempo o di luogo) è detto espansione.:

Valenza verbale La valenza di un verbo è il numero di elementi necessari a completare il significato del verbo. Le valenze o argomenti insieme al verbo formano la frase nucleare. Queste valenze indispensabili (in genere, il soggetto , l' oggetto diretto e indiretto) sono dette argomenti , mentre ogni altro elemento non indispensabile (per esempio, un complemento di tempo o di luogo) è detto espansione .

La valenza verbale dipende solo dagli "argomenti" richiesti, anche se non sempre questi vengono espressi. Una frase può essere grammaticale anche se qualche argomento può essere sottinteso. Questi casi di argomento opzionale si distinguono in due tipi: contestuali, quando l'argomento è sottinteso perché il contesto è chiaro (per esempio "Il ragazzo legge (un libro)" detto in presenza di una persona che sta leggendo un libro: il contesto consente di non esprimere l'argomento) , o illimitate, "quel ragazzo legge (libri o altro)" (cioè: "ama la lettura" senza necessità di specificare che cosa il soggetto ami leggere). Questi casi non vanno confusi con la non obbligatorietà dei circostanziali, in genere complementi di vario tipo, come complementi di tempo, di luogo, ecc., che possono essere presenti o assenti in maniera totalmente libera e indipendente dal verbo.:

La valenza verbale dipende solo dagli "argomenti" richiesti, anche se non sempre questi vengono espressi. Una frase può essere grammaticale anche se qualche argomento può essere sottinteso. Questi casi di argomento opzionale si distinguono in due tipi : contestuali , quando l'argomento è sottinteso perché il contesto è chiaro (per esempio "Il ragazzo legge (un libro)" detto in presenza di una persona che sta leggendo un libro: il contesto consente di non esprimere l'argomento) , o illimitate , "quel ragazzo legge (libri o altro)" (cioè: "ama la lettura" senza necessità di specificare che cosa il soggetto ami leggere). Questi casi non vanno confusi con la non obbligatorietà dei circostanziali, in genere complementi di vario tipo, come complementi di tempo, di luogo, ecc., che possono essere presenti o assenti in maniera totalmente libera e indipendente dal verbo.

Il significato del verbo coglie l’essenza dell’evento ed è quindi l’elemento dinamico che mette in moto, nella mente del parlante, il meccanismo centrale della frase. Conoscendo il significato del verbo nella sua lingua, il parlante sa (per esperienza generale del mondo nel quale vive) quali elementi indispensabili bisogna aggiungere a quel verbo perché si formi intorno ad esso un’espressione di senso compiuto, cioè una frase. Inoltre, per potersi collegare ad almeno uno di questi elementi aggiunti, quello che definiamo il ‘soggetto’, il verbo dispone (in molte lingue, tra cui l’italiano) delle sue varie forme che indicano la persona, il numero e talora anche il genere del soggetto.:

Il significato del verbo coglie l’essenza dell’evento ed è quindi l’elemento dinamico che mette in moto, nella mente del parlante, il meccanismo centrale della frase. Conoscendo il significato del verbo nella sua lingua, il parlante sa (per esperienza generale del mondo nel quale vive) quali elementi indispensabili bisogna aggiungere a quel verbo perché si formi intorno ad esso un’espressione di senso compiuto, cioè una frase. Inoltre, per potersi collegare ad almeno uno di questi elementi aggiunti, quello che definiamo il ‘soggetto’, il verbo dispone (in molte lingue, tra cui l’italiano) delle sue varie forme che indicano la persona, il numero e talora anche il genere del soggetto.

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La valenza del verbo è la proprietà che esso ha, in base al proprio significato, di chiamare a sé gli elementi necessari e sufficienti con i quali può costruire una frase di senso compiuto.

Nella struttura della frase si identificano, e si definiscono argomenti, gli elementi strettamente necessari e sufficienti per saturare le valenze del verbo.:

Nella struttura della frase si identificano, e si definiscono argomenti, gli elementi strettamente necessari e sufficienti per saturare le valenze del verbo.

Dalle due constatazioni precedenti si ricava facilmente anche la nozione di quella struttura basilare che viene chiamata “frase minima” o, più efficacemente, NUCLEO della frase, intorno al quale possono svilupparsi altre parti della stessa frase.:

Dalle due constatazioni precedenti si ricava facilmente anche la nozione di quella struttura basilare che viene chiamata “frase minima” o, più efficacemente, NUCLEO della frase, intorno al quale possono svilupparsi altre parti della stessa frase.

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Tutti gli elementi che si legano strettamente al verbo (cioè saturano le sue valenze) hanno funzione di argomenti, ma il loro rapporto con il verbo può variare. Utilizzando soltanto i tre verbi di esempio e i nuclei di frase che abbiamo costruito con essi, possiamo individuare tre diversi tipi di legame: a) con la stragrande maggioranza dei verbi c’è almeno un argomento che ha un rapporto privilegiato con il verbo, perché (salvo casi particolari) determina la persona e il numero della forma verbale e quindi è in accordo morfologico con questa. È l’argomento considerato soggetto del verbo. Lo troviamo in tutte e quattro le frasi di esempio: Piero ; Mario ; Lo sport ; Gli amici ; b) con un alto numero di verbi c’è un secondo argomento collegato con il verbo senza alcuna preposizione. È l’argomento considerato oggetto diretto del verbo. Lo troviamo nella seconda e nella quarta frase di esempio: i vetri ; un libro ; c) con un numero anche molto alto di verbi si trovano argomenti (uno o due) collegati al verbo mediante una preposizione (o se gli argomenti sono rappresentati da un pronome personale, questo è nella forma “obliqua”). Sono gli argomenti considerati complessivamente oggetti indiretti . Lo troviamo come secondo argomento nella terza frase di esempio, alla salute , e come terzo argomento nella quarta frase: a Giulia (se fosse sotto forma di pronome personale, potrebbe essere a lei o anche le ). Il rapporto tra il verbo e i suoi argomenti, escluso il soggetto, si chiama reggenza , la quale può essere diretta o indiretta . Come sarà chiarito specificamente in Una classificazione generale dei verbi predicativi secondo la loro “valenza” , i verbi che possono avere un argomento diretto hanno una caratteristica particolare: possono essere volti al passivo ( Mario pulisce i vetri > i vetri sono puliti da Mario ; ecc.). Tali verbi vengono qualificati come transitivi ; tutti gli altri, di conseguenza, sono definibili come intransitivi ). Applicando questa analisi a tutti i verbi della nostra lingua si scopre che i nostri verbi possono avere: zero, una, due, tre o quattro valenze, e li definiremo perciò zerovalenti , monovalenti , bivalenti , trivalenti e tetravalenti . Passeremo in rassegna, più avanti, tutte queste categorie di verbi.

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