Botticelli

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Sandro Botticelli : 

Sandro Botticelli La Primavera Botticelli nacque nel 1445, dove lavorò in una rinomata bottega d’arte che lo portò ad avere fama dentro e fuori Firenze, giungendo fino alle orecchie del papa Sisto IV. Questi lo fece convocare a Roma affinché prendesse parte alla decorazione della Cappella Sistina. Furono questi gli ultimi anni della sua “Età dell’oro”.

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La Nascita di Venere Tempera su tela, realizzata tra il 1483 e il 1485. Il disegno è armonico, delicato; le linee sono elegantissime e creano dei giochi decorativi sinuosi e aggraziati. I colori sono chiari e puri e le forme nette trovano la loro sublimazione nel nudo statuario e pudico della dea.

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Crocifissione simbolica La Crocifissione simbolica è una della tante opere che il Botticelli realizzò durante la dittatura teocratica di Girolamo Savonarola, il cui pensiero lo fece entrare irrimediabilmente in una crisi spirituale. Da questo momento egli cambia completamente stili e tematiche, che però vennero giudicate superate dai suoi contemporanei ormai abituati a fare i conti con artisti come Michelangelo e Raffaello. Il quadro, come si evince dal titolo, è simbolico. Infatti il Cristo e la Maddalena, che è distesa ai piedi della Croce in segno di pentimento, simboleggiano la salvezza della città di Firenze, minacciata da un mare di fuoco e da scudi rossocrociati che cadono dal cielo, pronti a distruggere la città corrotta.

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La Calunnia Nel dipinto possiamo individuare la figura del re Mida, nelle vesti del cattivo giudice, seduto sul trono e malconsigliato da Ignoranza e Sospetto; davanti a lui sta il Livore, con la torcia in mano; dietro a lui è la Calunnia, donna molto bella e che si fa acconciare i capelli da Insidia e Frode, mentre trascina a terra il Calunniato impotente; la vecchia sulla sinistra è il Rimorso che si volge verso la Verità nuda che addita la Giustizia Divina. La scena è caratterizzata da un forte senso di drammaticità, segno evidente dell’infrangersi di certe sicurezze formatesi durante l’Umanesimo. L'ambientazione fastosa concorre a creare una sorta di "tribunale" della storia, in cui la vera accusa sembra essere rivolta proprio al mondo antico, dal quale pare essere assente la giustizia, uno dei valori fondamentali della vita civile.