La Lavagna Interattiva Multimediale

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Lezione 2 LA LAVAGNA INTERATTIVA MULTIMEDIALE Dallo strumento alla didattica attiva:

Lezione 2 LA LAVAGNA INTERATTIVA MULTIMEDIALE Dallo strumento alla didattica attiva a cura di Carlo Mariani – Università di Firenze

La Lavagna Interattiva Multimediale:

Carlo Mariani - Università di Firenze La Lavagna Interattiva Multimediale LIM – in inglese IWB Interactive WhiteBoard. È un dispositivo touch sensitive , cioè sensibile al tocco come gli schermi touch screen dei Bancomat o delle biglietterie automatiche. Di fatto la LIM è una periferica che è collegata contemporaneamente al PC e ad un videoproiettore.

La Lavagna Interattiva Multimediale:

Carlo Mariani - Università di Firenze La Lavagna Interattiva Multimediale 1 cavo VGA da 15 pin che proviene dalla LIM e va inserito nella presa del PC (in realtà questo è il cavo che collega il PC con il Videoproiettore) 1 cavo USB collega la LIM con una porta USB del computer (serve per trasmettere i dati di input alla LIM: i driver installati sul PC permettono l’utilizzo touch screen)

Regole di accensione:

Carlo Mariani - Università di Firenze Regole di accensione 1) si accende il videoproiettore 2) solo dopo che il videoproiettore è acceso e proietta sulla LIM si accende il PC. Calibrare la lavagna: cioè sincronizzare il dispositivo touch screen con la risoluzione dello schermo.

Come funziona la LIM:

Carlo Mariani - Università di Firenze Come funziona la LIM L’input viene fornito dall’interazione dell’utente con lo schermo. Il risultato dell’azione, elaborato dal computer, viene restituito come output attraverso il videoproiettore.

Cosa è possibile fare con la LIM?:

Carlo Mariani - Università di Firenze Cosa è possibile fare con la LIM? La LIM è in grado di attivare una serie di potenzialità nella didattica: Consente la visualizzazione dei concetti attraverso grafica, mappe, immagini, foto e filmati. Stimola l’attenzione e la motivazione. Aiuta gli insegnanti a pianificare e strutturare meglio le proprie lezioni. Consente un uso integrato delle tecnologie (PC, internet, CD didattici, video e filmati, esercitazioni.

Cosa è possibile fare con la LIM?:

Carlo Mariani - Università di Firenze Cosa è possibile fare con la LIM? Può favorire un ripensamento delle modalità di insegnamento delle discipline. Permette agli insegnanti – una volta avviato il processo – di ridurre i tempi di predisposizione dei propri materiali didattici. Produce come effetto secondario, ma non meno importante, un innalzamento delle competenze digitali. Aiuta gli studenti ad estendere le proprie competenze cognitive. Aumenta la partecipazione degli studenti alla lezione.

Qualche metafora:

Carlo Mariani - Università di Firenze Qualche metafora La LIM è una superficie dove si costruiscono le conoscenze. Dopo il dispositivo narrativo, la LIM permette una diversa configurazione del setting di apprendimento. La LIM permette di lavorare sugli oggetti in modo diverso e permette un apprendimento molto più dinamico e interoperativo.

Qualche metafora:

Carlo Mariani - Università di Firenze Qualche metafora Dopo la generazione dei nativi digitali, i bambini cho oggi hanno tre-quattro anni arriveranno a scuola con una modalità di interazione molto più touching. I tablet come IPad stanno andando infatti in questa direzione.

Il software specifico della LIM:

Carlo Mariani - Università di Firenze Il software specifico della LIM Ogni produttore di LIM mette a disposizione una suite di prodotti software per l’elaborazione dei contenuti. In genere si tratta di uno strumento che consente di fare delle presentazioni. È molto simile ad uno slide presenter come Power Point, che moltissimi docenti ormai adoperano per realizzare presentazioni animate ecc. Ma oltre all’aspetto della presentazione di contenuti, questi software sono dotati di moltissimi altri tools per garantire quella interattività che è necessaria con la LIM.

I software in dotazione offrono::

Carlo Mariani - Università di Firenze I software in dotazione offrono: A) uno spazio bianco del tutto simile alle lavagne su cui si scrive con i pennarelli. Solo che in questo caso si “scrive” con un pennarello dotato di una punta dura e arrotondata, e che pertanto non graffia la superficie (ma si può scrivere anche con le dita). B) Una serie di strumenti ( tools ): gomma per cancellare, evidenziatore, forme da inserire, pennarelli colorati, caselle di testo digitale. C) Funzioni di riconoscimento del testo scritto a mano o delle forme disegnate. D) Una libreria di risorse di immagini, filmati, esercizi, applicazioni interattive, layout di pagina, sfondi (a quadretti o a righe)

L’ambiente di lavoro di SMART Notebook 10:

Carlo Mariani - Università di Firenze L’ambiente di lavoro di SMART Notebook 10

Per usare la LIM è necessario conoscere il software?:

Carlo Mariani - Università di Firenze Per usare la LIM è necessario conoscere il software? Ogni casa produttrice di LIM mette a disposizione il proprio tipo di software . Si sta andando verso una interscambiabilità tra i diversi prodotti, che consente di importare in un programma (es. Notebook della SMART) lezioni prodotte con altri software (es. Activinspire della PROMETHEAN). In ogni caso, per costruire lezioni interattive è possibile adoperare la LIM come semplice superficie anche con i programmi solitamente adoperati da insegnanti e studenti (il pacchetto Office, per esempio).

Tipologie di utilizzo della LIM:

Carlo Mariani - Università di Firenze Tipologie di utilizzo della LIM Recettiva (o trasmissiva) È basata su un processo di acquisizione di informazioni Direttiva (o sequenziale) Esaspera il modello precedente. La conoscenza viene trasferita dal docente agli alunni Scoperta guidata Prevede la costruzione della conoscenza da parte dell'allievo Collaborativa Amplifica il modello precedente ma lo coniuga sulle potenzialità di cooperazione tra alunni e valorizza la dimensione sociale e relazionale.

La formazione degli insegnanti:

Carlo Mariani - Università di Firenze La formazione degli insegnanti Non è sufficiente un corso di formazione sulla LIM per garantire una significatività didattica delle nuove tecnologie. L’aspetto tecnico, che è comunque indispensabile per l’utilizzo di una tecnologia (così come si impara a tenere in mano la penna per scrivere), non è da solo sufficiente a garantire un corretto utilizzo didattico. Lavorare sul setting di apprendimento

La formazione degli insegnanti:

Carlo Mariani - Università di Firenze La formazione degli insegnanti Sperimentazione in classe Costruzione di Assets e di Ambienti di apprendmento Formazione Confronto di buone pratiche con i colleghi Step 1 Step 2 Step 3 Step 4

Come evitare il sovraccarico cognitivo:

Carlo Mariani - Università di Firenze Come evitare il sovraccarico cognitivo La memoria di lavoro (a breve termine) è incapace di sottostare ad un sovraccarico di elementi, sia verbali che non verbali (immagini, video, elementi secondari, ecc.): il rischio è un cortocircuito dell’attenzione, con perdita conseguente della significatività dell’esposizione (Baldascino: 2009, 289). È bene quindi osservare alcune regole: Stabilire obiettivi chiari e circoscritti Eliminare gli aspetti irrilevanti che aggravano il carico di lavoro e creano ridondanza informativa

Come evitare il sovraccarico cognitivo:

Carlo Mariani - Università di Firenze Come evitare il sovraccarico cognitivo Limitare il numero degli elementi che intergiscono (es. in una schermata non vanno messi insieme testo esplicativo + immagine + un link ad un sito internet + un link ad una verifica) Progettare interazioni tra gli elementi che siano finalizzati e funzionali (ad esempio tra la schermata A e la schermata B; tra la schermata B e la schermata C, ecc.) Fissare una durata temporale della lezione (ad es.30-35 minuti, in modo da avere tempo per chiudere le applicazioni, spegnere il PC, recuperare la lezione con commenti e interventi, attribuire dei compiti per casa).

Learning Object:

Carlo Mariani - Università di Firenze Learning Object Esempio di schermata iniziale di un Learning Object

Assets e Learning Object:

Carlo Mariani - Università di Firenze Assets e Learning Object I Learning Object sono composti di Assets cioè di unità semplici di informazioni modulari, facilmente interscambiabili e componibili

Attività:

Carlo Mariani - Università di Firenze Attività A questo punto proviamo ad essere operativi: 1° Fase: Confrontarsi con altre esperienze presenti in piattaforma . Per questo motivo consigliamo di scaricare dalla piattaforma i modelli di Progettazione disponibili e di osservare la loro struttura. English with Seurat WebQuest su Galileo La storia delle abitazioni (richiede la password) 2° Fase: Elaborare un proprio modello progettuale. Scarica il modello Progettare Unità Didattiche con la LIM (richiede la password) e comincia ad elaborare una tua UD su un argomento specifico che intendi svolgere in classe. È possibile anche lavorare in gruppo. Alla fine dell’attività ricorda di salvare con nome il documento su cui hai lavorato.

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