Inquinamento luminoso

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Inquinamento luminoso: passato, presente e futuro:

Inquinamento luminoso: passato, presente e futuro A cura di Cristian Pasqua Informazioni tratte da www.cielobuio.org

Definizione di inquinamento luminoso:

Definizione di inquinamento luminoso Alterazione di natura antropica della luminosità notturna, causata dall’irradiazione di luce diretta od indiretta verso la volta celeste

Quando nasce?:

Quando nasce? Questa forma di inquinamento nasce negli anni ’60, quando alla crisi economica del dopoguerra subentra il periodo del cosiddetto “ Boom economico ”.

Boom economico:

Boom economico Periodo della storia italiana caratterizzato da una forte crescita economica. Essa si avviò grazie al piano Marshall, approvato dagli Stati Uniti d’America nel 1947. Questo piano prevedeva la concessione di enormi quantità di denaro da erogare ai paesi europei danneggiati dalla guerra. Grazie a questi fondi partì la ricostruzione dell’Italia. Una limitazione allo sviluppo della nazione era data dall’economia, basata sull’agricoltura. Si diede così inizio ad un processo di industrializzazione avanzata che portò l’Italia a diventare la seconda potenza industriale d’Europa, dopo la Germania. Questo processo permise di aumentare la qualità della vita delle persone, grazie alla produzione di beni quali l’automobile e gli elettrodomestici. Conseguenza del “Miracolo Economico Italiano”, come venne definito dai giornali dell’epoca, fu l’ accentuazione del divario tra nord e sud della penisola poiché le industrie si svilupparono principalmente nella parte settentrionale. Si attivò così un flusso migratorio interno dalle campagne del meridione alle città industrializzate del nord, le quali però non avevano strutture adeguate ad accogliere le centinaia di migliaia di persone in arrivo. Di conseguenza nacque un fenomeno destinato a protrarsi fino ai giorni nostri: la speculazione edilizia

Propagazione dell’inquinamento luminoso:

Propagazione dell’inquinamento luminoso

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Emissione A : diretta verso l’orizzonte è la più dannosa in quanto si propaga per notevoli distanze (fino a 200-300 km) e, attraversando uno spesso strato d’aria, provoca un fenomeno chiamato “ alone ” Emissione B: rivolta direttamente verso lo spazio, contribuisce ad incrementare l’inquinamento luminoso a livello locale Emissione C: dovuta alla riflessione delle superfici da illuminare. E’ possibile ridurla ma, contrariamente alle emissioni di tipo A e B, non può essere eliminata .

Effetti dell’inquinamento luminoso sull’ambiente:

Effetti dell’inquinamento luminoso sull’ambiente L’inquinamento luminoso ha un impatto considerevole sul nostro ecosistema: Contribuisce all’accrescimento dell’inquinamento atmosferico Altera il ciclo di fotosintesi clorofilliana delle piante, non essendoci una netta  distinzione tra il giorno e la notte Disturba i flussi migratori degli uccelli, disorientati dalle luci delle grandi città Altera la visione del cielo stellato

Effetti dell’inquinamento luminoso sull’uomo e sulle sue attività:

Effetti dell’inquinamento luminoso sull’uomo e sulle sue attività L’utilizzo di sistemi di illuminazione che disperdono il flusso luminoso comporta un aumento di potenza per illuminare ciò che ci interessa (strade, marciapiedi). Ne consegue che ogni anno circa 250 milioni di euro vengono sprecati a causa di questi impianti a scarsa efficienza. Oltre all’impatto economico si presenta anche il problema degli effetti sulla salute dell’uomo: recenti studi dimostrano che l’esposizione alla luce artificiale, durante le ore notturne o nelle ore precedenti il sonno, inibisce la produzione di una sostanza chiamata melatonina (fino al 50%). L’utilizzo di sistemi di illuminazione che disperdono il flusso luminoso comporta un aumento di potenza per illuminare ciò che ci interessa (strade, marciapiedi). Ne consegue che ogni anno circa 250 milioni di euro vengono sprecati a causa di questi impianti a scarsa efficienza. Oltre all’impatto economico si presenta anche il problema degli effetti sulla salute dell’uomo: recenti studi dimostrano che l’esposizione alla luce artificiale, durante le ore notturne o nelle ore precedenti il sonno, inibisce la produzione di una sostanza chiamata melatonina (fino al 50%).

Effects of light pollution on humans health:

Effects of light pollution on humans health Light pollution have several effects on humans health: some studies suggest a link between exposure to light at night and risk of cancer, in particular breast cancer, caused by the decrease of production of melatonin . This substance is also important for the regulation of the sleep, so it’s lack cause insomnia and disturb of wake. In general medical research suggest that over-illumination ( so even during day ) can cause headache, stress and anxiety.

Effects of light pollution on the environment:

Effects of light pollution on the environment We can produce electricity in many ways: we can use fossil fuelled power stations, nuclear power stations and hydroelectric power stations or we can use renewable sources. Nuclear power stations produce vast amount of electricity trough nuclear fission but this kind of stations produce radioactive waste that are very dangerous for thousands of years. Hydroelectric power stations does not pollute the air, but there are few suitable sites to install this kind of power plants because of the availability of the water. Moreover renewable sources produce little amount of electricity and the production is not continual. Consequently the major part of electricity is produced by fossil fuelled power stations, that are efficient and reliable, but that cause air pollution. So we can say that light pollution contribute to increase air pollution.

Luce uguale sicurezza? Non sempre:

Luce uguale sicurezza? Non sempre Prendiamo in considerazione la sicurezza stradale, tema di rilevanza nella società contemporanea. Gli impianti di illuminazione, che analizzeremo più dettagliatamente in seguito, possono rappresentare un potenziale pericolo, se non adeguati. L’occhio umano necessita di un certo periodo di tempo per adattarsi alle diverse condizioni di luce. In particolare il tempo necessario per l’adattamento da illuminazione più intensa ad illuminazione più scarsa è maggiore rispetto al procedimento contrario (nel primo caso circa 20-30 minuti, nel secondo caso qualche decina di secondi). Risulta quindi fondamentale evitare qualsiasi forma di abbagliamento, che comporta una riduzione della visibilità prolungata nel tempo. In altre parole si dovrebbe garantire un livello di illuminazione minimo ma costante per mantenere l’occhio umano nelle condizioni di lavoro migliori.

Legislazione:

Legislazione Una vera e propria legge nazionale non è ancora presente, per questo motivo le singole regioni hanno approvato regolamenti atti a limitare il fenomeno. La prima legge regionale è stata la 22/97, approvata dalla regione Veneto. Recentemente essa è stata rivista e corretta con l’approvazione della legge 17/09. Altri esempi di norme regionali: L.R. Lombardia 17/2000 e successive integrazioni L.R. Marche 10/2002 L.R. Emilia Romagna 19/2003 L.R. Umbria 20/2005 L.R. Abruzzo 12/2005 L.R. Puglia 15/2005 L.R. Friuli-Venezia Giulia 15/2007 L.R. Liguria 22/2007

Riassunto dei provvedimenti tecnici contenuti nelle leggi regionali :

Riassunto dei provvedimenti tecnici contenuti nelle leggi regionali Nessuna dispersione di luce oltre la linea dell’orizzonte Obbligo di illuminare gli edifici dall’alto verso il basso e, nel caso in cui non sia possibile, illuminare dal basso verso l’alto in modo tale che la luce rientri nella sagoma dell’edificio Adeguamento dei vecchi impianti Divieto assoluto di fari rotanti che puntino verso il cielo per scopi pubblicitari e/o di attrazione ( vietati anche dal codice della strada ) Obbligo di utilizzo di lampade ad alta efficienza Obbligo di parzializzare gli impianti (fino al 50%) dopo un certo orario nelle strade con poco traffico Prevedere l’installazione di regolatori di tensione che permettano di limitare la potenza erogata dalla lampada nelle ore di minor traffico

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Analisi degli apparecchi di illuminazione Un corpo illuminante è composto essenzialmente da 2 parti: Lampada Armatura

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Lampada Esistono vari tipi di lampade: ad incandescenza, ai vapori di mercurio, ai vapori di sodio a bassa ed alta pressione, etc. Ogni lampada possiede una propria efficienza luminosa , espressa in lumen/watt (unità di misura che esprime la quantità di luce prodotta in relazione alla potenza utilizzata). Mettendo a confronto due lampade di pari potenza diremo che è più efficiente quella che produce più lumen, quindi più luce. Di conseguenza sostituendo una lampada poco efficiente con una più efficiente si può mantenere lo stesso livello di illuminazione riducendo la potenza impegnata.

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Armatura Convoglia il flusso luminoso in una determinata direzione. Le armature a norma di legge sono chiamate full cut-off , nelle quali la lampada è completamente incassata al loro interno. Più dettagliatamente essa è composta da: guscio esterno di protezione; supporto della lampada; riflettore interno: direziona verso il basso la luce inizialmente diretta verso l’alto; vetro di protezione: può essere piano o curvo, trasparente od opalino.

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Le sfere sono molto diffuse nell’arredo urbano perché hanno un costo iniziale molto basso. Il risparmio ottenuto è però vanificato in tempi brevi a causa della loro elevata dispersione (fino al 75%). Sfere Esistono poi versioni migliorate che i produttori vendono come apparecchiature anti-IL ma che in realtà non lo sono.

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Dalla figura 2 possiamo notare come alcuni raggi vengano correttamente indirizzati verso il terreno (raggio 1) mentre altri subiscono una seconda riflessione e vengono inviati verso l’alto (raggio 2). Fig.2 Fig.1

Fari e torri-faro:

Fari e torri-faro I fari e le torri-faro (installazioni multiple, impiegate ad esempio nelle rotatorie) sono molto utilizzati per via dell’elevata quantità di luce che producono. Esistono due tipi di fari, classificati in base alla posizione della lampada rispetto all’armatura: simmetrici: la lampada è centrata rispetto all’armatura asimmetrici: la lampada è decentrata verso il basso. La prima tipologia, per illuminare grandi superfici, necessita di un’ installazione inclinata,la quale causa una notevole dispersione di luce che, nel caso ad esempio di impianti sportivi, risulta visibile da kilometri di distanza. La seconda tipologia invece permette di illuminare superfici equivalenti, installando il faro parallelamente al terreno . In questo modo la luce dispersa verso l’alto in modo diretto risulta nulla.

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Figura 1 Figura 2 Nella figura 1 abbiamo rispettivamente un faro simmetrico ed uno asimmetrico. La figura 2 mostra l’ installazione di un faro simmetrico e gli effetti che essa produce. Spesso tale metodo di installazione viene applicato anche ai fari asimmetrici con conseguenze ancora più devastanti.

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Esistono corpi illuminanti full cut-off adatti a tutte le situazioni, anche quando il contesto assume particolare importanza (centri storici). Un esempio sono le classiche lanterne che, in configurazione standard, disperdono verso l’alto oltre il 30% della luce e provocano un fastidioso abbagliamento. Nei nuovi apparecchi la lampada è completamente incassata nell’armatura e di conseguenza il flusso luminoso è diretto solo verso il basso . Molto importante è anche l’assenza del vetro laterale che provoca dispersione di luce, soprattutto se opaco. In questo modo si risolve anche il problema del degradamento estetico causato dal deposito di sporco sui vetri. Lanterne

Alcuni esempi di installazioni non conformi alla LR Lombardia 17/00:

Alcuni esempi di installazioni non conformi alla LR Lombardia 17/00

Alcuni esempi di installazioni conformi alla LR Lombardia 17/00:

Alcuni esempi di installazioni conformi alla LR Lombardia 17/00

Campo fotovoltaico installato nel comune di Castelli Calepio (BG):

Campo fotovoltaico installato nel comune di Castelli Calepio (BG) Produciamo energia pulita ma la sprechiamo con l’illuminazione inefficiente?

Il futuro …:

Il futuro … Le previsioni di crescita dell’inquinamento luminoso elaborate alla fine degli anni ‘90 affermavano che entro il 2025 la Via Lattea sarebbe risultata invisibile in tutto il territorio italiano, dalle isole minori alle Alpi. Negli ultimi 12 anni l’inquinamento luminoso in Italia è stato monitorato; i dati ricavati dimostrano che la luminosità del cielo non è aumentata nei siti presi in considerazione, nonostante il flusso luminoso immesso nell’ambiente sia raddoppiato . Questo risultato va sicuramente attribuito all’approvazione delle leggi regionali che hanno imposto rigidi criteri illuminotecnici. Il prossimo passo da compiere è la sostituzione degli impianti pre-esistenti, ormai obsoleti con, altri più efficienti.

Bibliografia:

Bibliografia Conoscenze personali www.cielobuio.org I nquinamento luminoso e risparmio energetico Marco Vedovato (2007), L’inquinamento luminoso Kiaran O’ Malley, Gateway to Electricity Electronics & Telecommunications http://dheausa.com/IT%25melatonina.htm Qualsiasi utilizzo, con qualsiasi fine, dovrà essere preventivamente autorizzato dal sottoscritto.

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