Luciano e Carlo Combi, poeti e politici dell'eta' risorgimentale

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Luciano e Carlo Combi * poeti e politici istriani dell'epoca risorgimentale *

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Penisola istriana: - Repubblica di Venezia (XII – XVIII secolo) * cultura Napoleone 1805 – 1813 * idea della nazione Impero austriaco 1797 / 1918 * rafforzamento dello Stato

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- lingua italiana : ceti dominanti e lingua d'ufficio - dialetti istro – veneti e istrioti : ceti popolani delle città costiere - croato e sloveno : campagne

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1848-49 in Istria: - influenza di Venezia - affermazione dell'identità nazionale: italiani (città), croati e sloveni (entroterra) → rivendicazioni nazionali - volontari istriani a Venezia

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- studia legge a Padova, dove compone e recita una cantica, di precoce spirito risorgimentale, in occasione della nascita del “re di Roma” - finiti gli studi torna a Capodistria: avvocato, notaio, podestà - fonda, con donazioni private, ginnasio in lingua italiana - 1859, firma la petizione all'imperatore per l'annessione dell'Istria al Lombardo – Veneto - 1865, per la celebrazione del sesto centenario della nascita di Dante propone la collocazione del busto nel municipio e compone tre sonetti → le autorità austriache sciolgono il Consiglio e li sospendono la carica podestarile - abbandona la città natale per raggiungere il figlio Carlo in esilio a Venezia, dove muore LUCIANO COMBI (Capodistria, 1793 – Venezia, 1871)

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- 1872, il figlio Carlo presenta la traduzione delle Georgiche di Luciano Combia al Congresso pedagogico a Venezia, apprezzata anche da Giosuè Carducci - 1873, pubblicazione delle Georgiche nella traduzione del Combi, con dedica al concittadino Leonardo D'Andri, ufficiale italiano morto a Custoza Paolo Tedeschi, patriota triestino, che frequentò la casa Combi, scrisse : "Che l'Istria non appartenga politicamente all'Italia è un fatto, che molti non vogliono occuparsene neppure scientificamente è pure un tristissimo fatto. Gli Istriani poi, i quali non possono, e anche potendo non vorrebbero creare imbarazzi al Governo nazionale, rispondono con l'attività letteraria ai superbi abbandoni e alle diplomatiche ignoranze; e ai fratelli chiedono quindi con alterezza licenza di assidersi, senza troppe cerimonie, al comune banchetto. Ed ecco un libro che tutto questo prova."

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Luciano Combi scrisse: "odi, canzoni, inni, stanze, sonetti, epigrammi, per la massima parte di occasione", "rime in vernacolo, che descrivono e sferzano i costumi del principio secolo", "ad uso delle scuole, perché servissero di mezzo educativo a formare il civile carattere dei giovinetti" (citazione di Carlo Combi) Per la nascita del Re di Roma 1811 ( estratto ) O sublime progenie al Ciel diletta, Vedi deh! quante nell'età futura Alle imprese il Destino a te commetta! Per te si ribella il Ciel, l'aere si appura, Per te più illustre riveder si aspetta Roma sua gloria, ch'or sen giacce oscura, Per te risorta la Maestà Latina Spera di nuovo ritornar Reina.

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Estratti dai sonetti scritti per l'anniversarcio della nascita di Dante (e sequestrati dal governo austriaco) (in ode a Firenze) . .. ogni pusillo fa il suo carme audace e gl'itali affratella, e nova assoda concordia al patrio lido: Pace, pace . (in ode a Dante) Dante! - Se Italia inneggia e il bronzo suona dal mar Sicano all'Alpe, è patrio orgoglio, è amor che a tutti in mente e in cor ragiona.

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Descrizione dell'Istria (poesia pubblicata sulla rivista “Porta orientale” nel 1857) Istria è un paese al golfo adriatico in fondo Che in suoi brevi confin dell'affra terra Ci ritrae la figura. E al mar profondo Ella pur da tre lati si dissera. Trincea di scogli le si aggira a tondo E in promontorio si assottiglia e serra Di Pola accosto, ove a meriggio guarda E al frange del Quarnar l'onda gagliarda

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CARLO COMBI (Capodistria, 1847 – Venezia, 1884) - “ l'identità nazionale dovrebbe essere coltivata attraverso la cultura e l'educazione” - studia legge a Padova, nello Stato sabaudo e a Genova (ospite dell'istriano Vincenzo de Castro, rifugiato dopo aver perso la cattedra a Padova come conseguenza delle 5 giornate di Milano) - insegna lettere e storia al Ginnasio italiano di Capodistria, istituito dal Comune, ma devel abbandonare l'insegnamento dopo il 1859 - scrive la petizione all'imperatore in cui chiede l'aggregazione dell'Istria con con il prospettato Regno lombardo-veneto; diventa capo del Comitato segreto per Trieste e l'Istria; pubblica la rivista storica la “Porta Orientale” per far Conoscere l'Istria nel suo aspetto storico-geografico; scrive articoli per varie riviste italiane (es. “Politecnico”) - alla vigilia della guerra si reca in esilio, prima in Lombardia poi a Venezia - in esilio pubblica L'Appello degli Istriani all'Italia

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Busto di Carlo Combi nel pantheon dell'Università Ca' Foscari di Venezia - a Venezia insegna all'Istituto superiore di commercio - collabora con l'Istituto veneto di scienze, lettere e arti, con la Regia deputazione veneta di storia patria e con il Museo Correr - scrive per i vari giornali (di Padova, Firenze) e nel '68 direge il "Corriere della Venezia" - ricopre anche cariche di consigliere comunale e dell'assessore nel settore dell'istruzione pubblica - si dedica all'assistenza e alla beneficenza presso gli istituti veneziani.

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- muore a Venezia nel 1884, dove sarà anche sepolto, perché nella città natale vennero vietate le esequie E com'ei sotto alla cruenta vesta Han strenuo il cor, né al tumido tiranno Diêr mai conforto di femmineo pianto, Memori anco fra i ceppi Degli avi lor, di quell'itale scolte, Alla cui man fidato Avea Roma sagace il più geloso Spaldo d'Italia, e che, a Vinegia stretti, cento volte di contro all'odïato Stranier, cacciando a gara Dell'alte prore il rostro, Tinser di nobil sangue il flutto nostro.

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BIBLIOGRAFIA Istria nel tempo. Manuale di storia regionale dell'Istria con riferimenti alla città di Fiume ,vol.2, Rovigno, 2006 PAOLO BLASI, Poeti dell'Istria dell'Età Risorgimentale(1849-1870) , Italo Svevo, Trieste, 1997 ANTONI MICULIAN, Cinque secoli di istruzione in lingua italiana in Istria, Rovigno, 2009