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La Bulgaria : 

La Bulgaria

La Storia : 

La Storia La Bulgaria, terra di Orfeo e di Spartaco, apparteneva anticamente al regno della Macedonia. Nel 46 a.C. i Romani avevano già conquistato l'intera penisola, che controllarono fino a quando le invasioni delle tribù della Tracia e dell'Illiria distrussero il paese. I pacifici allevatori slavi arrivarono nel corso del VI secolo. Nel 679 i bulgari, una fiera tribù di lingua turco-tatara, attraversarono il Danubio e fondarono il primo impero bulgaro. Poi si espansero verso sud a spese di Bisanzio prima di conquistare la Macedonia nel IX secolo. I bulgari furono infine assimilati dagli slavi, più numerosi, e adottarono la loro lingua e i loro modi di vita.Nell'865, un monaco bizantino che dipinse una raffigurazione dell'inferno sulle mura del palazzo, riuscì a intimorire lo zar Boris I facendogli abbracciare la fede cristiana ortodossa. Nell'870 la Chiesa bulgara divenne indipendente, con un suo patriarca, e incoraggiò lo zar Simeone (893-927) a espandere i propri domini fino alla Serbia e al Mare Adriatico. Il regno si ridusse nuovamente quando Simeone cercò di impadronirsi della corona bizantina. Questo indebolì la Bulgaria mettendola in balia dell'imperatore di Bisanzio Basilio II, che fece cavare gli occhi a 15.000 soldati bulgari dopo una decisiva vittoria nel 1014. La Bulgaria passò sotto il dominio bizantino 4 anni più tardi.Il secondo impero bulgaro (1185-1396) fu fondato dopo una rivolta contro Bisanzio capeggiata da due fratelli, Asen e Peter. Con una rinnovata fiducia nei propri mezzi, il nuovo impero occupò tutta la Tracia, la Macedonia e l'Albania, ma nel corso dei due secoli successivi fu progressivamente eroso dai tatari e poi dai turchi. Alla fine del XIV secolo i turchi controllavano tutta la Bulgaria, dando inizio a cinque secoli di dominio ottomano.I turchi non ebbero un impatto del tutto negativo: non fecero alcun tentativo di convertire i bulgari all'Islam o di sradicare la loro lingua e i loro usi. Fu solo nel XVIII secolo che i bulgari ebbero tasse più pesanti e inflazione, conseguenza delle sfortunate guerre turche contro gli austriaci e i russi. Il risentimento covava e i turchi risposero introducendo riforme che miravano ad assimilare i bulgari, ma era troppo tardi. All'inizio del XIX secolo, usi e folklore popolari fiorirono nel Revival Nazionale, mentre i rivoluzionari segretamente complottavano contro i turchi. Quando la rivolta scoppiò prematuramente a Koprivshtitsa nell'aprile 1876, i turchi la soffocarono con brutalità inaudita, diffondendo in tutta Europa racconti di 'atrocità bulgare'. Circa 15.000 bulgari furono massacrati a Plovdiv e 58 paesi vennero distrutti. Si dice che Pazardzhik fu salvata da un coraggioso impiegato che spostò una virgola in un dispaccio ufficiale, trasformando la frase 'bruciare la città, non risparmiarla', in 'bruciare la città non, risparmiarla'.

La Storia : 

La Storia Gli indignati alleati europei vennero in soccorso della Bulgaria alla fine degli anni '70. La Russia, forza principale, subì 200.000 perdite nel conflitto. Quando l'esercito russo avanzò fino ad arrivare a 50 km da Istanbul, la Turchia cedette il 60% della penisola balcanica alla Bulgaria. La storia moderna della Bulgaria - e il suo complesso di inferiorità nei confronti della Russia - risale a questa liberazione del 1878. Le potenze europee, temendo la presenza di un satellite della Russia nei Balcani, si appropriarono di alcune porzioni della Bulgaria, lasciando tutti insoddisfatti e desiderosi di sfruttare a proprio vantaggio le due guerre balcaniche che precedettero la prima guerra mondiale. La Bulgaria, vittoriosa nella prima contro la Turchia ma sopraffatta nella seconda dai suoi ex alleati balcanici, non ne uscì bene (perse la Macedonia), e pagò poi con cessioni territoriali la sconfitta subita, a fianco degli imperi centrali, anche nella prima guerra mondiale. Gli anni tra le due guerre mondiali furono caratterizzati da gravi problemi con i profughi macedoni, agitazioni da parte dei comunisti e crisi economiche. L'incidente più vergognoso nel processo di balcanizzazione della Bulgaria avvenne nel settembre 1923, quando migliaia di agitatori agrari e comunisti furono uccisi durante una campagna reazionaria. La Bulgaria si schierò con la Germania allo scoppio della seconda guerra mondiale, ma lo zar Boris III, temendo una sollevazione popolare, rifiutò di dichiarare guerra alla Russia. Dopo la misteriosa morte di Boris III (1943), la presenza tedesca si fece sempre più opprimente e minacciosa. Il clandestino Fronte della Madrepatria consolidò l'opposizione al governo filonazista, ottenendo infine il sostegno popolare. Il comunista Todor Zhivkov persuase l'esercito (in realtà ben poco riluttante) a non opporre resistenza all'occupazione sovietica e a facilitarne l'avanzata. La presenza delle armate sovietiche favorì l'insurrezione antifascista e portò a un governo di coalizione.Sotto Todor Zhivkov, leader bulgaro dal 1954 al 1989, il paese divenne uno dei più prosperi dell'Europa orientale: ai coltivatori era consentito avere piccoli appezzamenti di terra privati mentre l'industria in crescita produceva oltre la metà del PIL bulgaro. Il crollo del comunismo nel 1989 ha lasciato l'industria scoperta e la transizione verso la democrazia è stata molto travagliata. Il Partito comunista (ribattezzato Partito socialista bulgaro) è riuscito a guidare il corso della nuova Bulgaria democratica, limitando il ruolo del presidente a quello di ammonitore. L'inflazione galoppante, l'alto tasso di disoccupazione, la mancanza dello stato assistenziale e la esibita ricchezza di noti criminali già condannati hanno diffuso una grande sfiducia. Il progresso, in modo laborioso, continua sotto il presidente Georgi Parvanov e il governo sin dall'inizio dimostratosi impaziente di avere i requisiti necessari per far entrare il paese nella NATO e nella UE.In seguito alle elezioni del giugno 2001 il partito dell'ex re Simeone II ha conquistato una vittoria elettorale senza precedenti nella storia della giovane repubblica, sfiorando la maggioranza assoluta. Simeone II considera obiettivi prioritari l'avvio della rinascita economica e la sconfitta della corruzione.Il tanto atteso ingresso della Bulgaria nell'alleanza atlantica si è avverato il 29 marzo 2004 e ora il paese auspica di ospitare basi militari occidentali per sentirsi considerato come parte integrante della sfera di sicurezza NATO; il mantenimento delle basi stesse renderà necessari investimenti esteri dai quali trarrà beneficio l'economia bulgara.Dal 1° gennaio 2007 la Bulgaria è entrata nell'Unione Europea

La Cultura : 

La Cultura Un elemento importante nella cultura bulgara è sicuramente la musica popolare, che accompagna la vita delle persone già dalla nascita, venendo suonata in occasione di importanti momenti della vita come i battesimi, i matrimoni o in occasione di altre festività.Come accade anche per le altre espressioni culturali, la musica è una combinazione intrigante di melodie turche, russe e bizantine; ogni regione possiede un proprio repertorio di musiche tradizionali.  Raccolte tra l’altro dal famoso trio femminile, ormai conosciuto in molti paesi.Per quanto riguarda la letteratura sono molti i nomi di spicco: primo fra tutti il premio Nobel Elias Canetti (1981), poi Pavel Matev e Blaga Dimitrova, senza dimenticare tutti i giovani scrittori morti combattendo per la libertà come Cristo Botev. La Bulgaria è stata ed è un paese di grande fermento anche nel settore artistico; espressioni eloquenti sono l’antica chiesa di San Giorgio e la cattedrale moderna Alexandr Nevskij.Il bulgaro è la lingua ufficiale, mentre la religione, a cui la maggior parte delle persone si è avvicinata dopo il comunismo, è quella cristiano-ortodossa, con minoranze di cattolici, musulmani ed ebrei.Tra gli sport preferiti c’è la danza artistica e tutte le discipline a corpo libero, come per molti altri paesi dell’est; il calcio ha vissuto grandi momenti, come lo storico quarto posto ad Usa ’94.

Geografia : 

Geografia La Bulgaria è una nazione situata nell'Europa sud-orientale, confinante con Romania, Serbia, Repubblica di Macedonia, Grecia, Turchia e Mar Nero. Il confine settentrionale con la Romania è formato dal fiume Danubio fino a Silistra. L'estensione della nazione è di 110.550 km²: è poco più grande dell'Islanda e dello stato americano del Tennessee. Il Paese si trova sulla costa occidentale del Mar Nero, con la Romania a nord, la Grecia e la Turchia a sud e i paesi della ex-Jugoslavia a ovest. Considerando la sua piccola estensione, la Bulgaria ha una grande varietà di caratteristiche topografiche: anche all'interno di piccole aree del Paese, la terra si divide in pianure, colline, montagne, bacini e valli profonde. Il centro geografico della Bulgaria si trova presso Uzana. Le coordinate geografiche sono 43°N 25°E , 25

Geografia : 

Geografia

Confini : 

Confini Anche se eventi storici esterni hanno spesso cambiato i confini nazionali della Bulgaria nel suo primo secolo di esistenza, le caratteristiche naturali del territorio hanno definito la maggior parte dei confini dopo il 1944, e nessun gruppo significante di persone ha sofferto di difficoltà economiche serie a causa della disposizione dei confini. La Bulgaria del dopoguerra conteneva un'alta percentuale di bulgari etnici, anche se sono avvenute numerose migrazioni sia in entrata che in uscita dal paese. Nessuno dei confini del paese era ufficialmente in discussione nel 1991, anche se alcuni nazionalisti bulgari continuano ad affermare che la condivisione bulgara della Macedonia, insieme alla Repubblica di Macedonia e la Grecia, è insoddisfacente, data la connessione etnica tra macedoni e bulgari. La Bulgaria ha confini per un totale di 2,264 km. I fiumi ne coprono circa 680 km e la costa del Mar Nero circa 400 km; i confini meridionali ed occidentali sono definiti soprattutto da catene di montagne su terreni alti. I confini occidentali e settentrionali vengono condivisi rispettivamente con la Serbia e la Romania, e la linea costiera del Mar Nero costituisce tutto il confine orientale. Il confine rumeno segue il Danubio per 464 km dall'angolo nord-occidentale del paese fino alla città di Silistra e quindi corre sulla terra ferma verso est-sudest per 136 km. Il Danubio, con rive scoscese sul lato bulgaro, ed un'ampia area di paludi sul lato rumeno, è uno dei confini più efficaci dell'intera Europa. La linea attraverso la Dobrugia è arbitraria ed è stata ridisegnata varie volte secondo alcuni trattati internazionali. In questo processo, la maggior parte degli abitanti con forti preferenze nazionali si è spostata nel paese da loro scelto. I confini a sud sono condivisi con la Grecia e la Turchia, il confine greco è lungo 491 km, mentre quello turco ha una lunghezza di 240 km.

Topografia : 

Topografia La caratteristica principale della topografia bulgara sono strisce alternate di terreni bassi e alti che vanno dall'oriente all'occidente del paese. Da nord a sud queste strisce sono la piana danubiana, la Stara Planina (i monti Balcani), la piana tracia e i monti Rodopi. Le parti più orientali del paese sono collinose, ma l'altezza aumenta gradualmente andando verso ovest fino alla parte più occidentale, interamente su terreni alti. Più di due terzi del paese sono rappresentati da pianure, altipiani o terre collinose a meno di 600 m. Le pianure (al di sotto dei 200 m) compongono il 31 % del territorio, altipiani e colline (dai 200 ai 600 m) sono il 41 %, le basse montagne (dai 600 ai 1.000 m), il 10 %, le montagne di media altezza (dai 1.000 ai 1.500 m) il 10 %, e le alte montagne (al di sopra dei 1,500 m) sono il 3 %. L'altitudine media del paese è 470 m.

Idrografia : 

Idrografia La Stara Planina divide la Bulgaria in due bacini fluviali quasi uguali. Il bacino più grande confluisce nel Danubio verso il Mar Nero. Questo bacino include l'intera piana danubiana ed una zona larga dai 48 agli 80 km dalla costa. Il secondo bacino confluisce nella piana Tracia dalla maggior parte delle alture proseguendo verso il mar Egeo a sud. Anche se solo il Danubio è navigabile, molti dei fiumi bulgari hanno un alto potenziale per la produzione di energia idroelettrica e sono utili per l'irrigazione. Dei vari tributari del Danubio, solo l'Iskăr non nasce sui monti Balcani. L'Iskăr scorre verso il Danubio a nord dalla sorgente sui monti del Rila, passando attraverso i sobborghi orientali di Sofia ed attraverso una valle tra i monti Balcani. Il Danubio riceve dai suoi affluenti bulgari più del 4 % del suo volume totale. Durante il suo scorrimento lungo il confine settentrionale, il fiume cresce in larghezza da 1,6 a 2,4 km. Il livello massimo del fiume si raggiunge durante le piene di giugno; si congela in media quaranta giorni all'anno. Alcuni grandi fiumi scorrono direttamente verso il mar Egeo. La maggior parte di loro scende velocemente dai monti nelle vallate, spesso con cascate. Il Marica, insieme ad i suoi affluenti, forma il bacino di gran lunga più ampio dell'intera pianura Tracia, proveniendo dallo Sredna Gora, i fianchi meridionali della Stara Planina e dal lato settentrionale dei Rodopi orientali. Dopo aver lasciato il territorio bulgaro, il Marica forma la maggior parte del confine greco-turco. Lo Strimone ed il Mesta (che separano i monti del Pirin dalla catena principale dei Rodopi) sono gli altri due fiumi più grandi che si vanno a sfociare nel Mar Egeo. Entrambi raggiungono la foce attraverso il territorio greco

Clima : 

Clima Considerata la piccola superficie, la Bulgaria ha un clima inusualmente variabile e complesso. Il paese si trova tra le zone climatiche continentale e mediterranea, fortemente contrastanti. I monti e le valli agiscono come una barriera per le masse d'aria, causando contrasti netti nelle condizioni meteorologiche anche a breve distanza. La zona continentale è leggermente più larga, poiché le masse d'aria arrivano facilmente nella scoperta piana danubiana. L'influenza continentale, forte durante l'inverno, produce abbondanti nevicate. L'influenza mediterranea aumenta durante l'estate e provoca estati calde e secche. L'effetto-barriera dei monti Balcani si percepisce attraverso tutto il paese: in media la Bulgaria settentrionale è di un grado più calda delle zone meridionali. Dato che il Mar Nero è troppo piccolo per influenzare il clima su grandi distanze, ha una propria influenza solo nell'area immediatamente a ridosso della linea costiera. I monti Balcani rappresentano il confine meridionale dell'area nella quale circolano liberamente le masse d'aria continentali. I monti Rodopi marcano il limite settentrionale del dominio del sistema meteorologico mediterraneo. L'area nel mezzo, che include la piana Tracia, è influenzata da una combinazione dei due sistemi, con una predominanza di tipo continentale. Questa combinazione produce un clima caratterizzato da estati lunghe ed alta umidità. Il clima della regione è generalmente più rigido delle altri parti d'Europa alla stessa latitudine. A causa di questo clima di transizione le precipitazioni sono erratiche e possono variare da anno ad anno. Le precipitazioni medie annue in Bulgaria sono di circa 630 mm. La Dobrugia, nel nord-est, la zona costiera del Mar Nero e parte della piana Tracia ricevono meno di 500 mm. Il resto della pianura Tracia e la piana danubiana prendono anch'esse una quantità minore della media; la Tracia è spesso soggetta a siccità estive. Le zone elevate, su cui si accumulano la maggior parte delle precipitazioni, hanno una quantità media annua di 2.540 mm. Le valli, sparse attraverso i territori elevati hanno inversioni di temperatura che portano ad una stagnazione dell'aria. Sofia si trova in un bacino simile, ma la sua altitudine (circa 530 metri) tende a moderare la temperatura estiva e ad abbassare l'alta umidità oppressiva. Sofia inoltre viene protetta dai venti provenienti dal Nord Europa dalle montagne che circondano il bacino. Le temperature medie di Sofia sono -2°C in gennaio e circa 21°C in agosto. Le precipitazioni medie sulla città rientrano nella media del paese ed il clima rimane sufficientemente mite. Il clima costiero viene moderato dal mar Nero, ma i forti venti e le tempeste violente sono frequenti nell'inverno. Gli inverni lungo il Danubio sono freddi e pungenti, mentre le valli che si aprono verso sud sul confine greco e turco possono avere un clima invernale mite come sulle coste del mar Egeo.

Ambiente : 

Ambiente Come gli altri membri europei del Consiglio per la Mutua Assistenza Economica, la Bulgaria vedeva lo sviluppo industriale senza impedimenti come un segno vitale del benessere sociale e del progresso verso l'ideale socialista. Dato che questa linea di pensiero ha ridotto ad un tabù i problemi ambientali nella Bulgaria socialista, i danni ambientali dovuti alla politica indistriale sono stati ignorati fino al crollo del regime di Todor Živkov (1962-1989). L'impegno del governo Živkov nell'industria pesante e la mancanza di fondi da investire in misure protettive, costrinse l'élite politica a nascondere i pericoli ambientali, specialmente quando erano in ballo i rapporti con altri paesi. Le industrie che non rispettavano gli standard di protezione dell'ambiente pagavano una minima tassa simbolica e non c'erano reali incentivi ad istituire reali misure di protezione ambientale. Ancora nel 1990, i politici socialisti minimizzavano gli effetti sulla Bulgaria delle radiazioni provenienti dall'incidente nucleare di Černobyl'. I cittadini vennero informati che non dovevano prendere tavolette di iodio nè usare alcuna misura protettiva. Nel 1991 gli ambientalisti bulgari stimavano che il 60 % del territorio agricolo del paese era stato danneggiato dall'uso eccessivo di pesticidi e fertilizzanti e dalla ricaduta delle polveri industriali; circa due terzi dei fiumi bulgari risultavano inquinati e tra questi lo Jantra veniva classificato come il più sporco d'Europa. In quel momento circa due terzi delle foreste originarie erano state abbattute. Ad ogni modo, nonostante il governo riconoscesse il bisogno di una migliore protezione ambientale, la Bulgaria stanziò solo 10,4 miliardi di lev.

Ambiente : 

Ambiente L'inquinamento delle terre agricole da parte di un impianto di lavorazione del rame, vicino alla città di Srednogorie provocò dure critiche da parte dell'opinione pubblica. L'impianto emetteva fumi contenenti rame, piombo ed arsenico. Nel 1988 rilasciò acque inquinate potenzialmente tossiche nei fiumi vicini, le cui acque venivano usate per irrigare le coltivazioni della zona tra Plovdiv e Pazardžik, che includeva alcune delle migliori zone agricole della Bulgaria. Risultarono inquinate anche le acque sotterranee vicino a questa zona. Cominciarono quindi i lavori nel tentativo di drenare nel Marica le acque inquinate. Vennero pianificati miglioramenti nella protezione ambientale per l'impianto di lavorazione del rame e per altre tre industrie nell'area di Plovdiv (un'industria per piombo e zinco, un'industria chimica e un'industria di lavorazione dell'uranio), ma ci vorranno anni per implementarle. Nessuna delle maggiori città della Bulgaria sfugge all'inquinamento ambientali. Le statistiche mostrano che il 70-80 % dell'inquinamento dell'aria di Sofia viene causato dalle emissioni delle automobili, dei camion e degli autobus. Le inversioni di temperatura sulla città aggravano il problema. Altri due produttori di agenti inquinanti, la Kremikovci AD, lavorazione metallurgica e la miniera d'uranio a Buhovo (entrambe nella regione sud-occidentale del paese), contaminano la regione con piombo, diossido di zolfo, acido solforico, etanolo e mercurio. La città di Kărdžali ha subito e subisce ancora un forte inquinamento dovuto ai complessi industriali che usano piombo e zinco. Nel 1973 l'impianto petrolchimico vicino al porto di Burgas rilasciò grandi quantità di cloro in un incidente simile a quello di Srednogorie. Gli ambientalisti stimarono che l'area nel raggio di trenta chilometri dall'impianto era stata resa inabitabile. L'aria di Burgas era inoltre pesantemente inquinata da carbonio e diossido di zolfo in 1990. Nel 1990 gli scienziati ambientali affermarono che due terzi della popolazione bulgara era soggetta ad un qualunque tipo di inquinamento. Nel 1991 la Bulgaria cominciò a chiedere assistenza internazionale per risolvere i problemi ambientali. Oltre ad unirsi alla Romania, alla Turchia, ed alla Russia in studi scientifici sulla situazione critica del Mar Nero, la Bulgaria ha cercato attivamente tecnologia ambientale ed esperti dall'Europa occidentale e dagli Stati Uniti