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ROMANIA : 

ROMANIA ALESSANDRA PALERMO

ROMANIA : 

ROMANIA

RomaniaStoria : 

RomaniaStoria i confini della Romania di oggi includono la maggior parte dell'antico territorio della Dacia. L'Attuale territorio della Romania era già abitato nel II millennio a.C. da alcune tribù indo-europee conosciute sotto il nome di Traci. A partire dal VI secolo a.C., nella regione del Danubio sono segnalati i Geti mentre i Daci erano attestati in alcuni insediamenti in Transilvania. Durante l'epoca del primo re geto-dacico Burebista (82-44 a.C.), la primitiva estensione dello stato era la seguente: a nord i carpazi boschivi, a sud i monti Hameus (Balcani), a ovest la confluenza del fiume Morava con il medio Danubio, ed infine ad est con il fiume Bug. Dopo la morte di Burebista, lo stato geto-dacico si disintegrò in quattro e, successivamente, in cinque formazioni politiche. Il nucleo principale si manteneva nella zona dei monti Şureanu, dove successivamente domineranno i re Cosmicus e Coryllus. L'unità dello stato divenne possibile all'epoca del re Decebalo (87-106 d.c.). Il nuovo regno aveva la sua capitale in Sarmizegetusa.Il regno di Decebalo aveva dimensioni minori rispetto a quello di Burebista, ma per contro era molto meglio organizzato a livello statale. La dominazione di Decebalo rappresenta il periodo di apogeo della civilizzazione geto-dacica, situato nel secondo periodo dell' età del ferro. A causa dell'aggravarsi della minaccia Romana (le legioni di Roma si erano spinte sino al basso Danubio), Decebalo intraprende due campagne militari contro i romani condotti dall'imperatore Traiano negli anni: 101-102 e nel 105-106 d.C. Come effetto di queste guerre, la Dacia viene conquistata e trasformata in provincia romana. Comincia così ufficialmente il processo di romanizzazione degli autoctoni geto-daci. Dopo la fine dell'esperienza romana (271) iniziarono ad arrivare nelle terre dell'attuale Romania nuovi popoli e culture che hanno arricchito la compagine etnico-antropologica del paese danubiano.

Geografia : 

Geografia Gran parte della frontiera romena con la Serbia e la Bulgaria è formata dal Danubio. Il Danubio ha come affluente il fiume Prut che forma il confine con la Repubblica di Moldavia. I monti Carpazi dominano gran parte della Romania soprattutto a Nord-Ovest disponendosi a ferro di cavallo, con cime alte fino a 2.500 m e raggiungendo i 2.544 m del monte Moldoveanu. Le città principali sono Bucarest (Bucureşti), Iaşi, Braşov, Timişoara, Cluj-Napoca, Costanza (Constanţa), Craiova, Sibiu, Galaţi, Oradea, Bacău. Accanto al Danubio, i fiumi più importanti della Romania sono: il Mureş; il Argeş; il Someş; il Siret; il Prut e l'Olt sfociano nel Danubio, che delimita il confine tra Romania e Bulgaria e sfocia, con un grandissimo delta, nel Mar Nero.

Città : 

Città Bucarest — 1.927.559 abitanti Iaşi — 327.812 abitanti Costanza — 307.447 abitanti Timişoara — 307.265 abitanti Galaţi — 298.941 abitanti Cluj-Napoca — 298.006 abitanti Craiova — 297.291 abitanti Braşov — 284.653 abitanti Ploieşti — 234.707 abitanti Brăila — 219.491 abitanti Oradea — 206.235 abitanti Arad — 169.574 abitanti

Politica : 

Politica Il potere legislativo nello Stato romeno è esercitato dal Parlamento, che consiste in due camere, il Senat (Senato), che conta 143 membri e la Camera Deputaţilor (Camera dei Deputati), che ha 343 membri. I membri di entrambe le camere sono scelti in elezioni che si tengono ogni quattro anni. Il Presidente, il capo del potere esecutivo, è eletto a suffragio universale, ogni 5 anni (fino al 2004 - quattro anni). Il presidente nomina il Primo Ministro, che presiede il Consiglio dei ministri, nominato, quest'ultimo, dal primo ministro.

Economia : 

Economia Dopo il collasso del Blocco Sovietico nel 1989-91, la Romania è rimasta con una base industriale obsoleta ed un paniere di capacità industriali totalmente inadatto ai suoi bisogni. Nel febbraio 1997, la Romania ha intrapreso un programma comprensivo di stabilizzazione macroeconomica e riforma strutturale, ma questa riforma fu successivamente un frustrante processo a singhiozzo. I programmi di ristrutturazione includevano la privatizzazione o liquidazione di grandi industrie ad alto consumo elettrico (combinat) e maggiori riforme nel settore dell'agricoltura e della finanza. Nel 1999 l'economia della Romania si è contratta per il terzo anno consecutivo di circa il 4,8%. La Romania ha raggiunto in agosto 1997 un accordo con il Fondo Monetario Internazionale per un prestito di 547 milioni di dollari, ma il rilascio della seconda rata è stato procrastinato in ottobre a causa dei requisiti non raggiunti sul prestito per il settore privato e cambiamenti nelle spese budgetarie. Bucarest ha evitato di dichiararsi insolvente per gli interessi di metà anno, ma ha dovuto usare le riserve per farlo, riserve che sono arrivate approssimativamente a 1,5 miliardi di dollari alla fine dell'anno 1999. Le priorità del governo includevano: ottenere un rinnovo del prestito del FMI, concentrarsi sulla politica fiscale, accelerare la privatizzazione e ristrutturare le imprese senza profitto. Dal 2002 vi sono stati anni di successo di crescita economica che è stata stimata essere del 4,5% per anno, tasso che è cresciuto a più del 5% nel 2005. Dal 2003 l'aumento dei salari supera il tasso di inflazione, che era di circa 1,2% per mese, ma che successivamente è decresciuta. Il salario netto medio mensile nel novembre 2005 era di 937 RON, cioè circa 320 Euro / €.[citazione necessaria] Nel 2005 l'inflazione si è abbassata al 7.8% annuo ed era stimata in calo anche per il 2006. Sono però in forte aumento anche i prezzi immobiliari. Col calo dell'inflazione, è stata possibile una riforma monetaria che ha introdotto il nuovo Leu (RON) in luogo di 10.000 vecchi Lei, e che nel 2006 valeva circa 3.6 volte meno dell'Euro. Il peso del settore agricolo, che ancora di recente sfiorava il 40% del PIL complessivo, sta diminuendo in favore dei settori industriale e dei servizi, attualmente è sotto il 10%[5]. La Romania è stata invitata ad unirsi all'Unione europea nel dicembre 1999, data di inizio delle negoziazioni. È entrata nell'UE il 1° gennaio del 2007 insieme alla Bulgaria. Nel frattempo, il 29 marzo 2004, è entrata anche nella NATO.

Demografia : 

Demografia La lingua ufficiale è il rumeno, una lingua neolatina quindi appartenente alla famiglia delle lingue romanze, imparentata con altre lingue dello stesso gruppo parlate da oltre 800 milioni di persone in tutto il mondo, principalmente in America ed in Europa. La Romania è l'unica nazione del blocco orientale dove una lingua neolatina è dominante (Grecia, Serbia e Bulgaria hanno delle piccole minoranze romanze). Vi sono ancora delle notevoli minoranze ungheresi (6,6% secondo il censimento del 2002) e, in misura minore, Rom, turche (in Dobrugia) e tedesche. La minoranza magiara è maggioritaria in due dei distretti centrali del Paese (Harghita e Covasna, inoltre quasi il 50% nel Mures) e si esprime tramite un partito politico. Una parte della minoranza ungherese appartiene più precisamente all'etnia Szekely, di incerta origine, mentre nella Moldavia romena vi sono alcune decine di migliaia di ungheresi "arcaici" di etnia csangò. Fino agli anni sessanta era piuttosto rilevante anche una minoranza tedesca presente soprattutto in Transilvania (Siebenburgen in tedesco, Erdely in ungherese, "Ardeal" in romeno) e nelle regioni occidentali, ma per la maggior parte, date le condizioni economico-sociali, è tornata dopo tanti secoli in Germania; oggi rappresenta qualche punto percentuale soprattutto nel Banato e nel distretto di Satu Mare (estremo nord-ovest). Per la precisione, i tedeschi della Transilvania, immigrati nel Medioevo, venivano denominati convenzionalmente "Sassoni", mentre quelli del Banato, immigrati prevalentemente nel XVIII secolo, "Svevi". Tra i gruppi etnici presenti vanno annoverati i rom, una piccola minoranza polacca (circa diecimila persone) che vivono nella provincia di Suceava e un'altra piccola minoranza croata (anch'essa di circa diecimila persone) che vive intorno alla città di Krasova e nei pressi della frontiera con la Serbia nel Banato. Altre minoranze, di modesta entità, sono quelle slovacche, ceche, ucraine, russe (lipoveni), armene, greche e altre ancora. Le numerose minoranze etniche, oltre una ventina, sono per legge rappresentate in Parlamento ciascuna da un parlamentare. Tra queste esiste anche una piccola presenza italiana (stimata tra 3.000 e 9.000 persone) in particolare residente a Campulung Muscel, dove opera la "Comunità Italiana di Campulung Muscel", la più grande comunità italiana del Paese, che riunisce vari circoli regionali (piemontesi, friulani, bellunesi, veneti, emiliano-romagnoli, umbri, ecc.). Altri gruppi si trovano a Galati, Iasi, Tulcea (Greci) e Hateg (Santamaria Orlea), oltre che a Bucarest. L'attuale parlamentare della minoranza italiana è espresso dalla comunità di Suceava (associazione ROASIT).

Religione : 

Religione Per la maggior parte i rumeni appartengono alla Chiesa Ortodossa Romena, che fa parte della Chiesa Ortodossa. Il protestantesimo (in particolare il Calvinismo), il Cattolicesimo di Rito latino e quello di Rito bizantino sono praticati rispettivamente da popolazioni di origine tedesca della Transilvania, tra gli ungheresi e tra i csango (che sono cattolici di rito latino ed in gran parte vivono nella Moldavia romena). In Dobrugia, la regione che si trova sulla costa del Mar Nero, vi è una piccola minoranza islamica, resto della colonizzazione ottomana. La comunità ebraica, che era una delle più consistenti d'Europa (756.930 appartenenti nel 1930[citazione necessaria]), subì le persecuzioni della seconda guerra mondiale non solo per mano dei nazisti, ma soprattutto a causa della politica di Ion Antonescu (il numero degli ebrei romeni uccisi oscilla tra le 270.000 e le 380.000 unità[citazione necessaria]). Dei sopravvissuti, la stragrande maggioranza è emigrata in Israele dove gli ebrei di origine romena costituiscono ora una delle presenze più importanti.

Cultura : 

Cultura La nozione di cultura appartiene alla storia occidentale. In sintesi, la cultura può essere vista come l'identità di un popolo (comprendendo la lingua, i costumi, la religione, la moneta ecc.), tuttavia si possono anche distinguere due concezioni fondamentalmente diverse: Una concezione umanistica o classica presenta la cultura come la formazione individuale, un’attività che consente di “coltivare” l’animo umano (deriva infatti dal verbo latino colere). Una concezione antropologica o moderna presenta la cultura come il variegato insieme dei costumi, delle credenze, degli atteggiamenti, dei valori, degli ideali e delle abitudini delle diverse popolazioni o società del mondo. Concerne sia l’individuo sia le collettività di cui egli fa parte. Alcuni usi tipici del termine nella vita quotidiana possono essere utili ad indicare l'estensione semantica del concetto: ”Ci sono enormi differenze culturali tra Oriente e Occidente”. ”Umberto Eco è una persona di grande cultura”. ”La musica pop è usata dai gruppi giovanili per affermare la loro identità culturale”. ”La cultura di massa ha un effetto di omologazione”. ”Le telenovela sono espressione della cultura sudamericana”. ”La cucina italiana è parte della tradizione culturale del nostro Paese”. ”Il dialogo tra le culture è necessario, ma difficile”. Esistono quindi diversi significati del concetto di cultura: Secondo una concezione classica la cultura consiste nel processo di sviluppo e mobilitazione delle facoltà umane che è facilitato dall’assimilazione del lavoro di autori e artisti importanti e legato al carattere di progresso dell’età moderna. Secondo una concezione antropologica la cultura - o civiltà - presa nel suo più ampio significato etnologico è “quell'insieme complesso che include il sapere, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume, e ogni altra competenza e abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro della società” secondo la nota definizione dell’antropologo inglese Edward Tylor (da Cultura primitiva, 1871). Negli anni, la definizione antropologica di Cultura è molto cambiata, secondo l'antropologo Ulf Hannerz, "una cultura è una struttura di significato che viaggia su reti di comunicazione non localizzate in singoli territori".

Cucina : 

Cucina Piatti tradizionali sono: Musacá: specialità di carne di maiale trita e speziata con aglio e peperoncino Passatura: pietanza a base di lardo verze e cipolle Mititei o Mici: polpette di carne di forma cilindrica di carne di vacca (talvolta mescolata con maiale o pecora) condita con aglio e pepe nero (a volte peperoncino). Sono cucinati sulla griglia e serviti con senape. Ciorbă: minestra o zuppa, preparata con ingredienti diversi, soprattutto verdure. Sarmale: involtini di fogli di verza o di vite farciti con macinato di carne di maiale, riso, più altre verdure e sapori. Cozonac: dolce tipico natalizio dalla forma parallelepipeda ripieno di canditi, noci e cacao.

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