energia mareomotrice

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L'energia mareomotrice Alessia Giannone Eva Campione

L'energia mareomotrice è quella ricavata dagli spostamenti d'acqua causati dalle maree, che in alcune zone del pianeta possono raggiungere anche i 20 metri di ampiezza verticale.Già nell’antichità si cercò di sfruttare questo tipo di energia, mediante la costruzione di "mulini a marea". L’acqua veniva raccolta, durante il flusso, in un piccolo bacino, che veniva in seguito chiuso con una paratia. Al momento del deflusso l’acqua veniva convogliata attraverso un canale verso una ruota che muoveva una macina. : 

L'energia mareomotrice è quella ricavata dagli spostamenti d'acqua causati dalle maree, che in alcune zone del pianeta possono raggiungere anche i 20 metri di ampiezza verticale.Già nell’antichità si cercò di sfruttare questo tipo di energia, mediante la costruzione di "mulini a marea". L’acqua veniva raccolta, durante il flusso, in un piccolo bacino, che veniva in seguito chiuso con una paratia. Al momento del deflusso l’acqua veniva convogliata attraverso un canale verso una ruota che muoveva una macina.

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Oggi esistono diversi progetti di sfruttamento delle maree, e il più importante è:riempimento di bacini e successivo svuotamento con passaggio in turbine. ma Il problema più importante resta lo sfasamento tra massima ampiezza di marea disponibile prevedibile sulla base e domanda di energia nelle ore di punta. Infatti nei giorni di insufficienza nell'afflusso d’acqua la produzione di elettricità cesserebbe. In Francia nei pressi di Saint-Malo esiste un grosso impianto di questo genere

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La marea è il ritmico alzarsi (flusso) ed abbassarsi (riflusso) del livello del mare provocato dall'azione gravitazionale della Luna e del Sole. Si tratta di un fenomeno a carattere universale, persistente e periodico, le cui cause sono prevalentemente astronomiche. La massima elevazione dell'acqua è detta alta marea mentre bassa marea è lo stato di estremo abbassamento. Il dislivello tra un'alta e una bassa marea consecutive è l'ampiezza o escursione della marea. Nell'arco di un giorno avvengono due cicli di alta e bassa marea. Già prima di Newton, e fin dal tempo dei Greci, si conoscevano le dipendenze dei ritmi delle maree dalle posizioni della Luna e dei Sole, ma si ignoravano le cause di tali relazioni. Le maree

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La vera natura delle forze generatrici delle maree apparve chiara solo dopo che fu scoperta la legge di gravitazione universale. Le onde sono causate dal vento. L'azione di pressione e attrito esercitata dal vento produce le onde forzate o marosi. Il moto ondoso però non cessa al calare del vento, ma si attenua lentamente per dispersione di energia cinetica. Si hanno così le onde lunghe, di aspetto più liscio ed arrotondato, che si propagano anche per lunghissime distanze senza mutamenti apparenti, e il cosiddetto mare lungo. Il moto delle onde in mare aperto è in qualche modo analogo a ciò che succede alla superficie di un campo di grano su cui soffia il vento: durante il moto ondoso viene trasmessa solo la forma dell'onda mentre l'acqua rimane praticamente stazionaria.

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Alle oscillazioni verticali dell’acqua si accompagnano vari movimenti orizzontali o laterali, denominati correnti di marea, completamente diversi dalle comuni correnti oceaniche. In aree confinate una corrente di marea scorre in una direzione per circa sei ore e dodici minuti, dopodiché si inverte e scorre in senso opposto per un tempo pari al primo; in corrispondenza dell’inversione, l’acqua si trova per qualche momento in uno stato di calma (acqua morta). Occasionalmente, onde giganti che prendono origine in mare aperto, chiamate con il termine giapponese Tsunami o (impropriamente) onde di marea, si abbattono su zone costiere con potenza devastante, causando vittime e gravi danni economici. Esse non sono prodotte dalle maree, ma sono da mettere in relazione a terremoti, eruzioni di vulcani sottomarini e intense perturbazioni atmosferiche. Le turbine

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Se le onde sono regolari e costanti, generate dal fenomeno delle maree o dal vento  che spira sulla superficie marina, possono essere sfruttate per la produzione di elettricità. Finora, però, l'energia pulita delle maree è stata sfruttata solo nella centrale mareomotrice di Saint Malò, situata nel nord della Francia, nelle regione della Bretagna. In questa località il dislivello elevato raggiunto dalle maree consente la caduta di grandi masse d'acqua di alcuni metri, permettendo così di trasformare l'energia cinetica delle maree in energia elettrica.

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In Bretagna, tra Saint Malo e Dinard, il fiume Rance sfocia nell'Atlantico. Tra il 1961 e il 1966, in questa foce è stata costruita una centrale di marea. Il passaggio di un massimo di 18 000 metri cubi di acqua al secondo e un'ampiezza della marea (il dislivello tra l'alta e la bassa marea) fino a 13,5 metri riempiono e svuotano la foce due volte al giorno, seguendo il ritmo delle maree. La produzione annua della centrale copre il 3 % del fabbisogno elettrico della Bretagna Saint-Malo

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