il perdono

Views:
 
Category: Entertainment
     
 

Presentation Description

No description available.

Comments

Presentation Transcript

… DIARIO DI UN ABBANDONO…:

… DIARIO DI UN ABBANDONO… di Dario Lucia

…:

… Il problema è che ho paura. Da oggi sono in trappola. Chiusa in gabbia. Uscire non è più possibile… Hanno messo un lucchetto grande alla mia inferriata. Hanno buttato la chiave. È la chiave della mia vita. E l’hanno lasciata lì… da qualche parte… al buio… Senza tutela. Forze dell’ordine la controllano a vista… ma si stanno assicurando solo… che nessuno possa trovarla. Non è possibile accedere al confine. Non più…

Slide 3:

Ora la gabbia mi protegge. Protegge la mia vita e quanto intorno a me c’è di vivo. Devo parlare con mia madre. Dirle che non posso più tornare da lei. Dirle di non cercarmi. Forse dirle che non voglio più vederla… Forse le farò male… ma non posso rischiare che lei dubiti… non voglio più vederla. Devo dire così. Devo essere determinata e devo essere convincente.

Slide 4:

Dall’altra stanza… non sa che io ora… sono chiusa qui per sempre. Sbatto i piedi a terra?... ma no… non posso… potrei spaventarla… potrei farla soffrire tanto. Meglio creda che la odi. E’ un uomo nero quello che mi tiene in trappola. Ora mi tiene in trappola. Ha cinto i miei polsi e le mie gambe…

Slide 5:

Ha ammucchiato i miei arti legandoli come un mazzo di fiori… ma dove sono i colori? Ha spaventato letteralmente il mio cuore. Ha occhi pazzi… parole prive di anima. Ed io… che credevo fosse possibile vivere… liberarsi.

Slide 6:

La prigione… se prima con i miei fratelli era motivo di gioco… ora… lo è veramente… è una prigione. E’ di massima sicurezza. Non c’è via di fuga. Ieri avevo un cartellino nella mano destra… da giorni stavo cercando con questo… di graffiare la parete.

Slide 7:

Volevo scavarmi un percorso d’uscita… avevo appena inciso quegli spazi… ma quando da dietro la parete ho sentito la sua voce… allora ho capito che non c’era via di scampo.

Slide 8:

Più io avessi provato a scappare… più grande sarebbe stata la sua rabbia… ed io non posso permettere lui faccia male anche a mia madre. Il cuore piange lacrime piene di catrame. Nere… collose… sporche. Non lucidano più i miei occhi come quando lacrime d’oro… sedeva tra i banchi di scuola… ha un’anima sensibile aveva detto la maestra a mia madre…

Slide 9:

Riuscivo a piangere per tutto… ma la cosa che ai loro occhi era assurda per la mia età… era che lo facevo in silenzio… come chiusa in un angolo… stretta tra le mura.

Slide 10:

Non un gemito. Non un lamento. Lacrime Calde e salate scendevano come da occhi adulti. Come occhi consapevoli che niente avrebbe potuto cambiare il corso del mio destino. Ora lo so. Tutta la mia vita… aspettava questo momento.

Slide 11:

Quegli occhi dentro a qualche sogno… avevano visto tutto. Avevano iniziato a piangere inconsapevoli… per questa gabbia… cui io… giorno dopo giorno… avevo saldato le sbarre.

Slide 12:

Ora capivo tutto. I silenzi. Il dolore. L’abitudine al male. Una specie di nuvola che mi aveva inseguita quando... come un cordone ombelicale… o come un’ancora… venivo recuperata dal fondo degli abissi. Ripescata. Legata a una corda… non potevo andare mai troppo lontana. Oggi lo so perché… dovevo arrivare qui.

Slide 13:

Avere paura non serve più… eppur ora è l’unica cosa che sento… l’unica cosa che mi fa sopportare i miei singhiozzi interiori che hanno solo la forza di gonfiarmi gli occhi. Il cuore. Batte come un pazzo dal centro del mio petto… conta le ore. Le ore che mancano per l’agguato.

Slide 14:

L’ultima scena. Ora so ci sarà. E’ solo questione di tempo. Mi attende fuori l’uomo. Mi ha dato cibo freddo e acqua putrida di fosso.

Slide 15:

Non mi guarda più negli occhi. Di rado, infila la sua mano tra le sbarre… accarezza la mia nuca… ma quel gesto che dovrebbe essere d’ affetto… è viscido e sporco… già le mani hanno un odore che ho già sentito… Sposto le mie gambe anchilosate… fuori dalla gabbia… è così piccola che non riesco neanche a stare in piedi. Mi chiedo cosa sia a tenerci in vita a volte… e mentre conto le ore che restano… arriva la notte.

Slide 16:

Oscura gli angoli rendendoli pericolosi… o forse li rende rifugio… rifugio che sotto il sole... ti stana… e che di notte… invece, forse... ti permette di sfuggire ad un’aggressione.

Slide 17:

Il buio confonde ogni cosa. Nasconde i contorni delle cose… che a volte sono molto difficili da accettare di guardare… da sopportare… Nasconde il brutto. La notte è stupenda. Ti permette di guardare verso la luce… senza esserne accecata. Ti permette di ascoltare il suono della natura… perché tutto il mondo umano… Dorme.

Slide 18:

Il vento soffia. La temperatura si abbassa. I miei occhi… sono fissi senza niente da guardare… perché è dentro di me che si stanno girando i pensieri. Vedo le immagini che non danno sollievo.

Slide 19:

Mi congela l’essere consapevole che nulla cambierà e che il corso della mia vita… ora… non avrebbe subito alcuna modifica. Come un trapano su un muro… sfondava i forati con una punta circolare e a spirale… così… andava in fondo la mia vita. Io parete fragile dietro una punta impazzita che girava vorticosamente.

Slide 20:

Ero un secchio legato a una corda di un pozzo. Buttato giù nell’acqua e issato di nuovo per poter dissetare. Sono un bottone di un interruttore che da off passa a on… illumina la mia stanza… per tornare off. Sono nata per essere usata.

Slide 21:

Sono pioggia scrosciante che cade… forma un torrente che sulle strade scoscese e fangose… portano via foglie e sabbia e terra… fino al fondo… Non si può fermare… non può cambiare… Il mio corso… è quasi giunto alla fine della strada. Vedo l’albero contro il quale mi schianterò. E’ l’alba. Rischiara il cielo e fa fuggire la notte… ma il loro saluto non è un addio… si vedranno ancora domani mattina… e dopo domani… e dopo domani l’ altro…

Slide 22:

come la loro vita… la mia… aveva un senso… Loro portare luce e ombre… io scendere nei sotterranei per entrare in un forno pieno di calore e… non so cosa accade dopo… ma già il forno mi fa paura…

Slide 23:

Le cinghie si sono un po’ allentate… quanto basta per rizzarmi sulle gambe… Mi sento sporca. E’ un ricordo, il correre sui prati. E’ un ricordo, il sentirmi felice, serena, libera. Ecco sento i suoi passi. Da dietro la porta… sta schiavando la mia cella… quella che contiene la mia gabbia. Da dietro alla luce… è sempre più nero la mattina. Quasi sembra irradiato… ma è lui che da davanti alla porta… oscura l’ingresso a quella luce.

Slide 24:

Ha una tuta da metalmeccanico… è sporca come lui. Tra poco… sarà sporca anche di me. Eccolo… apre la mia gabbia ed io… non so se quello che sento è più la paura o la rassegnazione… che nulla verrà ad accadere per modificare il corso di questi eventi… Mi afferra per il collo e mi trascina fuori con quelle sue mani… troppo forti perché io possa difendermi… e poi… come potrei.

Slide 25:

Tutti i miei arti sono legati. Ora… mi poggia a terra e stringe con ancora più forza… quella corda che è così ruvida e pesante sulla mia fragile pelle… Vorrei piangere… ma quelle lacrime le ha già versate lacrime d’oro tanti anni prima.

Slide 26:

Ecco perché piangevo in un angolo. Ecco perché piangevo in silenzio. E cosa avrei potuto fare se tanti anni fa… avevo già sognato… questa scena… un déjà vu...

Slide 27:

Vorrei perdere i sensi… ma sono ancora lì mentre l’uomo nero mi carica sulle sue spalle e mi trascina al patibolo… Ora mi appende a un chiodo mentre senza alcun cenno di vergogna… senza alcuno sguardo d’amore né risentimento… mi blocca la testa contro la parete di quell’ albero…

Slide 28:

Vedo il mondo al contrario da qui… vedo le sue gambe dentro la tuta blu. Ora stringe il mio viso sempre più… mi strozza la bocca… mi strizza gli occhi… e in questo preciso istante … sento un oggetto freddo che mi produce un calore immenso… al centro del mio collo…

Slide 29:

Non sento i contorni. L’aria mi manca… gli occhi mi si sono sgranati… sono fuori dalle orbite. Cade bollente il sangue da me… per arrivare in un secchio che sotto di me… raccoglie la mia vita. Che ne sarà di lui?

Slide 30:

Ancora più forte… stringe… Le gambe mi si intorpidiscono… vorrei sollevare il capo e respirare solo un secondo profondamente… mi manca l’ aria… e insieme... si stringono i miei muscoli… si contraggono… allungo le gambe verso quel chiodo che continua a tenermi lassù… e io … non vedo quasi più. Il blu dei pantaloni diventa sempre più sfocato… sento la lingua dentro la mia bocca… irrigidirsi… gonfiarsi... diventare un sasso gigante che occupa tutto lo spazio orale… e mentre il cuore non riesce più a battere, battere, battere, battere, battere, battere, battere come un pazzo…

Slide 31:

mi si chiudono le narici per colpa del sangue che lo ha invaso… mi scola sugli occhi… me li taglia a metà… ma sembrano già due biglie… freddi e ricoperti di una platina di plastica che ora… non può proteggermi più… Il mondo è arrivato. Il mondo è arrivato e mi ha chiuso gli occhi.

Slide 32:

Domani sarà Pasqua… non sarò mai una pecora fifona… Sono rimasta agnello. Io ti perdono! Uomo… oggi… che mi hai fatto tutto quello che potevi farmi… sai che ti dico… ?

Slide 33:


… il perdono.:

… il perdono. Di Dario Lucia DIARIO DI UN ABBANDONO Musiche di Eddie Vedder Long Nights

Slide 35:

… il perdono.

authorStream Live Help