Un sogno tra le acque: Mantova.

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TRA LE ACQUE UN SOGNO D'ARTE MANTOVA SCUOLA PRIMARIA “I.NIEVO” CLASSE 2C INSEGNANTE LORELLA PAVESI A.S. 2009-2010

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“ Tra le acque un sogno d’arte: Mantova” E’ stato un percorso di ricerca-azione alla scoperta della nostra città. In questa esperienza abbiamo vissuto un viaggio esplorativo nello spazio, nel tempo e nell’arte che ci ha permesso di conoscere Mantova attraverso un nuovo e possibile modo di essere e fare scuola.

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NUCLEO PROBLEMATICO DI RICERCA Un percorso di esplorazione percettivo-sensoriale delle rive dei nostri laghi e di lettura di alcuni documenti del passato alla ricerca di somiglianze e differenze. AMBITO OPERATIVO Ricerca di elementi antropici e naturali attraverso esperienze di esplorazione percettivo-sensoriale in ambiente (Lago Superiore, Ponte dei Mulini, Ponte di San Giorgio, Lago Inferiore, Porto Catena) Riproduzione artistica in ambiente con l’uso del carboncino ( Lago Inferiore) Riproduzione fenomeni sonori naturali e relativa trasformazione in segno grafico Realizzazione, su tavolette di CERAMICA, dell’affresco raffigurante la veduta della città di Mantova tra il XIII e il XIV secolo Registrazione scritta (testo) e illustrata (disegni) dei contenuti appresi

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TEMPI A.s. 2008-2009: progettazione A.s. 2009-2010: realizzazione Ricerca di documenti storici: statue Ponte dei Mulini ( Museo della Città San Sebastiano) e mappa di Pierre Mortier del 1704 ( Biblioteca Comunale Teresiana)

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La classe 2C Porge un particolare ringraziamento a…… Mariangela Busi, dell’Ufficio Mantova e Sabbioneta patrimonio mondiale UNESCO, per aver finanziato il progetto Vanna Rubini, dell’ Associazione Amici di Palazzo Te, per averci guidati nelle esplorazioni dell’ambiente e nelle documentazioni storiche Raffaella Garosi, insegnante scuola secondaria I grado “Sacchi”, per averci aiutati ad esprimere i nostri sogni.

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La città di MANTOVA sorge su una penisola bagnata dalle acque del fiume MINCIO, affluente di sinistra del PO. Attorno alla città il fiume si allarga in piccoli laghi chiamati SUPERIORE, DI MEZZO e INFERIORE, per le diverse quote di livello dell’acqua.

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Un tempo la città era completamente circondata dall’acqua. Il Lago Superiore e il Lago Inferiore erano collegati dal paludoso Lago Paiolo. La città era inoltre attraversata da canali e fossati e l’acqua si incuneava in profonde insenature usate come porti.

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LAGO SUPERIORE

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Il LAGO SUPERIORE è il più grande dei tre per superficie e volume

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Il LAGO SUPERIORE è separato dal Lago di Mezzo da una diga-ponte

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PONTE dei MULINI

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Il PONTE DEI MULINI è una diga-ponte, costruito nel 1198 dall’architetto ALBERTO PITENTINO, costituito da una stretta striscia di terra tra le acque del LAGO SUPERIORE e del LAGO DI MEZZO

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ADESSO….il ponte si presenta ………scoperto, percorso dalla FERROVIA, da una strada asfaltata molto trafficata ……..

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……..e da una CICLABILE.

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TANTI ANNI FA…….. si presentava COPERTO

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La potenza dell’acqua, nel passare dal LAGO SUPERIORE al LAGO DI MEZZO, veniva utilizzata per azionare le pale di 12 MULINI, da cui il nome PONTE dei MULINI.

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Un movimento abbastanza intenso di carretti andava e veniva dai dodici mulini per portare il grano da macinare o per ritirare la farina.

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L’acqua che scorreva, oltre a far funzionare i dodici mulini, era anche utile per la…… ………FABBRICA del GHIACCIO Per le vie cittadine si vedeva passare il carrettino del VENDITORE DI GHIACCIO, con le sue stecche ammassate una sull’altra.

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Sopra ad ogni mulino c’era una nicchia in cui era posta la statua di un apostolo. Queste statue, insieme a quella del Redentore posta al centro del ponte, sono conservate presso il Museo della Città ( SAN SEBASTIANO).

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Appena usciti dal lungo passaggio, profumato di farina appena macinata, costituito dal famoso ponte coperto, si incontrava una gigantesca costruzione: il MULINO GIANNANTONI.

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Una parte di lago, situata dietro il MULINO GIANNATONI, era recintata e adibita a bagno pubblico a cui i cittadini potevano accedere a giorni alterni a seconda del sesso. Il pontile ospitava anche delle piccole casupole, in cui stanziavano i bagnini addetti al salvataggio dei natanti.

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Il ponte venne distrutto nel 1944 durante un bombardamento della Seconda Guerra Mondiale.

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PIAZZA VIRGILIANA

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PIAZZA VIRGILIANA è un’area verde a nord della città.

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Al tempo dei Gonzaga era un’insenatura del LAGO INFERIORE in cui era situato un PICCOLO PORTO: il PORTO DELL’ANCONA DI SANT’AGNESE. Era dedicato alla santa martire di origine romana perché a ridosso dell’acqua sorgeva l’omonimo monastero, ora distrutto. L’ancona di Sant’Agnese era attraversata da un argine centrale con un piccolo terrapieno dove sorgeva la chiesa di Santa Maria dell’Argine.

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Alla fine del 1700, su sollecitazione del Generale francese Mollis, la conca, sotto la direzione dell’architetto Paolo Pozzo, venne interrata e trasformata in una grande piazza-giardino che si estendeva fra il lago……………………… …….. e la demolita Chiesa dei Filippini

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Il Generale Mollis era un grande ammiratore del poeta latino Virgilio e volle che la Piazza dell’Argine si chiamasse Virgiliana in suo onore. Ancora oggi possiamo ammirare la sua statua all’interno del giardino.

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Inizialmente la piazza non aveva le aiuole, i vialetti e le belle alberature che ha oggi. Come fosse la piazza ai primi dell’800 lo possiamo sapere dalle pagine di un cronista ……..Contiene un vasto circo e due grandi viali attorniati da due piccoli, tutti cinti da siepi e da 750 piante di alto fusto: nei filari rivolti verso il centro della piazza, dei tigli; mentre retrostanti correvano i filari di ippocastani. Vi si trovavano disposti in simmetria sessantasei sedili di marmo………..

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Ospitava anche l’ANFITEATRO VIRGILIANO per il teatro all’aperto. Ma venne poi demolito agli inizi del 1900 e di lui ci rimangono solo i disegni del progetto presso l’Archivio Storico Comunale di Mantova

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Nei primi decenni del ‘900, come possiamo vedere in questa fotografia, Piazza Virgiliana ospitava anche il Luna Park e il Circo.

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IL PONTE di SAN GIORGIO

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Il PONTE di SAN GIORGIO è l’attuale terrapieno rettilineo che corre a nord-est della città tra il LAGO DI MEZZO e il LAGO INFERIORE.

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Venne costruito pochi anni dopo la costruzione del Ponte dei Mulini per unire la città al borgo di San Giorgio. Inizialmente viene innalzato con una struttura in legno ed ha una funzione di difesa militare per la città ma …….nello scorrere del tempo subisce notevoli modifiche………….

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Tra il ‘300 e il ‘400 la struttura in legno viene ricostruita in muratura sostenuta da arcate in laterizio. I Gonzaga decidono addirittura di trasformarlo in un ponte coperto come testimonia una lapide posta all’interno del museo di Palazzo Ducale e come si può ammirare in un particolare di questo affresco posto in una parete del Ristorante “La Masseria” ( in Piazza Broletto).

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Il Ponte di San Giorgio coperto appare anche in altri dipinti importanti. Sullo sfondo della sala in cui avviene il transito dell’ anima della Vergine, corrispondente a un interno del castello di san Giorgio, appare l’ intero sistema fortificatorio del borgo e del ponte di San Giorgio Andrea Mantenga, La morte della Vergine 1460-1461 (conservato al Museo del Prado di Madrid)

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“ San Francesco che supplica Maria di liberare Mantova dalla peste”- PALAZZO DUCALE Nel quadro abbiamo la figura in primo piano di San Francesco che indica la città di Mantova con il ponte di San Giorgio coperto e i principali monumenti della città che si riflettono nelle acque del lago.

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Nell’estate del 1630 le truppe imperiali saccheggiarono Mantova diffondendo la peste in città e in provincia . Il Ponte venne danneggiato e , in seguito, scoperchiato. In queste bellissime cartoline si vedono chiaramente gli archi intervallati che facevano passare l’acqua e il ponte levatoio.

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Il Ponte di San Giorgio rimase invariato fino agli anni Venti , quando per difendere la città dalle continue inondazioni, si pensò di sotterrare le arcate, innalzare il livello della strada e raddoppiare la carreggiata. Anche il ponte levatoio venne tolto e sostituito nel 1945 con uno in cemento armato.

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OGGI IL PONTE DI SAN GIORGIO …… …….. appare così

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PORTO CATENA

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Il PORTO della CATENA, situato nella zona EST di Mantova, è costituito da una naturale insenatura del LAGO INFERIORE.

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Il suo nome deriva da un particolare sistema di chiusura poiché di notte si praticava chiuderlo con una grossa catena di ferro, per impedire l’ingresso o l’uscita di battelli o merci quando il porto non era custodito.

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Quello che si vede oggi è solo una parte del grande scalo commerciale antico che s’inoltrava verso la zona del Gradaro, coinvolgendo piazza Anconetta e lambendo Piazza Polveriera.

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Abbiamo dei documenti che ci dicono che già nel 1300 il Porto della Catena era sorvegliato da un Ufficiale per il pagamento dei dazi, cioè delle tasse sulle merci trasportate. A partire dal 1400 questo porto si sviluppò sempre di più per l’approdo di barche e l’arrivo delle merci. Fino alla metà del 1900, Porto Catena è stato un porto commerciale attrezzato anche con le gru, come si può vedere in questa fotografia.

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I barconi da carico erano trainati dentro e fuori dal porto da rimorchiatori. I barconi arrivavano a Porto Catena per scaricare la CRETA che poi, attraverso dei vagoncini veniva portata alla Ceramica Mantovana per fare dei mattoni. Qui si vedono le chiatte stracolme di creta mentre gli operai le scaricano e il rimorchiatore rimane ormeggiato alla banchina.

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Un’altra immagine che non si vede più sulle rive di PORTO CATENA o dei nostri laghi è la figura della LAVANDAIA In queste immagini le vediamo con le loro caratteristiche attrezzature: le lunghe panche zoppe (perché l’asse mantenesse la giusta pendenza verso l’acqua), i curiosi sgabelli su cui inginocchiarsi senza possibilmente bagnarsi le gambe , le lunghe pertiche pescanti nell’acqua e le carriole usate come mezzo di locomozione per il trasporto delle pile di panni lavati o da lavare.

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Era un lavoro faticoso e malsano, riservato esclusivamente alle donne: bambine, ragazze e signore di ogni età. Anche d’inverno, perfino quando il lago era ghiacciato, dovevano stare all’aperto, con le mani nelle acque gelide, inginocchiate sul loro panchetto.

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Un tempo la lavatrice non c'era. Se si voleva lavare a mano, bisognava riscaldare dell'acqua sul fuoco, perché dal rubinetto usciva solo acqua fredda. Per la verità non esisteva nemmeno il rubinetto e l'acqua bisognava andarla a prendere fuori alle fontane. Non esistevano i detersivi né il sapone liquido, né quello in polvere, ma soltanto quello fatto in casa.

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Oggi PORTO CATENA ospita solo piccole imbarcazioni da diporto e il “CLUB DEL GOMMONE”.

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Della funzione di questa zona restano oggi alcune tracce nei nomi delle stradine laterali, come VICOLO MAESTRO, VIA DOGANA, VICOLO BARCHE……..

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I NOSTRI ELABORATI

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A CACCIA di PARTICOLARI sul LAGO INFERIORE

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MANTOVA E I SUOI PONTI

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DAL SUONO AL SEGNO..... .....DAL SEGNO AL SUONO

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LABORATORIO di CERAMICA

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Ricalchiamo sulle piastrelle di creta ingobbiate “Veduta di Mantova e dintorni: affresco del XV secolo

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Incidiamo con un pennino……..

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Le nostre piastrelle sono pronte per la prima cottura……….

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Decoriamo con verde ramina, giallo ferraccia, viola manganese e blu cobalto…………

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ORA LA NOSTRA OPERA è STATA COMPLETATA

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IL PROFILO di MANTOVA visto da CAMPO CANOA

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FOTOGRAFI PER UN GIORNO

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SABATO 22 MAGGIO 2010 GIORNATA delle SCUOLE ASSOCIATE ALL'UNESCO

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….a PORTO CATENA….ispirati dai suoni dell’ambiente…..

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…………abbiamo materializzato i nostri sogni

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……………e, guidati dalla corrente, …….. ……..li abbiamo abbandonati all’ignoto.

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FINE