giotto

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INTRODUZIONE DI “GIOTTO GIOTTO pittore e architetto italiano, con la sua opera, segnò una svolta fondamentale. Nello sviluppo dell’ arte occidentale,nelle sue imprese pittoriche, Giotto restituì volume alla figura umana e diede un solido impianto spaziale alla composizione; superò in tal modo la pittura bidimensionale tipica dello stile bizantino e diede impulso a un nuovo orientamento realistico. Esso svolse l’ apprendistato a Firenze, lavorando nella bottega di Cimabue; fu poi a Roma, a Padova, Arezzo, Rimini, Assisi e Napoli. La sua

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produzione di pittura religiosa, consiste, principalmente di pale e affreschi. Tra le opere del periodo giovanile va ricordato un crocifisso (Santa Maria Novella , Firenze),eseguito probabilmente intorno al 1290, dove il maestro fiorentino fornisce una rappresentazione sentitamente umana del Cristo, più moderna rispetto all’ iconografia fortemente simbolica, di impronta Bizantina, dei crocifissi di artisti dello

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Negli affreschi della basilica superiore di Assisi, eseguiti tra il 1288 e il 1292, Giotto mostra ancora tratti bizantineggianti, oltre all’ influsso di cimabue. Ma la novità della sua pittura, influenzata dalla contemporanea pittura romana di stampo classicista, è evidente se si conservano da vicino riquadri: per la composizione e la forte espressività dei volti, il compianto sul cristo morto non ha precedenti nell’ arte italiana. Le notevoli doti narrativeli Giotto sono testimoniate , ancora nella basilica superiore , da ciclo della legenda di San Francesco, che del santo sottolinea il ruolo storico e la calda umanità,più che le virtù ascetiche. grandi cicli pittorici...

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3 L’ULTIMO PERIODO Campanile di Giotto, Firenze Il campanile del Duomo di Firenze è l'unica opera architettonica lasciata da Giotto. Dopo la sua morte la costruzione, iniziata nel 1334, fu continuata da Andrea Pisano e portata a termine nel 1360 da Francesco Talenti. Giovanni Simeone/4Corners Images La Madonna di Ognissanti o Maestà (1310 ca., Uffizi, Firenze) è tra i pochi dipinti su tavola attribuibili con certezza a Giotto. Benché vi si ravvisi chiaramente l’influenza di Cimabue, l’umanizzazione del volto della Madonna costituisce un fatto del tutto nuovo, così come la resa della profondità del trono gotico su cui siede la Vergine. I due cicli di affreschi eseguiti per la cappella Bardi e la cappella Peruzzi in Santa Croce a Firenze rappresentano, rispettivamente, la vita di san Francesco (1325 ca.) e la vicenda terrena di san

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Giovanni Battista e di san Giovanni Evangelista (1317 ca.). Le composizioni ardite e mosse che caratterizzano queste pitture segnano lo stadio più maturo dello stile di Giotto. Ormai maestro riconosciuto, dal 1328 Giotto operò a Napoli presso la corte di Roberto d’Angiò; tornò poi a Firenze, dove nel 1334 progettò il campanile del Duomo di Santa Maria del Fiore: disegnò probabilmente anche le formelle esagonali del primo ordine del basamento, realizzate poi da Andrea Pisano e da suoi collaboratori. Nulla è rimasto, infine, del suo soggiorno milanese, datato intorno al 1335, durante il quale ricevette diverse commissioni dai Visconti. L’artista, all’avanguardia per i tempi in cui visse, esercitò un’influenza notevole su tutte le scuole pittoriche italiane ed europee del XIV secolo. La forte carica innovativa del suo stile diede tuttavia i frutti più evidenti soprattutto grazie alla ripresa e alla rielaborazione compiute da Masaccio un secolo dopo.

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Nel 1300 Giotto fu a Roma, su commissione di papa Bonifico ottavo, eseguì un ciclo di affreschi per le celebrazioni del primo Giubie. Di queste opere tuttavia, restano soltanto alcuni frammenti in cattivo stato e di attribuzione incerta. Secondo alcuni critici, risale probabilmente agli anni 1300-1303 anche il crocifisso del tempio malatestiano di Rimini, di datazione controversa GLI AFFRESCHI DI GIOTTO

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La cappella degli Scrovegni fu costruita su incarico del banchiere Enrico Scrovegni nell’ Arena di Padova; la sua decorazione fu affidata a Giotto, che la realizzò negli anni 1303-1305 il ciclo di affreschi, che rappresenta uno dei monumenti più alti dell’ arte del maestro fiorentino comprende 38 quadri, disposti su 3 registri lungo le pareti della navata. La cappella costudisce inoltre alcune sculture di Giovanni Pisano(1250-1314). Giotto cappella degli scrovegni

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