Il lessico

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Il lessico : 

Il lessico Tutte le parole che compongono una lingua vanno sotto il nome di “Lessico”. Il lessico è formato dai lessemi, cioè dall’unità minima che può assumere anche forme diverse (si pensi a tutte le varietà flessive del verbo), ma anche dalle parole “solidali” intese sia come poli-rematiche: “Sala macchine” “sala da pranzo”; sia come frasi idiomatiche: “ saltare il fosso”, “piantare in asso”, ecc.

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Il lessico è ampiamente esposto all’influenza della realtà extralinguistica: è per effetto di questa osmosi, infatti, che si formano nuove parole, neologismi, che si integrano nel lessico di una lingua parole appartenenti lingue altre: prestiti (diffusissimi in italiano i prestiti dall’inglese), calchi semantici (la variazione avviene sul piano semantico: ad es. “conforti” ha assunto il senso di “agi, comodità” per influsso dell’inglese “conforts”), calchi traduzione (si traducono alla lettera elementi di un composto straniero: “grattacielo” dall’inglese “skyscraper). D’altro canto, il lessico non riproduce fotograficamente la realtà extralinguistica, in quanto segno linguistico e quindi arbitrario, convenzionale e ambiguo.

Sinonimia e antonimia; iperonimia e iponomia : 

Sinonimia e antonimia; iperonimia e iponomia Lessemi di significato affine vengono detti sinonimi, contrari antonimi. Lessemi di significato più generale iperonimi, di significo più ristretto iperonimi. Sinonimia, antonimia , iperonimia e iponimia sono fenomeni delicati che presuppongono una relazione non sempre univoca.   In effetti è difficile trovare due parole perfettamente identiche nel significato al punto da essere del tutto intercambiabili, come si evince dalla seguente tabella

Iponimi ed Iperonimi: 

Iponimi ed Iperonimi Un termine, poi, può essere iperonimo di un altro e a sua volta iponimo di un altro, come nella sequenza:   FELINO- GATTO- MAMMIFERO

Lessico di base e lessici settoriali : 

Lessico di base e lessici settoriali I lessemi utilizzati nella vita quotidiana variano da un numero di 2000 a un numero di 2300: la variazione riguarda sia la frequenza d’uso sia la varietà diastratica, cioè la variazione linguistica determinata dal livello sociale del parlante: questi costituiscono il lessico di base. Ma cosa accade nella comunicazione scientifica e professionale? In questi ambiti si fa ricorso alle cosiddette lingue speciali: ogni disciplina, la fisica, la biologia, la medicina, lo sport, la musica, la politica, la burocrazia, l’informatica, ecc. ne è caratterizzata. Quando le lingue speciali riguardano discipline ad alto grado di specializzazione come la fisica, la linguistica, la chimica, la matematica, l’informatica (le cosiddette scienze dure) o discipline specialistiche aperte agli apporti concettuali e linguistici di altre discipline come la psicologia, la storia dell’arte, l’economia, la sociologia (le scienze molli) o settori e ambiti professionali che attingono all’insieme dei sottocodici, come il linguaggio giornalistico, politico, burocratico vengono definite linguaggi settoriali.

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Le lingue speciali trovano nel lessico il settore più caratterizzante dei sottocodici e delle lingue speciali: ciascun linguaggio settoriale ha un suo repertorio lessicale, un insieme di termini che ha una definizione e un significato specifico all’interno del sottocodice. Ad esempio la parola forza che fa parte del lessico di base, assume un significato specialistico all’interno della lingua della fisica: in questo caso “forza” non è più una parola, ma un termine.

Conclusione: 

Conclusione I linguaggi settoriali, infatti, tendono a un sistema lessicale in cui il legame tra significato e significante sia univoco e inequivoco. Il lessico specialistico è mono-referenziale cioè ogni termine deve avere un referente unico e un solo significato. Per ottenere la monoreferenzialità si ricorre a prestiti, calchi, neologismi, utilizzo come parole di sigle e acronimi (“tac”:T-omografia A-ssiale C-omputerizzata) Il termine, quindi, non può essere sostituito da un sinonimo ma solo da una perifrasi, da utilizzare in fase di divulgazione. Per questo motivo il lessico specialistico ha un alto indice di ripetizione nei testi.

Denotazione & connotazione : 

Denotazione & connotazione Se consultiamo un dizionario, troveremo uno o più significati per ogni parola: in ogni caso tutti i significati segnalati hanno una valenza oggettivamente riconosciuta da tutti i parlanti una stessa lingua: questo è il livello della denotazione. Diversamente, la connotazione riguarda l’aspetto emotivo, l’alone sentimentale che caratterizza soggettivamente certe parole. Ad es., la parola “scuola” ha una serie di significati oggettivi sul piano denotativo, ma sul piano connotativo assume risonanze differenti (positive, negative, gioiose, tristi, neutre), assecondando così il mondo interiore del parlante. La denotazione è la cifra propria delle lingue settoriali, mentre la connotazione lo è dei linguaggi espressivi e letterari.

Polisemia e monosemia: 

Polisemia e monosemia Con “polisemia”, termine di derivazione greca ( letteralmente molti segni) si designa il fenomeno per cui il segno linguistico ha, in genere, più significati, grazie al processo di metaforizzazione proprio del linguaggio verbale. Facciamo qualche esempio:   gamba sta ad indicare una parte del corpo umano, ma anche la gamba del tavolo; cane sta ad indicare un animale, ma anche una persona malvagia, un pessimo attore e ancora una parte del fucile; porco sta ad indicare un animale, ma anche un uomo dalle inclinazioni perverse; stella sta ad indicare un corpo astronomico, ma anche la donna/l’uomo del cuore ecc. ecc.

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La polisemia è particolarmente evidente nelle espressioni idiomatiche e nelle polirematiche, ed è una straordinaria risorsa nella lingua letteraria, mentre nell’ambito dei codici settoriali prevale la monosemia (un unico segno): in altri termini, nei sottocodici specialistici la parola riveste un significato univoco, mentre nel lessico generale si colora di più significati. Facciamo un esempio: ferro sta ad indicare un elemento chimico nel lessico chimico Ma cosa accade nel lessico generale, specie in solidarietà con altre parole? … assume altri sensi come si deduce dalle espressioni secolo di ferro, cuore di ferro, ecc.

Scelte consapevoli: 

Scelte consapevoli   Saper gestire il lessico significa in primo luogo effettuare delle scelte consapevoli, che mirino all’efficacia comunicativa, alla leggibilità e alla comprensibilità di un testo, tenendo conto della situazione comunicativa e, in particolare, del destinatario. Nel caso di una scrittura altamente funzionale, come quella, ad es. della tesi, il lessico è per lo più settoriale e monoreferenziale.   Ti forniamo due esempi testuali: scegli quello più appropriato per una tesi di linguistica italiana:   a) La lingua italiana d’oggi, che è lontano anni luce da quella letteraria, presenta numerose varietà. b) L’italiano contemporaneo, che per diversi aspetti si è allontanato dalla lingua della tradizione letteraria, si presenta come una gamma di varietà.

Denotazione o Connotazione?: 

Denotazione o Connotazione? La monoreferenzialità dei linguaggi settoriali presuppone che il livello denotativo sia ampiamente dominante su quello connotativo nelle scritture funzionali. Un moderato ricorso alla connotazione, e quindi alla polisemia, può, però, risultare un’efficace risorsa in vista dell’efficacia comunicativa   Ti forniamo due esempi testuali: scegli quello in cui il livello connotativo è più presente:  a) La musica rock, con i suoi ritmi incalzanti, coinvolgenti, ma talvolta anche onirici, è tra i linguaggi più vicini ai gusti dei giovani, e non solo. b) Il rock, una tendenza musicale che privilegia ritmi e suoni forti in alternanza con melodie più tradizionali, è particolarmente gradita ai giovani e ai meno giovani.

Il linguaggio figurato: 

Il linguaggio figurato   Ogni testo è una sequenza lineare di elementi: le parole vi entrano in fila una dopo l’altra e ogni parola pone delle restrizioni alla scelta delle parole successive. Le parole, in genere, sono tra loro in una relazione di:  solidarietà (normalmente in questo caso le parole lavorano in coppia):  cavallo/nitrire; liquido/fluire; asino/ ragliare  compatibilità ( le parole possono lavorare insieme):  ragazzo/camminare; leggere/libro; leggere/giornale  incompatibilità (le parole non possono normalmente lavorare insieme):  infliggere/regalo; promettere/punizione; profumo/quadrato

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La violazione di queste restrizioni può compromettere il senso di un testo, a meno che tale violazione non sia volontaria. Queste violazioni volontarie sono frequenti nel linguaggio giornalistico come in quello pubblicitario, in quello comune, come in quello letterario:  linguaggio giornalistico - linguaggio pubblicitario il dollaro riprende fiato; cuore di panna   linguaggio comune - linguaggio letterario Marco è fuso ;gomitolo di strade   Queste violazioni dalla norma delle restrizioni semantiche possono servire come mezzo espressivo: è quanto accade in uso speciale delle parole: quello figurato.

Metafora e metonimia: 

Metafora e metonimia Nella metafora individuiamo una sovrapposizione di significati. Consideriamo l’espressione quell’uomo è un orologio In quest’espressione si sovrappongono i tratti di significato propri delle parole   uomo: animale, bipede, a stazione eretta, dotato di intelligenza, che assolve compiti in modo più o meno regolare, preciso puntuale   orologio: strumento meccanico o digitale per la misurazione del tempo, di cui la caratteristica più importante è la precisione

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La metafora è caratterizzata da un trasferimento semantico che avviene sulla base di un rapporto di analogia o parziale somiglianza tra il termine letterale e il termine figurato   In altri termini, la metafora quell’uomo è un orologio risulta un paragone abbreviato: quell’uomo è puntuale come un orologio   Nella metonimia, invece, il trasferimento semantico avviene sulla base di un rapporto di contiguità tra il termine letterale e quello figurato, contiguità dovuta al fatto che i due termini appartengono allo stesso campo associativo.  

Formazione delle parole: 

Formazione delle parole La lingua è un sistema aperto in cui distinguiamo: nomi primitivi, formati dalla radice, più le terminazioni proprie di genere e numero: pan-e, rob-a, popol-o,   nomi derivati, formati da radice e infissi, che la precedono, e prefissi, che la seguono:   in-colore, color-abile, s-color-ina   nomi alterati, in cui alla radice si aggiungono dei suffissi con particolare valenza semantica

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-accio = dispregiativo -etto = diminutivo -ino = diminutivo -one = accrescitivo - uccio = vezzeggiativo Es. bottegaccia, botteghetta, botteghina, bottegone, botteguccia

Nomi composti: 

Nomi composti Si ottengono unendo due o più radici diverse:   foto-grafia, fono-gramma, elettro-cardio-gramma, tele-scrivente