Virgiliano S.Ambrogio IIIA 3

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Presentation Transcript

Slide 1: 

Lavoro ecomuseo realizzato da: Beatrice F. Lara R. Stefania F. Vittoria N. Luminita M.

Slide 2: 

Ecomuseo

indice : 

indice La giornata La quercia Il salice La vite La groma Il canale Villoresi Il santuario Madonna di Dio il sà Le statue

La giornata : 

La giornata Alle ore 10.00 siamo usciti da scuola per recarci in uno dei parchi di Parabiago. Per comprendere meglio la spiegazione,ci hanno fatto fare un passo indietro nel tempo, fino all’antica Roma. Nina e Simone ci hanno parlato di quante foreste esistevano nella Parabiago romana, facendoci notare come siano drasticamente diminuite, quasi scomparse. Questo è accaduto a causa del disboscamento, per far spazio a case e campi. A proposito di campi … ci hanno anche proposto una piacevole attività, basata sul metodo di suddivisione delle centurie romane. Dopo questa attività ci siamo recati presso il santuario della Madonna di Dio il sà, che si trova tra due città: Parabiago e Nerviano. La questione del nome non è stata ancora risolta “Madonna di Olzate” o “Madonna di Dio il sà”. Per finire ci hanno raccontato che all’interno della chiesa si trovano le statue di S. Filippo, S. Giacomo, S. Carlo e Sant’Ambrogio. Invece all’esterno quelle di Sant’Antonio e S. Cristoforo. È stata una giornata molto piacevole e divertente. Abbiamo scoperto molte cose nuove sugli antichi Romani e un parte di Parabiago che non conoscevamo. indice

LA QUERCIA : 

LA QUERCIA NEL PASSATO La quercia è uno dei pochi alberi rimasti a Parabiago, questo albero per gli antichi romani era il simbolo della sovranità: infatti sulle insegne dei vecchi re di Roma figurava una corona di foglie di questo albero. Nella mitologia Romana si narra che le querce possono ospitare due ninfe:le Driadi e le Amadriadi. La quercia era ritenuta sacra ed era divisa in tre parti: la chioma: il mondo della divinità il tronco: il mondo dei viventi le radici: il mondo degli inferi. OGGI Attualmente con il legno di quercia, si possono costruire navi, travi per le case, mobili da giardino ecc ….Infatti questo legno, resistente all’acqua, venne usato per costruire le palafitte che sostengono le case di Venezia. La ghinda frutto della quercia oggi serve per ingrassare i maiali, i conigli e le oche. indice

La vite : 

La vite Virgilio dedica alla vite,ben 160 versi. All’epoca questa coltivazione assumeva un’importanza fondamentale. La viticoltura era diffusa nell’Italia settentrionale. La tecnica con cui veniva coltivata la vite in questa zona era chiamata dai romani arbustum gallicum, questo tipo di coltivazione era già stato usato prima dell’arrivo dei galli. NEL PASSATO All’inizio la viticoltura riduceva molto le altre coltivazione. Così Domiziano vietava la creazione di nuovi vigneti. Il legionario romano aveva il compito di impiantare i vigneti e di insegnare alle altre popolazioni la tecnica per coltivare la vite. Nella pianura padana con l’Impero romano fu abbandonata la coltivazione della vite nelle pianure, ed invece mantenuta nelle colline e montagne. OGGI La vite è impiegata nella produzione del vino. l’uva può essere destinata per ottenere succhi limpidi o al consumo fresco. indice

IL SALICE : 

IL SALICE NEL PASSATO Il salice nel passato serviva per fabbricare ogni tipo di legacci. Infatti il colle Viminale porta questo nome perché era ricoperto di questi alberi. il salice era usato per curare le malattie soprattutto la corteccia usata per la febbre e le malattie dovute all’umidità. OGGI Questa pianta viene usato come albero nei giardini e per decorare stagni. Invece i rami, chiamati Vinchi, vengono usati in agricoltura. I salici vengono usati nelle opere d’ingegneria naturalistica. indice

La groma : 

La groma La groma era uno strumento utilizzato dagli antichi romani per dividere il territorio. Era costituita da un'asta verticale e alla sua sommità si trovavano due aste orizzontali; alle quattro estremità di queste erano appesi quattro fili che servivano per tracciare sul terreno linee ortogonali. Questo strumento era formato dal legno e dal ferro. indice

Il canale Villoresi : 

IN PASSATO Il Canale Villoresi è un canale d'irrigazione ideato da Eugenio Villoresi. Ha origine dal fiume Ticino, e si getta nel fiume Adda al termine di un percorso. È il canale artificiale più lungo d’Italia. I lavori cominciarono nel 1877 e vennero completati nel 1890. Lo scopo principale dell'opera, era quello d’irrigare. Il canale veniva utilizzato per il trasporto di ghiaia e per alimentazione delle culture del riso, del gelso, del mais e dei prati. OGGI Ora è utilizzato solo per l’alimentazione del mais e dei prati. Negli ultimi anni è in corso una sorta di parco sovraccomunale. Lungo le rive del canale, ci sono boschi e campi coltivati; e lo scopo del parco è quello di preservare flora, la fauna e le attività agricole. indice Il canale Villoresi

Santuario della Madonna di Dio il sà : 

Santuario della Madonna di Dio il sà Il Santuario della Madonna di Dio il Sà è un edificio religioso situato tra Parabiago e Nerviano. Storia La questione del nome “Madonna di Olzate” o “Madonna di Dio il sa” non è stata risolta. L’appellativo di “Madonna di Olzate” fu trasformato in “Dio ul sa” fa riferimento che solo Dio sa se la chiesa sorge su Parabiago o Nerviano. indice

Slide 11: 

All’interno si trovano le statue di S. Giacomo, S. Filippo, Sant'Ambrogio e S. Carlo; invece all'esterno quelle di S.Antonio e S. Cristoforo. nel 1676, Camillo Castelli, dona le balaustre in marmo. All'interno della chiesa si trovano varie incisioni; di fianco alla chiesa si possono trovare un cortiletto e un piccolo cimitero cinto da mura,in ricordo della peste di San Carlo. il 4 giugno 1914, la Direzione Generale per la Conservazione dei Monumenti, dichiara che il santuario è un Monumento Nazionale; nel 1915 durante la prima guerra mondiale, venne adibito al lazzaretto per il ricovero di feriti e malati. indice