logging in or signing up Virgiliano S.Ambrogio IIB 3 Ecomuseo Download Post to : URL : Related Presentations : Share Add to Flag Embed Email Send to Blogs and Networks Add to Channel Uploaded from authorPOINT lite Insert YouTube videos in PowerPont slides with aS Desktop Copy embed code: (To copy code, click on the text box) Embed: URL: Thumbnail: WordPress Embed Customize Embed The presentation is successfully added In Your Favorites. Views: 35 Category: Education License: All Rights Reserved Like it (0) Dislike it (0) Added: March 30, 2009 This Presentation is Public Favorites: 0 Presentation Description No description available. Comments Posting comment... Premium member Presentation Transcript Slide 1: Il racconto della nostra gita L' ECOMUSEO Slide 2: Progetto ecomuseo Il paesaggio Santuari della madonna di Dio l’sà canale Villoresi La nostra città Il casinott THE END Riassunto della nostra giornata Santuario della madonna di dio l’sà : Santuario della madonna di dio l’sà Cartina di Parabiago : Cartina di Parabiago Città di Parabiago IL CANALE VILLORESI : IL CANALE VILLORESI Le terre dell’ alto milanese sono soggette a periodiche sicità a causa del terreno permeabile, ciottoloso e ghiaioso: per questo motivo l’acqua, infiltrandosi nel sottosuolo, lascia la superficie arida e poco adatta alla coltivazione. Su progetto dell’ ing. Eugenio Villoresi tra il 1881 e il 1991 fu realizzato quindi un canale – il canale Villoresi – che, traendo le sue acque dal fiume Ticino, aveva la funzione di portare acqua a queste terre. L’opera fu fondamentale per l’irrigazione e quindi l’economia agricola dell’Alto Milanese aumentò. Il paesaggio : Il paesaggio La quercia Il gelso Il pioppo Il Castagno Il salice L’acero IL GELSO : IL GELSO Il gelso originario dell’Asia centrale, venne introdotto a Costantinopoli da alcuni monaci nel 500 d.C. e da lì, in seguito alle invasioni arabe, si diffuse anche in Europa. In Italia in particolare la pianta cominciò ad estendersi nel corso del XIV secolo, dopo il ritorno di Marco Polo dal suo viaggio in Cina, mentre tradizionalmente si fa risalire la cultura del gelso in Lombardia solo alla fine del secolo, durante il ducato di Ludovico Maria Sforza. Nel passato i gelsi costituivano una grande ricchezza. Negli anni trenta iniziò a decadere la lavorazione del baco da seta e a introdursi le prime fibre sintetiche e così il gelso è quasi del tutto scomparso dalle campagne di Parabiago. LA QUERCIA : LA QUERCIA La quercia era usata dai Romani per simboleggiare la sovranità. Per questo nelle insegne romane, nelle corone e negli emblemi di merito veniva sempre raffigurato un rametto di quercia (infatti robur indicava sia la forza che la quercia). La quercia entra a far parte degli “alberi cosmici” cioè alberi sacri al dio Giove, re degli Dei, infatti uno dei più importanti oracoli a lui dedicati era proprio una quercia. Oggi la quercia è impiegata nella costruzione di navi, mobili da giardino e giochi all’ aperto. IL PIOPPO : IL PIOPPO Nell’epoca di Virgilio la segatura di questo albero veniva usata per ricoprire la frutta di inverno dato che la sua corteccia aveva la proprietà di antisettico. Nell’ epoca romana si pensava che il pioppo aveva una proprietà curativa, oltre a quella di protezione, che era quella di curare le malattie come la febbre e le scottature. Oggi viene impiegato come decorazione nei parchi grazie alla sua bellissima chioma, ma non solo, viene anche impiegato come legno per compensati, cassette da imballaggio e soprattutto per la produzione di pasta per l’ industria della carta. IL SALICE : IL SALICE I Romani lo chiamavano vimen e usavano i suoi rami fluttuosi per la fabbricazione di legacci di qualsiasi tipo di scarpe. Il salice è stato sempre apprezzato per le sue proprietà curative come la corteccia che poteva diminuire la febbre. Oggi viene usato come decorazione di stagni e grandi giardini, i suoi rami oggi vengono impiegati nella produzione di cestini e canestri grazie alla loro capacità di piegarsi molto facilmente ed essendo molto leggeri. Tuttora vengono impiantati e cresciuti in montagna grazie alla capacità di resistere al clima e al terreno IL CASTAGNO : IL CASTAGNO I castagni venivano chiamati “ghiande di Giove” perchè tutto di questo magnifico albero ricordava la sovranità e la potenza del re degli Dei per questo è tuttora chiamato “Albero cosmico”. I filosofi Romani (come Plinio e Virgilio) lo rappresentavano anche nelle loro opere più celebri. Oggi viene impiegato soprattutto come prodotto fresco ed essiccato: ma in particolare come cibo per il bestiame ( suini soprattutto). Raramente questo albero viene usato come legno da bruciare ma viene impiegato nella costruzione dei pilastri. L’ACERO : L’ACERO Questo albero cresceva soprattutto nelle zone montane e submontane. È una pianta che si adatta facilmente ad ogni tipo di clima e suolo per questo nell’ antichità veniva usata come sostegno per i filari delle viti. Le sue foglie sono un’ ottimo alimento per gli animali e i suoi frutti hanno la forma di elica così grazie al vento possono diffondersi su tutto il territorio. Grazie alle sue foglie con colori vivaci oggi viene impiegato come ornamento da giardino, inoltre il suo legno viene impiegato tuttora nella costruzione di strumenti musicali come alcune parti di chitarra e di violino. Il casinott : Il casinott La caratteristica delle campagne di Parabiago, è la presenza di molte casette chiamate Casinott. I contadini vivevano soprattutto di agricoltura e allevamento. In caso che i campi agricoli erano distanti dalle abitazione, loro stessi provvedevano a crearne uno vicino alla casetta. Queste casette avevano il compito di dare un rifugio al contadino e proteggerlo dalla gentaglia che viveva allora a Parabiago. Pag.Iniziale LA GROMA e IL RESTO DELLA NOSTRA GIORNATA : LA GROMA e IL RESTO DELLA NOSTRA GIORNATA Con le nostre 2 guide abbiamo “provato” a suddividere una parte di campo con l’ uso della groma, un’ antica macchina usata dalla popolazione dei Romani per tracciare/suddividere i campi che decidevano di coltivare. In seguito abbiamo avuto del tempo di svago prima di sentire/consultare il sig.Raul che prima ci ha raccontato la storia della chiesa di Dio ‘l sa, poi ci ha raccontato la vita dei contadini e la storia del Canale Villoresi. Al termine della giornata siamo ritornati alla scuola di Parabiago e ripreso le lezioni. Pag.Iniziale THE END : THE END FINE DI QUESTA PRESENTAZIONE REALIZZATA DA SAMUELE R., PAOLO F. e LUCA N. You do not have the permission to view this presentation. In order to view it, please contact the author of the presentation.
Virgiliano S.Ambrogio IIB 3 Ecomuseo Download Post to : URL : Related Presentations : Share Add to Flag Embed Email Send to Blogs and Networks Add to Channel Uploaded from authorPOINT lite Insert YouTube videos in PowerPont slides with aS Desktop Copy embed code: (To copy code, click on the text box) Embed: URL: Thumbnail: WordPress Embed Customize Embed The presentation is successfully added In Your Favorites. Views: 35 Category: Education License: All Rights Reserved Like it (0) Dislike it (0) Added: March 30, 2009 This Presentation is Public Favorites: 0 Presentation Description No description available. Comments Posting comment... Premium member Presentation Transcript Slide 1: Il racconto della nostra gita L' ECOMUSEO Slide 2: Progetto ecomuseo Il paesaggio Santuari della madonna di Dio l’sà canale Villoresi La nostra città Il casinott THE END Riassunto della nostra giornata Santuario della madonna di dio l’sà : Santuario della madonna di dio l’sà Cartina di Parabiago : Cartina di Parabiago Città di Parabiago IL CANALE VILLORESI : IL CANALE VILLORESI Le terre dell’ alto milanese sono soggette a periodiche sicità a causa del terreno permeabile, ciottoloso e ghiaioso: per questo motivo l’acqua, infiltrandosi nel sottosuolo, lascia la superficie arida e poco adatta alla coltivazione. Su progetto dell’ ing. Eugenio Villoresi tra il 1881 e il 1991 fu realizzato quindi un canale – il canale Villoresi – che, traendo le sue acque dal fiume Ticino, aveva la funzione di portare acqua a queste terre. L’opera fu fondamentale per l’irrigazione e quindi l’economia agricola dell’Alto Milanese aumentò. Il paesaggio : Il paesaggio La quercia Il gelso Il pioppo Il Castagno Il salice L’acero IL GELSO : IL GELSO Il gelso originario dell’Asia centrale, venne introdotto a Costantinopoli da alcuni monaci nel 500 d.C. e da lì, in seguito alle invasioni arabe, si diffuse anche in Europa. In Italia in particolare la pianta cominciò ad estendersi nel corso del XIV secolo, dopo il ritorno di Marco Polo dal suo viaggio in Cina, mentre tradizionalmente si fa risalire la cultura del gelso in Lombardia solo alla fine del secolo, durante il ducato di Ludovico Maria Sforza. Nel passato i gelsi costituivano una grande ricchezza. Negli anni trenta iniziò a decadere la lavorazione del baco da seta e a introdursi le prime fibre sintetiche e così il gelso è quasi del tutto scomparso dalle campagne di Parabiago. LA QUERCIA : LA QUERCIA La quercia era usata dai Romani per simboleggiare la sovranità. Per questo nelle insegne romane, nelle corone e negli emblemi di merito veniva sempre raffigurato un rametto di quercia (infatti robur indicava sia la forza che la quercia). La quercia entra a far parte degli “alberi cosmici” cioè alberi sacri al dio Giove, re degli Dei, infatti uno dei più importanti oracoli a lui dedicati era proprio una quercia. Oggi la quercia è impiegata nella costruzione di navi, mobili da giardino e giochi all’ aperto. IL PIOPPO : IL PIOPPO Nell’epoca di Virgilio la segatura di questo albero veniva usata per ricoprire la frutta di inverno dato che la sua corteccia aveva la proprietà di antisettico. Nell’ epoca romana si pensava che il pioppo aveva una proprietà curativa, oltre a quella di protezione, che era quella di curare le malattie come la febbre e le scottature. Oggi viene impiegato come decorazione nei parchi grazie alla sua bellissima chioma, ma non solo, viene anche impiegato come legno per compensati, cassette da imballaggio e soprattutto per la produzione di pasta per l’ industria della carta. IL SALICE : IL SALICE I Romani lo chiamavano vimen e usavano i suoi rami fluttuosi per la fabbricazione di legacci di qualsiasi tipo di scarpe. Il salice è stato sempre apprezzato per le sue proprietà curative come la corteccia che poteva diminuire la febbre. Oggi viene usato come decorazione di stagni e grandi giardini, i suoi rami oggi vengono impiegati nella produzione di cestini e canestri grazie alla loro capacità di piegarsi molto facilmente ed essendo molto leggeri. Tuttora vengono impiantati e cresciuti in montagna grazie alla capacità di resistere al clima e al terreno IL CASTAGNO : IL CASTAGNO I castagni venivano chiamati “ghiande di Giove” perchè tutto di questo magnifico albero ricordava la sovranità e la potenza del re degli Dei per questo è tuttora chiamato “Albero cosmico”. I filosofi Romani (come Plinio e Virgilio) lo rappresentavano anche nelle loro opere più celebri. Oggi viene impiegato soprattutto come prodotto fresco ed essiccato: ma in particolare come cibo per il bestiame ( suini soprattutto). Raramente questo albero viene usato come legno da bruciare ma viene impiegato nella costruzione dei pilastri. L’ACERO : L’ACERO Questo albero cresceva soprattutto nelle zone montane e submontane. È una pianta che si adatta facilmente ad ogni tipo di clima e suolo per questo nell’ antichità veniva usata come sostegno per i filari delle viti. Le sue foglie sono un’ ottimo alimento per gli animali e i suoi frutti hanno la forma di elica così grazie al vento possono diffondersi su tutto il territorio. Grazie alle sue foglie con colori vivaci oggi viene impiegato come ornamento da giardino, inoltre il suo legno viene impiegato tuttora nella costruzione di strumenti musicali come alcune parti di chitarra e di violino. Il casinott : Il casinott La caratteristica delle campagne di Parabiago, è la presenza di molte casette chiamate Casinott. I contadini vivevano soprattutto di agricoltura e allevamento. In caso che i campi agricoli erano distanti dalle abitazione, loro stessi provvedevano a crearne uno vicino alla casetta. Queste casette avevano il compito di dare un rifugio al contadino e proteggerlo dalla gentaglia che viveva allora a Parabiago. Pag.Iniziale LA GROMA e IL RESTO DELLA NOSTRA GIORNATA : LA GROMA e IL RESTO DELLA NOSTRA GIORNATA Con le nostre 2 guide abbiamo “provato” a suddividere una parte di campo con l’ uso della groma, un’ antica macchina usata dalla popolazione dei Romani per tracciare/suddividere i campi che decidevano di coltivare. In seguito abbiamo avuto del tempo di svago prima di sentire/consultare il sig.Raul che prima ci ha raccontato la storia della chiesa di Dio ‘l sa, poi ci ha raccontato la vita dei contadini e la storia del Canale Villoresi. Al termine della giornata siamo ritornati alla scuola di Parabiago e ripreso le lezioni. Pag.Iniziale THE END : THE END FINE DI QUESTA PRESENTAZIONE REALIZZATA DA SAMUELE R., PAOLO F. e LUCA N.