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Il paesaggio e il nostro ambiente di vita sono un sistema storico in cui il presente è in rapporto al passato e il futuro è in relazione al presente. Noi ragazzi accompagnati da una guida abbiamo appreso quante cose sono cambiate da tanto tempo fa a oggi.
Il percorso consisteva nell’ attraversare un parco, conoscere le sue piante, inoltre le guide ci hanno spiegato come gli antichi romani dividevano in parti uguali i campi di loro proprietà. Questo progetto si chiama ECOMUSEO che significa museo all’aperto. L’autore PUBLIO VIRGILIO MARONE ha scritto dei libri descrivendoci i tipi di piante che i romani coltivavano, le nostre guide ci hanno spiegato come il territorio di Parabiago è cambiato nel corso dei secoli. Progetto
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Al tempo dei romani venivano coltivate molti tipi di piante tra cui il castagno, il pioppo,
l’olmo, il corniolo, il salice, il platano, l’orniello e la vite. Virgilio, nelle “Georgiche”, descrive
la quercia come un simbolo di sovranità per i romani; infatti, sulle insegne dei Re Romani,
figurava una corona di foglie di questo albero.
Sempre a Roma, i soldati che in battaglia avevano salvato la vita
ad un commilitone (persona della stessa truppa di militari)
venivano incoronati con una ghirlanda di quercia. La mitologia
Romana narra che le due ninfe ospitate dalle querce, le Driadi e le Amadriadi,
siano le anime di tutti gli alberi.
Nella mitologia, si credeva che tale pianta fosse l’albero sacro
dedicato a Giove: infatti, il più antico oracolo greco, situato a Dodona,
era proprio una quercia. Le Piante Antiche
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La Farnia (Quercus robur L.) è la quercia più diffusa in tutta Europa. Il nome quercia ha origine romana, ma secondo altri, l 'origine sarebbe celtica. Il nome di questa specie di quercia potrebbe derivare dal fatto che ha sempre resistito a ogni tentativo di abbattimento.Ritenuta sacra e dedicata a Zeus e a Giove, la troviamo citata nel Vangelo e nelle Sacre Scritture e da grandi autori di tutti i tempi tra i quali Plinio, Omero, Platone, Cicerone, Virgilio e Ovidio.
Il ramo di quercia simbolo di virtù, forza, coraggio, dignità e perseveranza ed il ramo d'ulivo, simbolo della pace, compaiono nell'emblema della Repubblica Italiana
- Nome Comune : Quercia o Farnia
- Nome Botanico : Quercus robur.
- Famiglia : Fagaceae Foglie di QUERCIA Foglie di ULIVO La Quercia
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In un passo delle Bucoliche Virgilio scrive che le castagne rappresentano secoli della vita umana e che se si coltivano bene si ottengono buoni frutti.
Un po' di storia:
Le castagne venivano chiamate dai latini le “ghiande di Giove”, perché il tronco è grande ed i rami evocavano Zeus, il capo di tutti gli dei. Gli antichi Romani contribuirono alla sua diffusione, poiché venivano apprezzati sia i frutti sia il legno, la cui durezza era adatta a costruire alcune opere strutturali. Castagno
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È situata sul confine tra Nerviano e Parabiago e per questo motivo, in principio, è stata chiamata “Madonna Dio il Sà” che significa “solo Iddio sa” se la chiesa sorge sul territorio di Parabiago o di Nerviano.
Altro nome che le viene attribuito è “Madonna di Olzate”, derivante da “olza”, che anticamente corrispondeva ad una “porzione di terra delimitata da cinte e fossati”.
A fianco del santuario si trova un cimitero in cui venivano sepolte le persone malate di peste, in questo modo lontane dalla civiltà. Queste vivevano isolate in una capanna posta dietro al cimitero. Nel Giugno del 1914, annesso il piccolo cimitero, il Santuario della Madonna di Dio 'l Sa, fu dichiarato monumento nazionale. Santuario della Madonna di Dio 'l Sà
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Realizzato da:
Susanna M.
Clarissa Raffaella C.
Riccardo F.
Francesco P.
Con la collaborazione della
Prof.ssa Zattoni Elena
Informazioni ispirate dall’Itinerario di Virgiliano The End