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final story

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Added: June 26, 2007 This presentation is Public
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Presentation Transcript

Final Story : Final Story Book City – Concorso in Biblioteca Una storia con molti finali Entra Istituto Comprensivo n° 7 – 'L. Orsini' - Imola Scuola Secondaria di 1° Grado - a. s. 2004/05 Realizzazione: Prof.ssa Laura Pasquali – Prof. Lorenzo Medici


Slide2 : Si tratta di completare una storia di sentimenti o emozioni. In una fase iniziale le classi si incontrano e si presentano. Poi si decide una lettura comune che dovrà essere completata poiché manca il finale. Ogni classe, a gruppi di due o più alunni, produce i vari finali che vengono consegnati alla docente bibliotecaria in materiale cartaceo e in file word. La bibliotecaria, man mano che arrivano i finali, li ridistribuisce a classi diverse perché siano valutati. Ogni classe sceglierà due finali di un’altra classe. I vari finali verranno pubblicati nella pagina web del sito della scuola e nell’archivio informatico della biblioteca. I racconti potranno essere anche accompagnati con una sola illustrazione inerente al racconto. FINAL STORY Una storia con molti finali continua


Slide3 : ………..'Nella grande cucina disordinata c’era un cassetto. O meglio, ce n’erano tanti, ovviamente, ma se qualcuno diceva: ' La corda è nel cassetto in cucina', tutti quanti capivano. Magari poi succedeva di non trovarcela dentro, la corda. Quello sarebbe stato il suo posto, insieme a quello di un’altra dozzina di cose utilissime che non si trovavano mai: cacciaviti, forbici, nastro adesivo, puntine da disegno, matite. Cose del genere si cercavano prima di tutto nel cassetto, e poi dovunque. Il reale contenuto del cassetto era in effetti difficile da determinare; oggetti non sistemabili in base a una logica, cosucce inutili, ma che nessuno aveva cuore di gettare via, aggeggi che un giorno, chissà, si sarebbe anche potuto aggiustare (…) Certe volte, nei momenti di noia, Peter apriva il cassetto nella speranza che le cose potessero suggerirgli un’idea o un gioco. Non succedeva mai. Non c’era nulla che funzionasse, niente di collegabile. Magari, se per un milione di anni un milione di scimmie avesse continuato a rovesciare il cassetto, alla fine dal suo contenuto avrebbe potuto saltare fuori una radio. Ma di sicuro non ci sarebbe stato verso di farla funzionare, e nessuno l’avrebbe mai più gettata via. Altre volte, invece, come in questo pomeriggio di sabato, troppo caldo e noioso, andava tutto storto davvero. Peter aveva voglia di costruire qualcosa, di inventare, ma non riusciva a trovare niente di utile al caso, e il resto della famiglia non gli era di minimo aiuto. Quelli pensavano solo a starsene stravaccati nell’erba, fingendo di dormire. Peter li detestava. Quel cassetto sembrava rappresentare tutto ciò che non andava nella sua famiglia. Che disastro! Sfido io che pensare riusciva difficile. Come stupirsi che si rifugiasse sempre nei sogni a occhi aperti! Se avesse avuto una casa tutta sua, corde e cacciaviti sarebbero stati sempre al loro posto. E se fosse stato da solo, anche i suoi pensieri avrebbero finito per riordinarsi. Come si poteva pretendere che mettesse a punto le grandi invenzioni che avrebbero cambiato il mondo, quando i suoi genitori e sua sorella gli creavano intorno simili montagne di caos? Quel sabato in particolare, Peter si era messo a raspare in fondo al cassetto. Era a caccia di un gancio, ma sapeva di avere ben poche speranze. (…) La mano incontrò qualcosa di freddo e liscio. Estrasse un vasetto di vetro blu scuro con il coperchio nero. Sull’etichetta di carta era scritto, ' Pomata Svanilina'. Scrutò a lungo quelle parole, cercando di coglierne il significato. Il barattolo conteneva una densa pomata candida e liscia in superficie. Non era mai stata usata. Peter ci affondò dentro la punta dell’indice. La sostanza era fredda, non certo il freddo duro e pungente del ghiaccio, ma quello pastoso e morbido di una crema. Estrasse il dito e trasalì per la sorpresa. La punta dell’indice era scomparsa. Completamente svanita. Riavvitò il tappo e si precipitò in camera sua. Appoggiò il vasetto sulla mensola, si fece largo tra vestiti e giocattoli così da potersi sedere sul pavimento appoggiando la schiena al letto. Aveva bisogno di riflettere. Per prima cosa esaminò il suo indice. Era quasi corto come il pollice. Toccò là dove avrebbe dovuto trovarsi la punta del dito. Non c’era niente. La punta non era diventata semplicemente invisibile. Era proprio sparita. Dopo una mezz’oretta di silenziose meditazioni, Peter si avvicinò alla finestra che si affacciava sul giardino posteriore. Il prato appariva come una versione all’aperto del cassetto in cucina. Ecco i suoi genitori, che sonnecchiavano a pancia in giù sulle coperte, distesi ad abbrustolirsi al sole. In mezzo a loro, c’era anche Kate, la quale probabilmente riteneva che prendere il sole fosse un’esperienza da grandi. E intorno al terzetto, si trovavano le macerie del loro sabato pomeriggio sprecato: tazze da tè, la teiera, giornali, tramezzini sbocconcellati, bucce d’arancia, vasetti vuoti di yogurt. Peter rivolse alla sua famiglia uno sguardo carico di risentimento. Con gente del genere, non c’era niente da fare, ma non si poteva neppure buttarli via. Forse, però…Tirò un lungo respiro, si infilò in tasca il vasetto di vetro blu e scese di sotto…' Il racconto proposto tratto da Ian McEwan - L’inventore di sogni Indice


Slide4 : Gianluca Salamida 1^A Marta Brozyna - Chiara Santandrea 1^A Madalina Leccese - Margherita Peluso 1^A Altieri Michele - Casolini Simone 1 B Bianchi Virginia, Melandri Michela, Merli Sofia 1 B Ludovico de Nittis Emanuele Mirri Marco Cesconi 1 B Andrea Di Loreto 1 B Francesco Naldi 1 B Gianmarco Sandrini e Leonardo Menzolini 1 E Salvatore Capone 1 E Ferretti Stefano - Chiarini Marco - Mondini Gianluca 1 E Francesca Ferretti Chiara Cassani Alice Raggi 1 E Ambra Poli Chiara Frontali Francesca Poletti 1 C Chiara Pizzico Alessia Santandrea 1 C Castellucci Matteo – Edoardo Fornagiari 1C Nicolò Capucci 2^D Arturo Collina Filippo Zini 2^ D Lorenzo Pirazzoli 2^D Sofia Mingotti, Luca Vertova, Salvatore Cristalli 2^C Elena Foschi, Fabbri Valentina, Poggi Eros 2^C Michele Leopardi, Monini Sara, De Giorgio Michael 2^C Sara Caputo, Marzia Iengo, Linda Domenicali 2^E Anna Fantini, Manuela Spoglianti 2^E Geraci Lorenzo Simone Morini Strada Gianluca 2^E Annalisa Lama Laura Montanari Veronica Rossi 2^E Valentina Russo Federica Bandini Diana Foschi 2F Lisa Foschi Vasilica Leccese 2F Christian Pifferi 2 D Ian McEwan - L’inventore di sogni (Ritorna all’inizio della storia) Indice dei partecipanti VINCITORI DISEGNI


Slide5 : ………..Quel pomeriggio non gli portò niente di buono. Per cena Peter, fra tante cose buone, mangiò solo un uovo sodo, un pomodoro e un misero pezzetto di carne suina. Verso le 9:00 andò a letto, rifugiandosi nel velo rassicurante del lenzuolo blu con le facce di marziani verdi. Ma quella notte Peter non riusciva a dormire; solo verso le 4:30 del mattino riuscì a prendere sonno. Tuttavia la sua mente continuava a lavorare: sognava. Nel sogno era notte fonda, non si muoveva una mosca; la famiglia di Peter dormiva,tutti dormivano tranne lui. Tutta la casa era illuminata da una fiebile luce. Con in mano il vasetto della pomata svanilina stava andando in direzione della camera di sua sorella; aprì il vasetto, spalmò un po’ della pomata sulla sua pelle e in un attimo sparì. Poi, col vasetto aperto, si diresse verso la camera dei genitori e, con un po’ di esitazione spalmò la pomata: non aveva considerato che loro avevano il pigiama, che a contatto con la pomata svanì. Peter con gli occhi chiusi per l’imbarazzo alla vista dei genitori nudi continuò a spalmare a tentoni, ma sbadatamente fece sparire anche metà del letto. Stava tornando in camera sua quando si svegliò e… si rese conto che era sonnambulo. Tornò nella camera dei genitori: erano veramente spariti insieme alla metà del letto. Peter era confuso, gli girava la testa, si abbandonò su una sedia, ma una goccia della pomata svanilina le cadde sopra ed essa svanì; Peter non fece in tempo ad alzarsi in piedi e cadde a terra con un boom! che rimbombò per tutta la stanza :'Ahi!!!'. Urlò Peter, che poco dopo si rialzò e andò verso il letto. Peter riuscì a riaddormentarsi di nuovo. Il giorno seguente, i genitori di Peter sarebbero dovuti andare ad un ricevimento scolastico, ma chiaramente non si presentarono. Una serie di sfortunati eventi fecero riflettere Peter. Per cena mise in forno pollo e patate e aspettò che si arrostissero; lui nel frattempo cominciò a viaggiare con la fantasia: stava pensando a un forno, dal cui interno sbucò un pollo arrostito gigante che avanzava minacciosamente verso di lui; però, un forte odore di bruciato lo fece tornare in sé: nel forno il pollo era bruciacchiato e le patate annerite. Addio cena. Quando andò a fare la spesa, la cassiera gli chiese dove fossero i suoi genitori, e lui rispose che erano a casa malati, ma lei non gli credeva e continuava a interrogarlo. Peter aveva con sé la pomata svanilina e senza farsi vedere da nessuno fece sparire la ragazza. Peter si accorse che anche se non sopportava la sua famiglia, aveva bisogno di lei. Andò in cucina a frugare di nuovo nel famoso cassetto in cui aveva trovato la pomata svanilina, e in un angolino trovò uno strano composto chimico che lui non aveva mai usato, si trattava del PHI650. Peter sentiva che l’avrebbe aiutato a risolvere il problema. Lo mescolò con la pomata: insieme formavano un liquido giallastro dall’odore acre, lo versò su una foto ricordo della famiglia che aveva in camera sua, e…1,2,3…PUFF! Ecco riapparire la sua famiglia. Fece lo stesso con la cassiera. Poi si accorse di aver dimenticato qualcosa; quindi corse nella camera dei genitori. Troppo tardi, pensò, la mamma era già lì: 'Peter! Che fine hanno fatto i pigiami?! E in che modo puoi spiegarmi che fine ha fatto metà del letto?!!!'. Guardò la mamma furiosa, ma non poté rispondere. I genitori e sua sorella, subito dopo, tornarono a mangiare pop-corn e tramezzini in giardino, abbrustolendosi al sole, come se nulla fosse successo, ignari del pericolo che avevano corso. Ma…Sarà andata veramente così? Gianluca Salamida Indice


Slide6 : …Peter raggiunse le scale. La pomata era un mezzo davvero potente e… se fosse stato un agente federale? Aveva nella tasca un liquido davvero pericoloso,anche se al gusto di spinaci, ebbene sì, l’aveva anche assaggiato, e odorava di calzini usati da suo padre. Peter si inginocchiò come una tigre pronta ad attaccare e…scivolò sui pattini di Kate: ricadde giù ancora più pronto alla vendetta. Si guardò intorno, andò in cucina per meditare e fare un piano preciso: come vendicarsi? Si sedette vicino al tavolo e appoggiò la testa sulla mano per pensare meglio… Vide se stesso con la sua famiglia mentre cenavano (Peter cominciò a fantasticare senza accorgersene). La cena era composta da allettanti portate: una pizza vecchissima e talmente dura che avrebbe potuto essere usata come arma senza problemi; dei panini nei quali i pezzi di prosciutto erano piccolissimi al punto che Peter anche con il microscopio non sarebbe mai riuscito a vederli; un liquido giallo chiamato da sua madre, per una ragione sconosciuto a Peter, 'il tè'. I genitori di Peter cominciarono a fare delle battute che lui non capiva, ridendo come se stessero guardando uno show di Mr. Bean. Kate mangiò la sua porzione come un maiale, sporcando tutto e tutti quelli che le erano vicini… Peter ne aveva abbastanza. Guardò il suo dito e incredibilmente riuscì a vederlo, ma all’improvviso sparì, e poi riapparve, e così ancora,tante volte che non le poteva contare. Allora Peter mise il dito sotto l’acqua del rubinetto…Meraviglia! Comparve e restò visibile. Giunse l’ora di andare a dormire. Peter si alzò dal letto, trascinato dal desiderio di far sparire la sua famiglia. Prese la bottiglietta con la pomata e andò nel bagno. La casa era buia, deserta, paurosa. Ad ogni passo Peter sentiva strani rumori e una vocina, come se qualcuno gli dicesse: 'Peter…non farlo!'. Il sudore gli bagnava tutta la fronte. Gli sembrava che i mobili lo guardassero con sospetto, come se sapessero tutto del suo piano misterioso. Raggiunto il bagno, mise un po’ di pomata nella schiuma da barba di suo padre, mescolandola bene per non farla vedere; l’aggiunse anche alla crema per le mani di su madre e al dentifricio di Kate, quello al gusto di cioccolato che le piaceva tanto mangiare. Poi ritornò nel suo letto e si addormentò con un sorriso da furbetto stampato in faccia. Il giorno dopo sentì le urla dei genitori e di Kate… Si svegliò, fece un respiro profondo e andò a guardare il suo capolavoro. 'Peter…Peter…Andiamo dal medico con Kate!' lo raggiunse la voce di sua madre. Peter si trovava in cucina, appoggiato alla tavola. Guardò il suo pollice: era sporco di una sostanza blu. Sua madre era pronta ad uscire, con il trucco sulla faccia. Peter pensò: 'Ma come? E’ visibile! Forse è la fase in cui si vede e tra poco diventerà di nuovo invisibile, devo bagnarli.'. Prese un catino, lo riempì in fretta d’acqua, si avvicinò alla sua famiglia pronta per uscire e le buttò addosso tutta l’acqua. Sia i genitori che la sorella erano bagnati fradici. Sua madre girò lentamente la faccia… tutto il trucco si stava sciogliendo: sembrava un mostro. Il mascara blu che prima le decorava gli occhi, adesso le aveva sporcato le guance tanto che sembrava un puffo troppo cresciuto. Lo guardò come una iena che sta per aggredire un agnellino. Peter cercò nella tasca il vasetto di pomata: era ancora pieno. Si rese conto che la sua vendetta era stata solo un sogno ad occhi aperti. 'Mamma, papà, Kate, vi posso spiegare tutto' mormorò. Marta Brozyna-Chiara Santandrea Indice


Slide7 : ……Prese il barattolo e scese nel suo studio 'il mondo dei sogni', dove più che studiare, stava tra le nuvole, pensando di correre dietro ai dinosauri. Cercava il modo di far capire ai suoi genitori che erano troppo disordinati. IDEA! Avrebbe fatto sparire tutte le cose preziose di sua sorella e dei suoi genitori con la pomata svanilina. C’era però una difficoltà: come avrebbe fatto a mettere in atto il suo piano? Peter scese in cucina e aprì il cassetto, sperando di trovare un oggetto invulnerabile alla crema, in modo da non perdere altre dita: gli servivano ancora, e tutte! Un oggetto tipo… Ehi! Cos’era quell’affare simile a un guanto? Estrasse l’oggetto interessante e lesse: GUANTO MAGICO. Ci pensò su: chissà! Quel guanto non sarebbe svanito al tocco della crema? L’unica cosa da fare era provare. Estrasse dalla tasca il barattolo e tentò l’esperimento. Un sogghigno felice uscì dalla sua bocca. Quella sera stessa avrebbe compiuto il suo piano e niente lo avrebbe fermato! A notte fonda Peter vagava per le stanze al buio e si fermò di fronte alla porta della piccola stanza di Kate: voleva iniziare da lì. Appena sua sorella fu nel mondo dei sogni, Peter zitto zitto, quatto quatto, entrò, accese la sua piccola torcia, e iniziò ad esplorare la stanza. Kate teneva abbracciato il suo pupazzo preferito; Peter indossò il guano, estrasse il barattolo e… Cominciò a spalmare la crema; un po’ qua, un po’ là; fece sparire quasi tutto: le bambole, i trucchi finti, tutti i libri che Kate non leggeva mai, e altre stupide cianfrusaglie che poteva avere una bambina. Dopo aver terminato con sua sorella, andò nella stanza dei suoi genitori. C’era più disordine lì che in una discarica. Per prima cosa fece sparire l’unica sveglia che avevano, poi le scarpe preferite di sua madre (convinta che le portassero fortuna), il portafoglio quasi vuoto di suo padre e anche un calzino di ogni paio. La gonna preferita di sua madre ed un pantalone di suo padre. In bagno fece sparire l’accappatoio, gli spazzolini e il sapone. Andando a letto Peter cercò di immaginarsi che cosa sarebbe successo al loro risveglio. Il mattino seguente 'loro' si svegliarono molto tardi, andarono in bagno a lavarsi , almeno quello lo facevano una volta ogni tanto, ma non trovarono più gli spazzolini. Il padre si fece la doccia e quando ne uscì non trovò l’accappatoio:- Che strano, non trovo più il mio accappatoio. Non mi sono neanche potuto lavare con il sapone!- Kate entrò nella sua stanza ed emise un urlo:-MAAAAAMMAAAAA!!!- -Sì Kate!--Dove sono le mie bambole? E i miei giochi?-- Non lo so!- Nel pomeriggio, la mamma aveva una riunione di lavoro. Per scaramanzia voleva indossare le sue scarpe e la sua gonna preferita. Aprì l’armadio e…-AHHHHHHH!!!DOVE SONO LE MIE SCARPE E LA MIA GONNA?- Nessuno le rispose. Continuò a cercarli sotto il letto, in bagno e persino dentro il frigo. -Peter non credo li abbia presi.- Il papà prese dal cassetto dei calzini ma quando ne indossò uno si accorse che ne mancava un altro. Andò a vedere per curiosità anche gli altri calzini e in tutti ne mancava uno. Non trovò neanche i suoi pantaloni per andare a lavoro, e neanche il portafoglio. La mamma disperata cominciò ad accusare suo marito e lui accusava lei di essere disordinata e Kate accusava suo padre e sua madre e loro accusavano lei; beh, insomma, un vero caos… come se in quella casa non ce ne fosse già abbastanza. Iniziarono a litigare furiosamente. -STOOOP!!! Mamma , papà , sorellina, avete davanti il vero colpevole-disse Peter - TUUU!!Ma come hai fatto?- Chiesero stupiti. - Ho preso una crema che fa sparire tutte le cose, l’ho trovata nel cassetto dove voi tenete tutte le cose a cui dite 'dopo… dopo… le metterò a posto'e poi rimangono lì a fare la muffa. L’ho spalmata su ogni cosa, per farvi capire che cosa vuol dire non poter avere un po’ di ordine- . Dopo un momento di silenzio assoluto i genitori si scusarono e poi Peter aggiunse .- Però… c’è un problemino- -Quale?- chiesero. –Non so più fare tornare indietro le cose che vi ho fatto sparire.- - Peter!! Peeeeeter!!!- Entrò in cucina la sorellina tutta rossa, ma così rossa che sembrava un pollo arrosto : -Peter ma stai dormendo o sei sordo? Ci vieni a spalmare la crema?- - AHH!- Fece Peter, stiracchiandosi sul tavolo… Sì, vengo subito a spalmarvela… la crema. EH!!LA CREMA? Ah sì! Solare.- Sogghignò prendendo il vasetto blu. OH….Amata, dolce, tremenda, vendetta!- MADALINA LECCESE , MARGHERITA PELUSO Indice


Slide8 : ……Mentre pestava l’ultimo scalino pensò bene cosa fare con la pomata svanilina. Gli scattò in mente un’idea come un fulmine a ciel sereno: fare scomparire i genitori. Peter però non sapeva quando l’effetto della prestigiosa crema potesse poi finire. Prese la pomata e lesse: fra le varie indicazioni c’era scritto che l’effetto della pomata durava solo una settimana. Proprio quello che ci voleva. Aveva il tempo necessario per eseguire il suo piano. Volò di nuovo su per le scale e andò in cucina, dove c’era il cassetto, ( quando saliva quelle scale spesso gli veniva in mente di star volando), Cercò un paio di guanti per proteggersi dalla pomata, ma non li trovò lì. Cerca, cerca nei posti più impensati e finalmente, come già sospettava, li trovò in una scatola da giardinaggio mai utilizzata. Andò in giardino e provò la svanilina sulla teiera. Inizialmente la teiera si tinse di verde come il prato, poi si mimetizzò completamente. L’effetto era meraviglioso, ora al posto della teiera non c’era nulla, nel vero senso della parola. Pensava a come sarebbe stato bello andare a scuola così scomparso, e fare uno scherzetto al professore. Ma questo, adesso che Peter ci pensava era impossibile. Infatti se fosse completamente svanito non sarebbe potuto andare a scuola e neanche fare lo scherzetto. Disse al padre: Papi ti spalmo la crema ?. Grazie caro!- rispose il padre. Iniziò a cospargere di crema il padre. Un po’ alla volta quello cominciò a svanire come se il prato lo avesse inghiottito. - Mamma ti spalmo la crema?- Grazie caro!- rispose la madre e anch’essa scomparve nel nulla. Adesso toccava a Kate che dormiva. Era arrivato a mezzo busto, quando Kate si svegliò: Ah! Ah! Ah! Dove sono le mie gambe? Ti darei un calcio, ma non posso!- No! No! Calma! Non è come sembra!- cercò di replicare Peter. Ah no! E che cosa ci fai con quello strano coso in mano lì in piedi di fronte a me? E ridammi subito le mie gambe! Subito!!!!! Appena mi potrò alzare lo dirò a mamma e papà. A proposito, dove sono andati !?! Ah se potessi…- Peter, scocciato dagli strilli della sorella, prese la pomata e ne lanciò un po’ sulla sua bocca che scomparve. La rabbia di Kate si leggeva negli occhi, ma Peter non aveva tempo di pensare alla sorella e finì di cospargerla di svanilina, mentre lei si dimenava invano. Adesso che aveva finito, provava un po’ di compassione per i suoi, ma quello che doveva fare doveva essere fatto subito!. Iniziò immediatamente a mettere in ordine la casa. Dopo un giorno splendeva, e Peter non mangiò altro che toast: toast a pranzo, toast a cena e a mezzanotte… toast. Nei giorni seguenti Peter non andò a scuola e iniziò a raccogliere tanti suoi pensieri e i suoi sogni in un libro intitolato 'L’inventore dei sogni'. Come previsto, dopo una settimana i genitori e Kate ricomparvero e non lo misero in punizione solo perchè aveva messo in ordine tutta la casa e aveva dimostrato di saperla gestire anche da solo. Fece leggere il libro a Kate e le piacque molto... Peter, è ora di andare a scuola! Stavi ancora pensando ad occhi aperti? Devi ancora vestirti? Oh no ! Sbrigati! Da grande non so proprio come farai da solo! – Invece Peter da grande scrisse il libro 'L’inventore di sogni', rivedendo proprio i suoi sogni ad occhi aperti. Altieri Michele Casolini Simone classe 1 B Indice


Slide9 : …….Soltanto scendendo l’ultimo scalino, Peter cominciò a domandarsi se quello che stava accadendo era tutta realtà o frutto della sua fantasia, portandosi il dito davanti agli occhi: per la prima volta Peter era confuso! Infilò la mano con l’indice ancora visibile in tasca. Il vasetto era freddo e la sua superficie liscia diffondeva dubbio e inquietudine. Peter si chiese per la seconda volta se stesse sognando. Con il viso pallido e gli occhi incavati, percorse il corridoio e si diresse verso il bagno. Con una debole spinta, aprì la porta di quel tanto che bastava per passarci. Con un senso di paura e di speranza nello stesso tempo, andò a tastoni verso il lavandino, aprendo il rubinetto dell’acqua fredda. Mise le mani sotto lo spruzzo gelido, e le portò alla faccia rinfrescandola. In quel momento Peter sentì sul viso bagnato tutte e dieci le dita: compreso l’indice sparito. Peter rimase ancora più colpito e guardandosi allo specchio notò che il suo dito stava lentamente ricomparendo. In quel preciso momento capì il segreto della pomata e come far tornare tutto alla normalità, semplicemente bagnando con l’acqua la parte. Peter uscì dal bagno, sbirciò dalla porta che collegava il salotto con il giardino e subito, guardando i suoi genitori con astio, ma anche con divertimento, capì cosa avrebbe potuto fare con quell fior di pomata, che aveva fortunatamente trovato in quel disordinato cassetto, odiato fino a pochi minuti prima. Si precipitò subito nella sua camera, chiuse la porta a chiave, abbassò le tapparelle, accese una torcia e cominciò ad elaborare il suo piano. Dopo circa un’ora aveva già immagazzinato nel suo cervello una decina di scherzi da portare a termine con la pomata 'svanilina'. La mattina seguente attese la partenza del padre, che alle cinque si alzava per andare al lavoro. Ora Peter era in casa con sua sorella e sua madre, ancora profondamente addormentate. Peter sfruttò questi minuti preziosi per mettere in atto il suo piano. Quatto quatto, come un topino in cerca di formaggio, uscì dalla sua stanza e si intrufolò in quella della madre. Le tende erano già scostate e una luce fioca le illuminava il volto. Cautamente si avvicinò al letto infilandosi la mano nella tasca per prendere il barattolo. Svitò il coperchio nero con un leggero cigolio, ma la sua mano tremante fece goffamente cadere il tappo. Peter rimase immobile ed impallidì. Cosa sarebbe successo se la madre l’avesse scoperto? Si sentì un lieve fruscio di coperte che gli fece palpitare il cuore. Fortunatamente la madre non si svegliò, ma si rigirò lentamente fra le lenzuola. Il silenzio regnava ancora nella stanza. Peter tirò un sospiro di sollievo. Raccolse il coperchio e l’appoggiò sul comodino di fianco al letto. Le sue dita sprofondarono nella sostanza gelatinosa, le avvicinò ai riccioli biondi della madre che giacevano sulle coperte. In quel momento Peter si sentì potente, in grado di punire i suoi genitori quando lo riteneva giusto. Sollevò pian piano un lungo ricciolo e con la punta delle dita già impregnate di pomata, cominciò la sua opera…… Non era neanche a metà del lavoro quando si sentì uno sbadiglio profondo. Sbarrò gli occhi. Quel suono poteva significare solo una cosa: la madre si stava svegliando. Peter era in preda al panico. Questa 'piccola' complicazione non era prevista nel suo formidabile piano. Il primo istinto fu di infilarsi sotto al letto. I grandi piedi della madre atterrarono sul tappeto. Con passi pesanti la madre si diresse verso il bagno, stiracchiandosi. Come un’anguilla, Peter approfittò di quel momento per sgusciare fuori dal letto e pian piano si diresse in camera sua. Posò in fretta il barattolo della mensola più alta della libreria e si infilò sotto le coperte, facendo finta di dormire, ma nonostante fosse bravo a fingere, non riusciva a stare tranquillo. La circolazione dei pensieri nel suo cervello si interruppe nell’udire un grido lancinante proveniente dal bagno. - Aiuto! I miei capelli! - ...continua


Slide10 : Una corsa veloce e affannata fu sentita da Peter avvicinarsi alla sua stanza. In un secondo due grosse mani sudate affondarono le unghie nelle sue spalle, agitandolo come un povero straccio. Le sue palpebre si sollevarono bruscamente e un po’ scosso Peter riuscì a riconoscere il viso spaventato di sua madre che urlava. Sembrava proprio da manicomio. La sua pazzia aveva raggiunto il limite: infatti cominciò a girare per casa urlando. Poi la udì strepitare al telefono con il parrucchiere che, assonnato, aveva smesso di ascoltarla. Peter si sentì in colpa per la madre che continuava a girare per casa come una pazza. Prese un secchio, lo riempì d’acqua e decise di mettere fine alle sue sofferenze. Attese che la madre passasse per la cinquantesima volta davanti al bagno e ne approfittò per rovesciarle il secchio in testa. Lei si fermò, i suoi occhi infuocati lo fissavano intensamente. Era bagnata fradicia eppure non disse una parola. Poi pian piano i suoi riccioli biondi cominciarono a sbocciare come fiori al sorgere del sole. La madre serrò i pugni, gonfiò i polmoni e strinse i denti: si stava preparando per un grande urlo. Invece dalla sua bocca uscirono solo dei gemiti. - Sei diventato matto! - No lo sei tu, mamma! Perché ti agiti tanto? - Ma come ti permetti?! Non vedi nulla? Per tua informazione i miei capelli, sono spariti! Sono un mostro!!! . Peter fece finta di niente e con voce innocente rispose : - Io non noto niente di strano, se non mi credi vatti a vedere allo specchio andgt;andgt;. La madre ancora più imbufalita, spalancò la porta del bagno e si guardò allo specchio. Con occhi increduli vide che i suoi capelli erano ricomparsi. Subito pensò di essere matta e di aver bisogno di un dottore, poi si lasciò cadere su una sedia, socchiuse le palpebre e pian piano si calmo ... Peter si riscosse. Aveva sognato di nuovo ad occhi aperti. Venuta sera, Peter già aveva dimenticato la crema. Annoiato accese il computer. Aveva intenzione di giocare ad uno dei suoi soliti giochi di guerra e di conquista. Ma non appena lo accese, gli apparve sullo schermo una grossa scritta rossa lampeggiante: Attenzione! Attenzione! Attenzione! - e di seguito una finestrella con degli strani burattini che ballavano e cantavano insieme con voce metallica: - Poverino piccolino, se la pomata sulla terra finirà , la terra esploderàààààààà!!! andgt;andgt; Peter rimase sconcertato, ma non ebbe molto da pensare perché in quel preciso istante entrò sua sorella in camera e con la sua acuta vocina strillò: - Petel, Petel, il barattolo blu sopla la mensola alta alta sta pel cadele. Peter rabbrividì. Il solo pensiero che potesse succedere veramente ciò che aveva letto sul computer lo spaventava a morte. Corse in camera e fissò lo sguardo sul barattolo quasi vuoto che stava veramente per cadere. Di nuovo quella irritante e fastidiosa vocina canticchiò: - Mi dispiace è troppo tardiiiiiiiii! In quel momento Peter aveva voglia di spaccare il computer ma si trattenne. Rivide tutta la sua vita passargli davanti agli occhi: quelle belle giornate felici in spiaggia, il suo primo giorno di scuola, il suo primo bacio…, certo che Angela quel giorno era davvero carina!. Ma non era questo quello a cui Peter doveva pensare. Il suo compito era un altro: salvare la terra!!! Il barattolo cominciò a scivolare poi a cadere : ormai era ad un metro dal pavimento. Raccolse tutta la sua agilità e si lanciò, in una lotta contro il tempo; sentì la sua mano allungarsi verso il barattolo e intanto pensava: -E se non ce la faccio? - -E se il mondo esplode solo per colpa mia? - Peter chiuse gli occhi, non osava pensare a cosa sarebbe successo se non fosse riuscito a prendere il barattolo. All’improvviso un crac: il barattolo si era rotto! Peter era fuori di sé: non sapeva cosa pensare, ma poi…di colpo : - Peter perché non scendi dalle nuvole?- stava dicendo sua madre Sì, era stato tutto un sogno; ma chissà, la pomata 'svanilina' esiste davvero? di Bianchi Virginia, Melandri Michela, Merli Sofia classe 1 B Indice


Slide11 : ………Si chiese perché il barattolo che conteneva la crema non sparisse. Forse perché sugli oggetti di vetro non faceva effetto. Andò nel seminterrato, prese la sua pistola ad acqua con il contenitore di vetro e vi fece colare la pomata-svanilina. Aveva ragione, la pistola non scomparve. Raggiunse a passo felpato il giardino, dove si nascose dietro un cespuglio. Qui iniziò con mira precisa a colpire le 'macerie' dei famigliari, per riordinare il prato. Poi Peter mirò per colpire una bottiglia contenete succo di frutta, senza pensare che fosse di vetro; il colpo infatti rimbalzò contro l’oggetto e colpì in pieno il padre. La crema si diffuse velocemente su tutto il suo corpo. Di lui rimasero solamente le lenti dei suoi occhiali. Sua sorella Kate e la madre, intente ad abbronzarsi, non si accorsero della misteriosa scomparsa del padre. Ma Peter era in preda al panico, non sapeva cosa fare. I suoi pensieri gli sconvolsero la mente e un brutto presentimento gli diceva che non avrebbe mai più visto suo padre. Chissà, forse era andato in un’altra parte del mondo o peggio ancora era andato in un altro pianeta. Ma in qualunque posto fosse, stava sicuramente vagando senza meta e senza nessun punto di riferimento; lottando spietatamente contro lupi, leoni… Inoltre le intemperie lo stavano sicuramente ostacolando... Peter doveva rimediare al disastro che aveva combinato, e doveva farlo prima del risveglio della madre e della sorella, che intanto si erano addormentate sotto il sole. Andò quindi a guardare attentamente l’etichetta del barattolo, ma non ci trovò nulla di interessante, a parte gli ingredienti di cui era composta la pomata. All’interno del barattolo vuoto trovò, dentro una bustina di plastica, un foglietto ripiegato più volte su sé stesso con su scritto 'contro pomata-svanilina' . Ma questa pomata, se si voleva un suo effetto positivo, era da usarsi entro e non oltre mezz’ora dopo la scomparsa dell’oggetto o della persona. Cercò subito gli ingredienti nei cassetti della cucina: 5 cucchiai di terriccio; 2 cucchiai di zucchero; un bicchiere di latte scaduto; 3 cm di spago; una ciocca di capelli di sorella; 5 bicchieri di grappa; Occorreva poi mescolare il tutto e far bollire a 102° C. Peter prese quindi un tegame, cercò gli ingredienti e non fu facile, ma doveva fare in fretta perchè il tempo passava . Allo scadere del tempo l’antidoto non avrebbe avuto più effetto Ma il nostro protagonista doveva ancora staccare una ciocca di capelli da sua sorella, unirla agli altri cinque ingredienti e far bollire il tutto. Andò di corsa nel cortile e mentre la sorella era intenta a fare altre cose (o meglio a dormire sotto il sole), le si avvicinò silenziosamente. Stava per tagliarle una ciocca di capelli quando…..sentì suo padre dire: -'Peter, smettila di fare i dispetti a Kate!!!'- Pieno di stupore il ragazzo si girò e …… vide che il padre era sdraiato sul lettino come se non fosse successo nulla. Poi capì tutto; la crema si era sciolta con il calore del sole e il padre era ricomparso. Ma no!!! Era stato tutto frutto della sua immaginazione! O forse si stava sbagliando? Ludovico de Nittis, Emanuele Mirri, Marco Cesconi Indice


Slide12 : …………Pensò ad un posto comodo dove sedersi , magari la poltrona. Doveva riflettere. Si sedette sulla poltrona del soggiorno, aprì una scatola di biscotti e pensò dove potesse essere andato il suo dito. Forse era arrivato in una dimensione alternativa di cui l’unica porta era la pomata ? ' Okay- si disse-calmati, Peter . Metti un freno alla tua immaginazione. Stai esagerando. Non sognare ad occhi aperti. Concentrati su come far tornare il tuo dito.' Chissà cosa poteva succedere se immergeva il dito nell’acqua. E se fosse stato tagliato e fosse rimasto dentro la pomata? No, avrebbe sentito dolore. E se fosse stata una pomata magica che attutiva il dolore fino a non farlo sentire? Forse la usavano gli estetisti, per togliere i brufoli senza far sentir dolore. Peter non riusciva più a ordinare i propri pensieri. Sembrava che i pensieri si formulassero da soli, come se stesse dormendo e sognando. Ma lui era ben sveglio, lo sapeva. Eppure non riusciva a concentrare i propri pensieri sul suo problema. E se fosse stata una pomata che appena la tocchi non ti fa più pensare in maniera logica ? 'In effetti è così.' Disse una voce che sembrava provenire dal nulla. 'Chi è? Dove sei?' 'Sono uno spiritello racchiuso nella pomata e mi sono appena trasferito nel tuo corpo.' Peter si diede una pacca sulla testa e la scatola di biscotti gli cadde . Stava di nuovo sognando. Acci… Andando avanti così non sarebbe andato molto avanti. Cercò di pensare al suo problema, che aveva deciso essere il suo problema principale. Poteva tastare nella pomata alla ricerca della punta del dito. No, gli sarebbero sparite anche le altre dita. Poteva chiedere ai suoi genitori che cosa fosse quella pomata, probabilmente erano stati loro a metterla nel cassetto. O no ? Stava di nuovo esagerando. Chi volete che potesse essere venuto a mettere nel suo cassetto una pomata strana e misteriosa che faceva scomparire le parti del corpo su cui era spalmata ? Poteva anche fingere che la pomata non fosse mai esistita, rimetterla nel cassetto, urlare a squarciagola e dire che si era tagliato un dito con un coltello, frugando nel cassetto. No, non sarebbe riuscito a dimenticarla e dopo qualche giorno sarebbe andato di nuovo a cercarla. Decise che avrebbe mostrato la pomata ai suoi genitori. Uscì di casa con il barattolo bene in vista. 'Mami!' chiamò Peter. Sua madre alzò il capo e gli occhiali da sole. 'Che c’è, Peter? Non potevi restare a 'pensare' anche oggi pomeriggio senza disturbare?' gli rispose sua madre un po’ scocciata. 'Cos’è questa 'Pomata Svanilina?' Sua madre guardò prima lui, poi la pomata, poi di nuovo lui. 'Allora?' chiese Peter impaziente. 'Dove hai detto di averla trovata?' 'Non l’ho detto.' 'Dove l’hai trovata?' 'Nel cassetto.' E naturalmente capirono tutti. 'Allora, rimettila dove era.' 'Ma non puoi almeno dirmi cos’è?' 'Rimettila dove era.' Insistette sua madre. 'Ma…' 'Basta! Va bene, ne discuterò con tuo padre e, se lo riterremo opportuno, stasera te lo diremo. Kate, vai in casa.' 'Ma…' 'Kate, vai. In. Casa.' 'Uffa!' sbottò Kate. Peter e Kate si diressero verso casa. Peter rimise la pomata nel cassetto e si sedette sulla poltrona ad aspettare la sera. 'Bravo- gli disse Kate in tono accusatorio- ora non posso più prendere il sole per colpa dei tuoi stupidi pensieri!' Che tragedia, pensò Peter. Avrebbe resistito fino a sera…… Stava pensando se avrebbe resistito fino a sera…L’esercito nemico era pronto ad assediare il grande castello. Sarebbe stata una battaglia dura, visto che il suo esercito era in netta minoranza. Ma loro dovevano resistere ai nemici fino a sera, all’arrivo dei rinforzi. Poi l’attacco iniziò. Lui era pronto a vendere cara la pelle, ma una freccia lo colpì e svenne… Si svegliò e si accorse di non essere sulle mura di un castello, ma a casa sua con un braccio ancora infilato nel cassetto alla ricerca di un gancio. 'Ma allora-pensò- è stato tutto un sogno, un pensiero.' Controllò che le dita ci fossero tutte e non notò nulla di strano. Si alzò, guardò fuori e vide i suoi e Kate arrivare. Era pomeriggio inoltrato. Tornò a sedersi in poltrona. 'E’ vero, mami, l’ho visto con un braccio nel cassetto e sembrava mezzo imbambolato. Secondo me dormiva. ' Sì, dormiva!'sentì la madre dire a Kate, mentre rideva. Peter arrossì un poco e cominciò un’altra avventura nella sua testa. Andrea Di Loreto Indice


Slide13 : …….Quando scese di sotto si sdraiò sul divano e pensò a cosa potesse servire quella crema: forse era una crema per togliere i brufoli, funzionante anche troppo bene, che usava papà quando era giovane, oppure serviva a togliere le macchie più difficili e che però toglieva tutto, non solo le macchie ma anche la stoffa? Oppure era una pomata anticellulite, che faceva scomparire tutto, non solo un aspetto della pelle, ma era molto improbabile; non voleva chiedere ai suoi genitori a cosa servisse quella crema e poi, se si accorgevano che gli mancava un pezzo di dito, l’avrebbero portato all’ospedale: la cosa più importante era trovare una cura. Provò a bagnare il dito con l’acqua bollente e poi con quella gelata, ma il dito non tornava, allora provò con il talco, poi mangiò un pezzo di cioccolata, ma non per il dito, era solo perché non aveva fatto merenda e aveva fame. All’ora di cena i genitori di Peter lo chiamarono per mangiare; non sapeva come fare, perché non voleva che i suoi genitori scoprissero che gli mancava un dito, e pensò che l’avrebbero portato all’ospedale a fare tutti gli esami possibili. Durante la cena nessuno notò che Peter mangiava con la sinistra. Il problema arrivò quando doveva tagliare la carne, visto che aveva bisogno di due mani, allora approfittò del momento in cui tutti erano intenti a guardare la televisione. Dopo mangiato andò subito a letto, ma mentre dormiva, la sorella entrò con una torcia per vedere se poteva fargli uno scherzo e vide il barattolo, che era stato appoggiato da Peter sulla scrivania. Kate aprì il barattolo, gli infilò un dito dentro e stava per urlare, quando si accorse che era scomparso, ma Peter, che era stato svegliato dalla luce, le tappò la bocca con una mano fino a che Kate non si calmò, poi le raccontò tutto. Il giorno dopo, quando scese per fare colazione, una brutta sorpresa lo aspettava: quando arrivò a tavola i suoi genitori gli dissero che, dopo aver fatto colazione, sarebbero andati dalla zia Mary. A Peter non piaceva la zia Mary perché era disordinata e poi pensava che avesse dei problemi e per di più era vegetariana! Dopo colazione partirono e durante il viaggio Peter immaginò come poteva usare la crema svanilina: poteva usarla per rubare gli oggetti preziosi, per esempio oro e gioielli, e se lo avessero catturato poteva usare la crema per far sparire le sbarre..... Ma Peter non era un ladro e non voleva esserlo; oppure poteva venderla, ma forse l’avrebbero usata in modo inadeguato o pericoloso; oppure poteva usare la crema per fare degli scherzi ai suoi amici, però si ricordò che oltre a sua sorella e al cane del vicino non aveva amici, perché avevano paura di uno che pensava sempre e non rivelava i suoi pensieri. La macchina si fermò ad un fast food; Peter prese un’aranciata, ma mentre stava aprendo la lattina notò che il dito gli stava scomparendo sempre di più: il mozzicone ora era più piccolo. La sorella arrivò e Peter le disse: il dito sta peggiorando, dobbiamo trovare una cura!! Kate si mise a singhiozzare, poi si asciugò le lacrime e raggiunse la macchina insieme a Peter Partirono e dopo un po’ di tempo arrivarono dalla zia. Il 'pranzo' era pronto: c’erano pomodori in insalata mista, uno sformato di spinaci e una zuppa di verdure. Peter individuò nella zuppa i fagioli, il prezzemolo, del sedano e della cipolla, tutte verdure non di suo gradimento. Peter fece una smorfia e ingoiò un cucchiaio di zuppa: non gli piaceva........ Guardò il suo dito: stava tornando, prima era verde e poi diventò del colore normale: Peter andò in cucina e Kate lo seguì. Peter esclamò: - Mi è tornato il dito, mi è tornato! La zuppa mi ha fatto tornare il dito! - Kate assaggiò la zuppa e anche a lei rispuntò il dito. Dopo mangiato Peter si riposò finalmente tranquillo, poi ripartirono verso casa. Si risvegliò quando arrivarono a casa . Peter apparecchiò e mangiò una bella bistecca, visto che dalla zia aveva mangiato solo verdure; quando finì di mangiare guardò un po’ di televisione e poi andò a letto, perché il giorno seguente lo aspettava la scuola. Quando si alzò, si vestì e si mise in tasca la crema svanilina, andò di sotto e fece colazione. Ad un tratto vide l’autobus che stava arrivando: prese la cartella e Kate per la mano e salirono sull’autobus. Mentre Peter era sull’autobus, pensò a quello che era successo e si ricordò appena in tempo che doveva scendere. Prese la cartella e scese, e poi si guardò in giro urlando: - Kate! Kate! - Non c’era! Poi sentì la voce di Kate accanto a lui. Era sempre stata lì. Uscendo dalla scuola tirò fuori il barattolo, svitò il coperchio e mentre guardava la crema, non si accorse di una buccia di banana così scivolò. Il vaso volò , la crema si liberò in aria e ricadde sul suo professore di matematica: Peter era sconvolto, aveva fatto sparire un uomo!!! Ad un tratto sentì la voce di Kate che sembrava molto lontana. Si scosse e si accorse che era in cucina a rovistare dentro il cassetto, dove però non c’era nessun vasetto. Si sentì sollevato: era stato tutto un sogno ad occhi aperti. I suoi genitori erano ancora fuori.. Peter uscì in giardino, si sdraiò sull’erba e si addormentò. FRANCESCO NALDI Indice


Slide14 : …..Mentre stava scendendo le scale ebbe un ripensamento; era meglio escogitare un piano. Trascorse il pomeriggio a meditare su una valida strategia da mettere in atto per porre fine al 'regno' del disordine, creato dopo tutto dai genitori e dalla loro mentalità nullafacente e disordinata. A causa loro infatti, ogni cosa che lui tentava di sistemare, dopo pochi attimi era di nuovo in un altro luogo, ovviamente in disordine. Le cose potevano rimanere al proprio posto se solo se i genitori non fossero mai esistiti. Successivamente, ripensando a quello che aveva trovato nel cassetto in cucina, Peter constatò che poteva 'rivisitare' quel posto, chissà, forse vi avrebbe trovato altre cose incredibili… …così fu! Aperto il cassetto infatti, dopo aver rovistato tra il contenuto, intravise un vasetto rosa chiaro con scritto andlt;pomata riapparinaandgt;, con una pustoletta a fianco con scrittoandlt;controeffetto della pomata svanilinaandgt;. Evviva !!! Esclamò Peter. Così per prima cosa fece riapparire il polpastrello del suo indice, e poi, passò agli scherzi. Dopo alcuni giorni di ripensamenti mise a punto il suo piano e avviò la catena degli scherzi, facendo bersaglio sul carattere dei propri famigliari. Appena fu notte Peter si intrufolò in camera di sua sorella; lei dormiva profondamente allora lui ne approfittò per fargli sparire il walckman(lei lo riteneva un delle cose più importanti) e ne approfittò anche per prendere il suo diario segreto. Il lucchetto non creava problemi, visto che Peter era attualmente in possesso della andlt;pomata svanilinaandgt;. Conclusa l’operazione 'scassinamento', Peter portò il diario in camera sua e iniziò la lettura. Oltre fatti amorosi scoprì cose incredibili sulla 'reputazione macchiata' di sua sorella. I segreti, pur essendo sconcertanti, non dovevano essere rivelati, era pur sempre sua sorella. Però, scoperto il lato di sua sorella nel quale si rispecchiava la 'Top Model' della scuola, decise di rovinargli leggermente l’aspetto. Si immaginò per prima cosa sua sorella calva: 'mica male' pensò…. La mattina dopo infatti, Kate non si ritrovò con il solito bell’aspetto; ebbe dunque una sorpresa non tanto a suo gradimento, i suoi capelli erano da qualche altra parte, di certo, non lì attaccati alla sua testa! Come seconda idea, pensò a sua sorella senza un occhio e la trovò molto più attraente e affascinante e quindi due notti dopo intraprese la seconda operazione: quella dell’unico occhio. La sorella era diventata prima calva, poi pure 'ciclope': 'che progressi' bisbigliò. Però quando la vide piangere decise che per lei bastava. Ora era il turno successivo, quello dei genitori. Per prima cosa pensò a qualcosa che stesse a cuore a sua madre e suo padre, o qualcosa per loro indispensabili, come, per esempio, la carta di identità. Pensò inoltre che almeno, in questo modo, gli avrebbe procurato qualcosa da fare per il prossimo mese, cioè convincere le persone di essere quello che sono, riottenere nuovamente tutti i documenti e i permessi… Così fece. Spalmò la andlt;pomata svanilinaandgt; sui due documenti: spariti! proprio vaporizzati. Nei giorni seguenti vide la sorellina umiliata e derisa dai propri compagni e i genitori depressi; decise dunque che la lezione era terminata ed era il momento di ripristinare le cose. Gianmarco Sandrini e Leonardo Menzolini Indice


Slide15 : ... e uscì da casa per andare in giardino dove i suoi genitori stavano prendendo il sole. Chiese alla mamma cosa poteva fare d'utile e lei rispose di andare a riordinare la cantina. Soddisfatto di aver trovato qualche cosa da fare, aprì la porta della cantina, entrò e si chiuse dentro nascondendo la chiave. Prese la pomata svanillina e fece sparire tutti gli oggetti perché odiava il disordine e si addormentò per terra. Dopo un'ora si risvegliò e si accorse che prima di mettersi al lavoro si era chiuso dentro e ora non trovava più la chiave, così prese la pomata e fece sparire la porta. Dopo poco si avviò in bagno, si lavò le mani e andò in cucina perché era pronta la cena. Sul tavolo c'era il piatto preferito di sua sorella: il pollo arrosto. Prima di invitarla a tavola fece sparire il suo piatto, e , quando la sorella non vide il pollo iniziò a piangere. Sua mamma dovette condividere il suo pollo con sua sorella. Il giorno seguente, Peter senza voglia, andò a scuola con la sua inseparabile pomata svanillina. La lezione di storia stava diventando sempre più noiosa (come al solito), così chiese alla professoressa se poteva andare in bagno e consentitegli usci. Invece di andare in quel minuscolo e puzzolente bagno, si recò verso l'aula dei professori. Assicuratesi che non c'era nessuno, entrò e dopo aver trovato le verifiche di matematica dell'ora dopo le fece sparire. Alla ricreazione, si avvicinò ad un suo compagno di classe che aveva cura dei suoi capelli, e gli fece colare la pomata in testa. Gli erano rimasti in testa solo pochi capelli e come un matto corse via. Un giorno, Peter entrò di nascosto a casa del 'bullo' della scuola e dalla finestra entrò in camera sua. Dato che lui si vestiva sempre alla moda, con la pomata gli fece sparire tutti i suoi vestiti. A casa la sua sorellina aveva iniziato a piangere perché Peter non voleva giocare con lei, così la fece sparire prima che i suoi genitori lo sgridassero d'averla fatta piangere. Dopo un'ora di noia, voleva far tornare sua sorella perché non sapeva a chi fare dei dispetti, ma non sapeva come fare, così prese in mano la confezione di pomata su cui c'era scritto: ATTENZIONE PER FAR RIAPPARIRE LE COSE SPARITE CON LA POMATA CHIAMI IL NUMERO 200895440. In fretta, Peter prese il telefono e chiamò. Rispose un uomo da una voce rauca, forse era un vecchio che gli disse di vedersi al parco. Peter si avviò con la sua bici e arrivato l'anziano gli affermò che lui era l'inventore di quella magica pomata e poi tirò fuori dalla tasca del suo cappotto un'altra crema. Era di color rosa salmone e il vecchio, dopo averla data al ragazzo gli disse che per far comparire le cose comparse bisognava andare sul punto dove erano sparite e spannare la pomata sul terreno o sul pavimento dove l'oggetto o la persona era scomparsa. Ringraziando l'anziano signore, Peter corse a casa, andò in sala e spalmò la pomata a terra. D'improvviso la sua sorellina comparve e i due si abbracciarono e Peter promise di usare la pomata solo per i casi utili come quello di far scomparire le verifiche. Salvatore Capone Indice


Slide16 : …….Peter appena andò in giardino dove i genitori prendevano il sole beati. Subito gli venne l’idea di sperimentare la pomata su sua sorella: si avvicinò con cautela ad essa per spalmarle la pomata miracolosa. Appena riuscì spalmarle la gamba di pomata, ebbe effetto, facendola scomparire. Svegliò sua sorella, la fece alzare e………..questa cadde per la mancanza della sua gamba. Subito la sorella cominciò a urlare e per poco non svegliò i genitori. Peter subito scappò in camera sua per escogitare un altro dei suoi piani………….. Arrivato in camera decise di sferrare l’attacco a sua mamma. Si avviò verso la camera dei suoi genitori, prese il barattolo della crema per le rughe di sua mamma e la portò in camera sua dove aveva lasciato la pomata svanilina. Fece colare alcune 'gocce' di pomata nella crema di sua mamma. La mattina successiva la mamma si applicò la pomata 'truccata' sul viso, tranne che sulla bocca e su gli occhi. Sua mamma procedeva senza alcun timore verso la cucina dove Peter stava facendo colazione; lui scoppiò in una risatina però fece attenzione a non farsi scoprire da sua mamma. La sorella stava arrivando zoppicando verso la cucina disperata in cerca della madre. Arrivata in cucina prima fece una faccia perplessa e poi scoppiò in un urlo così acuto che fece tremare tutti i vetri della casa. La madre gli chiese cosa avesse fatto ma Kate scappò via. Peter era soddisfatto del suo lavoro, ma c’era ancora un membro della famiglia da punire: il padre. Peter decise di affliggere al padre una punizione simile a quella della madre. Quella notte Peter si svegliò assonnato e andò in bagno e lì aprì l’armadietto dove il padre e la madre tenevano profumi, deodoranti e altre cose intime. Prese il tubetto ricaricabile del dentifricio di suo babbo, lo svuotò e lo riempì di pomata svanilina. La sera dopo il padre mise il 'dentifricio' sullo spazzolino senza guardare e se lo applicò sui denti. Successivamente, si rese conto della potenzialità dello strano dentifricio. Andò da sua moglie per far