Minicronaca della nascita della chiesa di Miano

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Mini cronaca della nascita del Movimento Pentecostale nella zona di Miano di Napoli

  Memorie di una sorella anziana della Chiesa di Miano  :

Memorie di una sorella anziana della Chiesa di Miano Queste poche righe non vogliono innalzare nessun uomo se non solo ed esclusivamente il nostro caro e prezioso Gesù. Se vengono menzionati i nomi di alcuni fratelli, è solo perché sono stati strumenti al servizio del Signore; il racconto di una parte della testimonianza di uno di questi mi ha permesso di poter essere abbastanza chiara nell’esposizione dei fatti.

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Tutto iniziò a Secondigliano, alla fine degli anni quaranta, quando il fratello Brandi Carmine fu evangelizzato dai fratelli in carne e in fede Cosimo e Gaetano Russo. (Questi avevano ricevuto la testimonianza dell’Evangelo in una fabbrica di scarpe). Carmine Brandi era un uomo semplice, generoso, ricco d’amore; viveva in un basso sul Corso Secondigliano (dove ora c’è la Banca Popolare). Il locale aveva una piccola stanzetta fronte strada, ed era lì che esercitava la sua professione di ciabattino. Quando lo Spirito Santo lo convinse di peccato, si arrese completamente nelle mani del nostro Signore Gesù che perdonò tutti i suoi peccati, lo guarì, e fece scendere una grande unzione su di lui.

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Infatti da quel giorno ci fu un’unica priorità nella sua vita: annunciare l’Evangelo . Nel suo cuore c’era una sola passione: quella per le anime; così non perdeva occasione per predicare l’Evangelo con franchezza e il Signore si manifestava con miracoli e prodigi. Fiero della Verità che aveva ricevuto , camminava sempre avendo in mano la sua preziosa e consumata Bibbia. Le persone non potevano comprendere questo nuovo modo di essere e, anche se la trasformazione era palese, preferivano definirlo pazzo e continuare a considerare la Bibbia … solo un libro. «Una lampada non è accesa per stare sotto al moggio»

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L’orgoglio di tanti, compresi i parenti tanto zelanti a correre dietro a Maria e ai santi, era colpito nel profondo perché non era pensabile che un ignorante come lui potesse pretendere non solo di possedere la Bibbia, ma addirittura leggerla, capirla e perfino spiegarne il senso . [ Non dimentichiamo che quello era un tempo di assoluto bigottismo e che era proibito non solo leggere, ma anche solo possedere una Bibbia. Il popolo, dicevano i preti, non la poteva capire e solo loro potevano spiegarla!!!!! I pochi evangelici in giro erano chiamati “protestanti” e anche solo frequentarli era peccato ] Nonostante le svariate difficoltà nell’approccio con la gente , molti si innamorarono di Gesù; i primi culti nelle nostre zone si svolgevano nelle case e il Signore non mancava mai di visitarci.

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Il locale di culto al quale facevamo riferimento si trovava a Materdei, un quartiere di Napoli, abbastanza lontano da noi, e, per andarci, dovevamo usare i mezzi di trasporto (lascio immaginare quanto ciò fosse faticoso per noi, sia perché il trasporto pubblico all’epoca non era efficiente come lo è oggi (si fa per dire), sia perché a quei tempi in ogni famiglia non c’erano meno di nove figli a testa). Per questo le riunioni continuavano nelle varie case e anche nella bottega del fratello Carmine Brandi . Ricordo alcuni fratelli di questi primi incontri: Molli Antonio, Paccone Armando, Di Martino Pasquale, Lucarelli e altri pochi simpatizzanti .

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Il desiderio di trovare un locale più vicino per offrire il culto al Signore cresceva, ma, mentre il desiderio cresceva, anche la ricerca diventava sempre più ardua a causa della gente che si condizionava a vicenda e nutriva un odio profondo verso di noi e per quello che con tanta gioia andavamo annunziando: guai a chi avrebbe avuto a che fare con i protestanti! Ma il Signore era con noi e, nonostante tutto, trovammo un locale sul Corso Secondigliano in un palazzo detto “palazzo Scarzillo”. Questo avveniva nei primi anni cinquanta. Con gioia dedicammo quel locale al Signore e vennero a celebrare quel primo culto i fratelli della nostra lontana chiesa di Materdei: Anastasio Aurelio e Alvino, i quali affidarono questa nuova comunità proprio al fratello Carmine Brandi .

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Le riunioni nelle case, tuttavia, continuarono; la sete della verità riempiva i nostri cuori e le preghiere e gli ammaestramenti si susseguivano quotidianamente. Poi nel 1954 il fratello Carmine Brandi andò ad abitare a Via Parisi (nella zona di Miano) e, avendo una casa più grande, mise una stanza a disposizione per le riunioni. In questo modo anche le persone di Miano, di Capodimonte e dintorni avevano più possibilità di ascoltare la Parola di Dio. Nel 1958 il Signore ci fece trovare un locale a Via Miano (piccolo, ma a fronte strada ). Vennero nuovamente gli anziani della chiesa di Materdei e tutti insieme, con gioia, dedicammo anche il nuovo locale al Signore. Essi decisero, poi, di affidare la chiesa di Secondigliano al fratello De Martino Pasquale e quella di Miano al fratello Carmine Brandi .

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Per molto tempo ci siamo considerati una sola comunità, tanto che i culti erano frequentati da tutti i credenti di entrambe le chiese (infatti gli orari di culto erano organizzati in modo che non capitassero mai contemporaneamente nelle due comunità ). Tra le prime famiglie ricordo: Romeo, Girasuolo, Cristallo e Buonaurio (la moglie di questo fratello era un’ex suora ). Intanto la comunità di Miano, come del resto anche le altre comunità, continuava a crescere e, ancora una volta, ci trovammo nella necessità di cercare un nuovo locale di culto più spazioso

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Nel 1964/65 il Signore ci provvide un locale più grande, a fronte strada, in Via Vittorio Veneto 40, dove ancora oggi ci raduniamo per celebrare il culto al Signore . Il fratello Carmine Brandi ha condotto ininterrottamente la comunità Per circa un anno non abbiamo avuto un pastore definitivo, ma vari fratelli si avvicendavano per guidare le riunioni. Ma, grazie a Dio, in quegli anni erano cresciuti molti giovani fedeli e molti di loro furono chiamati a guidare varie comunità. fino al 1985/86, poi, circa un anno dopo, andò col Signore.

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Ma il Signore ci ha sostenuti e poi, finalmente, nel 1996 lo stesso fratello Claudio D’Antonio ci presentò il fratello Aldo Siviero, già noto per l’Opera che conduce a Radio Evangelo, che restò a pasturare la comunità per circa dieci anni. Oggi , nel 2006, la comunità è curata dal fratello Elio Melluso. Uno di questi giovani, il fratello Claudio D’Antonio, della chiesa di Secondigliano, venne come pastore a Miano per circa sette anni . Poi, nuovamente, la chiesa di Miano non ha avuto un pastore definitivo; si alternarono parecchi fratelli per celebrare i culti e, sinceramente, è stato uno dei periodi più bui per noi.

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